Il cuoco

Di

Editore: e/o

3.1
(32)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866328014 | Isbn-13: 9788866328018 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Dalla notte in cui Conrad arriva a Cobb, niente sarà più lo stesso per gli abitanti della tranquilla cittadina ai piedi del misterioso castello di Prominence. Altissimo, cadaverico, tutto vestito di nero, di lui non si sa quasi nulla. Appena qualche accenno a un passato aristocratico cancellato da un tracollo economico, notizie di amici fra i maggiori notabili della lontana città, e infine la sua professione: cuoco. Appena arrivato prende subito servizio presso la ricca famiglia degli Hill, una delle più antiche del posto, portando con se le ricette migliori (e i coltelli più affilati) per conquistare la loro fiducia. Ma da dove viene? Qual è il suo piano? E perché non si separa mai dal suo coltello preferito? I suoi piatti soddisfano i gusti più esigenti, su questo niente da dire, ma c'è qualcosa di sinistro in lui, di sulfureo. Le sue pietanze non sono solo buone, sono irresistibili. Anzi, di più: sembrano in grado di piegare la volontà anche dei meno golosi. In breve l'intera cittadina verrà soggiogata dalle sue diaboliche arti culinarie, a partire dalle famiglie più importanti, gli Hill e i Vale, dalle cui sorti dipende il destino del maniero di Prominence e dell'intera vallata... Sta per succedere qualcosa nella cittadina di Cobb, qualcosa che i suoi abitanti ricorderanno per molto, molto tempo.
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  • 3

    La seduzione del cibo

    Libro strano.
    Sembra un thriller ma non lo è, sembra un dark ma non lo è, sembra un suspance ma non lo è.
    Devo raccapezzarmi per rilevare che il protagonista, perquanto avvolto da un'aura molto mister ...continua

    Libro strano.
    Sembra un thriller ma non lo è, sembra un dark ma non lo è, sembra un suspance ma non lo è.
    Devo raccapezzarmi per rilevare che il protagonista, perquanto avvolto da un'aura molto misteriosa, non è poi così demoniaco come si teme o potrebbe sembrare dall'analisi della sua figura. E anche la trama non è così astutamente perversa come ci si aspetterebbe. E' proprio un libro strano, che lascia molto imbarazzo di fronte alla facilità con cui l'essere umano si può far influenzare da soggetti assai manipolatori, come il nostro protagonista, che usa spregiudicatamente la seduzione del cibo per arrivare ai propri successi gloriosi.
    Il finale lascia molte perplessità, è affrettato e semi incomprensibile: di certo il lettore si aspetta la scossa conclusiva altamente mozzafiato, che però non arriva.

    ha scritto il 

  • 1

    Nel terreno del nulla...

    La nota editoriale a chiusura del romanzo si chiede chi si celava dietro ad Harry Kressing, l’uomo del mistero.
    E infatti, aggiungo io, chi si celava dietro di lui? Forse una donna antenata di quelle ...continua

    La nota editoriale a chiusura del romanzo si chiede chi si celava dietro ad Harry Kressing, l’uomo del mistero.
    E infatti, aggiungo io, chi si celava dietro di lui? Forse una donna antenata di quelle dei nostri anni, morbosamente malata con la forma fisica e i kg di troppo? O forse un dietologo, desideroso di far passare, con la scusa di un romanzo di un altro genere, il messaggio “occhio al cibo?” O forse, molto più semplicemente un pazzo?
    Io sono ancora qua a chiedermelo.
    Questo abominio di libro, ristampato dall’editore E/O, in realtà è stato scritto nel 1965, e leggendo la trama e alcuni commenti, mi aspettavo un bel classico del gotico-thriller ad atmosfera, insomma, uno di quei cult d’annata che, sempre più avvolti dalle banalità di oggi, definiamo “chicche”.
    Mi “aspettavo”.
    Il protagonista si chiama Conrad ed è un omone misterioso ed arrogante che trova lavoro come cuoco presso una delle famiglie più ricche e antiche della piccola cittadina di Cobb. Incute timore ed è eccezionalmente bravo e apprezzato per il suo lavoro, tanto che tutti gli altri servitori della casa sembrano passare in secondo piano o comunque provare, nei suoi confronti, una sorta di sinistra reverenza.
    Ebbene, la prima metà del romanzo si concentra sui banali dialoghi fra Conrad e i membri della famiglia Hill (più quelli di un’altra famiglia, i Vale, che è spesso a pranzo da loro) riguardo ai cibi pesanti e grassi e a chi della famiglia deve perdere peso: i kg di troppo di ciascuno, il momento del peso che poi diventa un’abitudine, la felicità di alcuni nel vedere che perdono addirittura grammi, la preoccupazione per chi è “troppo tondo” da non trovare marito o moglie o quello che sia. Insomma, piuttosto di un cult scritto nel 1965, pare di trovarsi in una patetica famiglia dei giorni nostri, ma di quelle malate, e anche tanto.
    Il thriller non esiste neanche lontanamente, se non per l’ambientazione un po’ dark del paesino e per una scena in cui Conrad infilza il coltello nella mano di un altro servitore (per questioni tra l’altro imprecisate). Ma è tutto talmente pallido e brutto che, a livello di gusto, il lettore non ne ricava nulla.
    E l’altra metà, direte voi?
    Ebbene, nell’altra metà una fanciulla di una delle due famiglie è tutta contenta perché a forza di perdere perso con le pietanze preparate da Conrad trova marito, ma a quanto pare di peso ne perde fin troppo fino ad ammalarsi. Poi, delle nozze vengono comunque festeggiate (non ricordo nemmeno se della fanciulla ormai deperita o di quella dell’altra famiglia, che, al contrario, dopo l’arrivo di Conrad, aveva iniziato ad ingrassare a dismisura) e, alla fine del banchetto, la coppia in questione muore…..dopo aver esagerato con cibo e bevande!
    Ora, io molto difficilmente stronco i libri letti, ma questa volta sono costretta a farlo senza pietà. Non per ciò che racconta (e che in fondo potrebbe anche strappare qualche risata) o perché di thriller qui non c’è nulla (anche se detesto quando gli autori usano un genere come pretesto per parlare di ciò che vogliono davvero), ma perché non ho trovato alcun senso in ciò che ho letto. La storia è sciocca, i dialoghi ripetitivi, le scene descritte pallide e banali. Qualcuno ha parlato di “Il cuoco” come di un romanzo con un senso simbolico….quale?
    La sola stellina la riservo solo ai libri che restano nel terreno del nulla, e “Il cuoco” secondo me è uno di questi.
    E mannaggia a me che l’ho addirittura comprato, spinta dalla curiosità!
    Sconsigliato a chiunque.

    ha scritto il 

  • 4

    →Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: http://thebookishteapot.blogspot.it/2017/01/recensione-il-cuoco-di-harry-kressing.html

    Gordon Ramsey una volta disse: "non si entra in cucina per diventare ...continua

    →Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: http://thebookishteapot.blogspot.it/2017/01/recensione-il-cuoco-di-harry-kressing.html

    Gordon Ramsey una volta disse: "non si entra in cucina per diventare ricchi".
    Naturalmente questa sua affermazione era rivolta ai suoi cuochi di Hell's Kitchen, ma se tra di loro ci fosse stato anche Conrad Venn - personaggio protagonista di questo libro -, sarebbe riuscito ad arrivare in finale? O, nell'intento, avrebbe trovato in Ramsey qualcuno con cui combattere?

    Conrad Venn è un cuoco eccelso che ha fatto del cibo e della buona cucina la sua vita.
    Arrivato nel paese di Cobb, si stabilisce nella residenza degli Hill come loro cuoco personale: è un attento ascoltatore, un esperto conoscitore di qualsiasi pietanza, un palato sopraffino e un consigliere abile dal gusto elegante ed accurato.
    Tutte qualità, queste, che in un personaggio dal passato improbabile e misterioso provocano negli abitanti della cittadina curiosità e non di meno anche gelosie e dubbi. [...]

    ha scritto il 

  • 4

    Molto, molto inquietante

    Questo romanzo a mio avviso non merita le quattro stelle per la scrittura - molto asciutta, al limite dello scarno - né è uno di quei romanzi che ti tengono con il fiato sospeso in attesa degli svilup ...continua

    Questo romanzo a mio avviso non merita le quattro stelle per la scrittura - molto asciutta, al limite dello scarno - né è uno di quei romanzi che ti tengono con il fiato sospeso in attesa degli sviluppi della trama. Proprio il contrario. Kressing non inganna mai il lettore e non usa la lingua per fare il prestigiatore. Proprio questo è il suo maggior pregio, farci riflettere sul fatto che vi sono infiniti modi di essere manipolati e non tutti sono spiacevoli. Difficile non avere i brividi una volta terminata la lettura, e non chiedersi se davvero noi esseri umani siamo così malleabili.

    ha scritto il 

  • 3

    Già edito nel '67 dagli Oscar Mondadori e ripreso ora da quelli di e/o.
    Mi ha tenuto incollata alle pagine e il bello è che non accade niente di eclatante. Il nostro cuoco/corvo forse oggi lo definire ...continua

    Già edito nel '67 dagli Oscar Mondadori e ripreso ora da quelli di e/o.
    Mi ha tenuto incollata alle pagine e il bello è che non accade niente di eclatante. Il nostro cuoco/corvo forse oggi lo definiremmo un mentalista, un capace manipolatore.
    C'è una tensione perversa e affascinante che attraversa tutto il libro e la magia sta nel fatto che non si percepisce da dove provenga. Mi ha fatto pensare a un'incarnazione del "male", ma tutto sommato della specie comune, riscontrabile anche nel nostro ordinario, accolta come si accoglie ciò che abbiamo il piacere di sentirsi dire.
    Stiracchiato il finale, unica pecca!

    ha scritto il 

  • 2

    Stucchevole

    Incuriosito dall'insieme di immagine in copertina, titolo e quarta di copertina, una volta tanto, mi sono lasciato guidare non dai miei gusti, ma da questo volume che mi guardava dall'alto del suo sca ...continua

    Incuriosito dall'insieme di immagine in copertina, titolo e quarta di copertina, una volta tanto, mi sono lasciato guidare non dai miei gusti, ma da questo volume che mi guardava dall'alto del suo scaffale, nell'attesa che il treno che dovevo prendere partisse di lì a poco. La mancanza di un vero stile di scrittura (che in alcune pagine diventa quasi sciatteria) rende il romanzo poco appetibile. La trama risulta, tutto sommato, abbastanza monotona ed il finale facile da pronosticare. Potevo evitare la spesa e dedicare il mio tempo ad una lettura decisamente migliore.

    ha scritto il