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Il cuore nero di Paris Trout

Di

Editore: Einaudi

3.9
(281)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8806175289 | Isbn-13: 9788806175283 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Negrini

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Crime , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Paris Trout è un rispettabile commerciante della piccola cittadina di CottonPoint. Bianco, benestante, una moglie, Paris Trout è un americano perbene cometanti. Ma Paris Trout ha ucciso una ragazzina nera di quattordici anni,pensando di difendere i propri diritti e la propria libertà, per ristabilirel'ordine naturale delle cose. E questo omicidio infiamma gli ambigui sensi dicolpa di un'intera comunità che improvvisamente deve guardarsi dentro, nelproprio cuore nero. Paris Trout dovrà essere giudicato per il suo crimine inun processo in cui tutti scopriranno che il suo è un mondo terribile, fatto diorgoglio e brutalità, passioni e violenza, sopraffazione e illegalità. L'unicoche esista davvero.
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  • 4

    Un concentrato di razzismo che trasuda dalle pagine oltre che dalla vicenda narrata. Il pregiudizio razziale qui è fortemente impastato con l'assunzione che se Paris Trout è convinto di essere persona perbene allora non c'è sistema giudiziario o comunità che possano essere riconosciuti come degni ...continua

    Un concentrato di razzismo che trasuda dalle pagine oltre che dalla vicenda narrata. Il pregiudizio razziale qui è fortemente impastato con l'assunzione che se Paris Trout è convinto di essere persona perbene allora non c'è sistema giudiziario o comunità che possano essere riconosciuti come degni di rispetto qualora si permettano di condannarlo per reati che non ritiene di aver commesso. Una follia latente, che emerge lentamente ed è portata a galla dal fastidio che gli altri personaggi "perbene" (anche loro) iniziano a provare per Paris Trout. Una follia che si amplifica fino a diventare priva di controllo ed omicida. La questione razziale passa rapidamente sullo sfondo del romanzo senza perdere importanza: l'autore preferisce infatti sondare a fondo gli animi e la psiche di una cittadina, Cotton Point, la sua comunità, la vita delle sue famiglie e l'amministrazione delle giustizia locale e statale (siamo nella Georgia, USA, poco oltre la metà del novecento credo) e ci riesce bene. E si finisce per scoprire che la follia non è poi solo di Paris Trout, ma di tutta la comunità di Cotton Point. Reazioni suscitate: molta irritazione e incredulità, condite con un po' di disprezzo per buona parte dei personaggi raccontati e dell'ambiente in cui sguazzavano.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia americana fino al midollo, dove il razzismo permea tutti i rapporti e le vicende. Sullo sfondo la provincia, con i suoi bigottismi, le sue convenzioni e le ipocrisie. E centrale è la figura del protagonista, pazzo, odioso, ottuso e siperbamente tratteguato da dexter, che ha creato una ...continua

    Una storia americana fino al midollo, dove il razzismo permea tutti i rapporti e le vicende. Sullo sfondo la provincia, con i suoi bigottismi, le sue convenzioni e le ipocrisie. E centrale è la figura del protagonista, pazzo, odioso, ottuso e siperbamente tratteguato da dexter, che ha creato una figura tanto assurda da poter essere vera.
    Da keggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Di questo autore avevo già apprezzato 'un affare di famiglia' quindi ero curiosa di vedere se confermava il talento o meno e devo dire che fin dalle prime pagine ti cattura per la bellezza della scrittura e per il coinvolgimento nella storia. Uno di quei libri che vorresti non finissero.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia così può essere ambientata solo nel sud degli Stati Uniti, o in certe lande nostrane in cui imperversa un ottuso mito razziale e del self made man, dell'uomo che non deve chiedere mai, perché si prende tutto da solo, e per le spicce.
    Paris Trout è un pazzo sociopatico, e come tut ...continua

    Una storia così può essere ambientata solo nel sud degli Stati Uniti, o in certe lande nostrane in cui imperversa un ottuso mito razziale e del self made man, dell'uomo che non deve chiedere mai, perché si prende tutto da solo, e per le spicce.
    Paris Trout è un pazzo sociopatico, e come tutti i suoi congeneri riesce a sembrare del tutto normale, o quasi, fin che sbrocca, e quando lo fa lo fa col botto, letteralmente.
    Ma a parte l'evoluzione verso la totale follia di Paris, è interessante notare l'accondiscendeza, per non dire la complicità, della società che gli sta intorno, e non perché non sappiano che è pazzo - la sua condizione viene spesso ribadita durante la narrazione - ma perché fa parte dell'elite del posto.
    Scritto e tradotto benissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Più oscar che national book award

    Questo libro ha tutti gli ingredienti giusti per piacere al pubblico americano ( e non solo): un tema scottante (razzismo ma non troppo), una vicenda giudiziaria avvincente, sesso e una buona dose di follia.
    Rispetto a altri libri come il colore viola o il buio oltre la siepe ha qualcosa in ...continua

    Questo libro ha tutti gli ingredienti giusti per piacere al pubblico americano ( e non solo): un tema scottante (razzismo ma non troppo), una vicenda giudiziaria avvincente, sesso e una buona dose di follia.
    Rispetto a altri libri come il colore viola o il buio oltre la siepe ha qualcosa in meno. Lo stile è ugualmente semplice ma negli altri romanzi la semplicità dà più luce al contenuto diamantino qua siamo di fronte a un buon hamburger ben cucinato più che a un capolavoro letterario. In ogni caso il libro è piacevole da leggere.
    Un uomo, Paris Trout, usuraio in un'epoca in cui tale mestiere era assimilato a quello del buon samaritano, va a casa di un suo debitore dove spara a una donna e uccide una bambina, nere tutte e due. Siamo in un periodo e in una parte dell'america piuttosto razzista per cui il protagonista non si aspetta di avere nessun guaio con la giustizia. Invece, nonostante l'ottimo avvocato, giudice e giuria storcono il naso di fronte all'uccisione della bambina e l'assoluzione non è scontata. Pure l'ottimo avvocato si fa venire degli scrupoli anche se sollecitati più dall'attrazione fisica per la moglie di Paris che dal destino della piccola. Paris inizia in ogni caso a manifestare dei sintomi per cui l'omicidio ci appare frutto non tanto o non solo di razzismo ma soprattutto della solita follia dilagante. Il problema del razzismo perciò si sposta in un certo senso dall'imputato all'ambiente e la vicenda perde in parte di efficacia. La mentalità del paese comunque sta cambiando in meglio nonostante ci sia ancora gente disposta a giustificare anche un delitto o a farsi comprare per assolvere chi l' ha commesso. Il sistema giudiziario comunque pagherà il suo tributo di sangue alla propria mediocrità.
    Tutto sommato nella vicenda manca un eroe positivo: ogni azione, di ogni personaggio, sembra frutto di un certo tipo di calcolo più o meno azzeccato. Sembra in certi punti di trovarsi di fronte a un manuale su come muoversi e come fare per vivere senza troppi problemi: il tributo di sangue sembra dovuto più a una contravvenzione a queste ottime norme che a altro. Il libro non mi pare scritto con lo scopo di smascherare una certa mentalità mediocre, e la conclusione, volendo trarne una, potrebbe essere che occorre prudenza e l'avventatezza non paga mai.
    Il racconto è accattivante e fin troppo crudo in certe descrizioni. E' una tipica storia da Oscar.

    ha scritto il 

  • 4

    Valutazione indecisa tra 3 e 4 stelline.
    Si legge bene, è scorrevole nonostante alcuni passaggi siano un bel pugno nello stomaco, il narratore (che poi sceglie per ogni capitolo un "protagonista" da seguire più da vicino) mi sembra quasi un positivista nel narrare evitando di far percepire ...continua

    Valutazione indecisa tra 3 e 4 stelline.
    Si legge bene, è scorrevole nonostante alcuni passaggi siano un bel pugno nello stomaco, il narratore (che poi sceglie per ogni capitolo un "protagonista" da seguire più da vicino) mi sembra quasi un positivista nel narrare evitando di far percepire il proprio giudizio morale su quanto racconta e su quanto accade, lascia al lettore questo compito.
    Mi ha colpito, per questo scelgo alla fine di metterne 4, di stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    grazie a Nut45 che mi ha dto lo spunto per conoscere un autore davvero interessante e geniale. un bellissimo romanzo, crudele ed afoso come il sud in cui è ambientato,nero come il razzismo e l'animo del protagonista, paris Trout. Certezze incrollabili in una giustizia priva di qualsiasi compassio ...continua

    grazie a Nut45 che mi ha dto lo spunto per conoscere un autore davvero interessante e geniale. un bellissimo romanzo, crudele ed afoso come il sud in cui è ambientato,nero come il razzismo e l'animo del protagonista, paris Trout. Certezze incrollabili in una giustizia priva di qualsiasi compassione. Ritmo serrato, ottimo stile, si divora e si stringono i denti dalla rabbia.

    ha scritto il 

  • 5

    Congenita assenza di umanità

    nella piccola cittadina di Cotton Point dove vivono bianchi e neri, Paris Trout è un bianco benestante, è un negoziante usuraio (parola bruttissima che reputo vesta al meglio le persone senza moti dell’anima, afflitti da vuoto interiore, un cuore nero proprio) e per una questione di soldi e per ...continua

    nella piccola cittadina di Cotton Point dove vivono bianchi e neri, Paris Trout è un bianco benestante, è un negoziante usuraio (parola bruttissima che reputo vesta al meglio le persone senza moti dell’anima, afflitti da vuoto interiore, un cuore nero proprio) e per una questione di soldi e per difendere quelli che ritiene essere i suoi diritti, uccide a sangue freddo una ragazzina di 14 anni. La comunità è scossa da questo abuso di potere e la moglie, spaventata ed attonita ne segue il declino e la degenerazione. Lui non riesce proprio a capire come mai deve essere condannato per un omicidio del quale lui non si sente colpevole. Si è fatta uccidere – dirà - io non ne ho alcuna colpa. Talmente cattivo da essere disarmante è convinto di potersela cavare con un’ammenda ma la pretesa risulta essere eccessiva perfino per un tribunale accondiscendente e corruttibile, oltre che composto completamente da una giuria di bianchi.
    Terribile e disturbante ma d’un bello da lasciare senza fiato. Un po’ cadente verso la fine, ma sono reduce da librettini e librucoli da sbadiglio e questo ti lascia un pungiglione che ti fa scattare non appena cali l’attenzione.
    Ecco si, è da un pezzo che non mi capitava un libro così vivo, intenso e asciutto che ti scordi perfino di deglutire.

    ha scritto il 

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