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Il custode del drago

Di

Editore: Fanucci

4.1
(88)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 512 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8834715896 | Isbn-13: 9788834715895 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Guidati dal drago blu Tintaglia, i draghi stanno tornando nelle terre dei Sei Ducati, risalendo il fiume delle Giungle della Pioggia. Ma i draghi delle nuove generazioni hanno solo l'ombra del potere dei loro antenati. Molti sono rachitici e deformi, incapaci di volare; altri sono sciocchi e fin troppo feroci, e ben presto diventano un pericolo per gli abitanti delle Giungle. I draghi inoltre sostengono che esiste una città, Kelsingara, dalla quale hanno avuto origine e che è la loro vera dimora. Ma quel luogo leggendario non è segnato sulle mappe, e loro non sono in grado di raggiungerlo. Ad accompagnarli e assisterli sarà quindi un manipolo di custodi di draghi, cacciatori e storici, tra i quali si nascondono spie che sono lì solo per impossessarsi di parti di drago che si ritiene abbiano magici poteri curativi. Tutti rischiano di cadere in qualche trappola nell'inseguire una chimera che forse non è altro che l'inganno per eccellenza: quello di rincorrere il nulla e il suo abisso.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Dove sei?

    Per quanto adori Robin, mi rendo conto che in tutte le sue altre storie non faccio che cercare “lui” leggendo tra le righe,sopra le righe, sotto le righe…drizzando le orecchie per sapere se qualcuno lo ha visto,se è passato di lì…magari tanti anni fa…se c’è un segno, un’impronta lasciata nel legn ...continua

    Per quanto adori Robin, mi rendo conto che in tutte le sue altre storie non faccio che cercare “lui” leggendo tra le righe,sopra le righe, sotto le righe…drizzando le orecchie per sapere se qualcuno lo ha visto,se è passato di lì…magari tanti anni fa…se c’è un segno, un’impronta lasciata nel legno…come Aliena che arriva in Francia solo per cercare Jack.

    ha scritto il 

  • 3

    Peccato

    Premetto che questa è la prima opera che leggo della Hobb.La parola che mi è venuta in mente a libro concluso è stata "delusione", libro da 5 stelle divenuto 3. Le prime 400 pagine mi hanno coinvolto in modo notevole, vicende che stavano prendendo una piega ottima e intrigante poi...bah.
    (l ...continua

    Premetto che questa è la prima opera che leggo della Hobb.La parola che mi è venuta in mente a libro concluso è stata "delusione", libro da 5 stelle divenuto 3. Le prime 400 pagine mi hanno coinvolto in modo notevole, vicende che stavano prendendo una piega ottima e intrigante poi...bah.
    (leggero spoiler)
    La questione sentimentale di Alise, da quando poteva svilupparsi in maniera originale, prende forzatamente una strada ridicola. Disgusto anche per la virata dell'autrice nel gettarsi in vicende omosessuali che hanno distrutto una possibile trama ancora più viva e coinvolgente se avesse mantenuto una realtà etero. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Leeeeento...

    Mi dispiace dirlo di un libro della mia adorata Robin Hobb, ma per far partire quei benedetti draghi da Cassarick ci sono voluti due terzi di libro.
    I vari personaggi sono tutti descritti benissimo, a partire da Thymara, intrappolata inconsapevolmente dalle regole della società, ad Alise, c ...continua

    Mi dispiace dirlo di un libro della mia adorata Robin Hobb, ma per far partire quei benedetti draghi da Cassarick ci sono voluti due terzi di libro.
    I vari personaggi sono tutti descritti benissimo, a partire da Thymara, intrappolata inconsapevolmente dalle regole della società, ad Alise, che fugge da un matrimonio capace di battere in tristezza quello della sorella di Althea (che ci delizia con un cammeo assieme a Brashen, al pargolo e al magnifico Paragon) fino a Sedric, che é candidato allo schiacciasassi con le punte (ma so che la Hobb mi sorprenderà come ha fatto con Malta...lo spero ò.ó)
    Hest è il nuovo Kyle, spero rinchiudano anche lui in una cantina puzzolente.

    ha scritto il 

  • 5

    Non bello come gli altri, e sarebbe un po' meno di cinque stelle.(Ma leggerlo dopo la saga del Figlio Soldato è un sollievo)
    Comunque ovviamente scritto benissimo, personaggi delineati alla perfezione anche se non affascinanti come quelli delle altre saghe, storia interessante anche se fors ...continua

    Non bello come gli altri, e sarebbe un po' meno di cinque stelle.(Ma leggerlo dopo la saga del Figlio Soldato è un sollievo)
    Comunque ovviamente scritto benissimo, personaggi delineati alla perfezione anche se non affascinanti come quelli delle altre saghe, storia interessante anche se forse a volte fin troppo lenta. Questo sarebbe sufficiente per formare un libro bellissimo, ma dalla Hobb mi aspetto anche qualcosa di più.
    Speravo di leggere un po' di più sui personaggi di Borgomago, però.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Per fortuna ho il secondo volume a portata di lettura...

    Beh...che dire: di certo che non è stata una sorpresa, me l'aspettavo, ma che dolce conferma!!! Mi sto ancora beando della descrizione che la Robin ha fatto dei draghi, i colori , il carattere di queste creature...i luoghi e le descrizioni degli abitanti delle giungle della pioggia! Ma poi ritrov ...continua

    Beh...che dire: di certo che non è stata una sorpresa, me l'aspettavo, ma che dolce conferma!!! Mi sto ancora beando della descrizione che la Robin ha fatto dei draghi, i colori , il carattere di queste creature...i luoghi e le descrizioni degli abitanti delle giungle della pioggia! Ma poi ritrovare Althea e Brashen al comando di un Paragon di nuovo in acqua??? Con tanto di prole a bordo fra l'altro. Da leggere, senza ombra di dubbio lo consiglio, ora però devo andare ho il secondo che mi aspetta: "Il rifugio del Drago " che Kelsingra sia la prossima meraviglia che la Hobb ci mostrerà?

    ha scritto il 

  • 4

    Non all'altezza.

    Non all'altezza dei precedenti, decisamente.
    I motivi sono vari, in primis credo la traduzione. Gabriele Giorgi purtroppo non è riuscito a rendere la musica e l'emozione dello stile di Robin Hobb come invece aveva fatto Paola Bruna Cartoceti nei i volumi precedenti. La narrazione risulta qu ...continua

    Non all'altezza dei precedenti, decisamente.
    I motivi sono vari, in primis credo la traduzione. Gabriele Giorgi purtroppo non è riuscito a rendere la musica e l'emozione dello stile di Robin Hobb come invece aveva fatto Paola Bruna Cartoceti nei i volumi precedenti. La narrazione risulta quasi altrettanto scorrevole, ma gli manca quella magia, quell'impatto che avevo trovato in tutti gli undici libri precedenti.
    Ma credo che qui anche la Hobb ci abbia messo del suo. Non è solo la traduzione a non essere all'altezza, ma anche il libro stesso. Anche se si tratta di un primo libro, con tutti i difetti del caso, è oltremodo lento, i continui momenti di "ricordi" dei personaggi rallentano e spezzettano la storia troppo di frequente.
    Forse parte della mia delusione sta anche nel fatto che speravo di reincontrare Reyn, Malta, Selden, che invece qui sono poco più che comparse.
    Ci sono ovviamente personaggi e spunti interessanti, come Gerf o la stessa Thymara.
    Mi piace molto anche l'idea della condizione dei draghi...nati ma non come dovevano essere...intrappolati in corpi che non rendono loro giustizia. Purtroppo penso che questo loro profondo disagio non sia reso in maniera sufficientemente intensa.

    Forse è un po' crudele come recensione rispetto al libro, ma quando sulla copertina io leggo "Robin Hobb", mi aspetto un livello estremamente elevato, e questo libro non ha retto alle mie aspettative. Ce ne sono di estremamente peggiori, non c'è dubbio, ma è davvero un peccato. Perchè ho amato profondamente le Giungle delle Pioggia e questo popolo così particolare e misterioso che le abita. E scoprire che il libro che parla proprio di esse sia così inferiore rispetto ai precedenti è una doppia delusione.

    ha scritto il 

  • 4

    La Hobb non mi ha deluso nemmeno questa volta; tuttavia, dati i libri precedenti, devo ammettere che mi aspettavo qualcosina di più, ma a confronto con altri scrittori si tratta di piccolezze, un po' come la ciliegina sulla torta. Non ho appunto votato 5 stelline perchè non reputo questo inizio p ...continua

    La Hobb non mi ha deluso nemmeno questa volta; tuttavia, dati i libri precedenti, devo ammettere che mi aspettavo qualcosina di più, ma a confronto con altri scrittori si tratta di piccolezze, un po' come la ciliegina sulla torta. Non ho appunto votato 5 stelline perchè non reputo questo inizio pari alle trilogie dei "Lungavista" e dell'"Uomo Ambrato" ("i mercanti di Borgomago" ancora mi manca).
    La trama comunque è ben trattata, anche se avrei preferito maggiori approfondimenti in merito ad alcune argomentazioni, ma forse, anzi sicuramente, questo è dovuto al fatto che non ho letto i libri di Borgomago.
    Ciò che mi ha colpito invece è l'introduzione di un nuovo stile narrativo: la storia viene raccontata attraverso i diversi punti di vista dei personaggi, in un continuo e alternato susseguirsi. Ciò, non solo ha affascinato i miei gusti personali, ma mi ha anche agevolato nel calarmi nei panni dei vari personaggi.
    Soprattutto, però, mi ha ammaliato la capacità della Hobb di utilizzare il fantasy per rielaborare situazioni e problematiche etiche del giorno d'oggi. Ho infatti apprezzato e ammirato la sua abilità nell'elaborazione dei personaggi di Hest e in particolare di Sedric. Finalmente anche nel fantasy più classico le mentalità si fanno più elastiche e si aprono nuovi orizzonti (quantomeno è la prima volta, per me, che trovo introdotto tale argomento, o per meglio dire, così elaborato con interessanti sviluppi psicologici).
    Non ho molto da aggiungere. Adoro Robin Hobb e i suoi capolavori.

    ha scritto il