Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il dardo e la rosa

Di

Editore: Nord

4.1
(1585)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 888 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8842913294 | Isbn-13: 9788842913290 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Villa

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Il dardo e la rosa?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Se non fosse per una macchia scarlatta nell'occhio sinistro, Phèdre sembrerebbe adatta a entrare come schiava a Casa Valeriana, i cui adepti vengono iniziati al dolore. Ma un nobile enigmatico riconosce in quella macchia un segno inequivocabile: il Dardo di Kushiel, il marchio che contraddistingue le "anguissette", coloro che amano la sofferenza per natura e non per costrizione. Così Phèdre viene educata nell'arte di dare piacere e subire la sofferenza fisica, ma viene addestrata anche ad osservare, ricordare e analizzare, diventando in questo modo un'abilissima spia. E sarà proprio lei a intuire un complotto per destabilizzare il regno...
Ordina per
  • 5

    Uno splendido romanzo a metà tra lo storico e il fantasy. Ho amato molto i diversi personaggi, piacevolmente sorpresa da quelli femminili che, per una volta, non hanno solo bisogno di essere ...continua

    Uno splendido romanzo a metà tra lo storico e il fantasy. Ho amato molto i diversi personaggi, piacevolmente sorpresa da quelli femminili che, per una volta, non hanno solo bisogno di essere salvati, ma sanno prendere in mano il proprio destino e combattere, nel bene e nel male. Basandomi sulla trama e sulla lettura della prima parte del libro mi ha colpito molto la piega che poi ha preso l'intera storia in modo del tutto inaspettato e mi sembra sia uno dei casi in cui una trilogia possa effettivamente arricchire il mondo creato dall'autrice. Il mio unico timore è che gli altri due volumi non siano all'altezza del primo. In ogni caso per conto mio cinque stelline meritatissime

    ha scritto il 

  • 5

    E' stato il libro che mi ha aperto le porte del fantasy. Di questo genere in giro ce ne son pochi, è una storia che vi incatena e non si può non leggere i libri successivi. C'è tutto intrighi, ...continua

    E' stato il libro che mi ha aperto le porte del fantasy. Di questo genere in giro ce ne son pochi, è una storia che vi incatena e non si può non leggere i libri successivi. C'è tutto intrighi, amore, politica ect; i personaggi sono descritti talmente bene da sembrar reali. Lo consiglio vivamente

    ha scritto il 

  • 5

    Gentilmente consigliatomi dalla mia amica Giuditta, le cui raccomandazioni d'ora in poi prenderò assolutamente sul serio, questo libro mi è arrivato più o meno come una succosa bistecca in un ...continua

    Gentilmente consigliatomi dalla mia amica Giuditta, le cui raccomandazioni d'ora in poi prenderò assolutamente sul serio, questo libro mi è arrivato più o meno come una succosa bistecca in un momento di inappetenza letteraria, e mi ha risvegliato piano piano, frase dopo frase, una fame che non ricordavo di avere. Era molto tempo che un libro mi lasciasse incapace di mollarlo. Ho messo l'ebook nel tablet e nel cellulare, per averlo sempre con me, mi ricorda i tempi in cui infilavo libri nella mia gigantesca borsa per portarmeli ovunque e leggerli pure dove sarebbe stato scortese farlo. Ma andiamo al sodo: la Carey è brava - no, magistrale - nell'intrecciare la storia e fare in modo che comunque l'inizio, che contiene tutti gli ingredienti necessari perché la storia si svolga, mi sembra che non ci sia una virgola sprecata, sia altrettanto interessante ed appassionante come il cuore dello svolgimento. Similmente all'intreccio sulla schiena di Phédre, in cui ogni linea trova sboccio a diversi punti, così la Carey ha strutturato la trama. Distratta da quello che sembrava un fastidioso foreboding da parte di Phédre, neanche mi sono accorta che si stava tutto predisponendo per la storia. Devo inoltre complimentarmi col traduttore o la traduttrice, che hanno reso abilmente una prosa null'affatto asciutta senza appesantirla di fronzoli. La traduzione dell'angeline arcaico, che ricorda il linguaggio di Dante, mi è piaciuta tantissimo. Inoltre, non posso davvero resistere al sapore di una spy story, dove armata del suo corpo, dei suoi occhi ed orecchie e soprattutto della sua istruzione, Phédre riesce a... beh a dimostrare che "lo sgravio di una puttana" può giungere a molto. Mi piace l'approccio assolutamente sex positive di questo libro, perché il sesso è bello e non c'è nulla di cui vergognarsi. Mi piace che l'omosessualità non faccia scandalo in Terre d'Ange. Mi è piaciuto vedere anche ritratto quello che mi è capitato di imparare riguardo alla cultura BDSM. Mi è piaciuto scoprire lentamente le indicazioni riguardo la geografia, riconoscere qualche tratto caratteristico dei luoghi europei e riconoscere fatti storici, simpatiche strizzatine d'occhio che tengono viva la sospensione d'incredulità. Il finale ti lascia un po' come il dolore lascia una anguissette: oh sì, ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    Originale e ben scritto

    Finalmente un fantasy che non sa di già visto. Jacqueline Carey riesce a creare un credibilissimo mondo basato su una religione molto sentita, misteri da districare, intrighi politici. Ogni ...continua

    Finalmente un fantasy che non sa di già visto. Jacqueline Carey riesce a creare un credibilissimo mondo basato su una religione molto sentita, misteri da districare, intrighi politici. Ogni personaggio è diverso, appartiene a una sua dimensione e ha un suo credo: tutti si rispettano l'un l'altro anche se non sempre si comprendono. Su tutti ovviamente svetta Phedre, la protagonista, che da figlia illegittima, abbandonata da bambina, scala le vette della società e veste un ruolo principe per le sorti della sua terra d'origine grazie agli insegnamenti ricevuti. La conoscenza di molte lingue, l'aver letto tanto, aver studiato l'arte della discrezione, ma soprattutto essere stata istruita a PENSARE, cogliere i dettagli e fare associazioni cognitive saranno i suoi tesori più grandi. Un romanzo sapiente, affatto superficiale, che coinvolge, appassiona e si divora eche, seppur incentrato su ruoli femminili, saprà sicuramente rapire anche i lettori di sesso maschile, dal momento che nessun personaggio è dato al caso e gli uomini che ruotano attorno a Phedre sono anch'essi scritti con precisione.

    ha scritto il 

  • 5

    Una perla di esotismo

    Un mondo di corti, tradizioni, storia, classicismo e sfarzi. Una società reinterpretata e una terra ridisegnata dalla fantasia di un'autrice, che ha saputo prendere il nostro mondo e stravolgerlo ...continua

    Un mondo di corti, tradizioni, storia, classicismo e sfarzi. Una società reinterpretata e una terra ridisegnata dalla fantasia di un'autrice, che ha saputo prendere il nostro mondo e stravolgerlo partendo dalle nostre radici bibliche. Una donna condannata ad un destino ed un nome infausto che porta su di se il marchio di un Dio. Un vortice di emozioni e sensazioni prive di stereotipi odierni come l'omosessualità e l'eterosessualità, in un contesto il cui unico precetto è "Ama a tuo piacimento". Una storia lunga 888 pagine al cui interno si dirama un intreccio di eventi ricco e studiato in ogni dettaglio. Questo e molto altro è ciò che è stata in grado di fare Jacqueline Carey nel primo romanzo di questa meravigliosa trilogia. Una scrittrice che ha saputo studiare minuziosamente il frutto della sua mente pesando il linguaggio utilizzato in ogni suo contesto e situazione, un linguaggio forte e al contempo sobrio, passionale, pittorico, melodrammatico e musicale a seconda delle situazioni, senza dimenticare una sessualità mai nascosta o velata, ma anzi descritta senza allusioni e che tuttavia mai straripa nel volgare nonostante la sferzata violenta del dolore come arma seduttiva, di piacere e di redenzione. Una descrizione particolareggiante, senza essere troppo lunga come spesso accade quando si vuole dare un'idea precisa di qualcosa, che dipinge sulle pagine del libro scene esotiche, colorate, aride, ghiacciate e di molti altri tipi. Una vastità di personaggi disegnati alla perfezione e collocati in uno sfondo aristocratico e non con una minuzia tale da sembrare veri personaggi storici, con molti riferimenti a quello che in effetti è stato il nostro passato. Questo è l'incredibile risultato di un romanzo che per metà si rivela un ottimo fantasy ma dall'altra nasconde l'oscura allegoria dei retroscena mai svelati, corrotti e malati del nostro passato e del nostro presente. Una trama ricca di colpi di scena, perdite e vittorie nella guerra della vita, dell'amore, della libertà e della morte. Assolutamente consigliato a chi ritiene la propria mente abbastanza aperta da essere in grado di dimenticare il proprio mondo e la propria etica facendo tabula rasa per poi ripartire da capo, ricostruendo pagina per pagina una società simile ma diversa, costruita sulle nostre stesse basi ma sviluppatasi in maniera opposta.

    ha scritto il 

  • 4

    Trilogia fantasy al femminile

    Ho aspettato di terminare la trilogia prima di scrivere la recensione("Il dardo e la rosa", "la prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre")in modo da poter dare un parere globale sull'opera. ...continua

    Ho aspettato di terminare la trilogia prima di scrivere la recensione("Il dardo e la rosa", "la prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre")in modo da poter dare un parere globale sull'opera. Spesso i cicli narrativi peggiorano man mano che si continua la lettura da un volume all'altro, non è questo il caso. Jacqueline Carey è stata in grado di tenermi incollata ai libri pagina dopo pagina con un intreccio sempre interessante, un mix ben studiato di fantasy, avventura, sentimenti con un pizzico di leggenda. Non resta che mettere alla prova l'autrice con il ciclo di Imriel, seguito con cambio di protagonista, del ciclo di Kushiel.

    ha scritto il 

  • 4

    oh mia concubina!

    Inizialmente perplessa per le ricorrenti scene erotiche descritte nel dettaglio, per quanto, s' intenda, scritte in uno stile impeccabile, ma non infastidita, anzi, incuriosita giacché volevo ...continua

    Inizialmente perplessa per le ricorrenti scene erotiche descritte nel dettaglio, per quanto, s' intenda, scritte in uno stile impeccabile, ma non infastidita, anzi, incuriosita giacché volevo capire se tanto erotismo fosse necessario al romanzo oppure no, mi sono trovata travolta da una storia di grande pathos e bellezza. Le scene di sesso descritte erano tutte funzionali al tratteggio di un carattere complesso e poliedrico, quello della cortigiana Phédrè. Un personaggio particolare, difficile mi sento di dire, da comprende e amare dal lettore medio, così, di primo acchito. Però se ci si lascia guidare dell'umanità dolente che è in ognuno di noi, allora finiremo come Joscelin, perdutamente innamorati, fino alla dannazione di questa strana creatura che Phédrè nó Delanuy. L'ambientazione geografica e storica è credo uno dei tratti più intriganti del romanzo, soprattutto per un europeo, non parliamo di un francese poi! Un equilibrio tra sogno e verità, tra l'anima e la carne, tra destino e libertà. Epico, romantico, le quasi 900 pagine di questo libro scorrono veloci e toccano il cuore e l'immaginazione del lettore che saprà ascoltare ed osservare. Da leggere con mente aperta ed acuta, senza inutili pudori, perché il cuore possa emozionarsi. P.S : ah, le bianche scogliere di Dover! A buon intenditor poche parole;)

    ha scritto il 

  • 4

    Per iniziare ad essere coinvolta dalla storia sono dovuta arrivare a quasi metà libro. Ho rischiato di "mollarlo" prima. Mi sembrava un fantasy erotico con dettagliate scene spinte fini a se stesse, ...continua

    Per iniziare ad essere coinvolta dalla storia sono dovuta arrivare a quasi metà libro. Ho rischiato di "mollarlo" prima. Mi sembrava un fantasy erotico con dettagliate scene spinte fini a se stesse, di cui proprio, secondo me, si poteva fare a meno. Poi ad un certo punto la storia si è fatta più interessante e ha iniziato a scorrere, con intrecci ed avvenimenti avventurosi e coinvolgenti. Non mi è dispiaciuto, e forse mi sarebbe piaciuto di più senza l'elemento erotico, che trovo spesso forzato ed inutile. Forse sono io ad essere bacchettona, ma la prostituzione vista addirittura come culto e a servizio di una divinità mi ha quasi infastidita.

    ha scritto il 

  • 5

    Sento di essere stata a Terre d’Ange e c’era il Principe dei Viaggiatori che mi chiamava Stella della Sera; con lui da bambina rubavo dolci al mercato. E c’era la poetessa e il suo Canto ...continua

    Sento di essere stata a Terre d’Ange e c’era il Principe dei Viaggiatori che mi chiamava Stella della Sera; con lui da bambina rubavo dolci al mercato. E c’era la poetessa e il suo Canto dell’esule che ho cantato tante volte lontana da casa. E c’era la risata dell’ammiraglio Rouss, il sorriso enigmatico di Anafiel Delaunay e l’incanto pericoloso di Méliasande. Gli occhi scuri di Hyacinthe sono un’immagine chiara nella mia mente. La danza dei pugnali di Joscelin nella tempesta di neve fa ormai parte dei mie ricordi.

    La recensione completa qui: http://agavedellecosevaganti.blogspot.it/2012/06/recensione-il-dardo-e-la-rosa-di.html

    ha scritto il 

Ordina per