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Il delta di Venere

Racconti erotici

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili)

3.5
(1785)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845246531 | Isbn-13: 9788845246531 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Delfina Vezzoli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Mi sento un po' come la luna, che si impossessò per un momento di te, e poi ti restituì la tua anima. Non dovresti amarmi. Non bisognerebbe amare la luna. Se mi vieni troppo vicino, ti farò male".

    Le parole adoperate dalla Nin, messe di traverso nella corrente di un fiume, incastrate e composte perfettamente, è uno di quei mezzi in cui un viaggiatore lasciato solo nell'immensità del cosmo che n ...continua

    Le parole adoperate dalla Nin, messe di traverso nella corrente di un fiume, incastrate e composte perfettamente, è uno di quei mezzi in cui un viaggiatore lasciato solo nell'immensità del cosmo che non ha ancora fatto la sua conoscenza può essere preso alla sprovvista e provare uno strano desiderio.
    Se poi uno ci prova viaggiando a bordo di un treno che conduce al Paradiso, nonostante talvolta si impantana in stazioni tetre e fosche, può credere alla sua meravigliosa magia: le parole che silenziosamente entrano nella carne e che, sparse in mezzo a ombre che si tengono per mano, alla luce tremula di una lampadina, pendono dalla braccia e indugiano sul nostro cuore. Estirpano la poesia, in quanto scrivere di sesso diviene una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza. Fissando un punto, e non capirci più niente.
    Una voluttà inspiegabile che percuote tutto il corpo. Forse essere innamorati e fare sesso, nel mondo della Nin, sono due cose in relazione fra di loro! Puoi credere di aver sbagliato secolo o pianeta; puoi pensare di essere affetto da una strana malattia che avrebbe cominciato a manifestarsi dopo o in una riproduzione pittorica raffigurante uomini e donne in stati confusionali di dimensioni naturali, ma estremamente bestiali.
    Vedendoli, infatti, non ho potuto fare a meno di provare quel che si prova quando si è completamente assuefatti da certe cose: un'improvvisa vertigine, un calore che percorre il corpo, una confusione dei sensi. Qualcosa nel corpo che si risveglia, d'indistinto e osceno, come una sensazione strana e particolare, dovuta da una specie di appetito ed inquietudine, misto a fascino.
    Niente, in nessun altro romanzo d'amore, è come questa continua sequela di esperienze di vita, che segnarono la vita di una giovane e ambiziosa donna, in cui il sesso è indissolubile dal sentimento, dall'amore per l'uomo come essere totale. Abitudinario, usuale, talvolta monotono, estremamente liscio e semplice. Naturale, come l'aria che respiriamo.
    Tutto, in effetti, si limitava a scivolare verso il basso, come una collina montuosa cui si può slittare senza controllo. Tutt'intorno c'erano storie legate al sesso. Specchi che rimandano l'immagine di donne avide e affamate, sdraiate sul letto, pronte ad accogliere l'amato. Donne strappate dalla caverna segreta della loro vita protetta, allontanate dai recessi più profondi della paura e del dubbio. Avventurandosi nell'emozione ed abbandonandosi del tutto. Amando ed essendo amati, come componenti indiscindibili del piacere, in cui è possibile ottenere una risposta emotiva mozzafiato anche senza il godimento fisico.
    Da queste parole partono tutti i grandi treni del piacere; quelli che in una notte di rumoroso sferragliare portano così in alto, dinanzi ai cancelli celesti dell'estasi, facendo turbinare il mio cuore nella sua girandola di incantesimi, in cui la voce della Nin conserva ancora qualcosa di questo volo. Così terribilmente naturale: nessuno avrebbe potuto sottrarsi.
    Il mio treno era diretto verso una terra sconosciuta e, quando scendevo in questo splendido harem segreto, avevo l'impressione di vedere tutto nitidamente, mentre due amanti curiosi e voraci esploravano l'uno il corpo dell'altro. Chi incontrai fu invece del tutto inaspettato, come il potere di scoprire una voce. Una voce assopita da tempo, ma adesso forte e chiara che mi è scivolata addosso come le note di un pianoforte, percuotendo tutto il mio corpo. E bastava pronunciare semplicemente il suo nome, leggere questa raccolta di racconti - storie di vita che entrarono nel giardino segreto dell'autrice, ronzandole in testa, ossessionandola - che mi diedero la possibilità di entrarvi, risuonando come una carezza. Una voce profonda e allo stesso tempo schietta, vivace che risuonava nelle stanze buie del mio animo. Muovendosi agile come un cavallo da corsa, offuscando tutto il resto: la frenesia del giorno, la monotonia di una vita sempre uguale a se stessa. Ed io l'ascoltavo ipnotizzata, incantata. Ogni volta che leggevo una sua storia mi sembrava di cadere in una spirale vertiginosa, catturata dagli ingranaggi di una voce bellissima.
    Quando la tempesta infuriava si alzava la temperatura. Continuavo a leggere di donne bruciate dal desiderio, ammirate, adorate, scaldate da un corpo premuto al loro, immersa in una deliziosa eccitazione. Animali primitivi si univano con passione, possesso e ossessione, affrontando audaci impennate con tensione elettrica di cuori, pelle, respiri affannosi, muovendosi freneticamente fino allo sfinimento. Aspettando solo un pretesto per potersi abbracciare, divorare, sentire il calore dei loro corpi, rotolandosi insieme, gemendo e unendo i loro respiri come un abbraccio. Ed io ho potuto capire cosa significa vivere con grandi ali, volare sopra la testa della mediocrità, aprirsi a dismisura, non sentendosi mai soli abbastanza.
    Per la Nin, l'uomo ha un innato bisogno di fare sesso. Il sesso come qualcosa che non prospera nella monotonia, senza sentimento, invenzione o stati d'animo. Piuttosto innaffiato di lacrime, risate, parole, promesse, scenate, gelosia, di tutte le esperienze terrene che gli facciano pensare che da qualche parte, in un piccolo spazio di mondo, ci sia un paradiso in cui gli essere umani amandosi sono in pace con se stessi e dunque, non più sottoposti alle leggi della società, liberi da tutto. Magari anche dalla morte. La Nin, una scrittrice turbata dal continuo lavoro di scrittura delle avventure degli altri, si dice, fu protagonista di storie che toccano l'apice dell'eccitazione. Immagini violente, con figure che rotolano sui prati in fiore, mani e carezze che passano in un lampo davanti agli occhi. Lì si trovava il piacere trascendentale e travolgente che fa contrarre l'ondeggiare nel suo sinuoso andamento, che scorre sulla pelle come acqua; lì è la Valle dell'Estasi, dove chi ci arriva rinuncia a tutto ciò che possiede impedendo di rinunciarci ed aspirare ad altro. Lì, fra sue pagine carnali, tutto era estremamente magico, movimentato e nessuno riusciva a sottrarsi al suo fascino. Neppure l'uomo più bigotto e religioso che esiste nell'intera faccia dell'universo.
    Il delta di Venere è un altro pezzo di puzzle che compone il ciclo di romanzi che s'intrecciano nel mondo della Nin. Personaggi e fili argomentativi che gettano tra loro ponti narrativi e tematici, sebbene ciascuno di essi sembri offrire una storia indipendente e chiusa a se stessa. Vasti sono i richiami sul conflitto tra il desiderio di essere amati come persona ne come cosa in sé, il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, rivisitazioni di epoche irraggiungibili che scivolano nel passato.
    In un centinaio di pagine, mi ha affascinato ed emozionato moltissimo. Mi ha catapultato in una vecchia stanza d'ufficio, dinanzi a una vecchia macchina da scrivere, col sottofondo i tasti sporchi e logori. Offrendoci come spettacolo qualcosa di malinconico, che resta ai bordi, a cui fanno da cornice personaggi che entrano nella lotteria della vita, e che cadono in questa torbida malinconia come gelatina. Inconsapevoli del loro vagabondare e le cui uniche avventure si svolgono fra bianche e candide lenzuola.
    Straordinario e stupefacente quadro di una delle più amati poetesse degli ultimi tempi, Il delta di Venere è un autobiografia - forse - della stessa Nin, ricco di immagini che non lasciano spazio a dubbi o perplessità, lunghe e intense impennate amorose, confessioni sussurrate nel cuore della notte a un vecchio e opaco specchio.
    Il delta di Venere è, come l'ha denominato il New York Times, un . Una miriade di situazioni forti, passionali, che trascinano in un turbinio di emozioni inspiegabili, attraverso una sorta di monologo interiore che mette a nudo l'anima dei protagonisti. Un harem fatto di lettere che tuttavia prende vita, ci divora da dentro anche solo per poco tempo, pochi secondi. Impressi nella nostra anima, e già conoscerlo a memoria.

    Ho sempre pensato di aver dato la mia anima alla luna per tutto quel periodo. Questo è quel che tu mi hai fatto durante la mia visita.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconti erotici senza grandi trame della Parigi degli artisti negli anni 40.
    Ben scritto ma un po' ripetitivo e monotono tanto da saltare pagine e pagine per vedere comunque come andasse a finire ...continua

    Racconti erotici senza grandi trame della Parigi degli artisti negli anni 40.
    Ben scritto ma un po' ripetitivo e monotono tanto da saltare pagine e pagine per vedere comunque come andasse a finire

    ha scritto il 

  • 3

    In itinere, come ai vecchi tempi

    Ho ripreso in mano questo libro letto molto tempo fa e di cui non ricordavo quasi nulla, tranne la prefazione. Giusto quella ho appena riletto, confermando le medesime sensazioni di allora. Ricordavo ...continua

    Ho ripreso in mano questo libro letto molto tempo fa e di cui non ricordavo quasi nulla, tranne la prefazione. Giusto quella ho appena riletto, confermando le medesime sensazioni di allora. Ricordavo l'intrigo dei passaggi di mano tra il ricco collezionista e gli scrittori squattrinati. I due fronti delineati come in una guerra, da un lato le richieste perentorie e anonime ("meno poesia, lasci perdere la poesia"); dall'altro la sottomissione sempre più estesa ai colleghi scrittori, forzata dalla fame e condita da commenti sarcastici circa l'esigenza asetticamente pornografica del committente.
    Su tutto la sensazione di finzione, dissimulazione, ambiguità. Risolta, alla fine, dalla lettera che Anaïs scrive al vecchio, a spiegargli quanta fame di poesia avesse provocato la sua richiesta di leggere con ossessione esclusiva mere descrizioni di meccanica del sesso.
    Sembrerebbe già questo un rapporto coercitivo, quasi sadico, dai risvolti vagamente orgiastici, visto che la consegna passa da Miller alla Nin e si allarga agli amici scrittori. Io ci ho visto un'invenzione maliziosa, un infilare già in prefazione l'elemento erotico in quello che altrimenti si sarebbe definito sbrigativamente con un banale contratto aziendale tra scrittore e editore, magari stilato su un foglietto grigiolino spento.

    E ora si va alla rilettura dei racconti.

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    Conclusione

    Già da un po' l'ho finito. Sarebbe meglio dire ripercorso; letto un po' di seguito, un po' saltando pagine; andando avanti, tornando indietro. Mollato, ripreso.
    Quando i libri si lasciano fare questo, mi piace.

    ha scritto il 

  • 2

    Noia

    Due stelle, massimo due stelle ½, non di più, a questa raccolta di racconti (presunti) erotici di Anaïs Nin. Non vedevo l’ora di archiviarne la lettura, che ho voluto comunque portare avanti fino alla ...continua

    Due stelle, massimo due stelle ½, non di più, a questa raccolta di racconti (presunti) erotici di Anaïs Nin. Non vedevo l’ora di archiviarne la lettura, che ho voluto comunque portare avanti fino alla fine per farmi una mia idea di questo famoso libro: trame inconsistenti e, come si può facilmente immaginare, molto ripetitive, personaggi che vivono esclusivamente nel loro mondo fatto di sesso (etero, omo e di tutto e di più) e sregolatezze appunto sessuali e che, secondo me, non sono destinati a lasciare traccia nella memoria dei lettori; sì, c’è qualche abbozzo di introspezione psicologica per qualcuno dei protagonisti in particolare dei racconti più lunghi, ma su tutto prevale infine un opprimente senso di noia che non invita certo a riprendere in mano il libro con impazienza.
    Più che di erotismo, forse, in questo caso, sarebbe meglio parlare di pornografia, viste le minuziose, ossessive e reiterate descrizioni di atti sessuali qui presenti. Erotici ho trovato invece i racconti de “I fiori splendenti nell’abbraccio degli amanti”, letti di recente, del medievale e musulmano ‘Ali al-Baghdadi, così come alcune parti de “La figlia di Mistral” di Judith Krantz che romanzo erotico di per sé non è ma che, a questo punto, batte alla grande questi scritti della Nin che, insomma, non ho apprezzato. Inoltre, c’è un’aggravante: l’autrice scrisse questi racconti su richiesta di un committente disposto a pagare. Fare un mestiere di talento e passione per la scrittura è un conto; un altro è scrivere per far soldi, cosa che non premia né in qualità né in soddisfazione personale.
    Mi riservo di leggere in seguito almeno un’altra opera di questa scrittrice per avere modo di valutarla meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    La Parigi erotica anni '40

    Nei 15 racconti contenuti in questo libro si può trovare veramente di tutto: prostituzione, feticci, incesto, necrofilia, omossessualità, sadomasochismo, orgie (caratteristiche che spesso si presentan ...continua

    Nei 15 racconti contenuti in questo libro si può trovare veramente di tutto: prostituzione, feticci, incesto, necrofilia, omossessualità, sadomasochismo, orgie (caratteristiche che spesso si presentano sommate una all'altra). Il libro coinvolge quel tanto che basta, facendoci assaporare per qualche ora la Parigi degli "artisti" anni '40, merito di una scrittura leggera e senza eccessi di descrittività. Certo alcune storie sono sottotono rispetto ad altre, alcune di esse infatti non riescono a sviscerare la giusta dose di perversione necessaria a rendere ficcante il racconto, divenendo una sorta di Dawson's Creek con i peli pubici. Non c'è da preoccuparsi però, le poche sparate infelici non rovinano la scorrevolezza, attestando il libro su un buon livello, piacevole da leggere.
    PS: spassose le uscite del buon Henry Miller, facilmente identificabili dalla narrazione di pensieri, azioni e abitudini che solo un uomo che ha vissuto pesantemente la perversione può conoscere.

    ha scritto il 

  • 0

    Se proprio volete abbandonarvi ad una lettura piccante, leggete IL DELTA DI VENERE di Anaïs Nin. Questo libro sì che merita di esser definito "letteratura erotica", altro che le centocinquanta sfumatu ...continua

    Se proprio volete abbandonarvi ad una lettura piccante, leggete IL DELTA DI VENERE di Anaïs Nin. Questo libro sì che merita di esser definito "letteratura erotica", altro che le centocinquanta sfumature di bianco, rosso e verdone!

    ha scritto il 

  • 0

    "Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d'animo non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scen ...continua

    "Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d'animo non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. "(dalla prefazione)

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo l'autrice, il primo esperimento di letteratura erotica scritta da una donna

    A volte noioso vista l'inevitabile ripetitività delle situazioni, sempre inverosimile, narrativamente liberissimo e incoerente, spesso davvero poetico. E soprattutto ti mette voglia di scopare tutto e ...continua

    A volte noioso vista l'inevitabile ripetitività delle situazioni, sempre inverosimile, narrativamente liberissimo e incoerente, spesso davvero poetico. E soprattutto ti mette voglia di scopare tutto e tutti.

    ha scritto il 

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