Il delta di Venere

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili; Tascabili)

3.5
(1945)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845246531 | Isbn-13: 9788845246531 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Delfina Vezzoli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
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  • 4

    Quando la letteratura incontra il sesso

    La letteratura può smuovere anima e corpo. Si può nutrire l'intelletto con emozioni e avventure totalizzanti, e quelle fisiche, quelle sessuali specialmente, sono tra le più totalizzanti. Sgombriamo i ...continua

    La letteratura può smuovere anima e corpo. Si può nutrire l'intelletto con emozioni e avventure totalizzanti, e quelle fisiche, quelle sessuali specialmente, sono tra le più totalizzanti. Sgombriamo il campo dall'annoso dibattito su cosa sia erotismo e cosa pornografia: è di una noia mortale e assomiglia a una sorta di depressione post-coitum cerebralizzata. Ben venga piuttosto una celebrazione completa della sessualità, l'aspetto più solare della vita eppure fra i più tormentati e censurati: è quanto compie la pur mercenaria scrittura della Nin, erede teoricamente dell'idea tardoromantica, alla D.H Lawrence (punto di riferimento culturale dell'autrice), che l'amore più completo sia quello di sesso e cuore uniti ("Solo il battito unito del sesso e del cuore può creare l'estasi", p. 12), ma de facto esaltatrice qui essenzialmente delle gioie pelviche. Gli ultimi discorsi diaristico-prefatori postcoitali, nel Post scriptum, che rimarcano la banale differenza tra come gli uomini intendano l'erotismo e come, in maniera a loro superiore (ma guarda un po'), le donne, infastidiscono. Meglio lo stetoscopio sulla punta del pene: afferma concetti più sottili, seppure siano sempre gli stessi, ancora e ancora reiterati, concetti, messi sotto le fogge immaginifiche e metaforiche più strane, barocche, icastiche. La funzione della letteratura è proprio quella di infondere estasi. E' un miracolo, e mi sorprende ogni volta che ci penso, che un po' di nero inchiostro gettato sulla pagina bianca possa generare erezioni e, nei casi dei lettori più perversi, getti di bianco inchiostro sulla nera pagina dell'esistenza. Quanto "fisica" può essere l'arte. E quali turbamenti può generare. La fantasia è un fuoco accostandosi al quale è facile incendiarsi. Per chi, come il sottoscritto, vive di letteratura, antidoto al veleno della vita o modo per viverla al sommo grado in ciò che vi è in essa di più stupefacente, la citazione che colpisce di più è, non a caso, la seguente, dove un oscuro personaggio si inietta la droga endovena in un modo assai pittoresco, usando una stilografica: "Poi, invece di inserire una siringa ipodermica, inserì la penna stilografica e aspirò il liquido. Con il coltellino si fece un taglio sul braccio che era già coperto di ferite vecchie e recenti, e nel taglio nuovo inserì la penna stilografica e si iniettò la cocaina nella carne" (p. 34). Viceversa, quale miglior droga dell'inchiostro, o meglio della letteratura? Solo il sesso probabilmente - ma non ne sono certo. Anaïs Nin, in questa raccolta di racconti erotici, unisce magnificamente queste due droghe in un'unica superdroga. Assumetela. Fottetevene dei pregiudizi: vi fottono il cervello. Leggete Il delta di Venere. Gioitene.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile commentare una raccolta di racconti.. Anche perché non ho una grande passione per i racconti ed è per questo che il mio voto non è tanto alto. Ma credo che l’autrice sia riuscita al cento pe ...continua

    Difficile commentare una raccolta di racconti.. Anche perché non ho una grande passione per i racconti ed è per questo che il mio voto non è tanto alto. Ma credo che l’autrice sia riuscita al cento per cento nel suo intento e nel lavoro che le era stato commissionato. Il cliente aveva chiesto che non ci fosse poesia e, infatti, non ce n’è.
    Mi è piaciuto? A dir il vero non lo so ancora.. Sì, perché l’autrice è stata magistrale nel realizzare quello che le è stato chiesto. No, perché sono racconti e perché, per lunghi tratti, mi ha un po’ angosciata.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sono un'esperta di letteratura erotica, ma non credo ci voglia un esperto per capire che siamo di fronte a un classico. Certo, l'età si sente, ma neanche così tanto (soprattutto se si paragona a c ...continua

    Non sono un'esperta di letteratura erotica, ma non credo ci voglia un esperto per capire che siamo di fronte a un classico. Certo, l'età si sente, ma neanche così tanto (soprattutto se si paragona a certi prodottini commerciali soft tipo 50 sfumature...ma anche stavolta non potrei parlare perché quest'ultimo non l'ho letto).
    Evitando i paragoni, dunque, resta il fatto che è un ottimo libro, con racconti mai banali, né per i contesti narrati, né per i protagonisti, né per la maniera in cui ogni avventura (o fantasia) erotica è descritta. Il fatto che il lavoro sia stato commissionato ad Henry Miller e che poi quest'ultimo l'abbia passato (per noia) a una donna, l'amica Nin (e che lei a sua volta abbia utilizzato le suggestioni di molti amici) rende la faccenda ancor più interessante. In ogni caso, avercene, di Anais Nin, oggi!

    ha scritto il 

  • 3

    Nel suo diario Anais Nin scrive: "In questa collezione di racconti erotici, scrivevo per divertire, sotto pressione da parte di un cliente che mi chiedeva di lasciar perdere la poesia. E così mi parev ...continua

    Nel suo diario Anais Nin scrive: "In questa collezione di racconti erotici, scrivevo per divertire, sotto pressione da parte di un cliente che mi chiedeva di lasciar perdere la poesia. E così mi pareva che il mio stile fosse un prodotto della lettura dei lavori maschili. Per questa ragione, per un lungo periodo ebbi la sensazione di esser venuta meno al mio io femminile. [..] Rileggendoli ora, vedo che la mia voce non era stata messa completamente a tacere. In molti passaggi avevo usato intuitivamente un linguaggio femminile, considerando l'esperienza sessuale dal punto di vista di una donna."

    In questo libro leggiamo: "Il cuore di Matilde si mise a battere all'impazzata, mentre sentiva che era giunto il momento atteso per anni. Si sollevò quasi sulla punta dei piedi per sentire quel che l'uomo le avrebbe detto. [...] Ma quel che il raffinato scrittore pensò bene di dirle, con la sua voce aristocratica, fu: "Come ti ho vista, mi è venuto duro."
    La crudezza delle parole fu come un insulto . Matilde arrossì e gli diede uno schiaffo."

    UNO A ZERO PER ANAIS.

    ha scritto il 

  • 0

    Anais raggiunge lo stato di grazia dal racconto "Elena" in poi, forse per merito di quella poesia che aveva negato ai precedenti. I personaggi femminili, tratteggiati con audacia, si rivelano avvolge ...continua

    Anais raggiunge lo stato di grazia dal racconto "Elena" in poi, forse per merito di quella poesia che aveva negato ai precedenti. I personaggi femminili, tratteggiati con audacia, si rivelano avvolgenti.

    ha scritto il 

  • 2

    Che noia! Leggere questo libro è come immagino possa essere spararsi 10 porno di fila. All'inizio può anche piacerti (anche se stranamente i primi racconti erotici sono cupissimi, come solo sanno esse ...continua

    Che noia! Leggere questo libro è come immagino possa essere spararsi 10 porno di fila. All'inizio può anche piacerti (anche se stranamente i primi racconti erotici sono cupissimi, come solo sanno essere gli americani quando scrivono e gelano ogni desiderio: pedofilia, violenze...), ma poi non ne puoi più. Come si dice per i porno: è sempre la stessa cosa! Al di là del fatto che la Nin abbia accettato questo incarico controvoglia, per gli stessi motivi per cui noi troviamo noioso guardare/leggere solo ed unicamente di sesso, al di là del fatto che sicuramente sia stata una pioniera del genere (forse una delle prime donne a scrivere in questo campo?), al di là dal fatto che questo libro ha un target chiaramente maschile e del fatto che bisognava che ci fosse una pioniera per fare da battistrada e per arrivare invece al godibilissimo 50 sfumature, sta di fatto che dopo le prime 50 pagine tutto diventa noioso e monotono: dopo aver chiuso il libro della James, ti scoperesti il primo che ti passa davanti, dopo aver chiuso il libro della Nin sei pronta per la clausura, talmente sei stomacata. Spiace per la Nin perchè sapeva che così non avrebbe funzionato ma era stata costretta dal suo datore di lavoro a scrivere così. Non me ne voglia dalla sua tomba.

    ha scritto il 

  • 4

    Il sottile confine tra erotismo e pornografia

    Recensione #30

    Questa raccolta di racconti è etichettata come appartenente al genere erotico. Eppure, la lettura mi ha portato a riflettere su quale sia il reale confine che divide i termini "erotismo ...continua

    Recensione #30

    Questa raccolta di racconti è etichettata come appartenente al genere erotico. Eppure, la lettura mi ha portato a riflettere su quale sia il reale confine che divide i termini "erotismo" e "pornografia".

    Il termine "pornografia" deriva dal francese pornographie, parola di origine greca che sta a significare "scritto in merito alle prostitute". E' assimilabile a tutto quel materiale audiovisivo, ma anche letterario, atto ad offendere il pudore, offrendo scene di sesso esplicito, con dovuta esibizione di organi sessuali. Il tutto allo scopo di eccitare il lettore e/o lo spettatore.

    Nel genere erotico, invece, non è l'eccitamento dei sensi fine ultimo dell'autore. Egli vuole mettere in risalto la pura emozionalità dell'atto, attraverso la consapevolezza affettiva verso cui la carnalità si consuma con descrizioni talora poetiche.

    Anais Nin (insieme ad Henry Miller, che sebbene non accreditato ha anch'egli preso parte alla stesura di alcuni racconti) travalica il confine che divide erotismo e pornografia, ricongiungendoli infine come in un abbraccio armonioso. Ella non si risparmia nella descrizione dettagliata di atti puramente osceni, adatti a scatenare più di un brivido nel lettore, scevri da qualunque forma di sentimento - anche laddove possa sembrare esserci un legame affettivo tra i personaggi, non si tratta mai di amore; ma lo fa con dovizia di particolari che ne esaltino la bellezza puramente estatica, sensuale e poetica, così che alla fine non si è certi di aver assistito a un qualcosa di scandaloso o triviale, ma quasi di aver letto vere e proprie storie d'amore incondizionato. Almeno questo, è il messaggio che è passato ai miei occhi, valido per la maggior parte dei racconti racchiusi all'interno della raccolta.

    Molti di coloro che hanno recensito negativamente, si sono lamentati del fatto che i personaggi non abbiano approfondimento psicologico. Beh, se guardo un film di Tinto Brass non posso aspettarmi la medesima caratterizzazione dei protagonisti di un film di Zeffirelli. Si tratta di un romanzo erotico, o pornografico che dir si voglia, pertanto è normale che i personaggi agiscano in base alle proprie pulsioni sessuali. Ma vi prego, evitate di dire che si tratti di racconti scritti male. Se davvero lo pensate, vi invito alla lettura di "Cinquanta sfumature di grigio". Sono certa che tornerete a valutare l'opera della Nin.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho letto qualche racconto, dai commenti che avevo letto credevo di trovarci della poesia, ma forse mi sbagliato. L'ho sentito freddo e vuoto, per ora lo abbandono, forse un giorno continuerò a leggerl ...continua

    Ho letto qualche racconto, dai commenti che avevo letto credevo di trovarci della poesia, ma forse mi sbagliato. L'ho sentito freddo e vuoto, per ora lo abbandono, forse un giorno continuerò a leggerlo.

    ha scritto il 

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