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Il demone

Di

Editore: ES

3.3
(135)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 78 | Formato: Paperback

Isbn-10: 888793990X | Isbn-13: 9788887939903 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lydia Origlia

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    E' molto lontano dall'idea dell'amore e forse anche da quella del sesso, c'è molta paura in questo libro e molto malessere, ma non la gioia di due corpi innamorati o anche solo molto attratti che si uniscono...e la cosiddetta giustizia finale è secondo me solo gelosia vigliacca

    ha scritto il 

  • 3

    Saeki è paranoico, pavido, vittimista. Teruko incarna la femme fatale. Suzuki è folle, di rabbia, di gelosia, di orgoglio ferito. Questi i personaggi di una storia che si svolge per la maggior parte all’interno della stanza di Saeki, il protagonista. L’autore lascia molto, forse troppo, alla fant ...continua

    Saeki è paranoico, pavido, vittimista. Teruko incarna la femme fatale. Suzuki è folle, di rabbia, di gelosia, di orgoglio ferito. Questi i personaggi di una storia che si svolge per la maggior parte all’interno della stanza di Saeki, il protagonista. L’autore lascia molto, forse troppo, alla fantasia del lettore: le uniche descrizioni sulle quali si sofferma sono dedicate a Teruko, la protagonista femminile, al suo fisico morbido, ai suoi gesti studiati per farsi desiderare. La narrazione è quasi cronaca, distaccata, fredda. Lo avevo comprato sperando di trovarvi il delicato erotismo de “La chiave”, ma non è stato così. Ci sono libri – lunghi o brevi, brutti o belli – dei quali comunque resta qualcosa a decantare nel cuore del lettore. Questo è uno di quelli che evaporano subito…

    ha scritto il 

  • 4

    Fa sempre un po’ sorridere il tentativo diffuso di ordinare i testi di Tanizaki Jun’ichiro secondo una classifica di gradimento interna alla sua narrativa.


    Mai, come nel caso di questo autore, ciascuno dei testi sembra costituire un universo a sé stante, retto da un solido nucleo di motiv ...continua

    Fa sempre un po’ sorridere il tentativo diffuso di ordinare i testi di Tanizaki Jun’ichiro secondo una classifica di gradimento interna alla sua narrativa.

    Mai, come nel caso di questo autore, ciascuno dei testi sembra costituire un universo a sé stante, retto da un solido nucleo di motivazioni intrinseche alla narrazione ed estrinseche alla stessa, che rifuggono ad ogni tipo di tassonomia.

    Il motivo che rende interessante un testo apparentemente insulso, quasi banale, come Il Demone, breve racconto datato 1912, è il tentativo del maestro di confrontarsi con la letteratura europea, in particolar modo inglese, del tardo Ottocento. Ne risulta un racconto ibrido, in cui la tradizionale prosa giapponese, didascalica e sofisticata,.... continua la lettura su

    http://www.i-libri.com/il-demone-di-tanizaki-junichir.html

    ha scritto il 

  • 3

    Tanizaki riesce con pochi tratti a farti entrare nel suo mondo ossessivo...


    "L'insegnante saliva in cattedra e dopo qualche colpo di tosse iniziava:"...Dunque, continuando la lezione precedente..." E all'improvviso tutte le teste si chinavano sui tavoli e centinaia di mani facevano scorrer ...continua

    Tanizaki riesce con pochi tratti a farti entrare nel suo mondo ossessivo...

    "L'insegnante saliva in cattedra e dopo qualche colpo di tosse iniziava:"...Dunque, continuando la lezione precedente..." E all'improvviso tutte le teste si chinavano sui tavoli e centinaia di mani facevano scorrere contemporaneamente la penna sul quaderno. Le parole dell'insegnante superavano d'un balzo i loro animi per passare dalle mani alla carta. Rimanevano fissate sulla carta con ideogrammi simili a segni indisciplinati, stranamente negligenti, bizzarri e oziosi. Soltanto le mani vivevano e lavoravano. In quell'ampia aula immersa nel silenzio tutti i cervelli erano morti, soltanto le mani continuavano a vivere. Con un impeto forsennato continuavano ad allineare rapidamente e ciecamente gli ideogrammi, e infilavano rumorosamente la penna nel calamaio, mentre fruscianti fogli di carta venivano girati."

    ha scritto il 

  • 2

    Paranoia, ossessione e morbosità.

    In realtà le stelle sarebbero 2 1/2.


    E' il primo libro che leggo di Tanizaki.
    Il personaggio di Saeki è angoscainte e irritante nelle prime pagine, poi piano piano la storia prende forma e il personaggio si arricchisce di sfumature, ma sempre sottotono nonostante l'esaurimento e la paranoi ...continua

    In realtà le stelle sarebbero 2 1/2.

    E' il primo libro che leggo di Tanizaki. Il personaggio di Saeki è angoscainte e irritante nelle prime pagine, poi piano piano la storia prende forma e il personaggio si arricchisce di sfumature, ma sempre sottotono nonostante l'esaurimento e la paranoia costante. A mio avviso la quarta di copertina è parecchio ingannevole.

    D.

    ha scritto il 

  • 2

    Superficiale

    Leggendo le recensione degli altri utenti, ho deciso di rivalutare il giudizio verso il basso. Stile sempre elegantissimo peccato che manchi il necessario approfondimento della psicologia dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stile di Tanizaki è sempre lucido, freddo e tagliente; le atmosfere claustrofobiche e torbide. Ma la storia, un racconto breve, questa volta non convince del tutto. Gli interrogativi lasciati aperti e non soddisfatti questa volta straniscono anzichè coinvolgere.

    ha scritto il 

  • 2

    Scrittura piatta quasi da manuale del dilettante, un po' alla R.L Stine solamente che quest'ultimo ha avuto la sua chiara e meritata nicchia avendo rivolto quello stile ad una certa fascia d'età. La perversione per i licquidi e le nicchie corporee più insolite raccontate in questa maniera, forse ...continua

    Scrittura piatta quasi da manuale del dilettante, un po' alla R.L Stine solamente che quest'ultimo ha avuto la sua chiara e meritata nicchia avendo rivolto quello stile ad una certa fascia d'età. La perversione per i licquidi e le nicchie corporee più insolite raccontate in questa maniera, forse le potrebbe aprezzare chi da piccolo ricevendo molti pochi abbracci, eccitava tutta la propria frustazione sull'umidità che restava sulle proprie guance, quando nei giorni felici la mamma concedeva loro il bacio della buona notte.

    ha scritto il 

  • 1

    Raccontino insipido ed banale, di certo non all'altezza della fama di un autore come Tanizaki e che è sicuramente un suo scritto minore.
    Forse ero troppo stanca mentre lo leggevo e questo mi ha impedito di concentrarmi e forse di vederne il valore, ma tutto quello che mi ha trasmesso è stata una ...continua

    Raccontino insipido ed banale, di certo non all'altezza della fama di un autore come Tanizaki e che è sicuramente un suo scritto minore. Forse ero troppo stanca mentre lo leggevo e questo mi ha impedito di concentrarmi e forse di vederne il valore, ma tutto quello che mi ha trasmesso è stata una grande noia; non mi ha turbato, non mi ha schifato, non mi ha appassionato, non mi ha indignato, le vicende non mi hanno dato nessuna emozione e i personaggi li ho trovati piatti e vuoti. L'ho letto e l'ho dimenticato appena l'ho chiuso, non ho provato proprio niente nel leggerlo, cosa che devo dire mi capita di rado. Mi sa che ho un radar tutto particolare che individua subito le ciofeche del tale autore famosissimo e quotatissimo e pubblicate solo perché sono del tale autore e che mi fa iniziare la conoscenza con quello scrittore proprio da queste operette insulse: mi è già capitato con Kawabata e ora con Tanizaki, speriamo che per entrambi la seconda volta sia quella buona. Ad ogni modo, trovo scandaloso far pagare otto euro un libro di 73 pagine. Sconsigliato.

    Voto: 3.5/10

    ha scritto il 

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