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Il deserto dei Tartari

By Dino Buzzati

(463)

| Mass Market Paperback

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Book Description

1006 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Il tempo che vola e la vita che trascorre, come accade a Giovanni Drogo, sono temi di cui ci si rende conto troppo tardi. Una esistenza può riservare molte cose: una carriera importante, pensieri e preoccupazioni per guadagnare un tenore di vita migl ...(continue)

    Il tempo che vola e la vita che trascorre, come accade a Giovanni Drogo, sono temi di cui ci si rende conto troppo tardi. Una esistenza può riservare molte cose: una carriera importante, pensieri e preoccupazioni per guadagnare un tenore di vita migliore, l'affanno di garantire lo stesso o di più anche ai propri figli, avventure improvvise ed emozionanti, il desiderio e la speranza che si avveri un sogno, tante altre cose, oppure una cocente delusione, che vanifica quanto accaduto prima se questo era stato solo una speranza. In questo senso "Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati intende esortare i lettori a sfruttare al massimo la vita, a non fondarla su di un sogno o su di una speranza che possono essere vanificati e ad avere paura del tempo che scorre, passa, e non lascia spazio a ripensamenti...

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    Pervinca Ale said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ossessione dell'attesa

    Ho letto questo romanzo due volte; la prima in età da giovane adulto, la seconda in quest’anno pochi mesi fa. Devo dire, come spesso mi capita con i romanzi-classici, che ho apprezzato molto il capolavoro di Buzzati, in seconda lettura; forse perché ...(continue)

    Ho letto questo romanzo due volte; la prima in età da giovane adulto, la seconda in quest’anno pochi mesi fa. Devo dire, come spesso mi capita con i romanzi-classici, che ho apprezzato molto il capolavoro di Buzzati, in seconda lettura; forse perché mi sono immedesimato nel contesto della storia.

    Il protagonista è Giovanni Drogo, un giovane tenente di prima nomina inviato in servizio presso un avamposto ubicato ai confini del territorio di una nazione, non meglio identificata, ma potrebbe essere, a mio parere, l’impero austro-ungarico dell’800, chiamato Fortezza Bastiani; tale fortezza è abbarbicata su un’impervia montagna per il controllo del territorio nemico che si estende su una sconfinata pianura incolta e pietrosa. Giovanni Drogo si rende subito conto dell’atmosfera vigente nella fortezza e della ferrea disciplina cui sono sottoposti tutti i militari del battaglione che hanno il compito costante di sorvegliare al di là del confine in attesa di un possibile attacco da parte del nemico tartaro; egli è convinto di trascorrere solo un breve periodo in quel luogo desolato e quasi dimenticato, e ritornare, quanto prima, alla vita della città da dove proviene. Passa il tempo in maniera inesorabile e Drogo riesce a ottenere una breve licenza per rientrare nella sua città di origine; si accorge, però, che la sua identità non è più idonea ai ritmi del passato e, quindi, prova un forte disagio e un allontanamento dalla vita di routine cittadina e dalle persone. Cos’è dunque successo? In pratica è stato contagiato dal “mal di fortezza”, nel senso che ormai alberga nel suo animo la precipua convinzione che i tartari arriveranno e la difesa della fortezza e del territorio sarà un tributo di gloria per il quale vuole essere presente.

    Tale anelito di gloria si trasforma ben presto in un’ossessione; quindi passano parecchi anni sempre nell’attesa di un imminente attacco da parte dei nemici tartari; nel frattempo il battaglione in difesa della fortezza, si riduce in modo drastico; i colleghi muoiono oppure sono congedati ma non vengono avvicendati. Giovanni Drogo, che intanto è stato promosso maggiore, rimane attaccato alla fortezza e la sua unica ragione di vita è, ormai, l’attesa del nemico. In un clima surreale trascorre gli ultimi anni di vita fino a quando, finalmente, arrivano i Tartari…la gloria tanto aspettata e desiderata è vicina ma purtroppo…

    La narrazione, il contesto e gli eventi, riescono a scrutare l’animo umano fino ai meandri più reconditi; in particolari circostanze l’uomo si “adatta” a qualsiasi situazione; cambia la sua visione del mondo immanente e diventa “schiavo” dei propri ideali di cui è convinto fino all’estremo sacrificio.

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    Ferruccio said on Oct 14, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Ho abbandonato il libro perché l'ho trovato terribilmente noioso, non mi invogliava per niente a continuare... :-(

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    Ari said on Oct 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    un grande libro è un libro che ti sa trasmettere mille emozioni senza bisogno di esagerare.

    la storia di giovanni è una storia semplice, ma che racconta la vita di tutti noi.

    racconta la solitudine
    racconta come il tempo sembri scorrere lentamente ...(continue)

    un grande libro è un libro che ti sa trasmettere mille emozioni senza bisogno di esagerare.

    la storia di giovanni è una storia semplice, ma che racconta la vita di tutti noi.

    racconta la solitudine
    racconta come il tempo sembri scorrere lentamente e invece in un attimo ti trovi alla fine dei tuoi giorni senza aver combinato niente di quello che avevi programmato
    racconta tante cose.

    buzzati trasmette tutto questo senza grossi giri di parole e metafore inutili.

    grandioso

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    Nadiona said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dedicato a coloro che non sanno essere felici,
    a coloro che amano attendere,
    a coloro che pensano che domani succederà qualcosa di più interessante e promettente di oggi,
    a coloro che attendono una grande occasione (consapevoli forse che non arriverà ...(continue)

    Dedicato a coloro che non sanno essere felici,
    a coloro che amano attendere,
    a coloro che pensano che domani succederà qualcosa di più interessante e promettente di oggi,
    a coloro che attendono una grande occasione (consapevoli forse che non arriverà mai),
    a coloro che non sanno trasformare la propria vita in una grande occasione,
    a coloro che non comprenderanno mai che non esiste una grande occasione,
    a coloro che devono forzare l'orizzonte pur di vivere un po',
    ecco a tutti questi e a molti altri loro simili, auguro di innamorarsi di questo (notate bene le virgolette) "capolavoro", dal quale attingeranno fiducia e motivazioni per continuare la loro attesa e fare della loro vita un elogio alla mediocrità.

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    Masetto said on Oct 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Stupendo.
    Amaro come il fiele, triste come solo la vita sa esserlo.

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    Micra said on Oct 4, 2014 | 1 feedback

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