Il deserto dei Tartari

Di

Editore: Oscar Mondadori

4.2
(10121)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Tedesco , Rumeno , Esperanto

Isbn-10: A000079691 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 4

    La Fuga del Tempo

    Lento e cadenzato come l'Abitudine che narcotizza e permette al Tempo di fuggire.
    Per una vita intera il bravo ragazzo Drogo aspetta inutilmente la gloria e la realizzazione di un'esistenza speciale, ...continua

    Lento e cadenzato come l'Abitudine che narcotizza e permette al Tempo di fuggire.
    Per una vita intera il bravo ragazzo Drogo aspetta inutilmente la gloria e la realizzazione di un'esistenza speciale, attende l'occasione per dimostrare il suo coraggio dinnanzi agli uomini e alla storia...
    ma solo al termine di quell'attesa, quando solo e vinto dal tradimento dei suoi compagni, quando debole e ingiallito dalla malattia come le mura della fortezza Bastiani, Drogo fattosi fortezza affronterà il vero Nemico ed è lì che lo affronterà nell'unico modo possibile: " Poi nel buio, benchè nessuno lo veda, sorride.

    ha scritto il 

  • 4

    Si capisce fin dalle prime pagine il motivo per cui questo romanzo sia annoverato fra i migliori del '900. L'ingresso nel suo corpo vivo è pressochè immediato. Un senso di magone, di attesa, di pessim ...continua

    Si capisce fin dalle prime pagine il motivo per cui questo romanzo sia annoverato fra i migliori del '900. L'ingresso nel suo corpo vivo è pressochè immediato. Un senso di magone, di attesa, di pessimismo e di tristezza permea, riga dopo riga, la narrazione. L'errore da non fare è, sicuramente, di immedesimarsi nel protagonista, Giovanni Drogo, perchè ci si potrebbe riscoprire depressi. Non mi addentro nel commento della trama perchè, qualsiasi cosa scrivessi, non renderebbe giustizia all'opera. Per sapere di cosa parli "Il deserto dei tartari", bisogna semplicemente leggerlo.

    ha scritto il 

  • 5

    è meraviglioso perdersi mentalmente nel mondo senza riferimenti spazio-temporali creato da Buzzati, un mondo dove soltanto l'inesorabile scorrere dei minuti e delle ore la fa da padrone, dove tutto ri ...continua

    è meraviglioso perdersi mentalmente nel mondo senza riferimenti spazio-temporali creato da Buzzati, un mondo dove soltanto l'inesorabile scorrere dei minuti e delle ore la fa da padrone, dove tutto risulta ovattato e pressochè immutabile. Non si può non riflettere dopo aver finito la lettura, a distanza di tempo ancora penso spesso a quanta verità e sensibilità alla vita sia impressa in queste poche pagine.

    ha scritto il 

  • 3

    Il senso di darsi un senso

    Breve, o forse solo intenso e sentito. Ti lascia con gli occhi sgranati e l'animo pensieroso, realisticamente allo specchio, come una rivelazione personale. Più in generale, comunque, due riflessioni ...continua

    Breve, o forse solo intenso e sentito. Ti lascia con gli occhi sgranati e l'animo pensieroso, realisticamente allo specchio, come una rivelazione personale. Più in generale, comunque, due riflessioni mi son rimaste, e son cose per me di valore.

    La prima sulla bellezza della scrittura originale. Ed in particolare di quella che si 'sente' incontrando uno scritto non tradotto. Le parole, quando son così belle e ben orchestrate, son quelle giuste per esprimere il pensiero, non sono scelte per migliore affinità. La sensazione di ascoltare direttamente i pensieri dell'autore, di averlo davanti a se, è impagabile. E con questo libro di Buzzati ho vissuto per tutta la vicenda questa vicinanza.

    La seconda sul tema, che è la vita e il suo senso, o almeno una delle sue possibilità. Quella di chi è alla pur dubbiosa ricerca di uno scopo più grande, e fa di tutto per rendersi pronto al momento in cui si porrà alla portata. Sacrificando, più o meno consciamente, alternative meno nobili e più egoiste, e mentre altri intorno a te non hanno questi scrupoli, neanche coloro che credevi simili. Perché così son le cose della vita.

    E tra attesa e piccole e grandi delusioni, e senza che te accorga, può accadere che la vita ti scorra come sabbia tra le dita. E poi guardarti indietro, chiederti se abbia avuto senso quest'attesa infinita, pur capendo anche che probabilmente non è una stata una scelta peggiore di molte altre. Magari scoprire che non sarà neanche più rilevante che lo scopo sia accaduto o meno, che è stato già molto l'averlo sempre avuto.

    Un testo, dunque, che ho sentito di grande bellezza e maturità, pur se tristemente esistenziale. Il che non è particolarmente inusuale in letteratura. Ma il buon Dino ce lo ha raccontato che aveva solo 33 anni... :)

    ha scritto il 

  • 4

    Un luogo dell'anima

    La fortezza Bastiani è un luogo dell'anima. E' quell'avvolgente senso di sicurezza trasmesso delle cose conosciute, che si rivelano tutti i giorni uguali, familiari. Le giornate, i mesi, gli anni, la ...continua

    La fortezza Bastiani è un luogo dell'anima. E' quell'avvolgente senso di sicurezza trasmesso delle cose conosciute, che si rivelano tutti i giorni uguali, familiari. Le giornate, i mesi, gli anni, la vita stessa trascorre tranquilla e ovattata, mentre cresce il senso di inquietudine per ciò che non si è fatto, per i luoghi non visti,le emozioni non provate, le persone non amate. Lo scopo di tutto ciò non è il misterioso nemico, che potrebbe non arrivare mai o arrivare troppo tardi, ma quella stessa comoda familiarità , una culla con tutti i confort da cui non ci si vorrebbe mai staccare.

    ha scritto il 

  • 5

    Non capita spesso di leggere libri di questo calibro!

    Ho iniziato a leggere Buzzati grazie a un libro di racconti, La boutique del mistero, regalatomi anni fa da un amico e subito durante quella lettura ho capito che di questo autore avrei letto ancora m ...continua

    Ho iniziato a leggere Buzzati grazie a un libro di racconti, La boutique del mistero, regalatomi anni fa da un amico e subito durante quella lettura ho capito che di questo autore avrei letto ancora molto. Ricordo di aver provato dei brividi durante le pagine, lette e rilette, di Inviti Superflui (presente appunto ne "La Boutique del mistero") e la stessa sensazione posso dirla di averla provata con questo libro. Ti entra dentro capitolo dopo capitolo, suscitando emozioni e riflessioni diverse. Sempre vere e mai banali. Quanto è simile all'amore, certe volte, la lettura. Inutile parlarvi della trama, credo che tutti a grandi linee la sappiano, ritengo che l'elemento fondamentale di questo romanzo sia ciò che trasmette in ognuno di noi. Fate tesoro di queste pagine!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Allegoria e derisione

    Fuori dagli schemi narrativi del suo periodo, Dino Buzzati concepisce una delle opere più emblematiche del novecento italiano. In una rarefatta atmosfera surreale, scandita dalla ripetizione di eventi ...continua

    Fuori dagli schemi narrativi del suo periodo, Dino Buzzati concepisce una delle opere più emblematiche del novecento italiano. In una rarefatta atmosfera surreale, scandita dalla ripetizione di eventi e gesti sempre uguali, si svolge la vicenda del tenente Giovanni Drogo che, immerso nel torpore di un’esistenza monotona presso la fortezza Bastiani, rinuncia alla vita reale per inseguire un desiderio di gloria possibile ma incerto, consumando, vanamente, il proprio tempo nell’attesa di un attacco da parte dei nemici contro i quali combatterebbe valorosamente. Lo sfondo di una terra ostile, brulla e battuta dal sole diventa la tela su cui lo scrittore dipinge un’allegoria per rappresentare, in maniera mirabile, la crisi dell’uomo moderno conteso tra le ansie e le inutili attese, tra le inquietudini e le vane speranze. In questa dimensione senza tempo, somigliante ad un quadro metafisico di De Chirico, ogni cosa sembra animata da un profondo senso di fatalità e di angoscia. Un posto dall’aria di esilio e punizione dove l’assenza di ogni connotazione realistica finisce per accentuare il clima inquietante che in esso si respira. Le interminabili lontananze del nord, le notti trascorse in veste di guardia, i rumori incessanti provenienti dalla cisterna a turbare il sonno del protagonista, sono alcuni dei dettagli funzionali a rendere il senso di vuoto che aleggia sull’intera storia. Una storia raccontata da una scrittura perfetta e sapiente che trova la sua conclusione in una circostanza di fatti che simboleggia l’incapacità di realizzazione dell’uomo e che per Drogo avrà tutto il sapore amaro di una derisione inaspettata.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi nasce corvo nidifica, chi nasce rondine se ne va.

    Questo romanzo scandisce il passare del tempo.
    Per il giovane sottufficiale Giovanni Drogo, le giornate sembrano essere tutte uguali: si susseguono alla Fortezza Bastioni, dove è stato inviato a svolg ...continua

    Questo romanzo scandisce il passare del tempo.
    Per il giovane sottufficiale Giovanni Drogo, le giornate sembrano essere tutte uguali: si susseguono alla Fortezza Bastioni, dove è stato inviato a svolgere il suo primo incarico.
    Ogni giorno le sentinelle fanno gli stessi turni di guardia, ripetendo continuamente lo stesso percorso, anche se non accade mai nulla di rilevante.
    Passano i giorni, i mesi e pure gli anni.
    Giovanni torna in licenza nella sua città natale, ma non trova più i suoi amici di un tempo, nulla pare più destare il suo interesse.
    Forse è stato troppo tempo fuori dal mondo, forse crede e spera che la sua missione sia quella di proteggere la fortezza, così passa l'intera vita: aspettando.
    Ho letto il racconto in chiave allegorica e i miei pensieri sono stati i seguenti:

    Passare la vita ad aspettare qualcosa che forse non avverrà mai, crogiolarsi nell'attesa diventata ormai solo abitudine, illudersi di poter fermare il tempo, confidare nella speranza di essere ancora giovani e di avere tutta la vita davanti a sè, per poi riaprire improvvisamente gli occhi e rendersi conto che il tempo passa veloce e non si ferma ad aspettare nessuno.

    ha scritto il 

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