Il deserto dei Tartari

Di

Editore: Oscar Mondadori

4.2
(9802)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Tedesco , Rumeno , Esperanto

Isbn-10: A000079691 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Filosofia

Ti piace Il deserto dei Tartari?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    "Aspetto un'emozione sempre più indefinibile, sempre più indefinibile; fortezze vuote e inutili, potrebbero affollarsi se tu, se tu ti proponessi di recitare te, Fortezza paranoica"

    ha scritto il 

  • 4

    4/5

    Il deserto dei tartari è indubbiamente un libro impegnativo. Impegnativo perchè ci costringe a fare i conti con la dura realtà.
    In un mondo caratterizzato dalla perdita dei valori, molto spesso la via ...continua

    Il deserto dei tartari è indubbiamente un libro impegnativo. Impegnativo perchè ci costringe a fare i conti con la dura realtà.
    In un mondo caratterizzato dalla perdita dei valori, molto spesso la via d'uscita è rappresentata dall'inclusione in un sistema, in un qualcosa che possa dare un senso di appartenenza. Ed è in quel momento che l'uomo si interroga: "appartengo realmente a questo sistema o mi sto facendo banalmente trascinare in un oblio indolore?".
    Penso che, banalmente, ciò rappresenti il dilemma della nostra generazione.
    In questo senso, il deserto dei tartari irrompe con forza in questa riflessione e smuove le acque di fronte al - purtroppo comprensibile - immobilismo di Drogo.

    Piccola menzione per la parte finale, di rara grazia ed eleganza; mi ha ricordato, come stile, la parte finale di un altro libro che adoro, Il gattopardo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Una storia che descrive la vita di una persona ma che potrebbe rappresentarne tantissime altre, diverse per contenuti ma simili per dinamiche. L'autore sembra quasi provare del dispiacere per il prota ...continua

    Una storia che descrive la vita di una persona ma che potrebbe rappresentarne tantissime altre, diverse per contenuti ma simili per dinamiche. L'autore sembra quasi provare del dispiacere per il protagonista del romanzo che si vede la vita scorrere addosso prendendo decisioni che non sembrano essere libere ma piuttosto determinate da un destino o, meglio, dall'inerzia. Il tutto è descritto con semplicità nello stile ma grande capacità di trasporre le sensazioni in parole e dare ai luoghi, agli eventi e alle cose una caratterizzazione quasi umana. il finale, purificatore per certi aspetti, non riesce naturalmente a togliere tutto l'amaro che è maturato lungo i capitoli tranne che al protagonista che cerca e trova un riscatto nell'ultimo (unico?) momento di lucida serenità della sua vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro che analizza con lucidità l'esistenza umana

    I meccanismi che dominano le istituzioni e l'annichilimento di chi vi è invischiato. L'isolamento e il rigore delle regole. Il palazzo che fagocita. La routine che assorbe la vita senza che nemmeno c ...continua

    I meccanismi che dominano le istituzioni e l'annichilimento di chi vi è invischiato. L'isolamento e il rigore delle regole. Il palazzo che fagocita. La routine che assorbe la vita senza che nemmeno ci se ne accorga. L'eterno ritorno dell'uguale. L'esiguità della vita che fugge e non s'arresta un'ora. La speranza in un grande evento e l'angoscia di non fare in tempo a viverlo. Oppure la disperazione di intravederlo, ma quando ormai è troppo tardi. Alla fine, solo una disperata, miserrima consolazione...
    Senza dubbio, mercé il suo meraviglioso gorgo tematico-metaforico (un silente turbine di polvere e vento), ma anche grazie alla sua levigatezza, alla sua impeccabilità formale, alla limpidezza della sua lingua, uno dei migliori romanzi italiani di tutti i tempi. Come un sorriso nel buio.

    ha scritto il 

  • 3

    Eleganza manifesta.

    “Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un’occhiata indietro. ‘Ferma, ferma!’ si vorrebbe gr ...continua

    “Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un’occhiata indietro. ‘Ferma, ferma!’ si vorrebbe gridare, ma si capisce che è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini, le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai.”

    ha scritto il 

  • 4

    Il classico libro da leggere non a scuola, ma in età adulta (verrebbe da dire età matura, ma non sempre coincidono) quando lo si può apprezzare pienamente nel suo essere un ultimo avvertimento o il pr ...continua

    Il classico libro da leggere non a scuola, ma in età adulta (verrebbe da dire età matura, ma non sempre coincidono) quando lo si può apprezzare pienamente nel suo essere un ultimo avvertimento o il primo fermo segnale di condanna. L'atmosfera di tutto il romanzo mi ha fatto venire in mente gli ultimi due versi della poesia La città, di Kavafis (nella traduzione di Ceronetti, se non ricordo male), che riporto per intero:

    Hai detto “per altre terre andrò per altro mare.
    Altra città, più amabile di questa, dove
    Ogni mio sforzo è votato al fallimento
    Dove il mio cuore come un morto sta sepolto
    Ci sarà pure: Fino a quando patirò questa mia inerzia?
    Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,
    della mia vita consumata qui, non vedo
    che nere macerie e solitudine e rovina”
    Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
    La città ti verrà dietro. Andrai vagando
    Per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
    Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
    Farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
    non c’è nave non c’è strada per te.
    Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
    L’hai sciupata su tutta la terra

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    [Pg. 195] Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per una occhiata indietro. "Ferma, ferma!", si ...continua

    [Pg. 195] Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per una occhiata indietro. "Ferma, ferma!", si vorrebbe gridare, ma si capisce che è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai.

    [Pg 196] Proprio in quel tempo Drogo si accorso come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.

    [Pg. 201] Oh, se ci avesse pensato, la prima sera che fece le scale a un gradino per volta! Si sentiva un po' stanco, è vero, aveva un cerchio alla testa e nessun desiderio della solita patita a carte. Non gli venne il più lontano dubbio che quella sera fosse molto triste per lui, che su quei giardini , in quell'ora precisa, terminasse la sua giovinezza, che il giorno dopo, per nessuna speciale ragione, non sarebbe più ritornato al vecchio sistema, e neppure dopodomani, né più tardi, né mai.

    ha scritto il 

  • 5

    Non lo avevo mai letto, lo so, sono scandaloso. Però perlomeno ho recuperato adesso... Mi era venuta la voglia di farlo già l'anno scorso, quando lungo una camminata proprio sopra Belluno ( città nata ...continua

    Non lo avevo mai letto, lo so, sono scandaloso. Però perlomeno ho recuperato adesso... Mi era venuta la voglia di farlo già l'anno scorso, quando lungo una camminata proprio sopra Belluno ( città natale di Buzzati ) avevo visto una targa che riportava uno stralcio credo proprio del Deserto dei Tartari, che sembrava descrivere perfettamente la valle in cui mi trovavo. Il romanzo è stranissimo e complesso, si presta a molteplici livelli di lettura, è struggente e deprimente...e proprio per questo raggiunge esattamente l'obiettivo che si prefiggeva l'autore. Sono quelle classiche letture che a seconda dello stato d'animo e della sensibilità di chi li legge, possono suscitare sentimenti diametralmente opposti e contrastanti, ma certo non può lasciare indifferenti.
    La prosa che lo completa è superlativa.

    ha scritto il 

  • 5

    Il più bel libro mai letto

    Nella vita di Giovanni Drogo tutti ripercorriamo gli attimi mancati, le parole non dette, la classica domanda "Cosa sarebbe successo se...".
    E' una visione della vita triste, struggente, malinconia ma ...continua

    Nella vita di Giovanni Drogo tutti ripercorriamo gli attimi mancati, le parole non dette, la classica domanda "Cosa sarebbe successo se...".
    E' una visione della vita triste, struggente, malinconia ma maledettamente vera. Quanti giorni passiamo nella speranza di qualcosa che non arriverà mai? Fantastico.

    ha scritto il 

  • 4

    L'umorismo nero di Buzzati è tutto nel nome del dott. Rovina, il medico a cui fiducioso il maggiore Drogo affida le cure del suo corpo irrimediabilmente malato. Il sapore di beffa percorre sin dalle p ...continua

    L'umorismo nero di Buzzati è tutto nel nome del dott. Rovina, il medico a cui fiducioso il maggiore Drogo affida le cure del suo corpo irrimediabilmente malato. Il sapore di beffa percorre sin dalle prime pagine il più famoso romanzo del "kafka" di Belluno: "Dal deserto del Nord doveva giungere la loro fortuna, l'avventura, l'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta nel tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita". Con l'approssimarsi della fine Drogo realizza che "la vita dunque si era risolta in una specie di scherzo, per un'orgogliosa scommessa tutto era stato perduto".
    La fuga dal tempo è forse il tema dominante del romanzo, la situazione di irrealtà che pervade la vita degli uomini intenti ad affrontare giornate prive di senso in attesa che accada qualcosa, che il destino si compia. Romanzo amaro, una successione di delusioni e disillusioni, fino all'epifania finale, consolatoria sì, ma a quale prezzo.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per