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Il diacono

Di

3.8
(61)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8889541474 | Isbn-13: 9788889541470 | Data di pubblicazione: 

Genere: Horror , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Sono molto indecisa su che giudizio dare a questo libro.
    L'autore sa scrivere,questo non c'è dubbio, si capisce che il suo stampo è di tipo horror, la storia non è brutta,anche se è sempre il bene che lotta contro il male, ma il brodo è stato un po' troppo allungato per poi essere lasciato in sos ...continua

    Sono molto indecisa su che giudizio dare a questo libro. L'autore sa scrivere,questo non c'è dubbio, si capisce che il suo stampo è di tipo horror, la storia non è brutta,anche se è sempre il bene che lotta contro il male, ma il brodo è stato un po' troppo allungato per poi essere lasciato in sospeso,anche se i capitoli sono brevi e le frasi sono molto secche,quasi da sceneggiatura televisiva. Si inizia ad intuire chi sia veramente questo Diacono nei capitoli finali del libro che poi sono quelli che ho trovato più accattivanti come scorrimento. Chi fosse il povero Nathan proprio non me lo aspettavo.Ho apprezzato molto che le creature infernali fossero dei granchi neri e non dei ragnacci,altrimenti avrei dovuto abbandonare il libro per la mia aracnofobia,che le scene horror non siano state troppo splatter e che la descrizione degli esorcismi non sia stata troppo pesante. Ho trovato,invece,abbastanza esagerate le scene dove la Divoratrice entra in azione in Vaticano. Quindi,per me nel complesso,è un buon libro,però stenta un po' a diventare interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    Un horror come se ne trovano pochi in giro

    Romanzo avvincente e per nulla scontato. Si è immersi nei meandri più segreti e reconditi della Chiesa. Descrizioni e atmosfere che inchiodano il lettore in un racconto suggestivo e terrificante. Consigliato a chi, come me, è affascinato dall'occulto.

    ha scritto il 

  • 0

    Siamo porte. Ciascuno di noi, ovunque sul pianeta. Varchi spalancati attraverso cui il Male può irrompere e infettare la nostra realtà. Sino a oggi, i varchi erano tenuti sotto controllo da una Volontà più alta e da un delicato equilibrio di forze. Ma come predetto dalle profezie, l’equilibrio è ...continua

    Siamo porte. Ciascuno di noi, ovunque sul pianeta. Varchi spalancati attraverso cui il Male può irrompere e infettare la nostra realtà. Sino a oggi, i varchi erano tenuti sotto controllo da una Volontà più alta e da un delicato equilibrio di forze. Ma come predetto dalle profezie, l’equilibrio è stato spezzato e qualcosa di estremamente pericoloso è riuscito a passare. Qualcosa di così antico da non aver lasciato negli uomini neppure il ricordo di sé. È in mezzo a noi, ora, e si trascina dietro tutto l’orrore che per millenni è stato faticosamente tenuto alla larga da questa realtà. Forse non c’è più alcuna via d’uscita. Forse non c’è abbastanza Bene sulla Terra per contrastare tutta la malvagità che sta per contaminare questo mondo. Forse, la salvezza è nelle mani di un monaco senza memoria, senza nome, senza passato. Un uomo la cui vita e potere sono un enigma che deve essere risolto in fretta, prima che sia troppo tardi. I suoi confratelli lo chiamano semplicemente Diacono ed è il più pericoloso e temuto esorcista che sia mai apparso sulla Terra, dai tempi di Gesù Cristo. Non resta più molto tempo ormai. Lo scontro finale è prossimo. Non ci sarà alcuna pietà. Per nessuno. Il tempo della mietitura è giunto.

    ha scritto il 

  • 2

    Di questo libro le lodi si sprecano. Al di là di una indubbia capacità cinematografica dell'autore, descrittivo e capace di costruire ambientazioni calde, avvolgenti, che richiamano a paesaggi deserti, afosi, per così dire malati e prossimi alla fine del mondo, ho trovato la storia parecchio noio ...continua

    Di questo libro le lodi si sprecano. Al di là di una indubbia capacità cinematografica dell'autore, descrittivo e capace di costruire ambientazioni calde, avvolgenti, che richiamano a paesaggi deserti, afosi, per così dire malati e prossimi alla fine del mondo, ho trovato la storia parecchio noiosa, a fatica sono giunto alla fine dovendo prendere, soprattutto nelle ultime cento pagine, più pause per andare avanti. Di sicuro un libro che piace o non piace, senza mezze misure. Io appartengo a quei pochi, c'è da ammetterlo, cui il lavoro di Colombo non ha entusiasmato.

    ha scritto il 

  • 0

    Il Diacono, pubblicato dalla casa editrice romana Gargoyle Books, è il primo romanzo dell'autore, nonostante abbia scritto tre sceneggiature per serial televisivi. Ci si aspetterebbero, forse, i ricorrenti difetti e sbavature presenti nelle opere prime, ma Colombo, da grande conoscitore del gener ...continua

    Il Diacono, pubblicato dalla casa editrice romana Gargoyle Books, è il primo romanzo dell'autore, nonostante abbia scritto tre sceneggiature per serial televisivi. Ci si aspetterebbero, forse, i ricorrenti difetti e sbavature presenti nelle opere prime, ma Colombo, da grande conoscitore del genere, si dimostra un esperto romanziere che riesce a tessere con maestria e abilità consumata un intreccio complesso, popolato da personaggi vividi e indimenticabili, che ha riscosso un grandissimo successo di critica e pubblico e che, a quasi un anno dalla sua pubblicazione, fa ancora parlare di sè in toni quanto mai entusiastici.

    Parafrasando Chelsea Quinn Yarbro: Andrea G. Colombo è perfettamente cosciente del fatto che l'orrore è un fiore delicato che necessita di una mano attenta a sostenerlo. L'autore è riuscito nel difficile intento di rinnovare, per quasi 500 pagine, l'angoscia e l'inquietudine che stringono in una morsa il lettore, trascinandolo in un mondo anamorfico e apocalittico che a tratti rivela una dimensione d'orrore, un limpido riflesso del Male radicato nel mondo e insito nella parte più recondita dell'animo umano. Perchè tutti siamo porte da cui il male può emergere, una dilatazione dell'inesplorato e propaggine oscura di quel Male che solo Il Diacono, insieme ai monaci celati, può sperare di combattere senza esserne corrotto intimamente.

    Numerosi personaggi si intersecano e fondono i loro destini che inevitabilmente li condurranno verso un apocalittico compimento, lentamente svelato tra le pagine di un romanzo che ha toccato gli esiti più alti facendosi esso stesso evocativo, adrenalinico, surreale e spietato. Colombo si discosta dal modello dominante dell' horror, attualizzando gli stilemi del genere e contaminandoli con un impianto thriller che frammenta l'unità di tempo e luogo, scegliendo numerose location come teatro dell'intera vicenda che si dipana attraverso il copioso utilizzo di flashback e flashforward.

    Intorno al Diacono, personaggio centrale delle vicende, si muovono ed emergono maestose figure uniche dalla forte pregnanza emozionale... continua su.. http://www.diariodipensieripersi.com/2011/07/il-diacono-di-andrea-g-colombo.html

    ha scritto il 

  • 3

    Cento pagine di troppo

    Sono quelle che a mio avviso sarebbero valse la quarta stella, mentre così non me la sento di essere troppo generoso. Argomento non originalissimo ma ben trattato. Scrittura affilata, frasi secche, essenziali. Personaggi ben caratterizzati, ambientazioni verosimili e credibili. La storia si dipan ...continua

    Sono quelle che a mio avviso sarebbero valse la quarta stella, mentre così non me la sento di essere troppo generoso. Argomento non originalissimo ma ben trattato. Scrittura affilata, frasi secche, essenziali. Personaggi ben caratterizzati, ambientazioni verosimili e credibili. La storia si dipana come una sceneggiatura cinematografica, con continui cambi di soggettiva. Però, pur essendo amante del genere, non mi ha preso più di tanto, la scintilla non è scoccata e non ho provato alcun brivido, alcuna paura, alcuna suspance. Niente mi ha spinto a sottrarre ore al sonno pur di proseguire la lettura e questo, per questo genere di libri, equivale ad un mezzo fallimento.

    ha scritto il 

  • 4

    Un uomo viene ritrovato a vagare nel Deserto di Giuda, lo stesso in cui duemila anni prima Gesù Cristo era andato a meditare per quaranta giorni e quaranta notti e Lucifero aveva tentato di corromperlo. È in fin di vita, non sa più chi sia né come si chiami, ma i Beduini che lo traggono in salvo ...continua

    Un uomo viene ritrovato a vagare nel Deserto di Giuda, lo stesso in cui duemila anni prima Gesù Cristo era andato a meditare per quaranta giorni e quaranta notti e Lucifero aveva tentato di corromperlo. È in fin di vita, non sa più chi sia né come si chiami, ma i Beduini che lo traggono in salvo non faticano a comprendere che si tratta di una persona fuori dal comune. Egli, infatti, sembra dotato di uno straordinario potere che gli permette di scacciare i demoni. Viene perciò affidato alle cure di Padre Valdés, il monaco a capo dell’Ordine dei Celati (ordine di esorcisti non riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa e tacciato di eresia). Da quel momento in poi verrà designato con l’appellativo di “Diacono” (il servitore). Il suo ruolo diventerà cruciale quando alcuni tragici avvenimenti alimenteranno nell’Ordine un terribile sospetto. La misteriosa morte di Padre Geremia avvenuta in Uganda in concomitanza con il furto di una statuetta raffigurante la Divoratrice di Anime N’Talha Jeza, l’esplosione di un ordigno piazzato negli appartamenti privati del Papa Giovanni Paolo III, un incendio doloso presso il monastero dei Gesuiti a Barcellona, agli occhi dei Celati appariranno come “fili” di un’unica trama oscura ordita dal Maligno allo scopo di annientare tutti gli esorcisti della terra e inaugurare una nuova era fondata sul dominio incontrastato del male. Sullo sfondo di uno scenario apocalittico Andrea G. Colombo dà così vita a un progetto ambizioso. Un romanzo corposo, caratterizzato da un plot articolato quanto ben costruito e sorretto da una documentazione che lo rende particolarmente credibile. Fedele alla realtà è la descrizione dei luoghi, così come il riferimento ad alcuni fatti storici, dall’attentato ai danni di Giovanni Paolo II sino alla rivelazione del terzo segreto di Fatima. È proprio quest’ultimo a fornire lo spunto per l’elaborazione di una teoria davvero inquietante su quella che potrebbe essere l’Apocalisse. L’avvicendarsi di capitoli brevi, spesso resi con stile cinematografico, fa sì che la lettura scorra senza intoppi e che la soglia di attenzione rimanga sempre alta, culminando in un finale sorprendente. Dall’inizio alla fine ci si sente presi in una morsa alimentata dalla curiosità di scoprire chi o cosa si nasconda dietro l’enigmatica figura del Diacono, così come dal desiderio di comprendere quanto di vero possa esserci nelle intuizioni di padre Valdés. Molteplici le sorprese che ci attendono lungo un percorso disseminato di premonizioni, scontri mortali, macchinazioni che serpeggiano nelle stanze segrete del Vaticano. Pur percorrendo sentieri non del tutto inesplorati (basti pensare alle speculazioni di Dan Brown o dell’italiano Evangelisti), l’autore ci propone un romanzo avvincente che fonde con sapienza gli elementi del thriller e dell’horror regalandoci un personaggio in grado di imprimersi con forza nel nostro immaginario. http://strepitesti.blogspot.com/2011/07/il-diacono.html

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante

    Progetto ambizioso questo di Andrea G. Colombo, capace di produrre un testo teso, coinvolgente e narrativamente interessante. La trama si dipana in maniera organica attraverso capitoli stringati, capaci di tenere alta la tensione del lettore per tutte le 480 pagine del libro. Nulla da invidiare a ...continua

    Progetto ambizioso questo di Andrea G. Colombo, capace di produrre un testo teso, coinvolgente e narrativamente interessante. La trama si dipana in maniera organica attraverso capitoli stringati, capaci di tenere alta la tensione del lettore per tutte le 480 pagine del libro. Nulla da invidiare a tanta narrativa di genere proveniente da oltreoceano a cui, però assomiglia molto. Forse questa è la pecca principale de "Il diacono", sa di già letto. Manca il guizzo, la novità, l'intuizione capace di spingersi oltre esplorando nuovi percorsi narrativi di un genere interessante ma troppo spesso autocelebrativo e statico.

    ha scritto il