Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il diario di Bridget Jones

Di

Editore: Sonzogno (I romanzi Sonzogno)

3.7
(5356)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 8845420795 | Isbn-13: 9788845420795 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Olivia Crosio

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Humor , Romance

Ti piace Il diario di Bridget Jones?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Mangia troppo, beve troppo, fuma troppo, ha una mamma troppo invadente, un uomo troppo sposato e troppo pochi "pretendenti". E' il ritratto di una single di oggi, moderna trentenne in carriera, quale risulta dal diario di un anno della sua vita, dove vengono raccontati, con humour e ironia, i problemi, le speranze, le delusioni di una donna qualunque.
Ordina per
  • 1

    Insipido

    Mi avevano parlato di questo come di un libro divertentissimo. Io l'ho trovato quasi fastidioso. Una delle rare volte in cui avrei voluto tirare uno scapaccione alla protagonista. In realtà l'ho trovata poco realistica e dal carattere insopportabile. O non ero io in vena... Mah. Non lo consiglier ...continua

    Mi avevano parlato di questo come di un libro divertentissimo. Io l'ho trovato quasi fastidioso. Una delle rare volte in cui avrei voluto tirare uno scapaccione alla protagonista. In realtà l'ho trovata poco realistica e dal carattere insopportabile. O non ero io in vena... Mah. Non lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 3

    Simpatico, niente di più (mi è sembrato molto più divertente "Don't you want me" di India Knight, per esempio), ma forse ha il merito di aver creato un genere.
    Ripensiamoci: era il'96, la sitcom Friends era appena iniziata.. incredibile a dirsi, si viveva e si avevano relazioni senza email ...continua

    Simpatico, niente di più (mi è sembrato molto più divertente "Don't you want me" di India Knight, per esempio), ma forse ha il merito di aver creato un genere.
    Ripensiamoci: era il'96, la sitcom Friends era appena iniziata.. incredibile a dirsi, si viveva e si avevano relazioni senza email ed internet, addirittura senza telefonini e sms!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Meglio il film

    Non mi ero fatta aspettative su questo libro ma devo dire che non mi è piaciuto molto: molte cose erano superflue o tentavano di far ridere fallendo miseramente e non mi è affatto piaciuto l'amore che non sboccia neanche tra Bridget e mr Darcy, dandolo già per sbocciato nelle ultime due pagine d ...continua

    Non mi ero fatta aspettative su questo libro ma devo dire che non mi è piaciuto molto: molte cose erano superflue o tentavano di far ridere fallendo miseramente e non mi è affatto piaciuto l'amore che non sboccia neanche tra Bridget e mr Darcy, dandolo già per sbocciato nelle ultime due pagine del libro; insomma poteva lavorarseli un pò, farli innamorare sul serio un passo alla volta come nel film (questa è stata la mia impressione, magari ho frainteso pure il film stesso)... Il finale è fatto troppo, troppo, troppo di fretta! Deludente...

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo letto questo libro moltissimi anni fa e non mi era piaciuto granché, in particolare avevo trovato fastidioso l'elenco di sigarette fumate, chili, alcolici e calorie prima di ogni pagina.
    Poi l'ho rispolverato grazie ad un gruppo di lettura, e l'ho rivalutato molto.
    Il Diario è i ...continua

    Avevo letto questo libro moltissimi anni fa e non mi era piaciuto granché, in particolare avevo trovato fastidioso l'elenco di sigarette fumate, chili, alcolici e calorie prima di ogni pagina.
    Poi l'ho rispolverato grazie ad un gruppo di lettura, e l'ho rivalutato molto.
    Il Diario è ispirato ad Orgoglio e Pregiudizio, con innumerevoli personaggi e situazioni che rimandano al romanzo della Austen, a cominciare dal protagonista maschile, che non poteva che chiamarsi Darcy -anche se di nome fa Mark-. A prima vista snob e scostante, come il più famoso Fitzwilliam, anch'egli si rivela in seguito un uomo splendido ed innamorato della protagonista.
    Altri personaggi che rimandano ad Orgoglio e Pregiudizio sono Daniel e Julio, nel "ruolo" di Wickham, e Peter -di cui purtroppo leggiamo solo poche righe- in quello di Collins.
    Ed infatti Daniel è il "mascalzone" che racconta bugie, Julio è responsabile di una fuga, e Peter, in passato scaricato da Bridget, le mostra ora cosa ha perso magnificando la proprio situazione.
    Probabilmente il personaggio che più si discosta da quelli austeniani è proprio Bridget, nella quale non ho riconosciuto una novella Elizabeth, ma una donna moderna in cui potrebbe non essere difficile rispecchiarsi: trentenne o giù di lì, single, ossessionata dai chili di troppo, insicura, Bridget annota tutte le calorie che accumula in un giorno, ed osserviamo che il suo peso varia anche considerevolmente in base all'umore.
    Sostanzialmente alla ricerca di qualcuno che l'ami per quello che è, Bridget è attorniata da una simpatica "famiglia" di amici molto ben caratterizzati: Jude, Shazzer, Tom e Magda, che non lesinano consigli strampalati ed in disaccordo tra loro.
    E non bisogna dimenticare i genitori di Brige, Pam, una madre imbarazzante almeno quanto Mrs Bennet, e la cui non-comunicazione con la figlia si traduce in divertenti siparietti tragicomici, e Colin, affezionato alla protagonista e rassegnato ad amare una donna un po' egoista che vuole "avere una vita".
    La storia è molto divertente, si legge in fretta ed è ricca di simpatici episodi, anche se quelli che mi sono piaciuti di più sono stati probabilmente quelli ispirati ad Orgoglio e Pregiudizio, come il buffet in cui Mark rifiuta Bridget, o la scoperta che è stato proprio Mark a risolvere la questione della fuga di Julio con uno dei personaggi femminili.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    ha scritto il 

  • 4

    Perché Helen Fielding ha voluto portare nel suo romanzo quella sottile linea d'ombra che si cela in ogni donna, quella paura infinitamente terribile per l'ago della bilancia, quell'odio profondo per le occhiatacce distorte che si celano dietro a ogni finto sorriso, quell'infinito e profondo terro ...continua

    Perché Helen Fielding ha voluto portare nel suo romanzo quella sottile linea d'ombra che si cela in ogni donna, quella paura infinitamente terribile per l'ago della bilancia, quell'odio profondo per le occhiatacce distorte che si celano dietro a ogni finto sorriso, quell'infinito e profondo terrore per la solitudine, quella ingiustificabile voglia di amare e di farsi amare per quello che si è.

    http://justanotherpoint.wordpress.com/2014/06/18/leggendo-59-bridget-jones-e-la-bellezza-di-essere-semplici/

    ha scritto il 

  • 2

    E' uno dei pocchissimi casi in cui il film mi sia decisamente piaciuto di più rispetto alla sua controparte cartacea. La protagonista mi è sempre piaciuta,e sebbene non vorrei essere lei,mi piacerebbe avere una amica come leiXD,però nel libro non è convincente.Anche le situazione che accadono son ...continua

    E' uno dei pocchissimi casi in cui il film mi sia decisamente piaciuto di più rispetto alla sua controparte cartacea. La protagonista mi è sempre piaciuta,e sebbene non vorrei essere lei,mi piacerebbe avere una amica come leiXD,però nel libro non è convincente.Anche le situazione che accadono sono poco convincenti e coinvolgenti.Suggerisco il film

    ha scritto il 

  • 2

    Più passa il tempo, più penso di potermi definire "una lettrice curiosa". Nel senso che, pur avendo gusti ben precisi e non semplici, leggo praticamente tutto quello che suscita la mia curiosità: per esempio, fu più per fama che lessi Twilight («Eh madò, tutti ne parlano, sarà un capolavor ...continua

    Più passa il tempo, più penso di potermi definire "una lettrice curiosa". Nel senso che, pur avendo gusti ben precisi e non semplici, leggo praticamente tutto quello che suscita la mia curiosità: per esempio, fu più per fama che lessi Twilight («Eh madò, tutti ne parlano, sarà un capolavoro!») Cinquanta sfumature di grigio («Dico che fa così schifo che voglio vedere in cosa è così orrendo!», spesso con risultati disastrosi - anche se devo ammettere che con questo sistema ho conosciuto anche bei libri e belle saghe.

    Dopo la lunga sfilza di commedie romantiche lette tra quest'anno e l'anno scorso, che mi hanno fatto venire un po' l'allergia al genere (va bene i cliché, ma qui si sta esagerando), avevo detto che avrei smesso e sarei tornata ai miei amati classici, ai gialli e ai thriller; tuttavia, i miei propositi sono miseramente falliti (o meglio, sono stati posticipati), quando mi sono imbattuta in più di una di quelle classifiche della BBC che, tra i cento migliori libri da leggere, citava questo. Ora, non che credo che quella classifica sia vera, ma il fatto che l'abbia visto citato anche in molte altre, ha acceso la mia curiosità e alla fine mi sono detta: ok, conosco il film, ma cos'è il libro di speciale per essere inserito in tutte queste benedette classifiche? La decisione di leggerlo è stata immediata.

    La mia risposta è: nessuna. Ok, è un romanzo innovativo, nel suo genere e nel suo periodo, da cui poi è nata tutta quella chick lit da cui è uscita fuori la mia amata Kinsella. Ma, a parte questo, non ci trovo niente di che.
    lei è la classica donna che odio, quella che pur avendo una carriera e tanti amici, si strugge perché non ha un uomo (sì, lo avete capito: Sharon è identica a me. Ma proprio uguale uguale nel suo modo di pensare. Potete capire bene perché lei non mi piaccia per niente); la madre è più idiota di lei - ed è tutto dire, ma devo ammettere che quanto a follia non c'è nessuno che si salvi (pure mr Darcy, che è uno dei pochi normali qua dentro, uscirsene con quel ridicolo maglione... eddaiiiii!)
    Carino lo stile del diario e dei propositi che puntualmente disattende, ma le sue avventure sono talmente demenziali che, se da una parte fanno ridere, ad un certo punto mi fanno pensare "Seh, va beh, mo' non esageriamo!"
    Insomma, se come film l'ho trovato diverte, perché appunto in due ore passa, leggere un libro - che, per quanto scorrevole e non di chissà che alte pretese, più di due ore te le occupa comunque - l'ho trovato un po' irritante.

    ha scritto il 

Ordina per