Il diario di Jane Somers

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(943)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807810220 | Isbn-13: 9788807810220 | Data di pubblicazione:  | Edizione 14

Traduttore: M. Caramella

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Janna, bella ed elegante, con alle spalle un solido successo professionale, conosce una piccola e vecchia signora, Maudie, e da questo incontro casuale nasce una stretta amicizia, un legame quasi simbiotico. La prima comincia a condividere le manie e le abitudini della seconda, i suoi malanni senili, e viene così a contatto con un mondo disordinato e dolente ma anche affascinante, che le permette di scoprire dimensioni esistenziali da lei ignorate fino a quel momento. "Il diario di Jane Somers" si configura, nel panorama contemporaneo della letteratura in lingua inglese, come uno dei più impietosi esperimenti di autoanalisi mai compiuti da uno scrittore. Dopo i romanzi dedicati alla critica della società borghese, la Lessing qui rivolge i suoi strali dissacranti contro se stessa come intellettuale costruendo un romanzo straordinariamente intenso e commovente.
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  • 4

    Una storia di donne tenera e commovente scritta con toni delicati ma toccanti. La protagonista è una giornalista affermata e di classe che a cinquant'anni, dopo aver subito con distacco emotivo due lu ...continua

    Una storia di donne tenera e commovente scritta con toni delicati ma toccanti. La protagonista è una giornalista affermata e di classe che a cinquant'anni, dopo aver subito con distacco emotivo due lutti importanti, si ritrova casualmente coinvolta nelle vite di alcune donne anziane e fortemente provate dalla miseria e dalla malattia. Scopre così un mondo che le è sempre girato attorno senza che lei se ne accorgesse in cui gravitano altre persone con vite meno fortunate della sua (infermiere, assistenti sociali, piccoli commercianti) ma con una forza e una capacità di reagire ammirevoli che l'aiuteranno a guardarsi dentro e a vivere finalmente con coraggio le sue emozioni, in particolare l'amore per il prossimo e il dolore di una perdita.

    ha scritto il 

  • 5

    Avevo letto alcuni anni fa questo libro senza capirlo del tutto. Adesso, più vecchia, credo di capirlo di più. Janna, una donna di successo ancora bella, elegante in carriera, un po' egoista ma non pi ...continua

    Avevo letto alcuni anni fa questo libro senza capirlo del tutto. Adesso, più vecchia, credo di capirlo di più. Janna, una donna di successo ancora bella, elegante in carriera, un po' egoista ma non più giovane, conosce una vecchietta malridotta e dal carattere spigoloso. Conoscerla, aiutarla e affezionarlesi sarà un'occasione per Janna per conoscere se stessa, riflettere sui valori della vita e diventare una persona migliore.

    ha scritto il 

  • 4

    non è un mondo per vecchi?

    E no, non giriamoci intorno: invecchiare non è una gran bella cosa.
    Questo libro è un pugno nello stomaco e se qualche volta viene da sorridere è per non piangere!
    Diario di Jane, quasi cinquantenne d ...continua

    E no, non giriamoci intorno: invecchiare non è una gran bella cosa.
    Questo libro è un pugno nello stomaco e se qualche volta viene da sorridere è per non piangere!
    Diario di Jane, quasi cinquantenne donna in carriera, vedova di un amore tutt’altro che travolgente, egocentrica, viaggia mondo per lavoro, bei vestiti, poche amicizie e tanti confortevoli bagni caldi e profumati. In questo diario Jane racconta del suo casuale incontro con Moudie, novantenne orgogliosa e ammalata con cui instaura una strana amicizia. Forse perché a cinquant’anni si fa il giro di boa, o forse perché la coscienza fa “toc toc” o tanti altri motivi… Jane diventa amica/colf/badante di Moudie e di altre, non sempre simpatiche, nonne.
    Una lettura per riflettere sull’essere donna, sulle varie età della vita, sull’orgoglio, egoismo e molto altro ancora. Non certo un libro per svagarsi.

    ha scritto il 

  • 3

    Janna ha praticamente tutto: casa, lavoro, fascino ed eleganza. A poco, a poco, però, la sua serenità comincia a venir meno: la morte del marito e della madre sono, naturalmente, un grave lutto, cui p ...continua

    Janna ha praticamente tutto: casa, lavoro, fascino ed eleganza. A poco, a poco, però, la sua serenità comincia a venir meno: la morte del marito e della madre sono, naturalmente, un grave lutto, cui però Janna reagisce quasi con indifferenza. Ma, dentro di lei, qualcosa si è rotto e la ferita riemerge al suo incontro con Maudie Fowler: una vecchina che Janna non esita a definire "strega". Jane Somers comincia così a scrivere il suo diario che è la cronaca dell'amicizia con Maudie e, insieme, del suo lavoro alla direzione di una rivista di moda. Maudie è molto vecchia, ha più di novant'anni. Vive da sola, in una casa tugurio, e trascura igiene, alimentazione e contatti umani. Così Janna viene a contatto con la solitudine, la sporcizia, la malattia e, infine, la morte. È un romanzo intenso, ma 'morbosamente' femminile: contiene tutte le paranoie e le incomprensioni delle donne: il senso di colpa, il bisogno inconscio di redenzione, la ricerca di sicurezza nell'aspetto esteriore. La sofferenza è presente dalla prima all'ultima pagina, non dà tregua.

    ha scritto il 

  • 5

    "Quello che si vede dipende dall'età che si ha"

    Scritto nel 1983, sorprende per l'attualità di contesto e tematiche.
    Jane Sommers è una donna in carriera con il culto del proprio corpo. Dopo una vita concentrata su se stessa incontra per caso l'ul ...continua

    Scritto nel 1983, sorprende per l'attualità di contesto e tematiche.
    Jane Sommers è una donna in carriera con il culto del proprio corpo. Dopo una vita concentrata su se stessa incontra per caso l'ultranovantenne Maudie Fowler.
    Non si tratta di una dolce nonnina ma, al contrario, di un'acida anziana che al primo sguardo ricorda una strega. Jane non sa spiegare cosa succeda ma da quel momento si sente in dovere di occuparsi di questa donna. E' l'inizio di un viaggio interiore di due improbabili compagne: da un lato la profumata quarantanovenne Jane, dall'altra la puzzolente Maudie. Entrambe si sono arroccate in un castello costruito per difendersi: Jane per tutelare se stessa, Maudie per paura di essere delusa. Così si ritrovano: due donne che si accompagnano nella conquista della consapevolezza della morte.
    Il titolo originale è "The diary of a good neighbourn".
    La figura della Buona Vicina si riferiva ad un progetto del comune di Londra che offriva un supporto di volontariato (le buone vicine per l'appunto) per anziani rimasti senza aiuto. Jane viene scambiata per una buona vicina ma in realtà non si muove tramite un'istituzione ma sospinta dal suoi sensi di colpa (non aver accudito nè la madre nè il marito in punto di morte ad esempio) dopo una vita fondata sull'egocentrismo.

    Non mi soffermo tanto sulla ben nota scrittura della Lessing quanto sulle riflessioni che il romanzo stimola.
    In una società che invecchia sempre di più troviamo da un lato generazioni ignorate nonostante popolino il paesaggio con insistente evidenza ; dall'altro la fascia di persone che si prepara ad entrare nella cosiddetta Terza Età ha sviluppato tutta una serie di strategie per restare ancorata alla giovinezza.
    Quindi ottantenni e novantenni ignorati nei loro bisogni e reclusi in strutture lava-coscienze.
    Sessantenni e settantenni che ,invece, sfoggiano i vestiti dei figli (o dei nipoti!!) vantandosi di sapere utilizzare tutte le ultime tecnologie.

    La domanda che solletica questa lettura è:
    quanto può essere ferrea e tenace la volontà che nega il deperimento del corpo, la perdita dell'autonomia?
    Quanto e come si resta avvinghiati alla vita?

    ha scritto il 

  • 0

    Una "nuova" Jane

    Una giovane e bella donna in carriera, abituata a prendersi cura di se stessa in maniera quasi maniacale, ribalta la scala di valori della sua vita dopo l'incontro con una donna vecchia, malata e biso ...continua

    Una giovane e bella donna in carriera, abituata a prendersi cura di se stessa in maniera quasi maniacale, ribalta la scala di valori della sua vita dopo l'incontro con una donna vecchia, malata e bisognosa.
    Questo libro ci insegna che nella vita si può cambiare, anche in meglio e che c'è sempre tempo per riscattarci e riparare i nostri errori.
    A volte, un incontro fortuito può scuotere le nostre coscienze fin nelle fondamenta e portarci ad un nuovo modo di percepire l'esistenza, aprendoci al prossimo ed abbandonando il nostro egoismo. Così, almeno, è accaduto a Jane Somers.
    Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho letto e riletto almeno 5 o 6 volte. L'ultima volta, qualche mese fa, l'ho riletto per togliermi di dosso la noia de "Il Taccuino d'Oro" e per ricordarmi quanto sia brava a volte Doris Lessing. L ...continua

    L'ho letto e riletto almeno 5 o 6 volte. L'ultima volta, qualche mese fa, l'ho riletto per togliermi di dosso la noia de "Il Taccuino d'Oro" e per ricordarmi quanto sia brava a volte Doris Lessing. L'ho riletto, e come ogni volta, mi ha commosso fino alle lacrime

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il diario di Jane Somers è un romanzo che non ha paura di mostrarsi per quello che è: una, a tratti angosciante, ricerca del sé in mezzo a una società dove lo stereotipo impera. Stereotipo di cosa? Di ...continua

    Il diario di Jane Somers è un romanzo che non ha paura di mostrarsi per quello che è: una, a tratti angosciante, ricerca del sé in mezzo a una società dove lo stereotipo impera. Stereotipo di cosa? Di tutto. Dal modo di vestirsi al lavoro, al modo di lavorare stesso, dall’essere ricchi e quindi rispettabili, all’essere poveri e vecchi e quindi da abbandonare o quanto meno da allontanare dalla vita e dalla vista di chi viene “pompato” come vincente.

    A un certo punto però, come si dice, tutti i nodi vengono al pettine. Come è successo a Jane Somers. Una donna sulla cinquantina dall’aspetto impeccabile, che ha passato tutte le domeniche sera della sua via a laccarsi le unghie, stirare fino all’ultima piccola piega dei vestiti che avrebbe indossato durante la settimana, a controllare che tutto fosse perfetto per affrontare il lavoro al giornale di moda dove è vicedirettrice. Tutto il resto rimane ai margini. Non si cura del marito mentre sta morendo, cerca di non pensarci, cerca di fare finta che sia tutto normale, non si cura nemmeno della madre, che pure vive con lei gli ultimi due anni della sua vita, cerca di stare fuori il più possibile e di rincasare quando la madre dorme.

    “Ora so che non mi ero mai posta la domanda di come fossi in realtà, che avevo solo preso in considerazione il pensiero degli altri”, scrive la Lessing. Jane Somers si accorge a quel punto di non aver veramente sofferto per la morte del marito, né per quella della madre. La svolta verso la “responsabilità” avviene quando incontra Maudie Fowler, una novantenne indigente del suo quartiere, abbandonata a se stessa. Il primo contatto capita per caso, in farmacia e poi quasi senza accorgersene inizia un’amicizia tra le due donne. Maudie ha bisogno di aiuto, ma è troppo orgogliosa per accettarlo dall’assistenza sociale, con Jane è diverso perché lei è diventata sua amica. Attraverso questa frequentazione si produce uno scavo all’interno della vita delle due donne che porta Jane verso la presa di coscienza di sé e dello scambio relazionale adulto. Fino a quel momento infatti si rende conto di essere stata una moglie-bambina e una figlia assente.

    Jane è una donna sentimentalmente autosufficiente, abituata a non dipendere dagli altri e a non avere alcuno che dipenda da lei. E’ decisa a tenere lontano le esperienze dolorose perché la sua immaturità spirituale non le permette di confrontarsi con il dolore, la malattia, la vecchiaia. “No, no, non voglio, non posso, non voglio nemmeno sapere che esistono queste cose.” Dopo una prima repulsione di Jane, tra lei e Maudie s’instaura un’amicizia che la risucchierà nella vita della novantenne e sarà costretta a guardare in faccia tutto quello che aveva sempre rifuggito: l’incuria, l’abbandono, la malattia, la morte.

    Per Maudie l’amicizia con Jane sarà la possibilità di riscoprire il piacere di volere bene a qualcuno dal quale ci si sente ricambiati. Maudie aveva avuto ben poco dagli altri, o meglio gli altri le avevano sottratto tanto, a cominciare dal figlio che il marito le rapì e che non vedrà per anni, all’eredità del padre rubata dalla sorella. Ma nonostante questo Maudie è una vecchietta ostinatamente forte e questa forza le viene dalla rabbia e dall’attaccamento alla vita.

    Una delle domande irrisolte del romanzo sta proprio in questo particolare: cosa accade in noi, al di là del deterioramento fisico, come e quando la nostra volontà valica il confine tra la vita e la morte. Possiamo decidere? Jane non ha una risposta e questo le causerà molta rabbia, la stessa che c’era in Maudie.

    Il diario di Jane Somers è un’avventura dello spirito: da bambino ad adulto. Non facile, ma consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero bello. Il mio primo libro di Doris Lessing, sono rimasta colpita. Molto profondo, cinico ma sensibile al tempo stesso, spiazzante, penetrante, attuale. Grazie all'incontro con una vecchina bur ...continua

    Davvero bello. Il mio primo libro di Doris Lessing, sono rimasta colpita. Molto profondo, cinico ma sensibile al tempo stesso, spiazzante, penetrante, attuale. Grazie all'incontro con una vecchina burbera e dal carattere impossibile, assistiamo al cambiamento radicale di una donna tanto intelligente quanto egoista, i cui unici interessi sono i bagni caldi e i vestiti di sartoria. La narrazione scorre molto piacevolmente, lo consiglio.

    ha scritto il 

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