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Il diavolo alle calcagna

Di

3.0
(3)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri

Isbn-10: 8874522959 | Isbn-13: 9788874522958 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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  • 3

    Storia di uno spocchioso

    Non è facile creare personaggi letterari che suscitano antipatia dal primo rigo, leggendo ci si ferma, si indugia, si cerca l’empatia, ma in questo caso l’operazione risulta piuttosto complessa. Fabrizio Garrone, protagonista di “Il diavolo alle calcagna” (Nottetempo 2011) è uno scrittore in cris ...continua

    Non è facile creare personaggi letterari che suscitano antipatia dal primo rigo, leggendo ci si ferma, si indugia, si cerca l’empatia, ma in questo caso l’operazione risulta piuttosto complessa. Fabrizio Garrone, protagonista di “Il diavolo alle calcagna” (Nottetempo 2011) è uno scrittore in crisi folgorato da un gingle pubblicitario più che mai stolto. Fuori dal giro dei premi letterari, lontano ormai dai party, escluso dalla cerchia degli emergenti radical chic di cui ha fatto parte per anni, è un uomo solo, vedovo di Daniela, donna austera, studiosa di letteratura e tremendamente spocchiosa anch’essa.

    Cerca qualcosa senza sapere cosa sia, nelle notti insonni condite dal tubo catodico si rigira in solitudine pensando alla sua vita soddisfacente ma ancora vuota. Vuole di più, vuole diventare bello, snello, come il ragazzo della pubblicità, si affida ad uno psichiatra sui generis che lo riempie di pillole per raggiungere una soddisfazione fasulla fatta di magrezza, addominali a tartaruga su un corpo che non vuole diventare testuggine molliccia. Il protagonista di questo romanzo fa paura per la sua vacuità, per il desiderio sfrenato di correre di pari passo ad un tempo che vuole tagliarlo fuori, un insano bisogno di gioventù, una decadenza di valori sostituita da bisogni edonistici.

    Non fa sorridere, non è simpatico, non ama neanche più i suoi cani, non si cura più degli amici, tutta la sua esistenza è protesa alla corsa, la sua autostima si misura a colpi di specchio e party pieni di sgallettate. Francesca Duranti è spietata, non indulge un attimo sulla decomposizione morale del suo protagonista, non gli lascia tregua né dignità, lo descrive con acutezza, asserragliato da quel diavolo furioso del titolo che gli mette il fiatone, mentre corre una vita che sempre meno coscientemente gli appartiene. Snocciola i suoi pensieri invasati, una voglia di rivalsa da un’esistenza che in fin dei conti gli ha dato tutto, soldi, successo, una casa rifugio a New York. L’insoddisfazione monta, ma non si capisce da dove proviene, il protagonista non lo spiega, la sua creatrice nemmeno, cosa può desiderare? Ha bisogno di vincere senza gareggiare, di trovare una preda facile.La sua sete di conferme si materializza in Samantha, poetessa aspirante velina dal cervello poco reattivo, bella e cretina, come le donne che di solito rifuggiva, ma che adesso gli serve, per soddisfare ancora una volta, forse l’ultima, la sua vanità. Quando scoprirà che in realtà Samantha con la h, non è sciocca come pensava, la sua vanità ferita gli farà progettare addirittura l’impossibile, la vendetta più atroce, il delitto perfetto, si ingegna, progetta, aguzza un ingegno sopito sotto i muscoli. Ma,fortunatamente la sua mente ha un guizzo, torna con i piedi per terra, non sacrificherà una vittima alla sua vanità, resterà ancora solo, ma stavolta, con lentezza.

    Francesca Duranti “Il diavolo alle calcagna”, Nottetempo 2011 Giudizio: 2,5 / 5 – la tragedia di un uomo antipatico

    ha scritto il