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Il diavolo custode

Dallo scontro di civiltà nasce un'amicizia che dona una seconda vita

Di

Editore: Ponte alle Grazie

3.1
(201)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8862205511 | Isbn-13: 9788862205511 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Rampollo di nobile famiglia, ricco, colto, affascinante e amante delle cose belle e raffinate, Philippe è paralizzato dal collo in giù a seguito di un incidente di parapendio. Non è la prima tremenda prova a cui la vita lo ha sottoposto: ha perso da poco la sua splendida e amatissima moglie, affetta da una rara forma tumorale. Philippe combatte coraggiosamente e ostinatamente con il proprio corpo, con il ricordo straziante di lei e con l'idea di essere un uomo inutile, finito, e per farlo usa tutti gli strumenti possibili, dall'impegno sociale all'attaccamento ai piaceri della vita. In questa sua battaglia ha un'arma speciale: il suo badante, un immigrato algerino appena uscito di galera, che entra un giorno nella sua vita "ingessata" con l'energia di un tornado e diventa immediatamente il suo "diavolo custode". Il loro rapporto di dipendenza reciproca e lo scontro ravvicinatissimo e spesso spericolato tra le loro culture si trasforma presto in un legame solido e nello stesso tempo turbolento, punteggiato da episodi irresistibilmente comici e autenticamente commoventi. Regalando a entrambi, e a chi legge questo libro, una dimensione nuova della gioia, della speranza e dell'amicizia. Questa storia vera è diventata un film, "Quasi amici".
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  • 4

    Luce infondo al tunnel

    Film e libro trattano due diverse cose: il film è concentrato sull'amicizia tra Philippe e Abdel; mentre nel libro Philippe Pozzo di Borgo racconta la sua storia, una storia piena di sofferenze che non lascia indifferenti.
    L'autore racconta di sua moglie e di come se n'è andata a causa di u ...continua

    Film e libro trattano due diverse cose: il film è concentrato sull'amicizia tra Philippe e Abdel; mentre nel libro Philippe Pozzo di Borgo racconta la sua storia, una storia piena di sofferenze che non lascia indifferenti.
    L'autore racconta di sua moglie e di come se n'è andata a causa di un tumore, racconta dell'incidente che lo ha lasciato tetraplegico e di come l'arrivo di Abdel gli ha portato quella gioia che il dolore e la sofferenza gli avevano portato via. Philippe e Abdel sono opposti, ma il bisogno reciproco dell'altro li porta a diventare veri amici.

    ha scritto il 

  • 2

    meglio il film

    Come hanno detto altri, meglio il film. E' sgradevole dare un giudizio negativo su una autobiografia che racconta una vita così drammatica e tormentata, ma il libro è frammentato, con uno stile macchinoso ed eccessivamente ricercato. Il diavolo custode Abdel mi è risultato odioso. Questo prescind ...continua

    Come hanno detto altri, meglio il film. E' sgradevole dare un giudizio negativo su una autobiografia che racconta una vita così drammatica e tormentata, ma il libro è frammentato, con uno stile macchinoso ed eccessivamente ricercato. Il diavolo custode Abdel mi è risultato odioso. Questo prescinde dalla vita vissuta da Pozzo, che - da quanto descritto - è fatta di coraggio e sopportazione encomiabili, dolori inimmaginabili, iniziative umanitarie e umane bellissime.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha liberato quando ero prigioniero, protetto quando ero debole. M'ha fatto ridere quando ero a pezzi. E' il mio diavolo custode".
    Credo non ci siano parole per descrivere la bellezza unica e commovente di questo romanzo biografico, dal quale recentemente è stato tratto anche un film. Que ...continua

    Mi ha liberato quando ero prigioniero, protetto quando ero debole. M'ha fatto ridere quando ero a pezzi. E' il mio diavolo custode".
    Credo non ci siano parole per descrivere la bellezza unica e commovente di questo romanzo biografico, dal quale recentemente è stato tratto anche un film. Questo libro parla di dolore e soprattutto di rinascita, un'impensabile e fantasiosa rinascita quando tutto sembra ormai oscuro e prossimo alla fine. C'è molto da imparare, perchè la vera felicità si trova nei piccoli gesti e soprattutto nella speranza di sentirsi vivi fino alla fine e da qualsiasi prospettiva la vita si lasci guardare.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo è la storia di Philippe, rimasto paralizzato in seguito ad un incidente, e il suo badante, un immigrato algerino appena uscito di galera. Un'incredibile storia di amicizia tra due mondi completamente diversi.

    ha scritto il 

  • 5

    Strepitoso

    L'improbabile se non quasi impossibile amicizia tra un nobile corso e un giovane magrebino... Mmmm... Ci sta! Ho adorato questo libro fin dalle prime pagine, l'amicizia nata in sordina, le arrabbiature, le gaffes e il divertimento il tutto contornato dalla realta' di due vite rasenti l'opposto. L ...continua

    L'improbabile se non quasi impossibile amicizia tra un nobile corso e un giovane magrebino... Mmmm... Ci sta! Ho adorato questo libro fin dalle prime pagine, l'amicizia nata in sordina, le arrabbiature, le gaffes e il divertimento il tutto contornato dalla realta' di due vite rasenti l'opposto. Lettura stupenda!

    ha scritto il 

  • 3

    Se ci fossero, gli darei 3 stelle e mezzo. La storia è bella, straziante, commovente, tenera, divertente. Il rapporto che si instaura fra questi due uomini diametralmente opposti per estrazione sociale, cultura, esperienze, carattere è sorprendente, però il libro di per sé, lo stile, la scrittura ...continua

    Se ci fossero, gli darei 3 stelle e mezzo. La storia è bella, straziante, commovente, tenera, divertente. Il rapporto che si instaura fra questi due uomini diametralmente opposti per estrazione sociale, cultura, esperienze, carattere è sorprendente, però il libro di per sé, lo stile, la scrittura, mi ha un po' deluso.

    ha scritto il 

  • 3

    <b>«Ho voluto avvicinarmi a Béatrice, condividerne il dolore, viverne l’angoscia? Forse. In sua assenza smetto di esistere».</b>

    Ho letto questo libro incuriosito dal tanto clamore che il film che dal libro è tratto ha destato. Il libro ci parla di una storia vera, di un ricco uomo Philippe che vedrà morire prima la moglie, poi dopo un incidente – che sembra quasi voluto -, dal parapendio, lui diviene tetraplegico. Lui non ...continua

    Ho letto questo libro incuriosito dal tanto clamore che il film che dal libro è tratto ha destato. Il libro ci parla di una storia vera, di un ricco uomo Philippe che vedrà morire prima la moglie, poi dopo un incidente – che sembra quasi voluto -, dal parapendio, lui diviene tetraplegico. Lui non riesce a vivere in piena autonomia così decide di cercarsi un aiutante, la scelta ricadrà sul meno qualificato, un immigrato algerino Abdul, sarà in grado di prendersi cura di lui? L’amicizia che si istaura tra di loro è magica, anche se non viene poi tanto accentuata. Se nella prima parte si narra della storia dell’autore, la seconda parte è più ariosa e ci troviamo in Marocco insieme ai due, e al destino che riscrive le sue carte. Una vita non facile quella di Borgo, un continuo sopportare il ripetersi del dolore, famigliare, personale, cosmico.
    Philippe Pozzo di Borgo, figlio del quinto duca Pozzo di Borgo, è stato dirigente della Pommery, la nota casa produttrice di champagne. Con la moglie Béatrice Roche, poi scomparsa a seguito di una grave malattia, ha adottato due bambini, Laetitia e Robert-Jean. Dopo l’incidente si è dedicato ad attività di sensibilizzazione verso i disabili e ha finanziato e curato la fondazione di un istituto parigino di degenza e recupero. Si è risposato e oggi vive tra la Francia e il Marocco.
    Adesso vedrò sicuramente il film, anche se ho già l’impressione che questo sia uno dei pochi casi, in cui il film è più emozionate, e d’impatto dello stesso libro.

    Booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=QCUGtJJ_oIA
    Trailer film: http://www.youtube.com/watch?v=QCUGtJJ_oIA

    “In ospedale ho scoperto la miseria del dolore, la solitudine degli storpi, l’esclusione dei vecchi, degli improduttivi, la perdita d’innocenza di tanti giovani. Fino a quando l’incidente mi farà intravedere l’immensità di questa sofferenza, ne sarà protetto! Ci sono giovani che passano un anno al centro. Non hanno né televisore, né radio, né visite. Si nascondono per piangere il loro sgomento, la colpa, il senso estremo di ingiustizia.”

    “E’ insopportabile, vanitoso, orgoglioso, superficiale, umano. Senza di lui sarei morto di decomposizione. Abdel m’ha curato senza sosta come se fossi un neonato. Attento al minimo segnale, presente durante tutte le mie assenze, m’ha liberato quando ero prigioniero, protetto quando ero debole. M’ha fatto ridere quando ero a pezzi. E’ il mio diavolo custode.

    ha scritto il