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Il diavolo e il buon Dio

By Jean-Paul Sartre

(153)

| Paperback | 9788804480389

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7 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Da un estremo all'altro

    Non è facile trovare le parole per descrivere questo testo... o forse io non sono la persona giusta per farlo...
    Comunque, è una lucida rappresentazione dell'eccesso. Eccesso del male e del bene. E' una critica feroce e molto ben scritta.

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    M said on Mar 16, 2013 | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Goetz è un personaggio meraviglioso.
    Tutto questo testo è meraviglioso. Non si può spiegare a parole, solo restare ammirati e silenziosi di fronte a tanta arte.

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    Neuromancer said on Dec 16, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Antitesi che confermano sempre gli stessi amari principi

    L'antieroe Goetz assetato di Male e distruzione si tramuta in un ancor più inconcludente eroe del Bene. Cambia radicalmente il suo pensiero in cerca di un'identità che gli sfugge e alla fine, non è ancora in grado di trovare una struttura che support ...(continue)

    L'antieroe Goetz assetato di Male e distruzione si tramuta in un ancor più inconcludente eroe del Bene. Cambia radicalmente il suo pensiero in cerca di un'identità che gli sfugge e alla fine, non è ancora in grado di trovare una struttura che supporti il suo Nulla.

    Assaggiare l'inconsistenza dell'idea di libertà.

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    zaziesulmetro said on Dec 15, 2011 | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    “Il diavolo e il buon Dio” è un dramma teatrale che affronta temi quali il rapporto tra l’uomo e un inesistente Dio, la responsabilità individuale, la libertà, le scelte, la condizione dell’uomo inserito nel contesto che lo circonda.
    Ne “L’esistenzia ...(continue)

    “Il diavolo e il buon Dio” è un dramma teatrale che affronta temi quali il rapporto tra l’uomo e un inesistente Dio, la responsabilità individuale, la libertà, le scelte, la condizione dell’uomo inserito nel contesto che lo circonda.
    Ne “L’esistenzialismo è un umanesimo” Jean Paul Sarte cercava di chiarire, ai suoi contemporanei, il significato della parola “esistenzialismo”, termine con il quale era stata designata la sua teoria. All’epoca il suo messaggio era stato equivocato da alcuni, che avevano preso l’esistenzialismo come “una moda”, un “atteggiarsi”.
    Non sono un esperto della materia né un filosofo, ma so che Sarte fu accusato persino di spingere la gente al suicidio, perché parlava di nausea, angoscia, di un dio inesistente.
    Quando lessi questo testo ed altre opere di Sarte, condividevo molto di quel che scriveva.
    L’angoscia “sartriana” mi sembrava un passaggio inevitabile che l’uomo deve affrontare nel momento in cui si rende conto che non c’è nessun essere metafisico ad occuparsi di lui, ma che invece ogni singolo uomo è responsabile delle proprie scelte. Quindi, uno stato necessario che precede la presa di coscienza.
    Mi colpì, in particolare, un passaggio decisivo della sua riflessione, che poi ho ritrovato in altri libri di Sartre.
    Lui prendeva come punto di partenza la grande domanda insita ne “I demoni” di Dostoevskij.
    Per l’appunto, ne “I demoni” il russo sviluppava il tema della libertà dell’agire, già affrontato in “Delitto e castigo”. La grande domanda che Dostoevskij poneva, per controbattere gli ideali rivoluzionari e atei della Russia dei suoi tempi, era la seguente: “Allora, se Dio non esiste, tutto è permesso?”.
    Sartre riprende, a distanza d’anni, il tema e cerca di rispondere alla domanda. In particolare, dimostra la possibilità di fondare un’etica che sia indipendente da riferimenti divini, metafisici, che ponga, dunque, l’uomo di fronte alla propria responsabilità, alle proprie scelte.
    Da lì parte poi nella sua dimostrazione, che non azzardo neanche a sintetizzare, mancandomi i mezzi per farlo.
    Con il tempo, ho “preso le distanze” da Sartre, ho scoperto altri autori, in particolare il suo amico – poi “nemico” Camus, ma consiglio comunque la lettura delle sue opere, e di questo dramma teatrale.

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    Sisifo77 (Antonio Di Leta) said on Feb 25, 2011 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Assolutamente spettacolare. La lotta, nell'ego, tra il fare il Male per noia, convertirsi al Bene capendone la libertà profondamente, e scoprire che non puoi fare ne l'uno ne l'altro, perchè comunque sia sbagli. E in mezzo, Dio, un Dio che non sai se ...(continue)

    Assolutamente spettacolare. La lotta, nell'ego, tra il fare il Male per noia, convertirsi al Bene capendone la libertà profondamente, e scoprire che non puoi fare ne l'uno ne l'altro, perchè comunque sia sbagli. E in mezzo, Dio, un Dio che non sai se esiste o no, un Dio sfidato, che si rivela in mille sfaccettature.
    Un libro che alla Chiesa ha dato un fastidio così grande che è riuscito a seppellirlo, bloccando tutte le ristampe. Lo potete trovare solo in biblioteca, ma non fate lo sbaglio di perderlo.

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    Willa 999 said on Oct 10, 2010 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Che libro, che libro! O meglio, più che un libro si tratta di un'opera teatrale, ma immagino che le possibilità di vederlo a teatro sia ormai pari a zero. Con quest'opera Sartre conferma di dare il meglio di sè non come filosofo ma come drammaturgo, ...(continue)

    Che libro, che libro! O meglio, più che un libro si tratta di un'opera teatrale, ma immagino che le possibilità di vederlo a teatro sia ormai pari a zero. Con quest'opera Sartre conferma di dare il meglio di sè non come filosofo ma come drammaturgo, confezionando un vero gioiello in cui il protagonista, Goetz, quasi gioca con i concetti di bene e di male, nella sua sfida a Dio che si può concludere solo con una sconfitta, a prescindere dall'esistenza o meno di Dio. Un libro profondamente anti-clericale (come non amarlo anche solo per questo) e con dialoghi che appassionano ad ogni pagina, senza mai annoiare.

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    Matteo Pascal said on Mar 27, 2010 | Add your feedback

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