Il diavolo in corpo

Edizione integrale

Di

Editore: Newton & Compton

3.7
(1853)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco , Catalano , Olandese

Isbn-10: 8854109908 | Isbn-13: 9788854109902 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizio Grasso ; Curatore: Renzo Paris

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Scritto da Radiguet a soli dìciotto anni, "Il diavolo in corpo" ebbe subito un clamoroso successo: da allora è diventato un romanzo di culto per più di una generazione di lettori, un culto rafforzato dalle versioni cinematografiche dì Claude Autant- Lara (1974) e di Marco Bellocchio (1986). Ispirandosi in parte a vicende autobiografiche, Radiguet racconta la "scandalosa" storia d'amore di un sedicenne e di una giovane signora, Marthe Grangier, sposata a un soldato partito per la Grande Guerra. Più che la scabrosità della "relazione pericolosa", a fare del libro un mito letterario sono la febbrile tensione tipicamente adolescenziale - del protagonista e la sua smania, frenetica e contraddittoria, di vivere fino in fondo i propri impulsi e di affermare una propria adulta identità agli occhi della donna e del mondo.
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  • 4

    "Quell'imprudenza mi affascinò..."

    E' la storia dell'apprendistato erotico-sentimentale del sedicenne François, personaggio che si racconta attraverso ghirigori psicologici dal sapore proustiano. Si tratta di un Proust più passionale e ...continua

    E' la storia dell'apprendistato erotico-sentimentale del sedicenne François, personaggio che si racconta attraverso ghirigori psicologici dal sapore proustiano. Si tratta di un Proust più passionale ed egoista, certamente meno romantico, e sono solo poche pagine, ma dense di immagini emblematiche che si imprimono nella mente del lettore.
    Innanzitutto, l'incontro fatale del protagonista con Marthe, che scende dal predellino di un treno ancora in movimento: “Quell'imprudenza mi affascinò. Il suo vestito, il suo cappello, erano la prova della sua poca stima per l'opinione degli estranei”.
    E' la prima scintilla di una passione nascente che diventa fin dall'inizio complicità, mentre dietro dialoghi in apparenza banali già si consuma il tradimento della donna verso il suo uomo al fronte, sottilmente messo in ridicolo.
    La Prima Guerra Mondiale - definita con candido cinismo già nell'incipit “quattro anni di grandi vacanze” - sarà complice della relazione adulterina, mirabilmente rappresentata dal gesto di Marthe, che getta nel caminetto le lettere del marito soldato davanti al giovane amante.
    Lei, ebbra d'amore, tutto sacrifica ai capricci infantili dell'amato infischiandosene dei pettegolezzi, e intanto respinge con fastidio le tenerezze del coniuge tornato per pochi giorni in licenza.
    La scoperta del sesso acuisce in François, anziché placare, un odio inconscio che nel suo animo va di pari passo con l'amore: “Ce l'avevo con Marthe, perché dal suo viso riconoscente capivo tutto il valore dei legami carnali. Maledicevo l'uomo che prima di me aveva risvegliato il suo corpo”.
    E' l'apoteosi della bramosia amorosa, che tutto infiamma e brucia nel suo cammino tra luci ed ombre, bugie e un paio di tradimenti che non lasciano rimorso: “Quanto meno speravo di trovarci piacere, ma ero come il fumatore abituato ad una sola marca”.
    L'inizio della fine è l'immagine dei due sotto una pioggia fredda, lei incinta ed esausta, lui che finge di cercare un albergo dove trovare riparo, preso in realtà da smanie crudeli, dalla voglia di infierire su un'amante schiavizzata: strano e patetico quadretto di Sacra Famiglia in salsa profana.
    L'educazione sentimentale del ragazzo si concluderà con un dolore acuto, ma che si percepisce destinato alla guarigione, curato dalla madre “come se si fosse trattato di una scarlattina”. Cadrà in piedi, almeno lui, riservando all'epilogo drammatico di una pagina della sua vita parole venate di un egoismo quasi beffardo: “Capii che, alla lunga, l'ordine si dispone da solo nelle cose”.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so bene come la critica ufficiale lo inquadri, a me pare che il valore di questo libro stia soprattutto nel modo in cui Radiguet eleva a oggetto di celebrazione letteraria due personaggi orribili ...continua

    Non so bene come la critica ufficiale lo inquadri, a me pare che il valore di questo libro stia soprattutto nel modo in cui Radiguet eleva a oggetto di celebrazione letteraria due personaggi orribili come Marthe e, soprattutto, il protagonista maschile, io narrante del romanzo. C’è una grande maestria nel descrivere le loro psicologie e comportamenti da pusillanimi ricorrendo alle forbite evoluzioni linguistiche che i due evocano per coprire di riflessi d’intensità le proprie scelte ipocrite.
    Apparentemente i due amanti vivono con sfrontatezza il magnetismo impazzito di una passione irriducibile alle convenzioni sociali dell’epoca, in realtà si muovono come consumati giocolieri che trasformano il loro amore in una nuova convenzione, fondamentalmente tollerata dalla società, dietro cui nascondere menzogne reciproche e nuovi appetiti repressi. Un finto inno alla passione insomma e, di conseguenza, una finta crepa nella società borghese di allora, che spiega molto bene il successo clamoroso di pubblico al momento della pubblicazione e, in fondo, anche la sua fortuna odierna. Perché ancora oggi il gusto sensuale del torbido, sempre intimamente ipocrita, pasce più vita e letteratura di una scelta di amore e solarità che lotti contro le difficoltà perseguendo pulizia e pienezza.

    ha scritto il 

  • 3

    martha my dear / you have always been my inspiration

    romanzo da una notte che in alcuni passi mi ha fatto venire in mente, estremizzando, quella battuta sui film a luci rosse. che per gli uomini sono bellissime storie d'amore da cui qualcuno ha tagliato ...continua

    romanzo da una notte che in alcuni passi mi ha fatto venire in mente, estremizzando, quella battuta sui film a luci rosse. che per gli uomini sono bellissime storie d'amore da cui qualcuno ha tagliato tutte le parti noiose.
    il narratore - anonimo, insicuro, volubile e quindicenne - è travolto in egual misura dalle contraddizioni della sua età e dalla passione che prova per la diciottenne marthe, maritata e con legittimo consorte al fronte. radiguet attraverso di lui sta così ostinatamente lontano dal romanticismo da riuscire, proprio per questo, a toccare il lettore dicendo bene i sentimenti ambivalenti che entrano in gioco in ogni relazione totalizzate.
    poi certo questa relazione nel 1923 - anno in cui l'autore moriva e il romanzo veniva dato alle stampe - era scandalosa sotto diversi punti di vista, ma il morbo che la divora non sta fuori. si annida nel suo nucleo pulsante. non nelle convenzioni mandate all'aria e nei rischi corsi, quindi, ma nell'unico febbricitante modo in cui ci si può rendere conto se è «vero dunque che l'amore è la forma più violenta dell'egoismo». in questo senso, il protagonista anticipa quel david axelroad che nel romanzo di scott spencer un amore senza fine si spingerà molto oltre sulla strada dell'ossessione.

    [da leggersi veloce come gli estratti dei bugiardini negli spot tv: l'assunzione concomitante da parte mia delle due letture in odor di assillo è assolutamente casuale. e comunque parlerò solo in presenza del mio avvocato].

    ha scritto il 

  • 3

    Bella prosa, con qualche frase in particolare che raggiunge la compiutezza di un aforisma; ma come in genere questi romanzi cosidetti "scandalosi" (in primis L'amante di Lady Chatterley) mi ha annoiat ...continua

    Bella prosa, con qualche frase in particolare che raggiunge la compiutezza di un aforisma; ma come in genere questi romanzi cosidetti "scandalosi" (in primis L'amante di Lady Chatterley) mi ha annoiato alquanto, per la banalità dell'intreccio e l'assenza di vera scandalosità. Finale incommensurabilmente banale.

    Ascoltato come audiolibro. (Bella lettura di Paola Pitagora.)

    ha scritto il 

  • 0

    Irritante e puerile.
    Dai se la cava il ragazzo a scrivere, aveva 18 anni perbacco quando buttó giú il testo in questione ed esso ha indubbiamente i suoi pregi.
    Ma nel complesso “Il diavolo in corpo” m ...continua

    Irritante e puerile.
    Dai se la cava il ragazzo a scrivere, aveva 18 anni perbacco quando buttó giú il testo in questione ed esso ha indubbiamente i suoi pregi.
    Ma nel complesso “Il diavolo in corpo” mi é parso un volumetto impregnato dell’insopportabile ego di un ragazzetto gallo che languiva nell’indolenza dei suoi vizi crogiuolandosi in un egoismo che non lascia margini d’incertezza al lettore: uno squisito rendiconto della polluzione intellettuale del giovane Radiguet.

    ha scritto il 

  • 5

    Con molto piacere attribuisco 5 stelle a questo libro apparentemente dalla vicenda banale; mi hanno colpito le descrizioni dei vari stati d' animo del protagonista, che racchiudevano chiavi di lettura ...continua

    Con molto piacere attribuisco 5 stelle a questo libro apparentemente dalla vicenda banale; mi hanno colpito le descrizioni dei vari stati d' animo del protagonista, che racchiudevano chiavi di lettura di certi atteggiamenti psicologici della vita di tutti i giorni. Se penso poi che l' autore, morto a 20 anni, ha concepito questo " capolavoro emotivo " in così giovane età, ecco che si giustificano le 5 stelle.... LEGGETELO !

    ha scritto il 

  • 0

    Si legge d'un fiato ma il romanzo è complesso ed anche difficile. A cominciare dal racconto in prima persona senza neppure il nome del protagonista, nome che, mai detto, sarà la chiave del finale. La ...continua

    Si legge d'un fiato ma il romanzo è complesso ed anche difficile. A cominciare dal racconto in prima persona senza neppure il nome del protagonista, nome che, mai detto, sarà la chiave del finale. La storia è nota ma nelle dense pagine del giovane Radiguet entra tutta la nuova considerazione del conflitto intrinseco nella personalità dell'uomo. Il rapporto con il padre, l'idea di essere padre, il rapporto con la madre sublimato nella potente ed erotica storia d'amore per Marthe più adulta ed in teoria più matura ma di fatto sottomessa all'amante/figlio. Erotica non solo per la parte fisica ma anche per il continuo gioco di prendere e lasciare di crescere e regredire di essere adolescente e di diventare adulto. Magistrale lo sfondo di una guerra che pare non esserci se non per l'aspetto che riguarda Jaques e dunque marginalmente.Geniale il finale dove seppure nella morte si ripristina quel dominio materno che è causa ed effetto dell'intero romanzo.

    ha scritto il 

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