Il diavolo in corpo

Di

Editore: Liberamente

3.7
(1856)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 87 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco , Catalano , Olandese

Isbn-10: 8863110662 | Isbn-13: 9788863110661 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Beatrice Fulimeni

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Il romanzo, ambientato nel pieno della Prima Guerra Mondiale, racconta la precoce avventura di un adolescente, François, che conosce per la prima volta la potenza dei propri istinti innamorandosi, ricambiato, di una donna sposata, Marthe. Il libro è diventato subito un caso letterario, più che per la scabrosità della "relazione proibita" per la potenza della passione che spinge il protagonista a vivere fino in fondo i propri impulsi e ad affermare la propria identità agli occhi della donna e del mondo.
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  • 4

    Classico dell'erotismo e della passione amorosa

    "Il diavolo in corpo" è un classico dell'erotismo e tra i principali capisaldi della letteratura, capaci di aver messo in pagina una passione amorosa a dir poco potente ed asfissiante. La storia è bre ...continua

    "Il diavolo in corpo" è un classico dell'erotismo e tra i principali capisaldi della letteratura, capaci di aver messo in pagina una passione amorosa a dir poco potente ed asfissiante. La storia è breve, ma le parole utilizzate dal giovane autore sono state adatte ed intense, perfette nel trascinare il lettore in questa vicenda di amore, ossessione e gelosia, in cui un ragazzino intraprende una relazione con una donna sposata nel periodo del primo conflitto mondiale, infatti, il marito è sul fronte, ma i due amanti dimostrano di avere il "diavolo in corpo" nel vivere sfacciatamente la propria incontenibile passione, più potente del difficile contesto storico che li circonda. In tal senso la passione amorosa è un modo per sfidare la morte con la potenza e la felicita che al contempo provoca. Un racconto intenso e vorticoso che paragonerei per questo a "Follia" di McGrath e di cui non rivelo il finale, in quanto valido, malinconico ed emblematico.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quell'imprudenza mi affascinò..."

    E' la storia dell'apprendistato erotico-sentimentale del sedicenne François, personaggio che si racconta attraverso ghirigori psicologici dal sapore proustiano. Si tratta di un Proust più passionale e ...continua

    E' la storia dell'apprendistato erotico-sentimentale del sedicenne François, personaggio che si racconta attraverso ghirigori psicologici dal sapore proustiano. Si tratta di un Proust più passionale ed egoista, certamente meno romantico, e sono solo poche pagine, ma dense di immagini emblematiche che si imprimono nella mente del lettore.
    Innanzitutto, l'incontro fatale del protagonista con Marthe, che scende dal predellino di un treno ancora in movimento: “Quell'imprudenza mi affascinò. Il suo vestito, il suo cappello, erano la prova della sua poca stima per l'opinione degli estranei”.
    E' la prima scintilla di una passione nascente che diventa fin dall'inizio complicità, mentre dietro dialoghi in apparenza banali già si consuma il tradimento della donna verso il suo uomo al fronte, sottilmente messo in ridicolo.
    La Prima Guerra Mondiale - definita con candido cinismo già nell'incipit “quattro anni di grandi vacanze” - sarà complice della relazione adulterina, mirabilmente rappresentata dal gesto di Marthe, che getta nel caminetto le lettere del marito soldato davanti al giovane amante.
    Lei, ebbra d'amore, tutto sacrifica ai capricci infantili dell'amato infischiandosene dei pettegolezzi, e intanto respinge con fastidio le tenerezze del coniuge tornato per pochi giorni in licenza.
    La scoperta del sesso acuisce in François, anziché placare, un odio inconscio che nel suo animo va di pari passo con l'amore: “Ce l'avevo con Marthe, perché dal suo viso riconoscente capivo tutto il valore dei legami carnali. Maledicevo l'uomo che prima di me aveva risvegliato il suo corpo”.
    E' l'apoteosi della bramosia amorosa, che tutto infiamma e brucia nel suo cammino tra luci ed ombre, bugie e un paio di tradimenti che non lasciano rimorso: “Quanto meno speravo di trovarci piacere, ma ero come il fumatore abituato ad una sola marca”.
    L'inizio della fine è l'immagine dei due sotto una pioggia fredda, lei incinta ed esausta, lui che finge di cercare un albergo dove trovare riparo, preso in realtà da smanie crudeli, dalla voglia di infierire su un'amante schiavizzata: strano e patetico quadretto di Sacra Famiglia in salsa profana.
    L'educazione sentimentale del ragazzo si concluderà con un dolore acuto, ma che si percepisce destinato alla guarigione, curato dalla madre “come se si fosse trattato di una scarlattina”. Cadrà in piedi, almeno lui, riservando all'epilogo drammatico di una pagina della sua vita parole venate di un egoismo quasi beffardo: “Capii che, alla lunga, l'ordine si dispone da solo nelle cose”.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so bene come la critica ufficiale lo inquadri, a me pare che il valore di questo libro stia soprattutto nel modo in cui Radiguet eleva a oggetto di celebrazione letteraria due personaggi orribili ...continua

    Non so bene come la critica ufficiale lo inquadri, a me pare che il valore di questo libro stia soprattutto nel modo in cui Radiguet eleva a oggetto di celebrazione letteraria due personaggi orribili come Marthe e, soprattutto, il protagonista maschile, io narrante del romanzo. C’è una grande maestria nel descrivere le loro psicologie e comportamenti da pusillanimi ricorrendo alle forbite evoluzioni linguistiche che i due evocano per coprire di riflessi d’intensità le proprie scelte ipocrite.
    Apparentemente i due amanti vivono con sfrontatezza il magnetismo impazzito di una passione irriducibile alle convenzioni sociali dell’epoca, in realtà si muovono come consumati giocolieri che trasformano il loro amore in una nuova convenzione, fondamentalmente tollerata dalla società, dietro cui nascondere menzogne reciproche e nuovi appetiti repressi. Un finto inno alla passione insomma e, di conseguenza, una finta crepa nella società borghese di allora, che spiega molto bene il successo clamoroso di pubblico al momento della pubblicazione e, in fondo, anche la sua fortuna odierna. Perché ancora oggi il gusto sensuale del torbido, sempre intimamente ipocrita, pasce più vita e letteratura di una scelta di amore e solarità che lotti contro le difficoltà perseguendo pulizia e pienezza.

    ha scritto il 

  • 3

    martha my dear / you have always been my inspiration

    romanzo da una notte che in alcuni passi mi ha fatto venire in mente, estremizzando, quella battuta sui film a luci rosse. che per gli uomini sono bellissime storie d'amore da cui qualcuno ha tagliato ...continua

    romanzo da una notte che in alcuni passi mi ha fatto venire in mente, estremizzando, quella battuta sui film a luci rosse. che per gli uomini sono bellissime storie d'amore da cui qualcuno ha tagliato tutte le parti noiose.
    il narratore - anonimo, insicuro, volubile e quindicenne - è travolto in egual misura dalle contraddizioni della sua età e dalla passione che prova per la diciottenne marthe, maritata e con legittimo consorte al fronte. radiguet attraverso di lui sta così ostinatamente lontano dal romanticismo da riuscire, proprio per questo, a toccare il lettore dicendo bene i sentimenti ambivalenti che entrano in gioco in ogni relazione totalizzate.
    poi certo questa relazione nel 1923 - anno in cui l'autore moriva e il romanzo veniva dato alle stampe - era scandalosa sotto diversi punti di vista, ma il morbo che la divora non sta fuori. si annida nel suo nucleo pulsante. non nelle convenzioni mandate all'aria e nei rischi corsi, quindi, ma nell'unico febbricitante modo in cui ci si può rendere conto se è «vero dunque che l'amore è la forma più violenta dell'egoismo». in questo senso, il protagonista anticipa quel david axelroad che nel romanzo di scott spencer un amore senza fine si spingerà molto oltre sulla strada dell'ossessione.

    [da leggersi veloce come gli estratti dei bugiardini negli spot tv: l'assunzione concomitante da parte mia delle due letture in odor di assillo è assolutamente casuale. e comunque parlerò solo in presenza del mio avvocato].

    ha scritto il 

  • 3

    Bella prosa, con qualche frase in particolare che raggiunge la compiutezza di un aforisma; ma come in genere questi romanzi cosidetti "scandalosi" (in primis L'amante di Lady Chatterley) mi ha annoiat ...continua

    Bella prosa, con qualche frase in particolare che raggiunge la compiutezza di un aforisma; ma come in genere questi romanzi cosidetti "scandalosi" (in primis L'amante di Lady Chatterley) mi ha annoiato alquanto, per la banalità dell'intreccio e l'assenza di vera scandalosità. Finale incommensurabilmente banale.

    Ascoltato come audiolibro. (Bella lettura di Paola Pitagora.)

    ha scritto il 

  • 0

    Irritante e puerile.
    Dai se la cava il ragazzo a scrivere, aveva 18 anni perbacco quando buttó giú il testo in questione ed esso ha indubbiamente i suoi pregi.
    Ma nel complesso “Il diavolo in corpo” m ...continua

    Irritante e puerile.
    Dai se la cava il ragazzo a scrivere, aveva 18 anni perbacco quando buttó giú il testo in questione ed esso ha indubbiamente i suoi pregi.
    Ma nel complesso “Il diavolo in corpo” mi é parso un volumetto impregnato dell’insopportabile ego di un ragazzetto gallo che languiva nell’indolenza dei suoi vizi crogiuolandosi in un egoismo che non lascia margini d’incertezza al lettore: uno squisito rendiconto della polluzione intellettuale del giovane Radiguet.

    ha scritto il 

  • 5

    Con molto piacere attribuisco 5 stelle a questo libro apparentemente dalla vicenda banale; mi hanno colpito le descrizioni dei vari stati d' animo del protagonista, che racchiudevano chiavi di lettura ...continua

    Con molto piacere attribuisco 5 stelle a questo libro apparentemente dalla vicenda banale; mi hanno colpito le descrizioni dei vari stati d' animo del protagonista, che racchiudevano chiavi di lettura di certi atteggiamenti psicologici della vita di tutti i giorni. Se penso poi che l' autore, morto a 20 anni, ha concepito questo " capolavoro emotivo " in così giovane età, ecco che si giustificano le 5 stelle.... LEGGETELO !

    ha scritto il 

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