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Il diavolo sulle colline

Di

Editore: Einaudi

3.9
(410)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806185160 | Isbn-13: 9788806185169 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Tre giovani amici lasciano la città per una vacanza nella campagna piemontesee qui, tra gite, incontri, scoperte e avventure sentono prepotente latentazione di violare la norma, di superare il limite, nella ricerca del vizioche porterà il più inerme, il più giovane a pagare per tutti. Un romanzo dientusiasmi e passioni che ha coinvolto generazioni di lettori.
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  • 4

    Ritorno a Pavese dopo tanti anni e trovo che sono ancora vivi e giustificati i ricordi adolescenziali (o giù di lì) di stordenti estati piene degli umori della natura, di amicizie profonde come solo quelle giovanili sanno essere, di una scrittura classica eppure (un po') a sorpresa coinvolgente. ...continua

    Ritorno a Pavese dopo tanti anni e trovo che sono ancora vivi e giustificati i ricordi adolescenziali (o giù di lì) di stordenti estati piene degli umori della natura, di amicizie profonde come solo quelle giovanili sanno essere, di una scrittura classica eppure (un po') a sorpresa coinvolgente. Tre amici universitari trascorrono i mesi estivi a Torino sentendosi vivi soprattutto durante le scorribande notturne piene di chiacchiere e multiformi, per quanto lontane, tentazioni. la svolta improvvisa giunge quando, durate un'escursione - sempre di notte - sulle colline attorno alla città, incontrano Poli, un riccastro pieno di cocaina che è conosciuto alla lontana da uno di loro, Oreste, originario delle Langhe Il giovanotto è il rampollo debosciato di una famiglia abbiente e li trascina in una confusa giostra tra night e paesini appisolati in compagnia della sua matura amante. Quando il rapporto tra i due vira in tragedia, per i ragazzi pare tornare tutto alla normalità, incluso il programmato trasferimento in campagna da Oreste. Qui però, dopo una sorta di idillio agreste, le loro strade reincrociano quelle di Poli e della di lui moglie Gabriella: la convivenza nella villa di questi ultimi, tra nuove prospettive e vizi diffusi, segna la vita dei giovani, forse cambiandone la vita per sempre (almeno per uno di loro). E' evidente come il libro sia a tesi - la corruzione dei ricchi cittadini a confronto con una certa qual purezza della vita contadina - ma la capacità dello scrittore di descrivere in profondità le situazioni e gli stati d'animo consente di superare il problema (se è un problema) con facilità: solo nel finale, con la stereotipata rappresentazione degli amici di Poli, la forzatura iniza a farsi stridente. Tutto quello che vien prima invece affascina, seppur nella sua quotidiana semplicità: i giorni e le notti di Torino, inclusa la titubante escursione sul Po del narratore in compagnia di una ragazza, e l'inserimento nella realtà della famiglia di Oreste, con il padre in rapporto quasi simbiotico con la vigna, la madre in casa che si occupa di tutto quanto, la zia bigotta e la testarda coppia di cugini che vivono un po' selvatici sull'altro versante, ma fanno il vino buono. Tra un bicchiere e l'altro - la sobrietà non è la prima preoccupazione per nessuno - l'estate avvolge i tre protagonisti con la sua luce che acceca e le sensazioni lussureggianti che colpiscono gli altri sensi, nascondendo sotto la scorza della prorompente vitalità il disfacimento che aumenta conil passare dei giorni, giustificando almeno in parte i paragoni mortuari di Pieretto. Bene: tutto questo po' po' di roba - e di fuggita possiamo aggiungere le suggestioni alla Fitzgerald che scaturiscono dalla figura di Poli, assai probabili nell'americanista Pavese - è contenuto in poco più di centocinquanta pagine: a testimonianza della capacità dello scrittore di rendere un'immagine con poche, intense pennellate che vanno a creare un ritmo lento eppure implacabile nell'afferrare il lettore che sappia farsi coinvolgere.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi consigliarono, naturalmente, 'La luna e i falò'. Io sbagliai l'acquisto e comprai questo. E scoprii un libro che rimane ad oggi uno dei miei titoli preferiti di tutta la letteratura italiana. Le colline piemontesi e un sole accecante. L'ho trovato incantevole.

    ha scritto il 

  • 3

    l'estate sulle colline, finita in una villa a fare una vita diversa per alcuni giorni.
    il mondo contadino in contrasto con quello del ricco figlio di un commendatore.
    illusioni ed inquietudini tra bevute e strane compagnie.
    "Un uomo in crisi zappa sempre la terra. E' la madre co ...continua

    l'estate sulle colline, finita in una villa a fare una vita diversa per alcuni giorni.
    il mondo contadino in contrasto con quello del ricco figlio di un commendatore.
    illusioni ed inquietudini tra bevute e strane compagnie.
    "Un uomo in crisi zappa sempre la terra. E' la madre comune che non inganna i suoi figli. Tu dovresti saperlo"

    ha scritto il 

  • 3

    Primo romanzo letto alla ri-scoperta di Pavese. Non amo particolarmente il genere quindi all'inizio mi ci è voluto un po' di impegno e concentrazione per rientrare nella scrittura di Pavese che non leggevo da almeno 15 anni. La seconda parte del romanzo, quando i tre amici si ritrovano con il Po ...continua

    Primo romanzo letto alla ri-scoperta di Pavese. Non amo particolarmente il genere quindi all'inizio mi ci è voluto un po' di impegno e concentrazione per rientrare nella scrittura di Pavese che non leggevo da almeno 15 anni. La seconda parte del romanzo, quando i tre amici si ritrovano con il Poli al Greppo, è dove ho iniziato ad apprezzarlo veramente. Mi è piaciuto, dopo una 'pausa' con altri libri sicuramente proseguirò il progetto Pavese.

    ha scritto il 

  • 2

    Discutere l'indiscutibile, ma con garbo!

    Nonostante la grande capacità espressiva, non è certamente tra i suoi libri migliori. Sconta, più di altri (prima edizione nel 1949), l'ineluttabile passaggio del tempo.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah....

    Racconta di un avventura estiva di un gruppo di amici negli anni del dopoguerra...
    Non mi è piaciuto per niente
    Avevo letto tanti giudizi positivi , ma io non concordo...ho trovato il racconto scialbo, noioso e senza mordente...per me è NO :-)

    ha scritto il 

  • 3

    Tan sólo un viaje...

    Un libro de mujeres, desenfreno, banalidad alcohol y drogas, donde no se resalta la crítica a la época sino la envidia del escritor por la carencia del bacanal. Si bien el libro se enmarca en un viaje, lo mejor para resaltar son los paisajes y el ambiente veraniego que se respira. Si bien hay un ...continua

    Un libro de mujeres, desenfreno, banalidad alcohol y drogas, donde no se resalta la crítica a la época sino la envidia del escritor por la carencia del bacanal. Si bien el libro se enmarca en un viaje, lo mejor para resaltar son los paisajes y el ambiente veraniego que se respira. Si bien hay un ambiente apático, pesimista y decadente se respira en el libro, es solo de tajo superficial y no se logra profundizar en la crítica que quiere enmarcar Pavese

    ha scritto il 

  • 2

    Campagna-città. Classi sociali.
    Tre giovani che trascorrono l'estate costringendosi svegli, la notte, tra le colline, incontrano un ricco dissoluto e sua moglie, una quarantenne di cui s'invaghiscono.
    Non sono convinta di consigliarne la lettura: la prima parte è molto pesante, salver ...continua

    Campagna-città. Classi sociali.
    Tre giovani che trascorrono l'estate costringendosi svegli, la notte, tra le colline, incontrano un ricco dissoluto e sua moglie, una quarantenne di cui s'invaghiscono.
    Non sono convinta di consigliarne la lettura: la prima parte è molto pesante, salverei la seconda metà. La scrittura di Pavese - linciatemi pure - non mi piace per niente: talmente classica da non riuscire a star dietro alla sintassi.

    ha scritto il