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Il dio del fiume

Di

Editore: RL Libri

4.1
(2765)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 602 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8846208390 | Isbn-13: 9788846208392 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Secoli di pace laboriosa, in armonia con il respiro del Nilo, hanno reso nobile e magnifica la civiltà egiziana. Ora, però, cinto d'assedio da nemici spietati e minato all'interno da oscuri intrighi, l'Egitto deve affidare il suo destino a coloro che si sentono veri figli del dio del fiume, il grande Nilo: Taunus, il guerriero dai capelli di rame e dal braccio formidabile; Lostris, affascinante e saggia, ma costretta a sacrificare il suo amore alle ragioni del potere; Taita, umile schiavo dotato d'infinita curiosità e di un ingegno multiforme. E sarà proprio il dio del fiume a segnare la strada di un viaggio in cui tutti, uomini e donne, servi e nobili, saranno chiamati a provare, con lacrime e sangue, la loro devozione per l'Egitto...Grandioso nell'ambientazione, perfetto nel disegno dei personaggi, travolgente nel ritmo e negli improvvisi colpi di scena, Il dio del fiume - forse il più famoso tra i successi di Wilbur Smith - ci offre una potente ricostruzione storica in cui l'azione e i sentimenti, i drammi e le passioni, le battaglie e le descrizioni della terra africana si fondono nella rappresentazione vivida e impetuosa della grande civiltà scomparsa.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bel romanzo ricco di colpi di scena però troppo prevedibili. Protagonista è il giovane Taita un servo dagli innumerevoli talenti che si trova al servizio del nobile Intef e di sua figlia Lostris ai te ...continua

    Bel romanzo ricco di colpi di scena però troppo prevedibili. Protagonista è il giovane Taita un servo dagli innumerevoli talenti che si trova al servizio del nobile Intef e di sua figlia Lostris ai tempi dell'Antico Egitto. Taita racconta in prima persona la storia come una sorta di biografia scritta su papiro ma senza pause.
    Egli su evirato da Intef come conseguenza del suo "tradimento amoroso" con un'altra servetta sua coetanea, un avvenimento che rammenta di continuo anche negli altri romanzi e a cui l'autore porrà rimedio verso la fine.
    Taita è anche amico di Tanus Harrab, giovane comandante degli Azzurri e innamorato di Lostris.
    Un giorno viene convocato dal decrepito Faraone che venuto a conoscenza delle sue innumerevoli capacità e avendo consultato ogni tipo di ciarlatano al fine di avere almeno un figlio maschio, aveva deciso di chiedere anche il suo aiuto. Questi oltre a consigliargli una dieta a base di testicoli di bue, gli raccomanda di cercare la più bella vergine d'Egitto.
    Proprio in quel periodo stava organizzando la rappresentazione teatrale in occasione di non ricordo quale festività religiosa e quando appare sulla scena la nobile Lostris il decrepito decide che dovrà sposarla.
    Di fronte a questo impasse per il loro amore, Tanus che era stato mandato lontano a combattere le truppe di Ank-Seth cadrà in un profondo stato depressivo e verrà trovato da Taita in una baita e in condizioni pietose. Poco tempo dopo con la guida dell'amico diventerà una sorta di semidio agli occhi del popolo.
    Poco dopo si scoprirà che Ank-Seth era non altri che il nobile Intef e i due escogiteranno un modo per vendicarsi.
    Questa è solo la prima parte del romanzo. La seconda parte inizia con l'invasione degli Hyksos e l'esodo del popolo Egizio.

    Questo romanzo molto leggero è consigliato a chi non vuol fare una lettura troppo impegnativa ma senza volerlo è in grado di suscitare domande storiche sulle civiltà dell'epoca.
    L'autore scrive molto bene, cosa che avevo notato anche negli altri romanzi ma ha il brutto vizio di perdersi in descrizioni fisiche di poco conto, così all'improvviso; e infatti a un certo punto non ne potevo più di leggere dei seni e del sedere di Lostris, della tartaruga di Tanus e dell'orribile cicatrice di Taita.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro...

    ...ma l'ultima parte l'ho trovata un po' caotica con balzi in avanti di lustri e decenni nell'arco di poche pagine, mentre nella maggior parte del libro il tempo scorreva regolarmente. Bella storia pe ...continua

    ...ma l'ultima parte l'ho trovata un po' caotica con balzi in avanti di lustri e decenni nell'arco di poche pagine, mentre nella maggior parte del libro il tempo scorreva regolarmente. Bella storia però, mi ha appassionato e mi sono affezionato a tutti i personaggi!

    ha scritto il 

  • 3

    Io c'ho provato! Non avevo mai letto niente di W. Smith e mi sembrava una lacuna da colmare.
    Anche no.. in realtà.
    Non sono libri che fanno per me.
    Riesco a comprenderne il successo, gli elementi ci s ...continua

    Io c'ho provato! Non avevo mai letto niente di W. Smith e mi sembrava una lacuna da colmare.
    Anche no.. in realtà.
    Non sono libri che fanno per me.
    Riesco a comprenderne il successo, gli elementi ci sono tutti, lettura scorrevole, avventura, amore, sesso, azione.
    Ma non mi ha preso.

    ha scritto il 

  • 5

    Mai rileggere i libri dell'adolescenza...

    Ho letto questo libro a 17 anni, e l'ho adorato, divorato, sognato. Mi ha lasciato ricordi bellissimi che mi avevano convinto di quanto Wilbur Smith fosse un fantastico scrittore.

    Ecco. L'ho riletto l ...continua

    Ho letto questo libro a 17 anni, e l'ho adorato, divorato, sognato. Mi ha lasciato ricordi bellissimi che mi avevano convinto di quanto Wilbur Smith fosse un fantastico scrittore.

    Ecco. L'ho riletto la settimana scorsa. L'ho trovato stilisticamente scarso e abbastanza pretenzioso.

    Come quando ho riletto "Cime tempestose" e invece che piangere amare lacrime come a 18 anni ho pensato tutto il tempo che Cath fosse una perfetta imbecille.

    Avevo una lunga lista di "libri letti nell'adolescenza da riprendere in mano": l'ho stracciata. Lasciamo i libri dell'adolescenza dove stanno...

    ha scritto il 

  • 4

    Di avventura, di amore e di morte...

    Una rivisitazione della realtà selvaggia e primitiva dell'antico Egitto, questo romanzo scorre attraverso la narrazione di Taita, un eunuco schiavo che esercita con dovizia la professione medica, oltr ...continua

    Una rivisitazione della realtà selvaggia e primitiva dell'antico Egitto, questo romanzo scorre attraverso la narrazione di Taita, un eunuco schiavo che esercita con dovizia la professione medica, oltre che di illustratore e disegnatore...
    Il grande Nilo, che irriga le terre fertili d'Egitto, assiste indifferente alle vicende dell'amore di una sventurata ragazza per Tenus, un guerriero che non può ambire alla sua mano perchè non è ricco come pretenderebbe il padre di lei. In un'epoca in cui le donne non potevano scegliere chi sposare, ma era il padre che decideva nel bene e nel male il loro destino, questa storia tocca nel profondo il cuore del lettore. Fra riti pagani sanguinosi e triviali, intrighi di corte, ragioni di stato, abitudini religiose intrise di superstizione in una mentalità primitiva che coinvolge tutti gli istinti primordiali, questo romanzo avvince e conquista...
    Si può affermare inoltre che le fonti storiche sono attendibili ed esatte ed è quindi un arricchimento culturale per chi volesse dissetarsi a questa fonte...
    Ho assegnato un punteggio più basso di cinque perchè devo dire che l'unica pecca di questo romanzo, per il resto impeccabile e godurioso, sono le descrizioni truculente dei riti magici, trasformati in vere e proprie orgie di sangue, e delle uccisioni anche quelle non piacevoli perchè troppo particolareggiate.
    Consiglio questo romanzo che considero di grande pregio a tutti gli amanti del genere storico e del favoloso grande Egitto che ci ha comunque tramandato tradizioni misteriose e affascinanti.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo il Settimo Papiro non credevo avrei mai più letto un libro di W. S.. Questo Natale ho ritrovato questo vecchio libro e ho pensato di dargli una lettura prima di farlo fuori definitivamente. Mi ha ...continua

    Dopo il Settimo Papiro non credevo avrei mai più letto un libro di W. S.. Questo Natale ho ritrovato questo vecchio libro e ho pensato di dargli una lettura prima di farlo fuori definitivamente. Mi ha coinvolta subito dopo le prime pagine, mi sono innamorata dello schiavo Taita e dei suoi intrighi.
    Ora non vedo l'ora di vedere come se la cavrà nelle prossime avventure!

    ha scritto il 

  • 3

    primo Wilbur Smith della mia storia...
    mah, un po' così così.
    la storia dell'Egitto antico è bella e affascinante, ma quella lo è di per sé, indipendentemente dall'autore che secondo me s'è fatto pren ...continua

    primo Wilbur Smith della mia storia...
    mah, un po' così così.
    la storia dell'Egitto antico è bella e affascinante, ma quella lo è di per sé, indipendentemente dall'autore che secondo me s'è fatto prendere un po' troppo la mano

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo avvincente, denso di avventure e scorrevolissimo. Molto bella l'ambientazione nell'antico Egitto. Unica pecca la caratterizzazione dei personaggi, decisamente statici e un po’ banali. I buoni ...continua

    Romanzo avvincente, denso di avventure e scorrevolissimo. Molto bella l'ambientazione nell'antico Egitto. Unica pecca la caratterizzazione dei personaggi, decisamente statici e un po’ banali. I buoni possiedono ogni genere di virtù; sono belli, intelligenti, nobili e fieri, praticamente divini. I cattivi sono spregevoli e senza speranza di redenzione. E poi c’è Taita, lo schiavo dalle mille doti, che eccelle in qualsiasi campo e risolve magicamente anche le situazioni più disperate. Esiste qualcosa che non sia in grado di fare? Non solo padroneggia praticamente ogni branca dello scibile umano, ma è anche bello e aitante e moralmente superiore ad ogni altro personaggio. Nonostante tutto, il romanzo rimane appassionante e molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Il dio del fiume

    Non è il primo libro che leggo di Wilbur Smith e come gli altri ha il suo stile. Molto ben dettagliate le descrizioni dei luoghi e i personaggi quasi estremi. La caratterizzazione è netta, i buoni son ...continua

    Non è il primo libro che leggo di Wilbur Smith e come gli altri ha il suo stile. Molto ben dettagliate le descrizioni dei luoghi e i personaggi quasi estremi. La caratterizzazione è netta, i buoni sono buonissimi (e belli) e i cattivi cattivissimi (quasi sempre brutti). Di solito in questo genere di libri questa separazione decisa non mi da fastidio, anzi mi rassicura, ma questa volta è stato troppo. Taita, lo schiavo eunuco protagonista con Lotris e Tanus, è veramente troppo. Troppo bravo, troppo capace, troppo buono, troppo intelligente etc. Mi ha infastidita, l'ho trovato antipatico e odioso e questo ha reso il libro meno interessante. Altro lato negativo, sempre secondo me, è che è troppo lungo, qualcosa in meno stava meglio. Nel complesso però è stata una lettura scorrevole e con uno scenario bello e diverso, l'Egitto ai tempi dei faraoni e delle regine, e mi ha fatto venire voglia di proseguire la serie

    ha scritto il 

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