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Il dio del fiume

Di

Editore: RL Libri

4.1
(2763)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 602 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8846208390 | Isbn-13: 9788846208392 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Secoli di pace laboriosa, in armonia con il respiro del Nilo, hanno reso nobile e magnifica la civiltà egiziana. Ora, però, cinto d'assedio da nemici spietati e minato all'interno da oscuri intrighi, l'Egitto deve affidare il suo destino a coloro che si sentono veri figli del dio del fiume, il grande Nilo: Taunus, il guerriero dai capelli di rame e dal braccio formidabile; Lostris, affascinante e saggia, ma costretta a sacrificare il suo amore alle ragioni del potere; Taita, umile schiavo dotato d'infinita curiosità e di un ingegno multiforme. E sarà proprio il dio del fiume a segnare la strada di un viaggio in cui tutti, uomini e donne, servi e nobili, saranno chiamati a provare, con lacrime e sangue, la loro devozione per l'Egitto...
Grandioso nell'ambientazione, perfetto nel disegno dei personaggi, travolgente nel ritmo e negli improvvisi colpi di scena, Il dio del fiume - forse il più famoso tra i successi di Wilbur Smith - ci offre una potente ricostruzione storica in cui l'azione e i sentimenti, i drammi e le passioni, le battaglie e le descrizioni della terra africana si fondono nella rappresentazione vivida e impetuosa della grande civiltà scomparsa.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Chi devo ringraziare per questo libro?

    No, sul serio. Chi debbo ringraziare? Wilbur? Tizio? Caio? Sempronio?
    È questo il problema quando un lettore legge un libro e non sa chi l'abbia scritto. Se solo Wilbur avesse fatto una scelta diversa ...continua

    No, sul serio. Chi debbo ringraziare? Wilbur? Tizio? Caio? Sempronio?
    È questo il problema quando un lettore legge un libro e non sa chi l'abbia scritto. Se solo Wilbur avesse fatto una scelta diversa!
    Questo romanzo e la sua saga (elementare) appartiene alla categoria dei libelli leggerissimi, di quel club esclusivo di romanzi che si possono leggere a tout court senza che ti vada in fumo il cervello.
    Il protagonista è un giovane schiavo di nome Taita a cui il padrone ha tagliato gli attributi per il suo essere andato con una donna che amava. Egli è servo di Lostris, una lagnosa e manesca principessa e amico di Tanus, l'amato e futuro amante di Lostris.
    Taita è un servo multitasking: infatti sa domare i cavalli, è un inventore, un architetto, un mago, un astronomo, un poeta, un saggio, un ginecologo, un diplomatico, uno stratega, un profeta di sventura.
    Purtroppo per lui è anche un combina guai. Un giorno viene convocato da quel vecchio bacucco del faraone il quale si lamenta di non riuscire ad avere una progenie maschile. Egli gli prescrive una dieta a base di testicoli di bue e gli consiglia di sposare la vergine più bella d'Egitto.
    Una mattina durante la rappresentazione del mito di Horus il vecchiaccio la nota e decide che diventerà la sua sposa. Tanus l'innamorato figlio di una casta caduta in disgrazia viene spedito al fronte a combattere contro Ank-Seth e cade in depressione mentre il nobile Intef strofina le manine alla Giulio Vespa assaporando tutto il potere con cui entrerà in contatto in quanto padre della regina.
    Così iniziano le disavventure dei tre amigos nelle terre d'Egitto che si concluderanno con nascite, morti, lieti fini e cattivi finali... di tutto un po' pur di accaparrarsi di un po' di moneta con la quale pagare i suoi ghost writer.
    Consigliato, perché Wilbur sarà anche un prestanome famoso ma i suoi collaboratori sono stati bravini.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro...

    ...ma l'ultima parte l'ho trovata un po' caotica con balzi in avanti di lustri e decenni nell'arco di poche pagine, mentre nella maggior parte del libro il tempo scorreva regolarmente. Bella storia pe ...continua

    ...ma l'ultima parte l'ho trovata un po' caotica con balzi in avanti di lustri e decenni nell'arco di poche pagine, mentre nella maggior parte del libro il tempo scorreva regolarmente. Bella storia però, mi ha appassionato e mi sono affezionato a tutti i personaggi!

    ha scritto il 

  • 3

    Io c'ho provato! Non avevo mai letto niente di W. Smith e mi sembrava una lacuna da colmare.
    Anche no.. in realtà.
    Non sono libri che fanno per me.
    Riesco a comprenderne il successo, gli elementi ci s ...continua

    Io c'ho provato! Non avevo mai letto niente di W. Smith e mi sembrava una lacuna da colmare.
    Anche no.. in realtà.
    Non sono libri che fanno per me.
    Riesco a comprenderne il successo, gli elementi ci sono tutti, lettura scorrevole, avventura, amore, sesso, azione.
    Ma non mi ha preso.

    ha scritto il 

  • 5

    Mai rileggere i libri dell'adolescenza...

    Ho letto questo libro a 17 anni, e l'ho adorato, divorato, sognato. Mi ha lasciato ricordi bellissimi che mi avevano convinto di quanto Wilbur Smith fosse un fantastico scrittore.

    Ecco. L'ho riletto l ...continua

    Ho letto questo libro a 17 anni, e l'ho adorato, divorato, sognato. Mi ha lasciato ricordi bellissimi che mi avevano convinto di quanto Wilbur Smith fosse un fantastico scrittore.

    Ecco. L'ho riletto la settimana scorsa. L'ho trovato stilisticamente scarso e abbastanza pretenzioso.

    Come quando ho riletto "Cime tempestose" e invece che piangere amare lacrime come a 18 anni ho pensato tutto il tempo che Cath fosse una perfetta imbecille.

    Avevo una lunga lista di "libri letti nell'adolescenza da riprendere in mano": l'ho stracciata. Lasciamo i libri dell'adolescenza dove stanno...

    ha scritto il 

  • 4

    Di avventura, di amore e di morte...

    Una rivisitazione della realtà selvaggia e primitiva dell'antico Egitto, questo romanzo scorre attraverso la narrazione di Taita, un eunuco schiavo che esercita con dovizia la professione medica, oltr ...continua

    Una rivisitazione della realtà selvaggia e primitiva dell'antico Egitto, questo romanzo scorre attraverso la narrazione di Taita, un eunuco schiavo che esercita con dovizia la professione medica, oltre che di illustratore e disegnatore...
    Il grande Nilo, che irriga le terre fertili d'Egitto, assiste indifferente alle vicende dell'amore di una sventurata ragazza per Tenus, un guerriero che non può ambire alla sua mano perchè non è ricco come pretenderebbe il padre di lei. In un'epoca in cui le donne non potevano scegliere chi sposare, ma era il padre che decideva nel bene e nel male il loro destino, questa storia tocca nel profondo il cuore del lettore. Fra riti pagani sanguinosi e triviali, intrighi di corte, ragioni di stato, abitudini religiose intrise di superstizione in una mentalità primitiva che coinvolge tutti gli istinti primordiali, questo romanzo avvince e conquista...
    Si può affermare inoltre che le fonti storiche sono attendibili ed esatte ed è quindi un arricchimento culturale per chi volesse dissetarsi a questa fonte...
    Ho assegnato un punteggio più basso di cinque perchè devo dire che l'unica pecca di questo romanzo, per il resto impeccabile e godurioso, sono le descrizioni truculente dei riti magici, trasformati in vere e proprie orgie di sangue, e delle uccisioni anche quelle non piacevoli perchè troppo particolareggiate.
    Consiglio questo romanzo che considero di grande pregio a tutti gli amanti del genere storico e del favoloso grande Egitto che ci ha comunque tramandato tradizioni misteriose e affascinanti.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo il Settimo Papiro non credevo avrei mai più letto un libro di W. S.. Questo Natale ho ritrovato questo vecchio libro e ho pensato di dargli una lettura prima di farlo fuori definitivamente. Mi ha ...continua

    Dopo il Settimo Papiro non credevo avrei mai più letto un libro di W. S.. Questo Natale ho ritrovato questo vecchio libro e ho pensato di dargli una lettura prima di farlo fuori definitivamente. Mi ha coinvolta subito dopo le prime pagine, mi sono innamorata dello schiavo Taita e dei suoi intrighi.
    Ora non vedo l'ora di vedere come se la cavrà nelle prossime avventure!

    ha scritto il 

  • 3

    primo Wilbur Smith della mia storia...
    mah, un po' così così.
    la storia dell'Egitto antico è bella e affascinante, ma quella lo è di per sé, indipendentemente dall'autore che secondo me s'è fatto pren ...continua

    primo Wilbur Smith della mia storia...
    mah, un po' così così.
    la storia dell'Egitto antico è bella e affascinante, ma quella lo è di per sé, indipendentemente dall'autore che secondo me s'è fatto prendere un po' troppo la mano

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo avvincente, denso di avventure e scorrevolissimo. Molto bella l'ambientazione nell'antico Egitto. Unica pecca la caratterizzazione dei personaggi, decisamente statici e un po’ banali. I buoni ...continua

    Romanzo avvincente, denso di avventure e scorrevolissimo. Molto bella l'ambientazione nell'antico Egitto. Unica pecca la caratterizzazione dei personaggi, decisamente statici e un po’ banali. I buoni possiedono ogni genere di virtù; sono belli, intelligenti, nobili e fieri, praticamente divini. I cattivi sono spregevoli e senza speranza di redenzione. E poi c’è Taita, lo schiavo dalle mille doti, che eccelle in qualsiasi campo e risolve magicamente anche le situazioni più disperate. Esiste qualcosa che non sia in grado di fare? Non solo padroneggia praticamente ogni branca dello scibile umano, ma è anche bello e aitante e moralmente superiore ad ogni altro personaggio. Nonostante tutto, il romanzo rimane appassionante e molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Il dio del fiume

    Non è il primo libro che leggo di Wilbur Smith e come gli altri ha il suo stile. Molto ben dettagliate le descrizioni dei luoghi e i personaggi quasi estremi. La caratterizzazione è netta, i buoni son ...continua

    Non è il primo libro che leggo di Wilbur Smith e come gli altri ha il suo stile. Molto ben dettagliate le descrizioni dei luoghi e i personaggi quasi estremi. La caratterizzazione è netta, i buoni sono buonissimi (e belli) e i cattivi cattivissimi (quasi sempre brutti). Di solito in questo genere di libri questa separazione decisa non mi da fastidio, anzi mi rassicura, ma questa volta è stato troppo. Taita, lo schiavo eunuco protagonista con Lotris e Tanus, è veramente troppo. Troppo bravo, troppo capace, troppo buono, troppo intelligente etc. Mi ha infastidita, l'ho trovato antipatico e odioso e questo ha reso il libro meno interessante. Altro lato negativo, sempre secondo me, è che è troppo lungo, qualcosa in meno stava meglio. Nel complesso però è stata una lettura scorrevole e con uno scenario bello e diverso, l'Egitto ai tempi dei faraoni e delle regine, e mi ha fatto venire voglia di proseguire la serie

    ha scritto il 

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