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Il dio del fiume

Di

Editore: RL Libri

4.1
(2745)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 602 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8846208390 | Isbn-13: 9788846208392 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Secoli di pace laboriosa, in armonia con il respiro del Nilo, hanno reso nobile e magnifica la civiltà egiziana. Ora, però, cinto d'assedio da nemici spietati e minato all'interno da oscuri intrighi, l'Egitto deve affidare il suo destino a coloro che si sentono veri figli del dio del fiume, il grande Nilo: Taunus, il guerriero dai capelli di rame e dal braccio formidabile; Lostris, affascinante e saggia, ma costretta a sacrificare il suo amore alle ragioni del potere; Taita, umile schiavo dotato d'infinita curiosità e di un ingegno multiforme. E sarà proprio il dio del fiume a segnare la strada di un viaggio in cui tutti, uomini e donne, servi e nobili, saranno chiamati a provare, con lacrime e sangue, la loro devozione per l'Egitto...
Grandioso nell'ambientazione, perfetto nel disegno dei personaggi, travolgente nel ritmo e negli improvvisi colpi di scena, Il dio del fiume - forse il più famoso tra i successi di Wilbur Smith - ci offre una potente ricostruzione storica in cui l'azione e i sentimenti, i drammi e le passioni, le battaglie e le descrizioni della terra africana si fondono nella rappresentazione vivida e impetuosa della grande civiltà scomparsa.
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  • 3

    Io c'ho provato! Non avevo mai letto niente di W. Smith e mi sembrava una lacuna da colmare.
    Anche no.. in realtà.
    Non sono libri che fanno per me.
    Riesco a comprenderne il successo, gli elementi ci sono tutti, lettura scorrevole, avventura, amore, sesso, azione.
    Ma non mi ...continua

    Io c'ho provato! Non avevo mai letto niente di W. Smith e mi sembrava una lacuna da colmare.
    Anche no.. in realtà.
    Non sono libri che fanno per me.
    Riesco a comprenderne il successo, gli elementi ci sono tutti, lettura scorrevole, avventura, amore, sesso, azione.
    Ma non mi ha preso.

    ha scritto il 

  • 5

    Mai rileggere i libri dell'adolescenza...

    Ho letto questo libro a 17 anni, e l'ho adorato, divorato, sognato. Mi ha lasciato ricordi bellissimi che mi avevano convinto di quanto Wilbur Smith fosse un fantastico scrittore.


    Ecco. L'ho riletto la settimana scorsa. L'ho trovato stilisticamente scarso e abbastanza pretenzioso.


    ...continua

    Ho letto questo libro a 17 anni, e l'ho adorato, divorato, sognato. Mi ha lasciato ricordi bellissimi che mi avevano convinto di quanto Wilbur Smith fosse un fantastico scrittore.

    Ecco. L'ho riletto la settimana scorsa. L'ho trovato stilisticamente scarso e abbastanza pretenzioso.

    Come quando ho riletto "Cime tempestose" e invece che piangere amare lacrime come a 18 anni ho pensato tutto il tempo che Cath fosse una perfetta imbecille.

    Avevo una lunga lista di "libri letti nell'adolescenza da riprendere in mano": l'ho stracciata. Lasciamo i libri dell'adolescenza dove stanno...

    ha scritto il 

  • 4

    Di avventura, di amore e di morte...

    Una rivisitazione della realtà selvaggia e primitiva dell'antico Egitto, questo romanzo scorre attraverso la narrazione di Taita, un eunuco schiavo che esercita con dovizia la professione medica, oltre che di illustratore e disegnatore...
    Il grande Nilo, che irriga le terre fertili d'Egitto ...continua

    Una rivisitazione della realtà selvaggia e primitiva dell'antico Egitto, questo romanzo scorre attraverso la narrazione di Taita, un eunuco schiavo che esercita con dovizia la professione medica, oltre che di illustratore e disegnatore...
    Il grande Nilo, che irriga le terre fertili d'Egitto, assiste indifferente alle vicende dell'amore di una sventurata ragazza per Tenus, un guerriero che non può ambire alla sua mano perchè non è ricco come pretenderebbe il padre di lei. In un'epoca in cui le donne non potevano scegliere chi sposare, ma era il padre che decideva nel bene e nel male il loro destino, questa storia tocca nel profondo il cuore del lettore. Fra riti pagani sanguinosi e triviali, intrighi di corte, ragioni di stato, abitudini religiose intrise di superstizione in una mentalità primitiva che coinvolge tutti gli istinti primordiali, questo romanzo avvince e conquista...
    Si può affermare inoltre che le fonti storiche sono attendibili ed esatte ed è quindi un arricchimento culturale per chi volesse dissetarsi a questa fonte...
    Ho assegnato un punteggio più basso di cinque perchè devo dire che l'unica pecca di questo romanzo, per il resto impeccabile e godurioso, sono le descrizioni truculente dei riti magici, trasformati in vere e proprie orgie di sangue, e delle uccisioni anche quelle non piacevoli perchè troppo particolareggiate.
    Consiglio questo romanzo che considero di grande pregio a tutti gli amanti del genere storico e del favoloso grande Egitto che ci ha comunque tramandato tradizioni misteriose e affascinanti.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo il Settimo Papiro non credevo avrei mai più letto un libro di W. S.. Questo Natale ho ritrovato questo vecchio libro e ho pensato di dargli una lettura prima di farlo fuori definitivamente. Mi ha coinvolta subito dopo le prime pagine, mi sono innamorata dello schiavo Taita e dei suoi intrigh ...continua

    Dopo il Settimo Papiro non credevo avrei mai più letto un libro di W. S.. Questo Natale ho ritrovato questo vecchio libro e ho pensato di dargli una lettura prima di farlo fuori definitivamente. Mi ha coinvolta subito dopo le prime pagine, mi sono innamorata dello schiavo Taita e dei suoi intrighi.
    Ora non vedo l'ora di vedere come se la cavrà nelle prossime avventure!

    ha scritto il 

  • 3

    primo Wilbur Smith della mia storia...
    mah, un po' così così.
    la storia dell'Egitto antico è bella e affascinante, ma quella lo è di per sé, indipendentemente dall'autore che secondo me s'è fatto prendere un po' troppo la mano

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo avvincente, denso di avventure e scorrevolissimo. Molto bella l'ambientazione nell'antico Egitto. Unica pecca la caratterizzazione dei personaggi, decisamente statici e un po’ banali. I buoni possiedono ogni genere di virtù; sono belli, intelligenti, nobili e fieri, praticamente divini. I ...continua

    Romanzo avvincente, denso di avventure e scorrevolissimo. Molto bella l'ambientazione nell'antico Egitto. Unica pecca la caratterizzazione dei personaggi, decisamente statici e un po’ banali. I buoni possiedono ogni genere di virtù; sono belli, intelligenti, nobili e fieri, praticamente divini. I cattivi sono spregevoli e senza speranza di redenzione. E poi c’è Taita, lo schiavo dalle mille doti, che eccelle in qualsiasi campo e risolve magicamente anche le situazioni più disperate. Esiste qualcosa che non sia in grado di fare? Non solo padroneggia praticamente ogni branca dello scibile umano, ma è anche bello e aitante e moralmente superiore ad ogni altro personaggio. Nonostante tutto, il romanzo rimane appassionante e molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Il dio del fiume

    Non è il primo libro che leggo di Wilbur Smith e come gli altri ha il suo stile. Molto ben dettagliate le descrizioni dei luoghi e i personaggi quasi estremi. La caratterizzazione è netta, i buoni sono buonissimi (e belli) e i cattivi cattivissimi (quasi sempre brutti). Di solito in questo genere ...continua

    Non è il primo libro che leggo di Wilbur Smith e come gli altri ha il suo stile. Molto ben dettagliate le descrizioni dei luoghi e i personaggi quasi estremi. La caratterizzazione è netta, i buoni sono buonissimi (e belli) e i cattivi cattivissimi (quasi sempre brutti). Di solito in questo genere di libri questa separazione decisa non mi da fastidio, anzi mi rassicura, ma questa volta è stato troppo. Taita, lo schiavo eunuco protagonista con Lotris e Tanus, è veramente troppo. Troppo bravo, troppo capace, troppo buono, troppo intelligente etc. Mi ha infastidita, l'ho trovato antipatico e odioso e questo ha reso il libro meno interessante. Altro lato negativo, sempre secondo me, è che è troppo lungo, qualcosa in meno stava meglio. Nel complesso però è stata una lettura scorrevole e con uno scenario bello e diverso, l'Egitto ai tempi dei faraoni e delle regine, e mi ha fatto venire voglia di proseguire la serie

    ha scritto il 

  • 4

    28-2014

    Come per tutti i romanzi con successo commerciale, quando direte a qualcuno di aver letto "Il dio del fiume" di Wilbur Smith potrete ottenere una duplice reazione. Se l'interlocutore alza il sopracciglio e inizia a guardarvi nascondendo un sorriso ironico, state pur certi che NON ha letto il libr ...continua

    Come per tutti i romanzi con successo commerciale, quando direte a qualcuno di aver letto "Il dio del fiume" di Wilbur Smith potrete ottenere una duplice reazione. Se l'interlocutore alza il sopracciglio e inizia a guardarvi nascondendo un sorriso ironico, state pur certi che NON ha letto il libro. Al contrario, se vi risponde con un grande sorriso e inizia a citare la saga dell'antico Egitto dell'eunuco Tata e del Faraone Menmone, allora avrete trovato un altro lettore grato a Wilbur Smith per aver ricreato la magia e il mistero di quell'epoca. Primo di quattro libri, cercherò presto di proseguire la saga. Bello.

    ha scritto il 

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