Il dio delle piccole cose

Di

Editore: Tea

3.9
(4492)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Catalano , Olandese , Greco , Norvegese , Portoghese , Danese , Polacco

Isbn-10: A000042584 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Bomba a mano

    Sicuramente un libro di carattere, che rivela molto dell'autrice (forse troppo). Carattere nella scrittura, così elaborata e pomposa. Originalissima, ma un po' stucchevole, con il ripetersi ossessivo ...continua

    Sicuramente un libro di carattere, che rivela molto dell'autrice (forse troppo). Carattere nella scrittura, così elaborata e pomposa. Originalissima, ma un po' stucchevole, con il ripetersi ossessivo degli epiteti che i bambini danno a se stessi e alle cose del mondo che li circonda. Ed ecco che qui sorge il primo problema: il narratore esterno ed onnisciente in alcuni punti, in altri sembra coincidere con la piccola Rahel, togliendo molto alla verosimiglianza della storia. Il culmine della trama-estremamente frammentata- si intuisce fin dall'inizio, ma verrà furbescamente svelato solo nell'ultimo capitolo.
    Infine, i giudizi opprimenti che il narratore emette su qualsiasi cosa: è vero che la società indiana era (ed é) maschilista e fortemente diseguale, sicuramente i personaggi di Baby Kochamma e Mammachi sono dei piccoli mostri, e Velutha al contrario è l'eroe (intoccabile) buono, ma sentirselo ripetere a più sospinto ad ogni pagina pesa!
    In definitiva, è un libro che oscilla pericolosamente tra un buon potenziale che spesso si sporca e si frantuma a causa della rabbia e della bile che l'autrice si porta dentro. Sta volutamente offrendo al lettore la sua visione del mondo (che è bianco o nero), e se il lettore non è convinto, arrivare fino all'ultima pagina potrebbe essere difficile.
    Poi certo, se questa rabbia deriva da situazioni vissute sulla sua pelle, si può comprendere che l'abbia volute mettere in un libro, ma a quel punto poteva scrivere un'autobiografia.
    Ultimo appunto sulla trama: l'ultimo scena in cui Rahel ed Estha si rincontrano dopo anni di separazione l'ho trovata spiazzante e a mio avviso del tutto gratuita. Suggerire una sorta di incesto, per sottolineare il loro essere unica creatura, non ha senso, dal momento che prima nella trama un'ipotetica attrazione tra i due non era mai emersa. Anzi, rovina quella che fino a quel momento era stata la parte migliore e più verosimile del libro, è cioè la loro unione fraterna che li aiuta a fronteggiare un mondo crudo e feroce.

    ha scritto il 

  • 0

    un libro dipinto...

    Leggendo questo libro sembra di entrare in un quadro dove però ogni pennellata ci svela azioni atroci compiute in un paesaggio ameno..
    Una donna anticonvenzionale e un amore che sfida la tradizione e ...continua

    Leggendo questo libro sembra di entrare in un quadro dove però ogni pennellata ci svela azioni atroci compiute in un paesaggio ameno..
    Una donna anticonvenzionale e un amore che sfida la tradizione e quindi inaccettabile..un infanzia finita tragicamente..
    un romanzo che si fa ricordare..

    ha scritto il 

  • 5

    Letto molti anni fa, anche io ne conservo dei ricordi stupendi. La delicatezza con cui l'autrice riesce a descrivere fatti anche molto crudi attraverso, appunto, le piccole cose è a mio parere geniale ...continua

    Letto molti anni fa, anche io ne conservo dei ricordi stupendi. La delicatezza con cui l'autrice riesce a descrivere fatti anche molto crudi attraverso, appunto, le piccole cose è a mio parere geniale. Un libro intenso e delicato allo stesso tempo, L'ho consigliato spesso ma credo che sia un libro che suscita commenti opposti: o lo si ama o lo si odia. Io stessa dopo 10 pagine ero tentata di abbandonarlo perchè non capivo dove si volesse andare a parare. Meno male che non mi sono lasciata scoraggiare!

    ha scritto il 

  • 5

    Ho negli occhi il Kerala senza (ancora, e ancora per poco) esserci stata. Mi sono immersa in questo libro come ci si immerge in un fiume: è caldo, ma ci sono le correnti fredde, e insetti che camminan ...continua

    Ho negli occhi il Kerala senza (ancora, e ancora per poco) esserci stata. Mi sono immersa in questo libro come ci si immerge in un fiume: è caldo, ma ci sono le correnti fredde, e insetti che camminano sull'acqua, e fango sotto i piedi, rumori, odori, sensazioni strane, e non sempre belle. Mi è piaciuta la circolarità della narrazione, il modo in cui l'Evento viene man mano rivelato, in cui i personaggi vengono pian piano messi a nudo, e non lo ho trovato un libro difficile da seguire. Di ogni personaggio ci vengono mostrate le più profonde fragilità, e di alcuni la potenza creatrice, distruttrice, storica. In ogni epoca esistono persone che si ribellano alla Storia, e facendolo contribuiscono a cambiarla, anche inconsapevolmente. Soprattutto, con le proprie piccole azioni. Love is the answer, diceva qualcuno..L'amore è la risposta; l'amore è anche la domanda. L'amore è e può tutto.

    ha scritto il 

  • 3

    “Basta un solo giorno a cambiare radicalmente una vita”: un messaggio drammatico e importante, ribadito con enfasi fin eccessiva dalla scrittrice indiana in questo libro di denuncia, a tratti faticoso ...continua

    “Basta un solo giorno a cambiare radicalmente una vita”: un messaggio drammatico e importante, ribadito con enfasi fin eccessiva dalla scrittrice indiana in questo libro di denuncia, a tratti faticoso e prolisso, ma che lascia il segno.

    ha scritto il 

  • 1

    storia di una famiglia indiana , tra passato e presente , tra tante contraddizioni di questa soscietà .lhotrovato pesante , con flash back che fanno perdere il filo dela storia , a volte contorto e ...continua

    storia di una famiglia indiana , tra passato e presente , tra tante contraddizioni di questa soscietà .lhotrovato pesante , con flash back che fanno perdere il filo dela storia , a volte contorto e prolisso

    ha scritto il 

  • 5

    Il mondo di Ayemenem

    Con la descrizione di "piccole cose", dettagli sfuggenti, la scrittrice dimostra un'abilità particolare nell' entrare nel mondo di ogni personaggio, rimbalzando da un punto di vista all'altro, attrave ...continua

    Con la descrizione di "piccole cose", dettagli sfuggenti, la scrittrice dimostra un'abilità particolare nell' entrare nel mondo di ogni personaggio, rimbalzando da un punto di vista all'altro, attraverso il tempo, e costruendo così una storia nitidissima in un modo tutto particolare, a metà tra un ricordo e uno "stream of conciousness". La storia è diventata mia, come se ogni momento l'avessi vissuto io stessa: sentivo l'acqua del fiume, ero l'angoscia di Estha, la vergogna di Rahel, il desiderio di Ammu e la passione di Velutha; sentivo l'odore delle conserve, preparavo la confettura illegale di banane, al punto che, dopo l'ultima pagina, mi sono chiesta dove fossero finiti quel mondo e quella storia così triste e vera.

    ha scritto il 

  • 3

    Innanzitutto è d’obbligo precisare che il romanzo non racconta solo la storia di una donna, Anmu, ma s’incastra con le vite di una lunga serie di personaggi e della stessa India in cui le vicende si s ...continua

    Innanzitutto è d’obbligo precisare che il romanzo non racconta solo la storia di una donna, Anmu, ma s’incastra con le vite di una lunga serie di personaggi e della stessa India in cui le vicende si svolgono. Proprio per questo, a primo impatto, “Il dio delle piccole cose” non è affatto un libro semplice da leggere. La storia ruota attorno a un evento ben preciso e a una protagonista riconosciuta, ma per meglio definire il ruolo e la personalità di ogni personaggio la narrazione è un continuo susseguirsi di sbalzi tra la biografia di uno e dell’altro e tra presente e passato. Troviamo quindi tante storie una dentro l’altra. Da una parte ciò ha reso la lettura intrigante, dall’altra è progressivamente diventato pesante da sopportare e ha interrotto la narrazione principale.

    Indubbiamente è uno di quei libri che difficilmente si scordano con il passare del tempo, sia per lo stile pesante che per i contenuti forti.

    Le descrizioni sono infatti lunghe e dettagliate, spesso ripetitive, a mio parere alcune anche superflue e che invece di tenere col fiato sospeso annoiano e basta

    I temi trattati non sono facili: morte, adulterio, incesto, stupro, violenza. L’autrice non risparmia dettagli macabri e le va il merito di riuscire a suscitare emozioni verso gli eventi come per i personaggi, entrambi estremamente realistici e drammatici.

    Non è chiaro che cosa Arundathi Roy volesse ottenere con questo libro, se una storia capace di emozionare o essenzialmente la testimonianza di un’epoca. Fatto sta che Rahel, Esta, Anmu, Velutha, Sophie Mol, Baby Kochamma e tutti gli altri sono personaggi che restano attaccati alla pelle del lettore, una sensazione piacevole quanto fastidiosa. “Il dio delle piccole cose” è probabilmente una delle letture che chiunque dovrebbe provare almeno una volta, ma che difficilmente sarei tentata di ripetere

    ha scritto il 

  • 3

    Non so come parlare di questo libro, nel senso che se non avessi letto prima la trama non avrei saputo dire a caldo nulla a riguardo. E proprio perchè ci ho messo un pò a capire la storia e la struttu ...continua

    Non so come parlare di questo libro, nel senso che se non avessi letto prima la trama non avrei saputo dire a caldo nulla a riguardo. E proprio perchè ci ho messo un pò a capire la storia e la struttura del libro preferisco raccontare subito le mie impressioni prima che svaniscono. Con questo non voglio dire che è un libro brutto o che non mi è paiciuto ma è un libro molto particolare e difficile da leggere.

    Ma partiamo dall'inizio: il libro narra la storia di una grande famiglia indiana raccontata dagli occhi dei due discendenti (due gemelli): la storia comincia con l'arrivo in India di una loro cugina insieme alla sua mamma e tutta la famiglia è in forte trepidazione per il loro arrivo, solo i due gemelli non sembrano tanto felici di questo evento.
    Attraverso la percezione dei due gemelli noi veniamo a conoscenza di quella che è la vera protagonista della storia secondo me, cioè la loro mamma (Ammu), una donna fragile e triste, con un divorzio alle spalle, divorzio dove in un paese come l'India viene visto come una umiliazione. Da qui la storia inizia ad essere triste, drammatica e molto difficile da leggere per vari motivi:
    1. l'autrice racconta la storia in maniera diversa, nel senso che non utilizza il classico schema dove si parte da a e si finisce con b, ma prende la storia, la destruttura cambiando l'ordine temporale della narrazione e quindi con una serie di flashback torna avanti e indietro nel racconto in una maniera molto veloce e quindi noi ci troviamo continuamente confusi da questo stile narrativo.
    2. il romanzo è principalmente un romanzo storico non solo perchè racconta la storia di una famiglia ma apre anche uno spaccato sulla storia dell'india, la quale se non si conosce bene risulta difficle da capire.
    Io non l'ho trovato brutto ma ho fatto molta fatica a seguire l'intera storia e non nego che mi sono trovata a rileggere più di una volta i capitoli per riuscire ad andare avanti perchè letti così in maniera tranquilla sembrano non avere senso.
    Non voglio dare un voto basso ma proprio perchè l'ho trovato complicato e faticoso da leggere dò 3 stelline.

    ha scritto il 

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