Il dio delle piccole cose

Di

Editore: Guanda

3.9
(4511)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 357 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Catalano , Olandese , Greco , Norvegese , Portoghese , Danese , Polacco

Isbn-10: 8860882249 | Isbn-13: 9788860882240 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Chiara Gabutti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
"Il dio delle piccole cose" narra la vicenda di una donna che lascia il marito violento e torna a casa con i suoi due bambini, i gemelli Estha e Rahel, maschio e femmina. Ma nell'India meridionale dei tardi anni Sessanta, una donna divorziata come Ammu si ritrova priva di una posizione sociale riconosciuta; a maggior ragione se commette l'errore imperdonabile di innamorarsi di un paria. Non è dunque una vita facile quella toccata ai due gemelli, legati nel profondo da "un'unica anima siamese". Attraverso lo sguardo di Estha e Rahel, prende forma la storia di un grande amore, in cui si riflette il tema universale dei sentimenti in conflitto con le convenzioni.
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  • 2

    Ogni cosa a suo tempo

    Sì, ogni cosa ha il suo tempo, e per me il tempo de Il dio delle piccole cose è passato. Fuoritempo sono stata io nella scelta, non l’autrice nella scrittura, intendiamoci. L’evolversi del gusto perso ...continua

    Sì, ogni cosa ha il suo tempo, e per me il tempo de Il dio delle piccole cose è passato. Fuoritempo sono stata io nella scelta, non l’autrice nella scrittura, intendiamoci. L’evolversi del gusto personale del lettore non sempre segue una scala di merito o una progressione del valore dell’opera scelta, alla qual cosa si aggiunge anche il gusto personale che travalica qualsiasi classifica di valore. Ma ormai mi sono allontanata dalle descrizioni minuziose, dall’illustrazione puntigliosa di analogie e somiglianze per dar l’idea di ciò che si vuol descrivere, da tutti quei come e se, dalla descrizione intimistica di tutte le sensazioni. Trovo molto più immediato e leggero un sintetico correlativo oggettivo, così ben teorizzato da Eliot – e forse anche già da Coleridge – e utilizzato con maestria da Montale. Quell’osso di seppia colpisce l’immaginazione più di cento dettagli e similitudini e senz’altro non appesantisce la pagina come spesso fa Arundhati Roy. In aggiunta, ho trovato che l’autrice non riesca a conferire autorevolezza al suo racconto che mi è sempre sembrato in bilico tra dramma e soap opera. Quindi pesante, della stessa pesantezza di Giochi sacri di Vikram Chandra – lo cito perché indiano anch’egli -, prolisso e a tratti scontato. E volendo ulteriormente infierire, ho imparato più dell’India dalla visione di due ore di The Millionaire basato su un libro di Vikas Swarup, che da 350 pagine dettagliate della Roy concentrate prevalentemente sul concetto dell’invalicabilità tra una casta e l’altra. E mi spiace dire tutto ciò, perché la Roy sembra avere un animo gentile.

    ha scritto il 

  • 3

    Parole, parole, parole...

    Troppe. La Harundhati Roy di sicuro è logorroica.
    "Mammachi sollevò gli occhiali da sole sistemandoli tra i capelli, dove rimasero a guardare in su, come occhi di gatto allungati, verso la testa di bu ...continua

    Troppe. La Harundhati Roy di sicuro è logorroica.
    "Mammachi sollevò gli occhiali da sole sistemandoli tra i capelli, dove rimasero a guardare in su, come occhi di gatto allungati, verso la testa di bufalo ammuffita. Il bufalo ammuffito disse: No, assolutamente no. In un ammuffito bufalese"
    La storia è bella, i personaggi ben costruiti, ma questo continuo riferirsi al linguaggio dei bambini, queste continue metafore stravaganti, quell'uso esagerato di maiusole, hanno spezzato il ritmo, facendomi più volte venir voglia di saltare pagine e pagine.
    E' stato faticoso superare la metà del libro, poi gli ultimi capitoli sono scivolati via, nonostante qualche parola ancora di troppo.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso

    Riletto dopo 20 anni, l'ho ritrovato ancora meraviglioso come la prima volta. Ho apprezzato di più alcune cose. Il punto di vista dei bambini, oggi che sono madre, mi appare più chiaro, spiazzante e s ...continua

    Riletto dopo 20 anni, l'ho ritrovato ancora meraviglioso come la prima volta. Ho apprezzato di più alcune cose. Il punto di vista dei bambini, oggi che sono madre, mi appare più chiaro, spiazzante e struggente di allora. Lo stile della scrittrice l'ho amato come e più della prima volta. Ho amato gli elenchi. E ho amato l'uso delle maiuscole per le parole importanti, quelle che designano le Grandi Cose, quelle importanti, quelle da ricordare e quelle da dimenticare. Ho compreso meglio alcune sfumature della società indiana, le relazioni segnate dal post colonialismo e dalle caste, nelle quali si inserisce goffamente la lotta di classe comunista. Ma più di ogni cosa ho amato e riamato i due Ambasciatori dizigoti, con la fontana con il Love-in-Tokio e il ciuffo da Elvis, i piedini nei sandali Bata e le scarpe beige a punta.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi dispiace doverlo ammettere ma mi sono annoiata moltissimo. L'ho trovato strampalato, sconnesso, eccessivo nella descrizione di luoghi e persone. Lo svelamento degli avvenimenti è un agonia di riman ...continua

    Mi dispiace doverlo ammettere ma mi sono annoiata moltissimo. L'ho trovato strampalato, sconnesso, eccessivo nella descrizione di luoghi e persone. Lo svelamento degli avvenimenti è un agonia di rimandi, Non leggerò per il momento il romanzo della scrittrice uscito in questi giorni.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Bomba a mano

    Sicuramente un libro di carattere, che rivela molto dell'autrice (forse troppo). Carattere nella scrittura, così elaborata e pomposa. Originalissima, ma un po' stucchevole, con il ripetersi ossessivo ...continua

    Sicuramente un libro di carattere, che rivela molto dell'autrice (forse troppo). Carattere nella scrittura, così elaborata e pomposa. Originalissima, ma un po' stucchevole, con il ripetersi ossessivo degli epiteti che i bambini danno a se stessi e alle cose del mondo che li circonda. Ed ecco che qui sorge il primo problema: il narratore esterno ed onnisciente in alcuni punti, in altri sembra coincidere con la piccola Rahel, togliendo molto alla verosimiglianza della storia. Il culmine della trama-estremamente frammentata- si intuisce fin dall'inizio, ma verrà furbescamente svelato solo nell'ultimo capitolo.
    Infine, i giudizi opprimenti che il narratore emette su qualsiasi cosa: è vero che la società indiana era (ed é) maschilista e fortemente diseguale, sicuramente i personaggi di Baby Kochamma e Mammachi sono dei piccoli mostri, e Velutha al contrario è l'eroe (intoccabile) buono, ma sentirselo ripetere a più sospinto ad ogni pagina pesa!
    In definitiva, è un libro che oscilla pericolosamente tra un buon potenziale che spesso si sporca e si frantuma a causa della rabbia e della bile che l'autrice si porta dentro. Sta volutamente offrendo al lettore la sua visione del mondo (che è bianco o nero), e se il lettore non è convinto, arrivare fino all'ultima pagina potrebbe essere difficile.
    Poi certo, se questa rabbia deriva da situazioni vissute sulla sua pelle, si può comprendere che l'abbia volute mettere in un libro, ma a quel punto poteva scrivere un'autobiografia.
    Ultimo appunto sulla trama: l'ultimo scena in cui Rahel ed Estha si rincontrano dopo anni di separazione l'ho trovata spiazzante e a mio avviso del tutto gratuita. Suggerire una sorta di incesto, per sottolineare il loro essere unica creatura, non ha senso, dal momento che prima nella trama un'ipotetica attrazione tra i due non era mai emersa. Anzi, rovina quella che fino a quel momento era stata la parte migliore e più verosimile del libro, è cioè la loro unione fraterna che li aiuta a fronteggiare un mondo crudo e feroce.

    ha scritto il 

  • 0

    un libro dipinto...

    Leggendo questo libro sembra di entrare in un quadro dove però ogni pennellata ci svela azioni atroci compiute in un paesaggio ameno..
    Una donna anticonvenzionale e un amore che sfida la tradizione e ...continua

    Leggendo questo libro sembra di entrare in un quadro dove però ogni pennellata ci svela azioni atroci compiute in un paesaggio ameno..
    Una donna anticonvenzionale e un amore che sfida la tradizione e quindi inaccettabile..un infanzia finita tragicamente..
    un romanzo che si fa ricordare..

    ha scritto il 

  • 5

    Letto molti anni fa, anche io ne conservo dei ricordi stupendi. La delicatezza con cui l'autrice riesce a descrivere fatti anche molto crudi attraverso, appunto, le piccole cose è a mio parere geniale ...continua

    Letto molti anni fa, anche io ne conservo dei ricordi stupendi. La delicatezza con cui l'autrice riesce a descrivere fatti anche molto crudi attraverso, appunto, le piccole cose è a mio parere geniale. Un libro intenso e delicato allo stesso tempo, L'ho consigliato spesso ma credo che sia un libro che suscita commenti opposti: o lo si ama o lo si odia. Io stessa dopo 10 pagine ero tentata di abbandonarlo perchè non capivo dove si volesse andare a parare. Meno male che non mi sono lasciata scoraggiare!

    ha scritto il 

  • 5

    Ho negli occhi il Kerala senza (ancora, e ancora per poco) esserci stata. Mi sono immersa in questo libro come ci si immerge in un fiume: è caldo, ma ci sono le correnti fredde, e insetti che camminan ...continua

    Ho negli occhi il Kerala senza (ancora, e ancora per poco) esserci stata. Mi sono immersa in questo libro come ci si immerge in un fiume: è caldo, ma ci sono le correnti fredde, e insetti che camminano sull'acqua, e fango sotto i piedi, rumori, odori, sensazioni strane, e non sempre belle. Mi è piaciuta la circolarità della narrazione, il modo in cui l'Evento viene man mano rivelato, in cui i personaggi vengono pian piano messi a nudo, e non lo ho trovato un libro difficile da seguire. Di ogni personaggio ci vengono mostrate le più profonde fragilità, e di alcuni la potenza creatrice, distruttrice, storica. In ogni epoca esistono persone che si ribellano alla Storia, e facendolo contribuiscono a cambiarla, anche inconsapevolmente. Soprattutto, con le proprie piccole azioni. Love is the answer, diceva qualcuno..L'amore è la risposta; l'amore è anche la domanda. L'amore è e può tutto.

    ha scritto il 

  • 3

    “Basta un solo giorno a cambiare radicalmente una vita”: un messaggio drammatico e importante, ribadito con enfasi fin eccessiva dalla scrittrice indiana in questo libro di denuncia, a tratti faticoso ...continua

    “Basta un solo giorno a cambiare radicalmente una vita”: un messaggio drammatico e importante, ribadito con enfasi fin eccessiva dalla scrittrice indiana in questo libro di denuncia, a tratti faticoso e prolisso, ma che lascia il segno.

    ha scritto il 

  • 1

    storia di una famiglia indiana , tra passato e presente , tra tante contraddizioni di questa soscietà .lhotrovato pesante , con flash back che fanno perdere il filo dela storia , a volte contorto e ...continua

    storia di una famiglia indiana , tra passato e presente , tra tante contraddizioni di questa soscietà .lhotrovato pesante , con flash back che fanno perdere il filo dela storia , a volte contorto e prolisso

    ha scritto il 

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