Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il dio delle piccole cose

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

3.9
(4294)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 360 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Catalano , Olandese , Greco , Norvegese , Portoghese , Danese , Polacco

Isbn-10: 8877469587 | Isbn-13: 9788877469588 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Gabutti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

Ti piace Il dio delle piccole cose?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Un romanzo di grande successo, che a lungo è stato ai vertici delleclassifiche internazionali. Una scrittrice di talento, che appartiene allanuova generazione indiana e vuole trasmettere al mondo una immagine nonstereotipata della società in cui vive. La storia è ambientata in una zonatranquilla del Paese, né troppo turistica, né troppo misera. E i personaggiche la Roy descrive sono quelli che quotidianamente si possono incontraresulle strade indiane. I personaggi legati alle "piccole cose".
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    tre stelliene e mezzo

    La tragedia è annunciata fin dalle prime pagine, ma la vicenda viene sviscerata in maniera del tutto inaspettata: un continuo avanti e indietro nella storia che in parte disorienta e in parte incurios ...continua

    La tragedia è annunciata fin dalle prime pagine, ma la vicenda viene sviscerata in maniera del tutto inaspettata: un continuo avanti e indietro nella storia che in parte disorienta e in parte incuriosisce.
    Quando ci si sente conquistati da una delle tante "storie nella storia", ecco che la prospettiva cambia, e si riparte da un altro punto, da un altro personaggio.
    Alcune figure retoriche, alcune descrizioni, sono sorprendenti. Lo stile narrativo però, risulta a tratti irritante. E' uno stile che amo molto, di per sé, un poco alla volta... Ma qui si parla di oltre 300 pagine di singhiozzii, frasi brevissime, e metafore continue.
    Questo è ciò che secondo me penalizza il libro, rendendo pesante e poco scorrevole la lettura.

    ha scritto il 

  • 1

    In a review I read it was written that after the first chapter things start to be clearer… well… I couldn’t bear the idea to start the second chapter because it was to fussy and I had no interest in ...continua

    In a review I read it was written that after the first chapter things start to be clearer… well… I couldn’t bear the idea to start the second chapter because it was to fussy and I had no interest in that kind of characters: too:“ not down to earth” ones

    ha scritto il 

  • 3

    Complesso e ostico. La fatica che si fa nelle prime pagine viene in parte ripagata da una storia comunque ben raccontata una volta entrati nel ritmo del racconto e conoscendo meglio i personaggi.
    Lo s ...continua

    Complesso e ostico. La fatica che si fa nelle prime pagine viene in parte ripagata da una storia comunque ben raccontata una volta entrati nel ritmo del racconto e conoscendo meglio i personaggi.
    Lo stile spesso ampolloso non aiuta ma ha il suo fascino

    ha scritto il 

  • 4

    Un mondo crudo

    Ho fatto fatica per parecchi capitoli a capire se quel che stavo leggendo mi stava piacendo alla follia o disgustando totalmente, finché non mi sono accorta della perfezione che la Roy ha raggiunto ne ...continua

    Ho fatto fatica per parecchi capitoli a capire se quel che stavo leggendo mi stava piacendo alla follia o disgustando totalmente, finché non mi sono accorta della perfezione che la Roy ha raggiunto nel connubio inscindibile tra stile e narrato che è riuscita a creare. Tutto è crudo, immediato e visibile, non ci sono filtri, la realtà descritta è esattamente la descrizione fattene.
    E poi ti accorgi di esser stato trasportato in quel mondo in cui le grandi cose non sono concesse e bisogna imparare a gioire e far tesoro di quelle minori: bisogna credere nel Dio delle piccole cose.

    ha scritto il 

  • 4

    al momento giusto....

    Forse è vero, i libri letti nel momento giusto, quando la nostra vita parla di...e quando il libro dice che...ma questo libro l'ho letto tutto di un fiato, ci sono dei passaggi, delle frasi bellissime ...continua

    Forse è vero, i libri letti nel momento giusto, quando la nostra vita parla di...e quando il libro dice che...ma questo libro l'ho letto tutto di un fiato, ci sono dei passaggi, delle frasi bellissime.
    Non smielato, non scontato....mi è piaciuto davvero molto.

    ha scritto il 

  • 4

    Era da tanto che volevo leggerlo. Ne è valsa la pena. Il linguaggio e il modo di vedere la realtà dei bambini che trapunta tutto il racconto sono perfetti. Peccato che poi l'autrice non abbia più scri ...continua

    Era da tanto che volevo leggerlo. Ne è valsa la pena. Il linguaggio e il modo di vedere la realtà dei bambini che trapunta tutto il racconto sono perfetti. Peccato che poi l'autrice non abbia più scritto niente di simile.

    ha scritto il 

  • 4

    Come tutto può cambiare in un giorno soltanto

    Premetterò che il titolo che volevo dare a questa mia recensione era: 'Storia di una fatina dell'aeroporto con fontana in un Love in Tokyo e dell'ambasciatore E.Pelvis con ciuffo e scarpe a punta… Pur ...continua

    Premetterò che il titolo che volevo dare a questa mia recensione era: 'Storia di una fatina dell'aeroporto con fontana in un Love in Tokyo e dell'ambasciatore E.Pelvis con ciuffo e scarpe a punta… Purtroppo è un titolo troppo lungo e non ci stava per cui ho dovuto cambiarlo…
    Ho deciso di leggere 'Il dio delle piccole cose' di Arundhati Roy, attratta dal titolo e soprattutto dal fatto che fosse ambientato in India. Mi è infatti successo raramente di incontrare questo paese nel corso delle mie letture e mai di affrontare la sua realtà come attraverso questo libro. Il romanzo racconta frammenti di vita di una famiglia indiana benestante alla fine degli anni sessanta. L'intera storia viene descritta attraverso i pensieri e gli occhi di due gemelli di sette anni, Esha e Rahel (la fatina dell'aeroporto e l'ambasciatore E.Pelvis, del titolo).

    Le difficoltà e le grandi differenze rispetto al nostro modo di pensare sono subito evidenti, negli anni sessanta, l'India è un paese diviso fra i suoi vecchi costumi e regole e la sfrenata voglia di modernizzazione. Tutti i protagonisti del romanzo si muovono all'interno di una società ancora fortemente influenzata dalle tradizioni che a volte si rivelano davvero spietate ed incomprensibili soprattutto se si pensa che tutto quello che viene narrato viene visto da Esha e Rahel, ancora bambini, come quasi normale. Ugualmente deludente, agli occhi dei gemelli ormai adulti, il quadro che descrive lo sviluppo e la modernizzazione del paese, attraverso l'inseguimento del mito rappresentato dalla cultura Occidentale. Ed è di conseguenza immediata nel lettore la comprensione di quanto possa essere ancora duro riuscire ad abbattere ed estirpare consuetudini di secoli offrendo come alternativa soltanto antenne paraboliche. L'india che questo romanzo ci insegna a vedere è davvero lontana dalla stereotipo che la vede come meta di viaggi alla ricerca di spiritualità, è diversamente l'India di un piccolo paese ancora in mano a poche famiglie che vivono ancora con la paura di abbattere vecchie tradizioni obsolete.

    Rahel ed Esha hanno, all'inizio della storia, trentun anni, la stessa età che aveva la loro sfortunata madre quando morì ('non giovani, non vecchi, vitalmente morituri'). Esha e Rahel sono profondamente legati l'uno all'altra, sono quasi due corpi con un anima soltanto, nonostante abbiano passato almeno tre quarti della loro vita separati l'uno dall'altra.

    L'intera storia è ambientata nel Kerala una regione dell'India, in un piccolo paese dove le tradizioni giocano ancora un ruolo fondamentale nella vita delle persone, e quindi la presenza di una donna separata all'interno di una famiglia crea ancora più di qualche problema … Esha e Rahel sono figli di Ammu, una giovane donna che ha lasciato il marito alcolizzato scegliendo di tornare a vivere con la propria famiglia. Da quanto ci viene raccontato si tratta di una famiglia benestante, la nonna dei bambini Mammachi dirige infatti una piccola fabbrica di conserve e composte chiamata 'Conserve & Composte Paradiso'. La donna viene aiutata anche dall'adorato figlio, Chacko, che si è laureato in Gran Bretagna ed ha lasciato nel vecchio continente una moglie ed una figlia di un paio d'anni più grande di Esha e Rahel. Vivono in questa vecchia casa coloniale anche un anziana zia chiamata assurdamente Baby Kochamma ed una governante.

    Ammu ritorna quindi nella stessa famiglia che alcuni anni prima aveva abbandonato per scappare da un padre violento e da una realtà davvero troppo piccola per quella che immaginava sarebbe stata la sua vita. I bambini vivono spensierati e felici nella vecchia casa, in un mondo tutto loro fatto di piccole e grandi scoperte … Esha e Rahel vivono felici fino al giorno in cui tutto cambia, basta infatti un solo giorno per cambiare il corso di un'intera esistenza… Così d'improvviso, da una pagina all'altra ci troviamo avvolti in una storia di violenze e soprusi che vengono raccontati con parole semplici di due bambini innocenti che proprio da questi eventi sono costretti a sentirsi colpevoli di cose che non capiscono…

    Il racconto inizia con l'arrivo in India di Sophie Mol, la figlia di Chacko, e quindi la cugina dei due gemelli. Sophie Mol vive in Inghilterra con la madre ed è idealizzata dalla famiglia di Ammu, Sophie Mol sembra avere tutto quello che manca ai due gemelli, Sophie Mol è una bambina a cui bisogna voler bene… Quel giorno, quel giorno in cui tutto cambia Sophie Mol viene trovata annegata…
    Da quest'evento prendono il via una serie di conseguenze che porteranno Ammu a dover dividere i due bambini. Rahel rimarrà con la famiglia di Ammu, mentre Esha (che non rivedrà più in vita la madre) verrà affidato al padre. I due ragazzi s'incontreranno soltanto molti anni dopo, quando avranno trentun anni, con esperienze completamente diverse ma con ancora un legame fortissimo.

    L'intero libro è una celebrazione dell'amore in tutte le sue forme, dell'amore di una madre verso i due figli, dell'amore tra due fratelli e del loro legame così forte che li rende una persona sola, dell'amore tra due giovani disperati senza un passato e con un futuro più breve della vita di un ragno.
    Come ho già detto l'intero romanzo viene narrato attraverso le voci ed i pensieri dei due bambini, e ci sono quindi continue interruzioni, flash back e stravolgimenti, gli occhi ed i racconti di Esha e Rahel si fissano su particolari ed aneddoti a volte totalmente lontani dalla storia ma che rendono perfettamente l'idea della loro ingenuità e della loro giovane età. L'oggetto più concreto viene trasformato dalle loro parole in una sorta di gioco, ed il concatenarsi di eventi tragici in questo mondo fatto di piccoli sogni rende ancora più forte e crudo il contrasto con la realtà.

    Il libro è descrittivo, quasi come una fotografia, durante la sua lettura immaginavo i luoghi descritti e quasi mi sembrava di vederli davanti ad i miei occhi, sentire il caldo della Chiesa gialla affollata per il funerale di Sophie Mol, il profumo dei trucioli di legno appena tagliati, la torbidezza del fiume od i profumi densi delle marmellate…
    Non nasconderò che a tratti, soprattutto all'inizio, è difficile riuscire a seguire il filo conduttore della trama, gli anni e le storie che vengono raccontate non sembrano avere una connessione tra loro e gli sbalzi temporali sono tantissimi. Il legame che unisce questi racconti inizia ad intravedersi soltanto dopo i primi capitoli, ed arrivati verso la metà del libro, ammetto che è davvero difficile riuscire a lasciare Esha e Rahel. Nonostante la storia sia davvero difficile e sia tremendo pensare che al mondo possano succedere degli eventi come quelli raccontati in questo romanzo, credo davvero si tratti di un libro davvero speciale. Uno di quei libri che alla fine ti lasciano davvero qualcosa. Certamente capisco che il finale può lasciare scontenti o comunque in qualche modo deludere e spiazzare, ma trovo che indipendentemente da questo 'Il dio delle piccole cose' sia un romanzo che può insegnare qualcosa a tutti e che sicuramente lascerà un segno nella mia memoria.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per