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Il disordine dei mercati

Una visione frattale di rischio, rovina e redditività

Di ,

Editore: Einaudi

4.1
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 296 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806169610 | Isbn-13: 9788806169619 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Frediani

Genere: Business & Economics , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrizione del libro
La geometria frattale ha modificato radicalmente il modo in cui la scienzatenta di penetrare i misteri della natura e ha influenzato numerosi campi distudio e di applicazione moderni. Benoît Mandelbrot, artefice di questaprofonda rivoluzione, applica oggi i suoi metodi anche al mondo della finanza;negli ultimi quarant'anni, infatti, ha analizzato attentamente ogni aspettodel campo, giungendo alla conclusione che le teorie ancora in uso ai giorninostri poggiano su basi sbagliate: il mercato è molto più rischioso di quantosi pensi comunemente. In questo libro, l'autore scherza con i mostri sacridell'economia classica, smontando i vecchi modelli a causa dei quali numerosiinvestitori hanno perso ingenti quantità di denaro.
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  • 4

    Un paesaggio economico tutto da esplorare

    Immaginate di osservare il contorno della costa norvegese da una navicella spaziale. Ciò che vedreste assomiglierebbe ad una linea curva un po' irregolare, apparentemente innocua, e forse neppure molt ...continua

    Immaginate di osservare il contorno della costa norvegese da una navicella spaziale. Ciò che vedreste assomiglierebbe ad una linea curva un po' irregolare, apparentemente innocua, e forse neppure molto interessante. Avvicinandovi alla Terra però scoprireste che le zone che ad una certa distanza sembravano lisce in realtà contengono a loro volta delle asperità, delle rugosità ineliminabili.
    Avvicinandovi via via sempre di più e concentrandovi su tratti di costa sempre più piccoli osservereste che tali irregolarità, anziché scomparire, si moltiplicano generando ogni volta dei profili molto simili tra loro, anche se a scale completamente differenti.
    Poggiando infine i piedi sulla gelida costa scandinava, non sarebbe sorprendente se riconosceste nel profilo degli scogli davanti a voi un andamento del tutto simile alla prima linea costiera intravista dallo spazio.

    Questa bizzarra proprietà di autosomiglianza, si manifesta in natura in svariati modi: dai fiocchi di neve alle nuvole, dalle radici ai profili delle vette alpine fin dentro le ramificazioni dei bronchi polmonari.
    È la cosiddetta invarianza di scala, il principio per cui la forma di un ramo di felce si ritrova in quella di ogni rametto che lo compone e di ogni foglia nel rametto e ancora di ogni fogliolina all'interno della foglia... Ad un certo punto in natura l'eco geometrico delle forme ha per necessità fisica un termine.
    Tuttavia se con l'immaginazione riuscite a proseguire indefinitamente in questa discesa libera verso paesaggi sempre più incredibilmente piccoli, ma del tutto simili tra loro fin nei più insignificanti dettagli, ecco che avrete creato, per lo meno nella vostra mente, un oggetto frattale.

    Benoit Mandelbrot, più di mezzo secolo fa, ha fatto di questa fantasia la sua personale matematica. Sviluppando un'idea di Gaston Julia, grande matematico francese, è riuscito a scoprire come costruire insiemi di straordinaria complessità a partire da poche semplici regole, provando nello stesso tempo che la formazione di strutture apparentemente caotiche poggia su fondamenta logiche e razionali.
    A partire dagli anni Sessanta, Mandelbrot ha cominciato ad applicare le proprie intuizioni allo studio dei mercati.

    Con un tono molto più vicino a quello di un diario di memorie scientifiche che non al saggio specialistico, questo enfant terribile della matematica smonta i capisaldi della moderna teoria della finanza mettendone in luce i pesanti limiti dovuti all'eccessiva semplificazione delle ipotesi di fondo. Il modello ortodosso dei mercati prevede, ad esempio, che il comportamento di un investitore sia indistinguibile da quello di qualunque altro, inoltre assume che i prezzi varino con continuità, senza sbalzi o brusche variazioni, che il loro valore attuale sia indipendente da quello precedente e da quello successivo e che, statisticamente, la loro distribuzione sia del tutto casuale, come la sequenza di teste e croci che si ottiene lanciando ripetutamente una monetina...

    La realtà, sottolinea Mandelbrot, è ben diversa, i mercati sono molto più turbolenti di quanto l'establishment accademico voglia ammettere e i grafici dei prezzi sono ricchi di picchi, di brusche cadute e scarti improvvisi.
    Ecco perché gli strumenti sviluppati per lo studio dei complessi oggetti frattali risultano essere più adatti a trattare l'elevata irregolarità dei mercati, di quanto non lo siano le tecniche classiche utilizzate finora.
    Il modello che questa nuova matematica va via via delineando è quello di un mercato in cui le eccezioni sono, per così dire, la regola, in cui non è così improbabile perdere una fortuna da un giorno all'altro e in cui non è per nulla certo che ad un'improvvisa caduta di prezzo faccia seguito una ripresa che la compensi, anzi è più probabile che la caduta non si arresti tanto presto.
    Banalità.
    Certo, dice Mandelbrot, fatti tanto ovvi e sotto gli occhi di chiunque segua l'andamento delle principali borse del mondo, ma completamente trascurati dalla teoria ufficiale.

    A riprova della fondatezza della sua posizione, egli presenta una serie di documenti e grafici raccolti in quarant'anni di ricerca, attingendo alle più svariate fonti: dalle curve di reddito di Pareto ai prezzi del cotone di fine ottocento, fino a presentare il caso di due Nobel per l'economia salvati in extremis sull'orlo di una catastrofica bancarotta, per aver condotto la gestione di un fondo, seguendo rigorosamente i principi dell'economia ortodossa.
    Tuttora impegnato nella costruzione di questo modello frattale eretico, Mandelbrot (ad ottant'anni suonati!) racconta questa sua lunga avventura intellettuale con uno stile leggiadro, ironico, accattivante, che fa trasparire un'onestà intellettuale tanto ammirevole quanto rara in ambiente accademico.

    ha scritto il 

  • 4

    introduce un'uniteressante teoria che potrebbe portare ad un'iterpretazione migliore dei mercati. tutto sommato è scritto in modo semplice, anche per chi non è molto ferrato in matematica.
    titolo di d ...continua

    introduce un'uniteressante teoria che potrebbe portare ad un'iterpretazione migliore dei mercati. tutto sommato è scritto in modo semplice, anche per chi non è molto ferrato in matematica.
    titolo di divulgazione scientifica che non ha nessuna pretesa di spiegare come diventare miliorari in borsa.

    ha scritto il 

  • 0

    Per il momento l'ho solo sfogliato, ma la prima impressione è: uaoo! Si prospetta una bella e appetitosa lettura, con un po' di ripasso, e un po' no. Sarà proprio un buon massaggio per la mente. ...continua

    Per il momento l'ho solo sfogliato, ma la prima impressione è: uaoo! Si prospetta una bella e appetitosa lettura, con un po' di ripasso, e un po' no. Sarà proprio un buon massaggio per la mente.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando ci si imbatte in uno scienziato geniale, eclettico e capace di divulgare le sue idee in modo affascinante come Mandelbrot, non si può non rimanere affascinati. Quando la teoria ci aiuta a compr ...continua

    Quando ci si imbatte in uno scienziato geniale, eclettico e capace di divulgare le sue idee in modo affascinante come Mandelbrot, non si può non rimanere affascinati. Quando la teoria ci aiuta a comprendere e spiegare la realtà, in particolare quella ipercinetica e volatile della finanza, in modo chiaro, semplice e convincente, il libro che ce la illustra è molto istruttivo.
    Parafrasando l'autore, è incredibile quanto poco la società investa per proteggersi dai rischi generati dall'ignoranza in campo economico e finanziario, rischi che possono privare la società stessa dei suoi mezzi di sostentamento. I modelli che usiamo per analizzare certi fenomeni non sono solo sbagliati, sono pericolosamente sbagliati.
    L'eterodossia non è quasi mai ben accetta, nemmeno in economia e in finanza, ma il suo seme deve essere gettato per combinarsi a quello delle teorie e degli studi ortodossi, per permetterci di evitare errori del passato, anche gravi, che purtroppo invece continuiamo a ripetere.

    ha scritto il 

  • 4

    Sorprendente. Non conoscevo la teoria dei frattali, se non in maniera approssimativa, e devo ammettere che le molteplici applicazioni di questa teoria possono, per una volta non a sproposito, essere s ...continua

    Sorprendente. Non conoscevo la teoria dei frattali, se non in maniera approssimativa, e devo ammettere che le molteplici applicazioni di questa teoria possono, per una volta non a sproposito, essere sufficienti a definirla "rivoluzionaria". Lettura a tratti complessa ma molto stimolante. Bel libro!

    ha scritto il