Il dominatore delle tenebre

Il meglio dei racconti

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(52)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 468 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807822520 | Isbn-13: 9788807822520 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Raccolta dei racconti più famosi di HPL curata da Sergio Altieri. Leggendo diverse traduzioni degli stessi racconti ho provato repulsione verso alcune forme che mal si adattano all'epoca in cui visse ...continua

    Raccolta dei racconti più famosi di HPL curata da Sergio Altieri. Leggendo diverse traduzioni degli stessi racconti ho provato repulsione verso alcune forme che mal si adattano all'epoca in cui visse l'autore. Dopo aver letto la parola "figo" (ricordo che Lovecraft visse tra il 1890 ed il 1940 circa) tutta la magia dei suoi racconti è rimasta imputridita da quella contaminazione evidentemente non necessaria. Consiglio i volumi curati da Giuseppe Lippi, estremamente superiori a questo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Non so perché fin'ora non avevo mai letto Lovercraft. Mi rendo conto che mi mancava un tassello del puzzle, perché dopo aver letto i suoi racconti ho capito quanto la moderna letteratura horror e got ...continua

    Non so perché fin'ora non avevo mai letto Lovercraft. Mi rendo conto che mi mancava un tassello del puzzle, perché dopo aver letto i suoi racconti ho capito quanto la moderna letteratura horror e gotica sia ispirata a lui, a partire da Stephen King. “Il colore dallo spazio” mi ha fatto pensare immediatamente a “L'acchiappasogni”. E vogliamo parlare di Arkham, sia città del Massachusetts inventata da Lovercraft dove sono ambientati molti racconti (come Derry per King), sia manicomio criminale in Batman?
    Questa raccolta edita da Feltrinelli contiene una quindicina di racconti tra i più famosi dell'autore. Non tutta l'opera di Lovercraft, quindi, ma abbastanza per farsi un'idea della sua poetica allucinata che oscilla tra fantascienza e fantasy.
    Da brividi, comunque. Città decadenti e infernali, mostri colossali che vengono da altrove, culti deviati, libri maledetti, follia e terrore.
    È chiaro, Lovercraft era ansioso e depresso, entrambi i suoi genitori erano morti in manicomio, ma comunque il suo genio visionario è innegabile e la sua capacità tecnica nel descrivere l'orrore è qualcosa di eccezionale.
    Me lo domando di nuovo; perché finora non l'ho mai letto?
    Ho visto che esiste una versione completa della sua opera edita da Mondadori e penso che la comprerò, perché è un autore che va necessariamente approfondito.
    La raccolta è suddivisa in due parti: “Racconti dall'abisso” e “Ciclo di Cthulhu”.
    Siccome ho notato che la traduzione dei titoli cambia a seconda del traduttore, utilizzerò l'inglese per farvi capire di che racconto sto parlando.
    La raccolta si apre con “Dagon”, scritto nel 1917, che propone il tema del sogno, quello della realtà alternativa e quello dei giganteschi mostri marini. Un uomo, naufrago dopo essere sfuggito ai Tedeschi, s'imbatte nel bel mezzo dell'oceano in una misteriosa isola dove trova le tracce del culto di una creatura spaventosa.
    I mostri ritornano anche in “The hauter of the dark”, in “The Dunwich horror”, in “The shadow over Innsmouth” e in “The call of Cthulhu”, che secondo me sono tra i racconti migliori di tutta la raccolta.
    Sopratutto “The Dunwich horror” è la dimostrazione di ciò che dicevo prima, cioè la grande capacità tecnica di Lovecraft. S'intuisce non solo nel cambio di punto focale che avviene a metà racconto, ma sopratutto negli espedienti utilizzati per far intuire l'orrore di una creatura invisibile (tracce gigantesche, alberi spezzati, case abbattute, bestiame morto e intere famiglie scomparse nel nulla, con tanto di telefono che a un certo punto comincia a suonare a vuoto).
    Poi c'è il gotico in “The haunter of the dark” che è ambientato in un'antica cattedrale, in “Herbert West, reanimator”, che si ispira chiaramente a Frankestein, in “The rats in the walls” che invece mette in scena una vecchia magione inglese infestata (e di cui il recente film di Gugliemo Del Toro, “Crimson Peak”, sembra essere una citazione).
    Potrei andare avanti per ore a elencare suggestioni, perché ogni racconto è un piccolo scrigno.
    Bisogna leggerlo per capire.
    Mi soffermerò solo un attimo su “The color out of space” che, assieme a “The Dunwich horror”, è quello che mi ha fatto più paura (perché vi giuro che fanno paura; o meglio, sono angoscianti).
    Un misterioso meteorite cade nel campo di un contadino. All'interno una sfera di un colore indefinito che esplode non appena viene toccata. Da qui, pian piano, tutto ciò che c'è nel campo e attorno a esso (alberi, erba, animali) comincia ad andare in malora, come se la vita stessa venisse risucchiata da qualcosa. Un racconto che ha un terrificante andamento ascendente fino a un climax davvero da brividi, e archetipo di molte invasioni spaziali descritte dalla letteratura successiva.
    Ultima cosa che voglio dire è che se vi approccerete a Lovercraft per la prima volta noterete che era razzista, classista e anche misogino, anche se negò apertamente quest'ultima cosa; fatto sta che i suoi rarissimi personaggi femminili hanno tutti connotazioni negative. Addirittura Asenath Waite, antagonista in “The thing on the doorstep”, non solo è un demone incarnato, ma un demone originariamente maschile incarnato per caso in un corpo di donna. Tuttavia dovete tener conto che HPL era un borghese americano dei primi del '900, quando tutti erano razzisti, classisti e misogini. Chiudete un occhio su questo e concentratevi sull'orrore che era capace di evocare.
    E comunque, io voglio un Chtulhu tutto mio.

    ha scritto il 

  • 1

    "Haunter of the Dark" diventa "Il dominatore delle tenebre". Meditate.

    Quando ho visto che il curatore e il traduttore di questa antologia era Altieri (sì, quello che da quindici anni occupa di Martin ...continua

    "Haunter of the Dark" diventa "Il dominatore delle tenebre". Meditate.

    Quando ho visto che il curatore e il traduttore di questa antologia era Altieri (sì, quello che da quindici anni occupa di Martin) avrei dovuto capire subito che qualcosa non andava. Perché sia ben chiaro, non ho nulla contro i racconti di Lovecraft, ma questa edizione è disgustosa.

    Nell'introduzione, Altieri definisce Lovecraft "un genio per l'abisso"; "più di un maestro, più di un'icona, più di una leggenda". Ma se Lovecraft è tanto meraviglioso, perché imputridisce tanto i suoi racconti con la traduzione? Aldilà della scorrettezza, non è incredibilmente presuntuoso voler modificare -migliorare?- gli scritti di chi si definisce un genio?

    ha scritto il 

  • 2

    Mai letto un Lovecraft così... fico

    Lungi da me dire cosa deve fare un traduttore. Però mi chiedo se Altieri, nel tentativo di "svecchiare" lo stile di HPL, non abbia commesso qualche passo falso. La parola "fico" la si trova a pagina 3 ...continua

    Lungi da me dire cosa deve fare un traduttore. Però mi chiedo se Altieri, nel tentativo di "svecchiare" lo stile di HPL, non abbia commesso qualche passo falso. La parola "fico" la si trova a pagina 316. Lovecraft si starà ancora rivoltando nella bara, ne sono sicuro. Lui che tanto amava gli arcaismi certo deve aver reagito in qualche modo, se gli spiriti dell'altrove gli hanno spifferato l'atroce mancanza di rispetto.

    Fortunatamente questa è la caduta nel ridicolo peggiore di tutta la raccolta. Ma qua e là affiorano frasi assai strane e alcune contraddizioni descrittive (come quando a pag. 279 c'è una cosa che "giace sul fianco", ma nella pagina dopo appare supina, perché sennò come fa il cane a starle sul petto?). Mi riprometto di confrontare in futuro i brani originali con questi e con la traduzione di Giuseppe Lippi (la migliore attualmente in commercio), ma dopo aver finito il libro posso dire di essermi sentito poco appagato. Per la prima volta nella mia vita leggere HPL tradotto non è stato piacevolissimo...

    ha scritto il 

  • 3

    Traduzione pessima (gemme come "calcolazione" parlano chiaro, per tacere degli innumerevoli congiuntivi dimenticati o delle rese fin troppo caricaturali della parlata dei 'villici'), uno stile oggi mo ...continua

    Traduzione pessima (gemme come "calcolazione" parlano chiaro, per tacere degli innumerevoli congiuntivi dimenticati o delle rese fin troppo caricaturali della parlata dei 'villici'), uno stile oggi molto invecchiato (troppi aggettivi e formule fatte ripetitive per indicare terrore). Si salvano alcune situazioni molto inquietanti (come testimoniano i frequenti sogni molto strani che ho fatto in questi giorni). Però credo che, oggi, se è questo l'effetto che si cerca, ci si debba rivolgere piuttosto a Carpenter o Craven. E poi, francamente, il razzismo di Lovecraft è fastidioso, e lui non è abbastanza bravo da farlo passare inosservato.

    Un pezzo di storia letteraria, in ogni caso. Che però va sempre più verso il Documento, allontanandosi dal Monumento (come invece rimangono i racconti di Poe).

    ha scritto il