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Il dono dell'acqua

Un mistero all'Abbazia di Lucedio

Di

Editore: Editrice Tipografica Baima-Rocchetti

3.8
(5)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8896322057 | Isbn-13: 9788896322055 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Abbazia di Lucedio, piana tra Vercelli e il Po.
Un enigma – celato in una scritta vergata nel medioevo da un monaco – è lo spunto per un’avventura coinvolgente, vissuta a cavallo dei secoli.
I protagonisti sono immersi in un tempo lontano dove i giorni sono lenti e ricchi di pensieri. Le nebbie di Lucedio, che da sempre occultano i suoi misteri, per un attimo paiono diradarsi ma è soltanto un’illusione: la foschia dei secoli ricopre l’abbazia e la selva intorno.
Una figura inquietante, il volto nascosto da un cappuccio di frate, compare fra le rive di questa terra d’acque, forse a volerci ricordare la pochezza e la miseria della nostra condizione.
L’autore dimostra una fantasia inusuale, un’intensa capacità di coinvolgere il lettore in un romanzo particolare, scritto con grande accuratezza storica, senza dimenticare le leggende che circondano questi luoghi.
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  • 4

    Una vicenda appassionante...

    Una storia che si sviluppa e che abbraccia due epoche: quella medievale e quella moderna...le leggende che avvolgono l'abbazia di Lucedio come una nebbia fosca, vengono lentamente presentate al lettor ...continua

    Una storia che si sviluppa e che abbraccia due epoche: quella medievale e quella moderna...le leggende che avvolgono l'abbazia di Lucedio come una nebbia fosca, vengono lentamente presentate al lettore, coinvolgendolo in una storia che ha il sapore amaro dell'intrigo e della rinuncia.
    Nell'oscuro Medioevo un monaco erborista fa una scoperta sconvolgente: un'acqua contenente una misteriosa muffa che risana piaghe e malattie, e mentre lui si adopera con i suoi studi a curare i suoi confratelli, qualcuno interrompe il suo lavoro con pretesti di dicerie miracolistiche, e un'inopportuna presunta presenza diabolica; da chi viene la cura? da Dio o dal Demonio? E' noto infatti che il Medioevo è stato il periodo storico in cui è prevalso l'oscurantismo, in cui la superstizione ha avuto il sopravvento sulla ragione in cui tutto veniva rapportato a Dio, sia nel bene che nel male, in cui l'uomo preso dal timore di essere preda del male diventava delirante e fantasioso... in cui l'oscurità della mente umana raramente era rischiarata dal raziocinio...
    Il povero frate la cui mente brillante è assai avanti rispetto a quella del suo priore, viene alfine trasferito in un'altra abbazia, per salvaguardare la quiete dei suoi confratelli... Ma torniamo ai tempi nostri: nel presente c'è la storia di Lisa, del fidanzato e di un suo amico...Lisa è una studentessa che decide di svolgere la sua tesi di laurea sull'abbazia di Lucedio...e sui suoi misteri...
    Le sue ricerche avranno infine un esito felice, in quanto farà delle scoperte incredibili, ma una presenza oscura veglia su quei segreti arcani e non permetterà a nessuno che essi vedano la luce.
    Infatti "Ciò che viene dagli inferi deve rimanere occulto (cioè nascosto)".
    Tra intrighi, furti, presenze demoniache, custodi arcani e personaggi insospettabili che infine risultano essere corrotti e corruttibili, la storia si snoda appassionando e incuriosendo il lettore.
    Misteriosa, affascinante e coinvolgente mi ha veramente appagato, nonostante io non sia amante di romanzi che riguardano la chiesa.
    Consigliato.
    Sopratutto ai lettori che amano le storie del mistero.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    La finzione e la storia (reale) dei luoghi, le leggende e la paura, le nebbie che salgono dalle risaie vercellesi, le credenze e le superstizioni, il fascino delle atmosfere ed il mistero dei personag ...continua

    La finzione e la storia (reale) dei luoghi, le leggende e la paura, le nebbie che salgono dalle risaie vercellesi, le credenze e le superstizioni, il fascino delle atmosfere ed il mistero dei personaggi: queste le componenti che si alternano in Il dono dell’acqua di Silvano Nuvolone.
    L’ambientazione è quella di Lucedio nell’anno del Signore millesimo duecentesimo sesto, ma anche quella della Torino dei giorni nostri.
    Tra le mura dell’Abbazia di Lucedio scorrono le preghiere del mattutino, la terza, le laudi e la prima.
    Protagonisti della vita clericale di pieno Medioevo sono l’abate Ogliero, il sottopriore Fosco, Maestro Ugo (l’erborista), i frati Guglielmo e Anselmo, il quattordicenne Giacomo (che tra le mura dell’Abbazia diventerà uomo) ed il padre Martino, contadino alla ricerca della cura per il figlio.
    Protagonisti, invece, della vita “moderna”, tra mercatini dell’antiquariato e studi universitari, sono Silvio, la fidanzata Lisa e l’amico Angelo.
    Un posto in prima fila, in questo romanzo scritto con garbo e fantasia, in cui la credenza popolare, per il solo fatto di essere tale, non è meno affascinante e coinvolgente del cenno storico, lo occupano anche la figura “oscura” di Madame Alfonsine (l’antiquaria) e del dottor Sentoli (il canonista di Asti), ma soprattutto un antico reperto storico “scovato” da una sacca colma di cianfrusaglie di un mercante di Borgo d’Ale, la scritta e l’effige che lo ornano, il mistero ad esso legato e che richiama alla memoria antiche tele d’altare ed ornamenti architettonici di città lontane centinaia di chilometri dalla piana vercellese.
    [Patrizia - continua su http://www.openars.it/?p=1314]

    ha scritto il