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Il dono di Humboldt

Di

Editore: Rizzoli (BUR, 234)

3.9
(255)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 539 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8817132349 | Isbn-13: 9788817132343 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pier Francesco Paolini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    ..."Insomma, io traduco ogni evento in pensiero e poi i pensieri operano contro di me. Finiranno per uccidermi, questi giochi mentali".

    Charlie Citrine è pensiero puro.
    È uno capace di meditare sui fiori mentre un gangster lo minaccia, di pensare alla solitudine umana proprio nel mom ...continua

    ..."Insomma, io traduco ogni evento in pensiero e poi i pensieri operano contro di me. Finiranno per uccidermi, questi giochi mentali".

    Charlie Citrine è pensiero puro.
    È uno capace di meditare sui fiori mentre un gangster lo minaccia, di pensare alla solitudine umana proprio nel momento in cui un poliziotto sta per sbatterlo in galera.
    Prepotente, la vita sollecita attenzione, e lui parte per la quinta dimensione, macchinando pensieri e riflessioni. Charlie pensa continuamente, ricorda tutto, funge da "rammentatore ufficiale" per il fratello.

    Gli si muove intorno, piuttosto freneticamente, una galleria di personaggi splendidamente cesellati e raccontati, che anche loro, come la vita, pretendono azioni, parole, fatti. Humboldt, primo fra tutti, il gangster Cantabile, il folle Thaxter dai progetti editoriali strampalati, il fratello Julius, la magnifica Renata ("Si lavora, ci si guadagna il pane, si perde una gamba, si fa all'amore, si mette al mondo un figlio, si campa fino a ottant'anni poi ci si leva dalle scatole, o sennò si finisce impiccati o annegati. Ma non si perdono anni e anni tentando di affrancarsi in qualche modo imbecille dalla condizione umana.")
    Personaggi veri, affamati e voraci di vita, che cercano di riportarlo continuamente alle cose concrete, mentre lui va pensando il suo saggio sulla noia (bellissimo l'excursus sulla noia come elemento fondante della società moderna) o riflettendo sull'eterna giovinezza dell'anima, lasciandosi in qualche modo trasportare, ma non senza passione: "Certa gente è tanto vera e concreta che annulla, in me, ogni potere di critica. Una volta che si piazzano là - incontestabili, sordi a ogni argomento - non c'è più niente da fare. La loro corposa realtà conta più dei miei interessi pratici. La loro vivacità mi ammalia, mi lega, mi appassiona".

    Una sorta di contrasto continuo tra il pensiero e la realtà, tra la morte continuamente meditata e la vita reale, ricca di eventi a cui dare retta, subito. Dove il pensiero si sovrappone alla vita, la lambisce, la occupa, rapendo Charlie là dove non ci sono cose da fare o situazioni da gestire, ma solo pensieri da pensare.

    Questo è anche un libro sull'affetto. Affetto per le persone in generale, per i vecchi amici, anche quelli che hanno tirato qualche brutto scherzo in passato, per tutti quelli che hanno fatto parte della vita. Charlie Citrine si porta dietro, a volte come una zavorra, tutte queste persone con immutato affetto e con commozione, non riesce ad avere pensieri malevoli neanche per la ex moglie che lo sta rovinando in tribunale. Charlie Citrine è buono, forse proprio perché ha riflettuto a lungo sulla vita, "Ci son giorni in cui uno desidera d'andar dal barbiere, non per farsi tagliare i capelli (non ne avrebbe bisogno) ma soltanto per sentirsi toccare."

    Un libro divertente, lievemente profondo o profondamente leggero, con vicende assolutamente pazze e dialoghi superbi, in una lingua che neanche alcune scelte di traduzione leggermente obsolete riescono a offuscare.

    ha scritto il 

  • 5

    Un altro grande romanzo ebreo americano...

    La storia che ho appena finito di leggere, rappresenta il volo pindarico di un uomo, che nella propria mediocrità, si sforza di tenere un confronto moderato con la grandezza di chi lo considera un mito inarrivabile. Ognuno di noi ha un pilastro indistruttibile, se poi esso è rivestito di pazz ...continua

    La storia che ho appena finito di leggere, rappresenta il volo pindarico di un uomo, che nella propria mediocrità, si sforza di tenere un confronto moderato con la grandezza di chi lo considera un mito inarrivabile. Ognuno di noi ha un pilastro indistruttibile, se poi esso è rivestito di pazzia, beh beato lui!

    ha scritto il 

  • 5

    Se avessi letto questo bellissimo libro tempo fa, probabilmente tanti altri titoli avrebbero qualche stellina in meno. Un romanzo delle idee, così è stato definito, e infatti le intricate vicende dell'io narrante Charles Citrine, sono per lui l'occasione per riflettere su tante cose, ma fondament ...continua

    Se avessi letto questo bellissimo libro tempo fa, probabilmente tanti altri titoli avrebbero qualche stellina in meno. Un romanzo delle idee, così è stato definito, e infatti le intricate vicende dell'io narrante Charles Citrine, sono per lui l'occasione per riflettere su tante cose, ma fondamentalmente sulla morte.
    Bellow ha presentato questo libro come "grosso modo un libro comico sulla morte".
    E Citrine rievoca spesso il suo rapporto con il poeta Humbolt che dall'aldilà gli fornirà un dono che ribalterà ancora la sua vita.
    Sono rimasto ostaggio di questo lungo e profondo libro, che mi ha catturato a lungo. Consiglio la lettura nella convinzione che questo sia un grande capolavoro.

    ha scritto il 

  • 0

    incipit

    Il libro di ballate pubblicato da Von Humboldt Fleisher negli anni Trenta riscosse un immediato successo ...

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/d/il-dono-di-humboldt-saul-bellow/

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni testa è un tribunale

    Charles Citrine è una figura emblematica di un sacco di cose: intellettuale statunitense, ebreo russo di origine (Tzitrin), brav’uomo spolpato dall’ex-moglie, preda degli avvocati, amante appassionato ma superficiale di donna giovane e bella.
    La lettura del libro mi ha suggerito il detto: “ ...continua

    Charles Citrine è una figura emblematica di un sacco di cose: intellettuale statunitense, ebreo russo di origine (Tzitrin), brav’uomo spolpato dall’ex-moglie, preda degli avvocati, amante appassionato ma superficiale di donna giovane e bella.
    La lettura del libro mi ha suggerito il detto: “ogni testa è un tribunale” e quella di Citrine soprattutto, perché per tutto il libro ragiona sull’estetica, la filosofia steineriana, sui suoi rapporti con le donne, con la famiglia amici e conoscenti e ripercorre le vicende travagliate del suo amico Humboldt, dibattendo ogni argomento da tutti i punti di vista. La sua aspirazione sarebbe dedicarsi indisturbato al pensiero ma gli eventi lo distolgono fastidiosamente.
    I personaggi con cui ha a che fare sono rappresentati in modo superbo e sembra di conoscerli, per esempio il gangster Cantabile coi baffi morbidi come pelo di castoro, vestito come un damerino e dotato di moglie laureanda in letteratura; il fratello uomo d’affari che deve essere sottoposto a un’operazione importante ed è attaccato alla vita; la bella e affascinante Renata, col suo senso pratico e la battuta perfetta; la señora, ungherese finta spagnola, madre di Renata, modello della madre intrigante.
    Penso che Bellow si sia divertito a scriverlo almeno quanto mi sono divertita io a leggerlo. E’ un grande interprete della commedia umana e in questo senso ho pensato spesso al migliore Woody Allen.

    ha scritto il 

  • 2

    Non ho mai fatto così fatica a portare a termine la lettura di un libro. Mi aspettavo qualcosa in stile La versione di Barney, ma, anche se come genere ci siamo, la lettura è del tutto diversa. Non scorre. Humboldt, personaggio cardine del libro attorno a cui dovrebbe ruotare tutto, è abbozzato e ...continua

    Non ho mai fatto così fatica a portare a termine la lettura di un libro. Mi aspettavo qualcosa in stile La versione di Barney, ma, anche se come genere ci siamo, la lettura è del tutto diversa. Non scorre. Humboldt, personaggio cardine del libro attorno a cui dovrebbe ruotare tutto, è abbozzato e descritto in poche parole e personalmente lo immaginavo coi tratti di Philippe Seymour Hoffman, uno da prendere a schiaffi. Charlie Citrine ha l'innata capacità di attaccarsi a gente irritante, da Renata all'ex moglie Denise, al mafioso Cantabile. Insomma, non riesco a salvare niente. Ma non perdo la fiducia in Bellow.

    ha scritto il 

  • 4

    El gran Bellow

    Leyendo El legado de Humboldt, la novela con que Saul Bellow ganó el Premio Pulitzer en 1976, unos meses antes de que le concedieran el Premio Nobel, he tenido varias veces presente la famosa afirmación de Truman Capote en el prefacio de Música para camaleones: 'la diferencia entre escribir bien ...continua

    Leyendo El legado de Humboldt, la novela con que Saul Bellow ganó el Premio Pulitzer en 1976, unos meses antes de que le concedieran el Premio Nobel, he tenido varias veces presente la famosa afirmación de Truman Capote en el prefacio de Música para camaleones: 'la diferencia entre escribir bien y el arte verdadero es sutil, pero brutal'. No escojo Capote por casualidad. Bellow y él compartían la fascinación por la acción y por el concepto norteamericano del éxito. También eran bajitos, pero establecer una conexión entre estos puntos ya entra en lo burdamente psicoanalítico.

    Lo de Bellow en esta novela es, en efecto, arte verdadero, por tontorrona que suene la expresión. Un torrente de creatividad, cultura, influencias y referencias tamizado por unos imponentes estructura y diseño de personajes, que por momentos es un relato arrollador, profundo en el tema y ligero en la forma, anticipador visionario de tramas y personajes/situaciones, divertido, lúcido e inteligente. El personaje principal del libro es Charles Citrine, dramaturgo de éxito, ganador del Pulitzer, cuyo amigo y mentor el poeta Von Humboldt Fleischer ha muerto recientemente sin que ambos solucionaran la enemistad que Humboldt desarrolló ante el éxito de Citrine. Éste está sufriendo un divorcio más satírico que doloroso en el que su mujer y sus propios abogados parecen confabulados para arruinarle, se ha relacionado con el gángster Rinaldo Cantabile –que le amenaza y le extorsiona por una deuda de juego-, y su nueva novia, la exuberante Renata, le presiona para que se case con ella. Por si fuera poco, su editor le engaña con el proyecto de una revista artística, y su contable y amigos le enredan en problemas aún mayores. Y mientras, Citrine vive en su mundo de pensamientos literarios inútiles, donde todo se explica mediante sucesos de novelas o poesías de los clásicos, o bien divaga sobre las delirantes enseñanzas antroposóficas de sus amigos. Nadie le entiende cuando sufre estos episodios, y busca entonces explicaciones grandilocuentes a problemas miserables de la vida. El caos instalado en su vida es proyección del de su pensamiento, y viceversa. ¿Qué contendrá el testamento de su ex-amigo para él?

    Bellow ambienta la novela en Chicago (con un sorprendente final de guiño quijotesco en el Madrid tardofranquista), a la que presenta con una psicología de ciudad de provincias hija de una Nueva York menor. La incapacidad de la ciudad para alcanzar la cumbre impregna la de los personajes principales. Humbold y Citrine, una pareja de escritores que se miran uno al otro de continuo, son incapaces de realizar una obra respetable artísticamente que además resulte un éxito. Si éste aparece, es consecuencia de sus trabajos más vulgares, simples divertimentos que ellos mismos desprecian, aunque paguen las facturas y los inmensos gastos de la cohorte de depredadores que se instalan alrededor de Citrine. Cantabile o Renata no son tampoco lejanos a esta insatisfacción vital entre contrarios personales que la ciudad como contexto no consigue satisfacer, y a la que culpan de su fracaso.

    Bellow relata con una agilidad permanente pasmosa, con frases precisas y seguras que despliegan referencias, recuerdos y avances de la narración de continuo, y que confieren un ritmo imparable al libro. La condición literaria del protagonista permite adornar su discurso de innumerables apuntes sobre la condición humana, el sentido del arte, y la ironía de la existencia, mientras éste vive una hilarante farsa personal, económica y profesional, en un juego de madurez y sabiduría por momentos asombroso, en el que no hay que olvidar una excelente construcción casi matemática que requeriría una segunda lectura. El legado de Humboldt destila pesimismo sobre la escasa capacidad del arte (o del escritor) para explicar el mundo, aunque Citrine exprese que ese era el mensaje de Humboldt. 'Debe afirmar una vez más con todo el convencimiento que el arte expresa los poderes internos de la naturaleza'. O precisamente por eso, porque esos poderes se expresan mediante la farsa total en una historia donde los personajes, serios aspirantes al éxito profesional, se apellidan Citrine, Cantabile, Thaxter, Pinsker, Szathmar, Tomchek o Swiebel.

    Había leído previamente dos novelas pequeñas de Saul Bellow, Seize the Day y Ravelstein, y no me habían satisfecho. Las leí en inglés, cosa que con El legado de Humboldt habría sido imposible dado su complejo nivel referencial también en lo lingüístico. Con ésta me hago fan de Bellow y procuraré seguir otras novelas mayores suyas. Seguiremos informando.

    ha scritto il