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Il dottor Živago

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 50

By Borís L. Pasternàk

(1032)

| Hardcover | 9788481305333

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Book Description

Vietato dalla censura sovietica, Il dottor Živago, indiscutibile capolavoro della letteratura russa del Novecento, uscì per la prima volta proprio in Italia nel 1957, ottenendo immediatamente un successo mondiale talmente grande, che l'anno dopo al s Continue

Vietato dalla censura sovietica, Il dottor Živago, indiscutibile capolavoro della letteratura russa del Novecento, uscì per la prima volta proprio in Italia nel 1957, ottenendo immediatamente un successo mondiale talmente grande, che l'anno dopo al suo autore fu conferito il premio Nobel per la letteratura. Grande romanzo sulle generose illusioni e le gravi delusioni che possono legarsi a una rivoluzione e alle sue promesse di palingenesi, il libro è ben altro dal pamphlet anticomunista che credettero di scorgervi i censori: il suo alimento è una desolata, dolorosa filosofia della storia, che si sofferma sui bordi oscuri, sul tributo sempre altissimo di vittime che ogni forma di "progresso" trascina fatalmente con sé.
Jurij Živago, medico e poeta, tenta disperatamente di conservare la propria identità, il proprio giudizio, la propria capacità di amare nel turbine di eventi e di tragedie scatenato dalla Rivoluzione d'ottobre; cerca in ogni modo di spremere un po' di vita da ogni situazione, anche la più avversa, con cui gli capiti di confrontarsi; prova fiducioso ad abbandonarsi all'amore per Lara, a costruirsi una bolla di felicità in un mondo sordo e cieco. Ma infine dovrà arrendersi alla forza delle cose: Lara sparirà dalla sua esistenza, e lui tornerà dopo mille peripezie in una Mosca che non saprà più riconoscere, per morirvi povero e solo, grazie a un caritatevole attacco di cuore.
Di Živago non resteranno che le sue poesie, conservate dai suoi pochi amici, a testimonianza del valore di svelamento attribuito da Pasternàk alla letteratura: gramo svelamento all'individuo di un esiguo senso di sé e del proprio destino, invano dissimulato dalla meraviglia delle favole che si continuano, malinconicamente, ad inventare.

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    The epic odissey of Juri Zhivago, a dreamer, a poet, a doctor who doesn't really fit in revolutionary, soon-to-become-Communist Russia. Zhivago is torn between two loves, his wife Tonja, with whom he grew up together, and his lover, Lara, a beautiful ...(continue)

    The epic odissey of Juri Zhivago, a dreamer, a poet, a doctor who doesn't really fit in revolutionary, soon-to-become-Communist Russia. Zhivago is torn between two loves, his wife Tonja, with whom he grew up together, and his lover, Lara, a beautiful, dangerous, wild-eyed creature. While Tonja was born to teach him the right way, Lara was born to bring him to the road less travelled.
    In the end, Zhivago cannot resolve to go to Paris to meet up with Tonja and their two sons orgo to Mongolia to look for Lara and her child, Katen'ka.
    In the end, he chooses to disappear and he dies almost alone, in a tram, trying to open a window (he suffers from a genetic cardiopatic disease).
    So forget the movie scene in which he sees Lara and has a heart attack while running after her: I am fraid the book character is less heroic and more real, with all his flaws and his final lack of courage.

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    OphelinhaP said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro

    Ho sempre avuto paura degli scrittori russi per la fama che li circonda: lunghi, malinconici, politici.. si è vero ma il Dottor Zivago è un capolavoro e merita di essere letto, per di più non è per niente noioso nonostante le tematiche non siano prop ...(continue)

    Ho sempre avuto paura degli scrittori russi per la fama che li circonda: lunghi, malinconici, politici.. si è vero ma il Dottor Zivago è un capolavoro e merita di essere letto, per di più non è per niente noioso nonostante le tematiche non siano propriamente leggere. Per affrontarlo bisogna concentrarsi, ma ne vale la pena.
    Inoltre la storia editoriale è parecchio interessante.

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    Pinguele said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    "Non è vero?"

    Bastano due citazioni per motivare le cinque stelle:

    «È strano, mi sembra di poter essere mortalmente geloso soltanto di una persona ignobile, del tutto estranea a me. La rivalità con un essere superiore mi suscita tutt’altri sentimenti. Se un uomo ...(continue)

    Bastano due citazioni per motivare le cinque stelle:

    «È strano, mi sembra di poter essere mortalmente geloso soltanto di una persona ignobile, del tutto estranea a me. La rivalità con un essere superiore mi suscita tutt’altri sentimenti. Se un uomo spiritualmente vicino a me, per il quale avessi dell’affetto, amasse la stessa donna che amo io, proverei un sentimento di dolente fraternità con lui, non di contrasto e di avversione. Certo, non potrei dividere con lui, neppure per un istante l’oggetto della mia adorazione, ma sarebbe una sofferenza completamente diversa dalla gelosia, non così accesa e sanguinosa. Lo stesso mi accadrebbe se mi imbattessi in un artista che mi soggiogasse con la superiorità del suo ingegno in opere similari alle mie. Probabilmente rinuncerei ai miei tentativi, ormai superati dalle ricerche. Ma sto divagando. Credo che non ti amerei tanto se in te non ci fosse nulla da lamentare, nulla da rimpiangere. Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.»

    Larisa Fëdorovna Antipova, non è vero?

    «Passavano la vita tra buoni libri, buoni pensatori, buoni musicisti, una buona, sempre buona, ieri come oggi, ma nient’altro che buona musica, e non sapevano che essere condannati a un gusto mediocre è peggio che esserne sprovvisti»

    PS: Moto di tenerezza leggendo il "Non è vero?".

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    EmptyWords said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Decisamente non è il mio genere, come tutti i romanzi collocati durante le guerre, questo ovviamente dato l'autore, durante la rivoluzione russa. L'ho scelto o meglio me lo sono imposto, e quindi non ero già dall'inizio convinta del tutto. Forse cono ...(continue)

    Decisamente non è il mio genere, come tutti i romanzi collocati durante le guerre, questo ovviamente dato l'autore, durante la rivoluzione russa. L'ho scelto o meglio me lo sono imposto, e quindi non ero già dall'inizio convinta del tutto. Forse conoscere meglio i fatti storici e politici avrebbe aiutato, ma anche così, seppure con uno stile molto elegante, descrittivo, poetico, per me è stato troppo pesante. All'inizio troppi personaggi tutti insieme visti in capitoli diversi mi hanno impedito di capirne i legami e soprattutto di ricordarne i nomi e i fatti. Solo dopo il primo quarto di libro è stato più facile seguirne la trama. Ma la storia di un medico e dei suoi amori disperati, della sua lotta alla sopravvivenza tra amici, nemici e parenti stretti o acquisiti, delle sue filosofie sulla vita, condita da quella che è la nuda e cruda realtà di una guerra civile, degli spargimenti di sangue, delle separazioni, della vita al limite dell'umano di famiglie divise... per me è stato troppo, troppo triste. E' un periodo in cui avrei bisogno di un po' di ottimismo e diciamolo pure, di un rifugio sereno anche se illusorio, dove rinchiudermi almeno durante la lettura. Altrimenti mi guardo il tg.

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    Saby1971 said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sì, merita indubbiamente i meriti che gli son tributati, dal primo all'ultimo. Ma in alcuni punti si fatica davvero.

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    Pentothal said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scritto divinamente, purtroppo non ho colto molto i riferimenti al periodo e non ho apprezzato il finale.

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    senza said on May 28, 2014 | Add your feedback

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