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Il dottor Zivago

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 50

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.0
(2892)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 574 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Polacco , Chi semplificata , Olandese , Portoghese

Isbn-10: A000005754 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pietro Zveteremich

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , Cofanetto , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    E' l'unico romanzo di Pasternak e, senza dubbio, è opera di grande valore (benchè non paragonabile ai capolavori della letteratura russa). Invero, Pasternak è più poeta che romanziere e le pagine migl ...continua

    E' l'unico romanzo di Pasternak e, senza dubbio, è opera di grande valore (benchè non paragonabile ai capolavori della letteratura russa). Invero, Pasternak è più poeta che romanziere e le pagine migliori dell'opera sono quelle liriche. Alla fortuna del romanzo hanno contribuito anche le misure prese dalle autorità sovietiche che non hanno voluto che il libro fosse pubblicato in URSS. Protagonista è Jurij Zivago, figlio di un industriale e medico di professione: la famiglia Zivago ha molti beni, ville e possedimenti sia in Russia che in Siberia. Jurij cresce in un ambiente di intellettuali raffinati; dotato di grande sensibilità, ben presto scrive poesie, si occupa di filosofia, discute con originalità sui più diversi argomenti. Vuole difendere a ogni costo la propria autonomia spirituale e per questo è spesso in contraddizione con gli altri. Va da sè che non vuole in nessun modo impegnarsi: e il suo destino è quello di passare attraverso la guerra e la rivoluzione. Invero, come molti altri intellettuali borghesi russi, all'inizio accoglie la rivoluzione come evento liberatorio, come sogno di giustizia universale. Subito, però, quando la rivoluzione bolscevica assume il carattere "normativo" e il nuovo potere vuole imporre anche il modo di pensare, Zivago (che aveva avuto per la rivoluzione, del resto, un'adesione di tipo sostanzialmente estetico) cerca scampo e si rifugia in un villaggio degli Urali: le pagine dedicate al viaggio di questo assorto egoista attraverso la Russia in fiamme sono tra le più belle del romanzo. Zivago ha una moglie, che rappresenta la famiglia, gli affetti normali, di tipo borghese, la sicurezza del focolare. Poi Zivago incontra Lara: l'"amore passione", la donna, non la moglie, non la madre, il senso della vita e della natura. Uomo sostanzialmente debole (e in questo riflette l'autore) Zivago è dunque preso fra queste due donne, che sono agli antipodi. La sua vita è sconvolta, anche perchè non può "isolarsi", tutti sono presi nella tormenta. Vive, certo, giorni incredibilmente felici con Lara: poi i due si devono separare: Zivago è aggregato a un distaccamento rosso in qualità di medico e segue le sorti del suo reparto, nel vortice della guerra civile. Alla fine è solo: Tonja e i figli sono andati all'estero, perchè non hanno voluto accettare il potere sovietico; Lara è lontana, in Manciuria. Lui è ossessionato da Lara, ma è ormai un uomo finito. Tornato a Mosca, muore per un attacco cardiaco. Il romanzo è epico (relativamente al carattere dell'arte di Pasternak: è meglio forse definirlo storico-descrittivo) e lirico. La parte autobiografica è intensa. Tre generazioni di Russi passano attraverso queste pagine, che comprendono la storia tormentata del Paese dal 1903 al 1929 (più un epilogo, situato dopo la Seconda guerra mondiale). Tutti i personaggi del romanzo sono completamente immersi nel crogiolo della storia, della rivoluzione, della guerra civile. Zivago non è un rivoluzionario, e neppure un controrivoluzionario: vorrebbe difendere il proprio "spirito" ma la forza della storia lo schiaccia, e così la forza delle passioni. La rivoluzione è natura, come Lara è natura: è lo scatenarsi delle forze elementari della vita, e Zivago tenta invano di aggrapparsi al suo mito di altoborghese colto e raffinato. Il dottor Zivago non è un libro politico, come fu detto, e la presa di posizione dell'Unione degli Scrittori fu sbagliata anche perchè vi volle vedere un romanzo controrivoluzionario quando questo non era per niente l'intento di Pasternak: nelle pagine liriche, frammentarie, originalissime, Pasternak ha cercato di rappresentare un uomo, come molti, che ha tentato invano di uscire dalla stretta della storia per conquistare la propria libertà, per realizzare le proprie sensazioni, i propri pensieri. In sostanza Zivago-Pasternak crede che l'arte sia un momento della scala verso l'Assoluto e cerca di seguire questa scala. In questa via l'unico suo alleato possibile è la donna che capisce il senso e il segreto della natura e dell'eternità, è Lara. Zivago non respinge la rivoluzione, ne accetta (ed è perfettamente d'accordo) la necessità dei cambiamenti sociali: ma non può accettare la "metafisica" della rivoluzione, la pretesa di cambiare radicalmente l'anima umana (con decreti e violenza). E' in sostanza contro la riduzione del fatto rivoluzionario a schemi teorici e astratti: crede nelle grandi virtù che sono la Natura, l'Amore, la Bellezza. Crede nella Bontà: per questo il senso del romanzo finisce con l'essere religioso (in questo senso si può comprendere l'atteggiamento ufficiale sovietico): non nel senso di un'adesione a una qualsiasi religione positiva (per quanto la "tonalità" sia cristiana), ma nel senso della coscienza del rapporto che lega l'uomo e il cosmo, la natura e la storia, la vicenda quotidiana e l'eterno.

    ha scritto il 

  • 5

    Something incomprehensible was happening to Lara. She wanted, if only for a few moments, to break free with Yurii’s help into the open, out of the sorrows that imprisoned her, to feel again the joy of ...continua

    Something incomprehensible was happening to Lara. She wanted, if only for a few moments, to break free with Yurii’s help into the open, out of the sorrows that imprisoned her, to feel again the joy of liberation. Such a joy, it seemed to her, would be the joy of taking leave of him, of using the right and the occasion to weep her fill over him unhindered.
    She went up to the table with the coffin on it,, and pressed her lips to the cold forehead and hands. For a moment she stood still and silent, neither thinking nor crying, bowed over the coffin, the flowers, and the body, shielding them with her whole being, her head, her breast, her heart, and her arms, as big as her heart.
    She was shaken by her repressed sobs.
    She neither spoke nor thought. Sequences of ideas, notions, insights, truths drifted and sailed freely through her mind, like clouds in the sky, as happened so often before during their nighttime conversations. It was such things that had brought them happiness and liberation in those days. A spontaneous mutual understanding, warm, instinctive, immediate.
    It was as if she had lived twenty lives, and had lost Yuri countless times, and had accumulated such experience of the heart in this domain that everything she felt and did beside this coffin was exactly right and to the point.
    Oh, what a love it was, utterly free, unique, like nothing else on earth! Their thoughts were like other people’s songs.
    They loved each other, not driven by necessity, by the “blaze of passion” often falsely ascribed to love. They loved each other because everything around them willed it, the trees and the clouds and the sky over their heads and the earth under their feet. Perhaps their surrounding world, the strangers they met in the street, the wide expanses they saw on their walks, the rooms in which they lived or met, took more delight in their love than they themselves did.
    Ah, that was just what had united them and had made them so akin! Never, never, even in their moments of richest and wildest happiness, were they unaware of a sublime joy in the total design of the universe, a feeling that they themselves were a part of that whole, an element in the beauty of the cosmos.
    This unity with the whole was the breath of life to them. And the elevation of man above the rest of nature, the modern coddling and worshipping of man, never appealed to them. A social system based on such a false premise, as well as its political application, struck them as pathetically amateurish and made no sense to them.
    And now she took her leave of him, addressing him in the direct language of everyday life. Her speech, though lively and informal, was not down-to-earth. Like the choruses and monologues of ancient tragedies, like the language of poetry or music, or any other conventional mode of expression, its logic was not rational but emotional. The rhetorical strain in her effortless, spontaneous talk came from her grief. Her simple, unsolemn words were drenched in tears.
    Lara's heart was bursting and her head ached. Lowering her head, she withdrew into memories, reflections, conjectures.
    She escaped into them, sank into them, as though carried forward for a time, for a few hours, into some future that she might not live to see, a future that aged her by several decades, a future where she was an old woman. In her thoughts she seemed to touch the very bottom of her unhappiness.
    “At last we are together again, Yurochka. And in what a terrible way God has willed our reunion. Can you conceive of such misfortune! I cannot, cannot. Oh, God! I can’t stop crying. Think of it! It’s again so much in our style, made to our measure. Your going—my end. Again something big, irreparable. The riddle of life, the riddle of death, the enchantment of genius, the enchantment of unadorned beauty—yes, yes, these things were ours. But the small problems of practical life—things like the reshaping of the planet—these things, no thank you, they are not for us.
    “Farewell, my great one, my own, farewell, my pride, farewell, my swift, deep, dear river, how I loved your daylong splashing, how I loved to plunge into your cold waves. “

    ha scritto il 

  • 4

    Il Dottor Zivago di Boris Pasternak

    Libro del Mese di Marzo 2015
    www.ilclubdellibro.it

    SINOSSI
    Le vicende di un medico travolto dall'impatto della rivoluzione russa e dalla successiva vacuità spirituale in cui precipita il suo paese. Qu ...continua

    Libro del Mese di Marzo 2015
    www.ilclubdellibro.it

    SINOSSI
    Le vicende di un medico travolto dall'impatto della rivoluzione russa e dalla successiva vacuità spirituale in cui precipita il suo paese. Questo, in estrema sintesi, il contenuto di un romanzo che valse a Boris Pasternak il Nobel per la letteratura nel 1958 e l'ammirazione di critica e lettori.

    RECENSIONE
    Il dottor Divago è considerato da molti il capolavoro di Boris Pasternk. Il libro, che gli valse il premio Nobel alla letteratura nel 1958, è sicuramente un'opera controversa che spacca a metà l'opinione dei lettori. Lo stile usato dall'autore risente molto della sua formazione poetica, ciò risulta evidente nelle descrizioni, che pur essendo lunghe e dettagliate difficilmente annoiano il lettore, anzi lo aiutano nella lettura. La componente storica è cruciale per comprendere gli eventi descritti pertanto è bene avere delle basi della storia Russa, o per lo meno del periodo storico trattato.
    Il protagonista della vicenda, come si evince anche dal titolo è Jurij Andreevic Zivago, medico russo di buona famiglia che, come tutti si aspettano da lui, sposa la donna con cui è cresciuto e che gli darà un bel figlio. La sua vita subisce però un duro colpo con lo scoppio della guerra, Zivago, costretto a partire affronterà mille difficoltà e durante questa esperienza incontrerà una crocerossina, Lara, della quale si invaghirà. Quella di Lara è una figura cardine della narrazione, donna forte e decisa, si rivela senza dubbio il personaggio più interessante. Tra i due non c'è semplice attrazione ma un vero legame, forte, visibile da tutti coloro che gli stanno intorno. Questa alchimia però non porterà a nulla. Dopo aver combattuto la guerra, il nostro protagonista, rientra a Mosca dove la rivoluzione russa incombe. Zivago, costretto dalle ristrettezze e dalla difficoltà, decide di rifugiarsi con moglie e figlio in un paesino sperduto sui Monti Urali. Qui il destino giocherà la sua parte facendogli ritrovare Lara. Questa volta però nessun vincolo familiare si interporrà tra i due facendo sbocciare un amore forte e passionale che verrà interrotto però dalla cattura del dottore da parte dei partigiani. Durante la sua prigionia Zivago penserà molto alla sua situazione familiare, alla moglie lasciata in attesa e ai due figli, divorato dai sensi di colpa medita la fuga. Dopo essere riuscito a scappare, Živago raggiunge il paese in cui ha lasciato la famiglia, apprende che i suoi cari sono stati costretti alla fuga ma in compenso ritrova Lara. Si apre qui un'altra parte importante della sua vita, con risvolti inaspettati e tragici.
    Catalogare il romanzo come sola storia d'amore sarebbe riduttivo, altrettanto lo sarebbe ridurlo a semplice resoconto storico. Il Dottor Zivago, in uno scenario affascinante e aulico, dipinge magistralmente due personaggi, che con i loro pregi e con i loro difetti rimarranno nella storia della letteratura.

    RECENSIONE A CURA DI CLAUDIA1221

    ha scritto il 

  • 2

    Poetico. Molto poetico. Troppo poetico...
    C'è da dire per correttezza che alcune scene rimangono nella mente anche dopo anni. Non quella finale dell'autobus, però, che nel libro è diversa (ma comunque ...continua

    Poetico. Molto poetico. Troppo poetico...
    C'è da dire per correttezza che alcune scene rimangono nella mente anche dopo anni. Non quella finale dell'autobus, però, che nel libro è diversa (ma comunque bella)

    ha scritto il 

  • 2

    Forse non per tutti,certamente non per me

    Non so.Magari ho sbagliato qualcosa ma durante la lettura rischiavo di addormentarmi ogni volta dopo poche pagine anche se erano le 3 di pomeriggio.L'ho subito come pochi altri libri ma ho voluto fini ...continua

    Non so.Magari ho sbagliato qualcosa ma durante la lettura rischiavo di addormentarmi ogni volta dopo poche pagine anche se erano le 3 di pomeriggio.L'ho subito come pochi altri libri ma ho voluto finirlo,dopotutto un'opera che da sola è costata al suo autore un Nobel per la letteratura merita di essere letta se si presenta la possibilità anche nel caso non si riesca per niente a viverla.Magari in un futuro abbastanza in là lo riprenderò in mano e lo apprezzerò o più probabilmente no.Chi lo sa.

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    “Pensate che tempi sono questi! E io e voi li viviamo! Cose tanto incredibili accadono solo una volta nell’eternità. Pensate: alla Russia intera è stato strappato via il tetto, e noi con tutto il popo ...continua

    “Pensate che tempi sono questi! E io e voi li viviamo! Cose tanto incredibili accadono solo una volta nell’eternità. Pensate: alla Russia intera è stato strappato via il tetto, e noi con tutto il popolo ci siamo trovati di colpo allo scoperto, sotto il cielo. E non c’è nessuno che possa spiarci. La libertà! La vera libertà, non quella a parole, non quella delle rivendicazioni, ma una libertà caduta dal cielo, superiore a ogni aspettativa. E’ una libertà ottenuta per caso, un malinteso.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/03/30/il-dottor-zivago-boris-pasternak/

    ha scritto il 

  • 0

    antigone e antibiotici stessa radice (e stesso prefisso)

    sono sul sito della biblioteca e sto
    cercando un libriccino la mia ragazza

    se ne accorge e mi fa "cercami per favore
    blazerov" io cerco e non risulta nulla allora

    lei mi fa "prova con blaterov"
    a me ...continua

    sono sul sito della biblioteca e sto
    cercando un libriccino la mia ragazza

    se ne accorge e mi fa "cercami per favore
    blazerov" io cerco e non risulta nulla allora

    lei mi fa "prova con blaterov"
    a me lì sono un po' girati i maroni

    blaterov c'era ma purtroppo era in una
    piccola biblioteca di quartiere dove la

    mia ragazza non va mai e mi fa "non è che ci
    vai uno di questi giorni?"

    II.
    io sento che mi farò un altro tampone
    in gola, magari con cura antibiotica

    III.
    andrà tutto bene

    ha scritto il 

  • 4

    Più emozione, meno rivoluzione.

    All'inizio pensavo di non uscirne viva; mille nomi, mille appunti, mille pareri e io non sapevo davvero come mettere insieme i pezzi. Alla fine però ce l'ho fatta e ne sono veramente felice.
    Il Dottor ...continua

    All'inizio pensavo di non uscirne viva; mille nomi, mille appunti, mille pareri e io non sapevo davvero come mettere insieme i pezzi. Alla fine però ce l'ho fatta e ne sono veramente felice.
    Il Dottor Zivago non è semplice da leggere e questo è un dato di fatto, ma non è nemmeno impossibile, diciamolo. Una volta superati i primi capitoli e una volta che ci caliamo nel libro per bene, diventa più scorrevole. Non mi sono affezionata a nessun personaggio, se non a Lara che penso sia l'unica che venga descritta per bene, l'unica che ha una sua storia e che è facilmente comprensibile e immaginabile.
    Del libro mi è piaciuto il modo in cui è composto. I capitoli brevi mi hanno aiutata tantissimo a non sentire la pesantezza che potrebbe uscire in certi passaggi.
    Le descrizioni dei paesaggi e dell'inverno russo sono sublimi e penso che sia questo che fà del Dottor Zivago un capolavoro. La parte poetica che viene fuori automaticamente dell'autore è una delle cose che mi ha colpito di più. Anche lo sfondo della rivoluzione russa mi è piaciuta ma a tratti mi annoiava. Mi sarebbe piaciuto leggere di più dei personaggi per conoscerli meglio che della rivoluzione.

    ha scritto il 

  • 5

    L'amore al tempo del bolscevismo. Qualcuno scrisse che le storie d’amore sono il frutto del perfetto collimare del presente di due esseri umani; l’effetto di un miracoloso sincronismo dei tempi e de ...continua

    L'amore al tempo del bolscevismo. Qualcuno scrisse che le storie d’amore sono il frutto del perfetto collimare del presente di due esseri umani; l’effetto di un miracoloso sincronismo dei tempi e delle percezioni, dei “qui e ora”, di due individui.
    Ecco, “Il dottor Zivago” a me è sembrato grandissimo soprattutto come racconto della asincronicità. L'incrociarsi dei destini, che è il vero tema letterario del romanzo, il più delle volte si verifica nei momenti o nei modi sbagliati. Un grande racconto delle occasioni eluse o deluse. Magari sul più bello. D’altronde la stessa rivoluzione russa (una rivoluzione socialista in un paese feudale, che non aveva mai conosciuto uno sviluppo capitalistico e nel mezzo della guerra mondiale) fu disastrosamente asincronica. E rappresenta una delle speranze più tragicamente (d)eluse della storia.

    Nel romanzo, a far disarmonia, a frapporsi rispetto alle attrazioni, alle affinità, ai sentimenti non è solo la grande Storia. Le vicende private, scavate dai tarli del passato e del futuro che ciascun personaggio si porta dentro, portano esse stesse le sostanze tossiche che rovinano le alchimie del presente. E a ben vedere, amore e rivoluzione sono avvelenati da tossine che risalgono a virus mentali e culturali dello stesso ceppo. Li sta uno dei grandi pregi di questo libro. Forse quello che ne fa un'opera universale.

    Le inerzie delle logiche famigliari e della quotidianità fanno l’eco alla cecità della burocrazia sovietica nascente. L’irrazionalità dei sensi di colpa e dell’orgoglio corre parallela alle ansie personali e collettive di vendetta e di rivincita che animano l’insurrezione. La forza della “ragione” (che magari ragione non è o non ha) viene fatta irrigidire e collidere con le emozioni. Esattamente come la visione “scientifica” della storia trasforma l'ideale di giustizia sociale in implacabili certezze che generano nuove ingiustizie. I “buoni principi”, i doveri famigliari, sono indossati come corazze, allo stesso modo in cui l’ideologia di partito prosciuga e surroga la libertà (e la fatica) di pensare in termini di possibilità. Nella società come nella coppia c'è la spinta alla rottura storica e al tradimento per impossibilità o incapacità di gestire altrimenti i bisogni, l’insoddisfazione ed il dolore. È c’è l’incapacità poi di gestire il dopoguerra e il tradimento senza generare altro dolore.

    A vincere alla fine è la tentazione sempre presente della fuga liberatoria da "un mondo troppo brutto", inevitabile in uomini e donne feriti a morte: fugge Tonia, fugge Antipov, fugge Lara nelle braccia del “cattivo”, fuggono persino i figli dalla memoria del padre.
    Della bellezza che il dottor Zivago ha distillato dalla sua vita e dai sentimenti che ha provato resta solo quel che ne ha scritto, restano in calce al suo romanzo solo le sue poesie. E sono bellissime.

    P.S.) Ieri sera ho rivisto il film. Molto bello (bella ancor di più Julie Christie, direi).
    L’idea della morte di Juri mentre rincorre Lara (che nel libro…..) è una genialata cinematografica pazzesca. Molto americana.
    Però anche la rivisitazione molto italiana di Nanni Moretti non è male, dai

    https://www.youtube.com/watch?v=fzvWp74TD8U

    ha scritto il 

  • 0

    把不能言說的都留給愛情

    《齊瓦哥醫生》對我而言,是一個屬於俄羅斯的生命記憶。曾經多麼的遙遠!不管是地理上,或是歷史、文化上,甚至於關乎思考,它都曾只是一個遙遠的地名(國家?政府?)或存在,然而當年拒領諾貝爾獎的巴斯特納克,冒著叛國的危險,用筆掀開社會主義從熱血革命反抗俄皇權貴階級的理直氣壯,同時也紀錄爭取奪權過程中相互對立的無情橫霸……俄羅斯土地上的人們在征戰不休中,得到翻身的機會,卻也在征戰中失去顧懷同一片土地孕育而生 ...continua

    《齊瓦哥醫生》對我而言,是一個屬於俄羅斯的生命記憶。曾經多麼的遙遠!不管是地理上,或是歷史、文化上,甚至於關乎思考,它都曾只是一個遙遠的地名(國家?政府?)或存在,然而當年拒領諾貝爾獎的巴斯特納克,冒著叛國的危險,用筆掀開社會主義從熱血革命反抗俄皇權貴階級的理直氣壯,同時也紀錄爭取奪權過程中相互對立的無情橫霸……俄羅斯土地上的人們在征戰不休中,得到翻身的機會,卻也在征戰中失去顧懷同一片土地孕育而生之他者的心念。於是,死於斯的人們失去了彼此相依的時刻,而長於斯的人們不再能見到俄羅斯大地的寧靜美好,生活成為未死去的人們感受壓迫與壓抑的代稱。誰還能顧及俄羅斯大地與子民們的傷?

    ha scritto il 

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