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Il dottor Zivago

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(2876)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Polacco , Chi semplificata , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8807947307 | Isbn-13: 9788807947308 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Paperback , Cofanetto

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 0

    antigone e antibiotici stessa radice (e stesso prefisso)

    sono sul sito della biblioteca e sto
    cercando un libriccino la mia ragazza

    se ne accorge e mi fa "cercami per favore
    blazerov" io cerco e non risulta nulla allora

    lei mi fa "prova con blaterov"
    a me ...continua

    sono sul sito della biblioteca e sto
    cercando un libriccino la mia ragazza

    se ne accorge e mi fa "cercami per favore
    blazerov" io cerco e non risulta nulla allora

    lei mi fa "prova con blaterov"
    a me lì sono un po' girati i maroni

    blaterov c'era ma purtroppo era in una
    piccola biblioteca di quartiere dove la

    mia ragazza non va mai e mi fa "non è che ci
    vai uno di questi giorni?"

    II.
    io sento che mi farò un altro tampone
    in gola, magari con cura antibiotica

    III.
    andrà tutto bene

    ha scritto il 

  • 4

    Più emozione, meno rivoluzione.

    All'inizio pensavo di non uscirne viva; mille nomi, mille appunti, mille pareri e io non sapevo davvero come mettere insieme i pezzi. Alla fine però ce l'ho fatta e ne sono veramente felice.
    Il Dottor ...continua

    All'inizio pensavo di non uscirne viva; mille nomi, mille appunti, mille pareri e io non sapevo davvero come mettere insieme i pezzi. Alla fine però ce l'ho fatta e ne sono veramente felice.
    Il Dottor Zivago non è semplice da leggere e questo è un dato di fatto, ma non è nemmeno impossibile, diciamolo. Una volta superati i primi capitoli e una volta che ci caliamo nel libro per bene, diventa più scorrevole. Non mi sono affezionata a nessun personaggio, se non a Lara che penso sia l'unica che venga descritta per bene, l'unica che ha una sua storia e che è facilmente comprensibile e immaginabile.
    Del libro mi è piaciuto il modo in cui è composto. I capitoli brevi mi hanno aiutata tantissimo a non sentire la pesantezza che potrebbe uscire in certi passaggi.
    Le descrizioni dei paesaggi e dell'inverno russo sono sublimi e penso che sia questo che fà del Dottor Zivago un capolavoro. La parte poetica che viene fuori automaticamente dell'autore è una delle cose che mi ha colpito di più. Anche lo sfondo della rivoluzione russa mi è piaciuta ma a tratti mi annoiava. Mi sarebbe piaciuto leggere di più dei personaggi per conoscerli meglio che della rivoluzione.

    ha scritto il 

  • 5

    L'amore al tempo del bolscevismo. Qualcuno scrisse che le storie d’amore sono il frutto del perfetto collimare del presente di due esseri umani; l’effetto di un miracoloso sincronismo dei tempi e de ...continua

    L'amore al tempo del bolscevismo. Qualcuno scrisse che le storie d’amore sono il frutto del perfetto collimare del presente di due esseri umani; l’effetto di un miracoloso sincronismo dei tempi e delle percezioni, dei “qui e ora”, di due individui.
    Ecco, “Il dottor Zivago” a me è sembrato grandissimo soprattutto come racconto della asincronicità. L'incrociarsi dei destini, che è il vero tema letterario del romanzo, il più delle volte si verifica nei momenti o nei modi sbagliati. Un grande racconto delle occasioni eluse o deluse. Magari sul più bello. D’altronde la stessa rivoluzione russa (una rivoluzione socialista in un paese feudale, che non aveva mai conosciuto uno sviluppo capitalistico e nel mezzo della guerra mondiale) fu disastrosamente asincronica. E rappresenta una delle speranze più tragicamente (d)eluse della storia.

    Nel romanzo, a far disarmonia, a frapporsi rispetto alle attrazioni, alle affinità, ai sentimenti non è solo la grande Storia. Le vicende private, scavate dai tarli del passato e del futuro che ciascun personaggio si porta dentro, portano esse stesse le sostanze tossiche che rovinano le alchimie del presente. E a ben vedere, amore e rivoluzione sono avvelenati da tossine che risalgono a virus mentali e culturali dello stesso ceppo. Li sta uno dei grandi pregi di questo libro. Forse quello che ne fa un'opera universale.

    Le inerzie delle logiche famigliari e della quotidianità fanno l’eco alla cecità della burocrazia sovietica nascente. L’irrazionalità dei sensi di colpa e dell’orgoglio corre parallela alle ansie personali e collettive di vendetta e di rivincita che animano l’insurrezione. La forza della “ragione” (che magari ragione non è o non ha) viene fatta irrigidire e collidere con le emozioni. Esattamente come la visione “scientifica” della storia trasforma l'ideale di giustizia sociale in implacabili certezze che generano nuove ingiustizie. I “buoni principi”, i doveri famigliari, sono indossati come corazze, allo stesso modo in cui l’ideologia di partito prosciuga e surroga la libertà (e la fatica) di pensare in termini di possibilità. Nella società come nella coppia c'è la spinta alla rottura storica e al tradimento per impossibilità o incapacità di gestire altrimenti i bisogni, l’insoddisfazione ed il dolore. È c’è l’incapacità poi di gestire il dopoguerra e il tradimento senza generare altro dolore.

    A vincere alla fine è la tentazione sempre presente della fuga liberatoria da "un mondo troppo brutto", inevitabile in uomini e donne feriti a morte: fugge Tonia, fugge Antipov, fugge Lara nelle braccia del “cattivo”, fuggono persino i figli dalla memoria del padre.
    Della bellezza che il dottor Zivago ha distillato dalla sua vita e dai sentimenti che ha provato resta solo quel che ne ha scritto, restano in calce al suo romanzo solo le sue poesie. E sono bellissime.

    P.S.) Ieri sera ho rivisto il film. Molto bello (bella ancor di più Julie Christie, direi).
    L’idea della morte di Juri mentre rincorre Lara (che nel libro…..) è una genialata cinematografica pazzesca. Molto americana.
    Però anche la rivisitazione molto italiana di Nanni Moretti non è male, dai

    https://www.youtube.com/watch?v=fzvWp74TD8U

    ha scritto il 

  • 0

    把不能言說的都留給愛情

    《齊瓦哥醫生》對我而言,是一個屬於俄羅斯的生命記憶。曾經多麼的遙遠!不管是地理上,或是歷史、文化上,甚至於關乎思考,它都曾只是一個遙遠的地名(國家?政府?)或存在,然而當年拒領諾貝爾獎的巴斯特納克,冒著叛國的危險,用筆掀開社會主義從熱血革命反抗俄皇權貴階級的理直氣壯,同時也紀錄爭取奪權過程中相互對立的無情橫霸……俄羅斯土地上的人們在征戰不休中,得到翻身的機會,卻也在征戰中失去顧懷同一片土地孕育而生 ...continua

    《齊瓦哥醫生》對我而言,是一個屬於俄羅斯的生命記憶。曾經多麼的遙遠!不管是地理上,或是歷史、文化上,甚至於關乎思考,它都曾只是一個遙遠的地名(國家?政府?)或存在,然而當年拒領諾貝爾獎的巴斯特納克,冒著叛國的危險,用筆掀開社會主義從熱血革命反抗俄皇權貴階級的理直氣壯,同時也紀錄爭取奪權過程中相互對立的無情橫霸……俄羅斯土地上的人們在征戰不休中,得到翻身的機會,卻也在征戰中失去顧懷同一片土地孕育而生之他者的心念。於是,死於斯的人們失去了彼此相依的時刻,而長於斯的人們不再能見到俄羅斯大地的寧靜美好,生活成為未死去的人們感受壓迫與壓抑的代稱。誰還能顧及俄羅斯大地與子民們的傷?

    ha scritto il 

  • 2

    Decepción

    Me han gustado muy pocas cosas de la novela, ni la forma en qué están relatadas las relaciones de los personajes (la mayoría de las veces el lector tiene que poner la pasión que falta en el relato), n ...continua

    Me han gustado muy pocas cosas de la novela, ni la forma en qué están relatadas las relaciones de los personajes (la mayoría de las veces el lector tiene que poner la pasión que falta en el relato), ni la descripción de los hechos históricos ( las turbulencias internas y externas de Rusia aparecen como un barullo difícil de digerir), ni el estilo de avanzar "saltando" en la historia, para después retroceder para contar el origen de la situación narrada.
    Realmente iniciaba ésta lectura con mucha ilusión, arrastrado por la película (una de mis favoritas) y por las buenas críticas, que siempre ha tenido éste autentico clásico, pero una vez llegado al fínal, cosa que me ha costado, he vuelto a hojear, quizás buscando el porqué no había disfrutado y no encuentro un motivo concreto, solo que la novela no ha logrado engancharme en prácticamente ningún momento.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto la prima volta Il dottor Zivago da adolescente, negli anni '70, nel volume della prima storica edizione Feltrinelli, quando ancora "il caso Pasternak" era attualissimo e se parlava eccome ...continua

    Ho letto la prima volta Il dottor Zivago da adolescente, negli anni '70, nel volume della prima storica edizione Feltrinelli, quando ancora "il caso Pasternak" era attualissimo e se parlava eccome, e il Dottor Zivago era un vero e proprio caso letterario e soprattutto politico. Mi piacque molto ma, rileggendolo oggi --- dopo tanti anni e tanti altri libri letti nel frattempo --- mi sono resa conto che, allora, non avevo (non potevo avere) tutti gli strumenti adeguati per poterlo apprezzare (ed anche criticare) come merita.
    Non entro nel merito del romanzo, non mi addentro in una recensione. I livelli sono troppi, e non mi va di sintetizzare. Dico solo che -- nonostante abbia anche molti difetti --- Il Dottor Zivago è un grande libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei migliori libri ch'io abbia mai letto, mi ha catturata o meglio ci sono letteralmente caduta dentro e ne sono riemersa cambiata,penso persino migliorata come persona. Consigliatissimo a tutti c ...continua

    Uno dei migliori libri ch'io abbia mai letto, mi ha catturata o meglio ci sono letteralmente caduta dentro e ne sono riemersa cambiata,penso persino migliorata come persona. Consigliatissimo a tutti coloro che desiderano iniziare un viaggio meraviglioso alla scoperta delle profondità dell'animo umano.. la sua parte migliore

    ha scritto il 

  • 5

    E’ una rilettura. La prima volta fu più o meno all’epoca della maturità, quindi talmente tanti decenni fa che me ne era rimasta un’immagine del tutto vaga. Una cosa però ricordavo bene: che il libro m ...continua

    E’ una rilettura. La prima volta fu più o meno all’epoca della maturità, quindi talmente tanti decenni fa che me ne era rimasta un’immagine del tutto vaga. Una cosa però ricordavo bene: che il libro mi aveva totalmente assorbito, al punto che in pochissimi giorni mi ero trovato a sorpresa alle ultime pagine. Ero stato così preso dalla fluviale vicenda da non essermi neppure accorto che stavo letteralmente divorando il volume, nella mia edizione non particolarmente ponderoso ma fittissimo nella stampa, con un corpo di caratteri più piccolo del consueto che oggi ha creato qualche problema ai miei occhi ormai definitivamente presbiti.
    La prova della rilettura a grande distanza di tempo ha in pieno riconfermato l’antica impressione, nonostante la mia resistenza di lettore si sia negli anni fisiologicamente indebolita. La prima raccomandazione che farei se dovessi consigliarlo è: dimenticare l’altro Zivago, l’azzimato Omar Sharif del leccatissimo polpettone hollywoodiano di David Lean, e la sua melensa storiella sentimentale nella quale la moglie mora (Geraldine Chaplin, Tonja) rivaleggia con l’amante bionda (Julie Christie, Lara), al suono di mille balalaike in uno stucchevole paesaggio di neve e girasoli, che sta alla Russia dipinta da Pasternak come la Venezia ricostruita a Las Vegas sta a quella vera.
    Il racconto di Pasternak fluisce maestoso come il Don e con lui si dipanano le vicende dei suoi personaggi, prima nella Russia degli zar e poi nel cataclisma della guerra mondiale e della rivoluzione. Mentre lo leggevo mi veniva da pensare a Suite Francese di Irene Némirovski, perché anche lì le storie di una folla di personaggi si inquadrano in una squassante tragedia collettiva, quella dell’invasione tedesca di Parigi. C’è però una differenza di fondo: se la Némirovski mostra come sono le “piccole” vicende dei singoli che scorrono più o meno parallele una all’altra a comporre il gigantesco mosaico della Storia che solo apparentemente è senza volti, Pasternak recupera la tradizione del grande romanzo e intreccia le traversie dei propri personaggi maggiori e minori in un viluppo che va al di là di ogni razionale plausibilità. Travolti dalla guerra, dalla rivoluzione, da arresti e deportazioni, dal crollo totale della struttura sociale e dispersi nello sterminato territorio della Russia, i personaggi sembrano pedine di un destino che gioca con loro a separarli e a ricongiungerli, ma ciò che si è appena ricomposto si scompone di nuovo e chi si è ritrovato torna a perdersi, nella magmatica folla di straccioni che popola le strade di Mosca oppure nella steppa siberiana immersa nella neve.
    E’ nota la storia del romanzo, della sua censura da parte del governo di Mosca e della sua pubblicazione in Italia per i tipi di Feltrinelli nel 1957, in aperto contrasto con il PCI. Pasternak fu espulso dal sindacato degli scrittori, costretto a rifiutare il premio Nobel e a vivere gli ultimi anni in miseria. D’altra parte la sua descrizione amara e assolutamente antimitologica della rivoluzione e dei suoi “eroi” era in completo contrasto con la retorica di regime. Pasternak non prova nessuna nostalgia per la Russia zarista ma non riesce a non vedere il massacro fra bianchi e rossi prima di tutto come un massacro, non riesce a giustificare il disfacimento della struttura sociale e culturale della “sua” Russia, non riesce a cantare di eroi là dove vede debolezze, miserie e crudeltà.
    Dimentichiamo quindi Julie Christie e “il tema di Lara” con le sue balalaike, dimentichiamo il ciuffo pettinatissimo di Omar Sharif e la sua camicia da Popoff: Il dottor Zivago è molto altro e molto di più. E’ anche, temo, un libro da tener lì un altro po’ di anni e poi da rileggere di nuovo.

    ha scritto il 

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