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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé

Riscrittura e continuazione

By Alice Miller

(71)

| Others | 9788833917863

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Book Description

A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"? Di quali sottiliviolenze è capace l'amore materno? Il dramma del bambino dotato ha origine,per l'autrice, nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitori Continue

A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"? Di quali sottiliviolenze è capace l'amore materno? Il dramma del bambino dotato ha origine,per l'autrice, nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitorie di adattarvisi, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei cherisultano inaccettabili ai grandi. In tal modo risulta soffocato lo sviluppodella personalità più autentica e il bambino soffrirà di insicurezza affettivae di una sorta di impoverimento psichico. Da adulto sarà depresso, oppure sinasconderà dietro una facciata di grandiosità maniacale. Numerosissimi esempidocumentano la sofferenza inespressa di questi bambini e le difficoltà deigenitori, incapaci di essere disponibili verso i figli.

35 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Sì, nonono e no

    Molti dei punti che la Miller affronta hanno un certo senso.
    Ma fino a un certo punto.
    Se dovessi crederci in toto dovrei pensare che tutta l'umanità è fatta da psicopatici nascosti, visto che un genitore NON PUO' fisiologicamente essere perfetto. ...(continue)

    Molti dei punti che la Miller affronta hanno un certo senso.
    Ma fino a un certo punto.
    Se dovessi crederci in toto dovrei pensare che tutta l'umanità è fatta da psicopatici nascosti, visto che un genitore NON PUO' fisiologicamente essere perfetto. Farà sempre un qualche errore derivato dal fatto che ogni persona ha un proprio passato e delle nevrosi personali irrisolte. Non siamo nati per essere monaci zen (anche se ci proviamo). E i monaci zen, che io sappia, non bombano e non hanno figli.

    Inoltre, mi fanno storcere sempre il naso le teorie che offrono profonde, sentite disquisizioni sulla causa di un eventuale problema, una denuncia durissima su una questione annosa, ma che poi bypassano leggiadramente una eventuale risposta risolutiva a questi suddetti problemi.

    A me sembra quasi che persone che tirano fuori teorie del genere (studiosi o luminari che siano) siano in primis volte a vomitare fuori i loro, di fantasmi, a denunciare gli abusi da loro subiti, anziché trattare scientificamente una questione per il bene dell'umanità. Sennò perché tutta questa rabbia e indignazione? (Nel libro stesso la Miller allude un paio di volte agli abusi emotivi subiti quando era bambina).

    [...recensione in ri-elaborazione...]

    Insomma, sono perplessa, più confusa di prima, un po' sfiduciata. Ma sono sicura servirà pure questo.

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    Jackieale/Kallista said on Mar 19, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Le relazioni pericolose.

    Al mio psicoterapeuta Alice Miller non piace molto.
    In effetti non è piaciuta granché nemmeno a me, anche se devo riconoscere di aver letto questo testo in cerca di risposte che, probabilmente, sarebbe stato più facile trovare se lo avessi avvicinat ...(continue)

    Al mio psicoterapeuta Alice Miller non piace molto.
    In effetti non è piaciuta granché nemmeno a me, anche se devo riconoscere di aver letto questo testo in cerca di risposte che, probabilmente, sarebbe stato più facile trovare se lo avessi avvicinato da madre piuttosto che da figlia.
    Quello su cui siamo d'accordo, il mio psicoterapeuta e io, è anche il fatto che la psicoanalista Miller, al di là dei casi limite raccontati e riconoscibili da chiunque anche fra noi profani, tende a colpevolizzare tout court l'esemplare genitore (tendenza che, in ogni caso, ponendosi in senso nettamente antitetico alla psicoanalisi, che tradizionalmente incolpa il bambino per assolvere i genitori, l'ha portata nel 1988 ad allontanarsi dalla Società Internazionale di Psicoanalisi), non tenendo praticamente conto dell'alto indice di fallibilità dell'essere umano, genitore incluso: insomma, il genitore perfetto non credo sia di questo mondo, Svizzera compresa.
    A tale proposito, superata o meno che sia, mi piace sempre ricordare una frase attribuita a Sigmund Freud che, scritta da mia madre, campeggiava in cucina sulla lavagnetta di famiglia (lavagnetta che non è mai servita a null'altro, ma che per anni ha riportato, incancellata, quella frase e i successivi commenti di noi quattro figli): «Qualunque cosa un genitore dica o faccia comunque sbaglia».

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    Piperitapitta said on Sep 27, 2013 | 19 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Il disprezzo per il più piccolo e il più debole costituisce quindi la migliore difesa contro l'emergere dei propri sentimenti d'impotenza; è l'espressione della debolezza scissa. Il forte che conosce la propria debolezza perché l'ha vissuta, non h ...(continue)

    Il disprezzo per il più piccolo e il più debole costituisce quindi la migliore difesa contro l'emergere dei propri sentimenti d'impotenza; è l'espressione della debolezza scissa. Il forte che conosce la propria debolezza perché l'ha vissuta, non ha bisogno di esibire la propria forza col disprezzo.

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    Rumble_Fish said on Sep 2, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Cosa capita dal punto di vista neurobiologico ai bambini che non hanno avuto la possibilità di sviluppare la loro vita emotiva? Non si parla di bambini in stato di evidente abbandono ma di piccoli che possono avere anche un'infanzia apparentemente fe ...(continue)

    Cosa capita dal punto di vista neurobiologico ai bambini che non hanno avuto la possibilità di sviluppare la loro vita emotiva? Non si parla di bambini in stato di evidente abbandono ma di piccoli che possono avere anche un'infanzia apparentemente felice. Bimbi che già a un anno sapevano stare senza pannolino, che hanno imparato presto ad accudire i propri fratellini, che hanno bisogno di far vedere quanto sono bravi altrimenti pensano di non essere amati. Ma attenzione, non è un manuale per genitori, ma per ritrovare il bambino che c'era in noi, che poi è l'unico modo per essere dei genitori abbastanza buoni. Costa molto rivivere le proprie e questo libro a volte sembra un pugno in uno stomaco, ma è efficace e unico, ancora dopo tanti anni.

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    elalma said on Aug 29, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Il viaggio più difficile è quello per scoprire sé stessi.

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    Clelia said on May 21, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Citare le fonti...

    Citare le fonti è un obbligo deontologico per gli psicologi di ogni orientamento, psicoanalisti compresi, ma evidentemente ad Alice Miller sfugge. Ho letto questo libro da ignorante in materia, e l'ho trovato fantastico, pieno di spunti e con una gra ...(continue)

    Citare le fonti è un obbligo deontologico per gli psicologi di ogni orientamento, psicoanalisti compresi, ma evidentemente ad Alice Miller sfugge. Ho letto questo libro da ignorante in materia, e l'ho trovato fantastico, pieno di spunti e con una grande profondità di riflessione. Adesso che, per mio diletto, mi sono iscritto a psicologia e ho appena dato l'esame di Psicologia Dinamica, sono molto arrabbiato! Ma come, citi a piene mani i grandi della psicoanalisi, da Bowlby a, soprattutto, Winnicott e non li citi neanche in nota o, che ne so, in un angolino, tra le righe... male, Alice, male. E, soprattutto, peccato!

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    Andreij Kontinovich said on Jul 2, 2012 | 2 feedbacks

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