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Il duca di ghiaccio

By Mary Balogh

(295)

| Paperback

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Book Description

Tutta Londra è in fermento per l'imminente arrivo del glaciale Wulfric Bedwyn, duca di Bewcastle. E' l'evento della stagione: le dame cercano di catturare la sua attenzione...tutte tranne una: Christine Derrick. E proprio a lei il bel duca, affascina Continue

Tutta Londra è in fermento per l'imminente arrivo del glaciale Wulfric Bedwyn, duca di Bewcastle. E' l'evento della stagione: le dame cercano di catturare la sua attenzione...tutte tranne una: Christine Derrick. E proprio a lei il bel duca, affascinato dalla sua bellezza e dalla sua forza di carattere, chiede di diventare la propria amante. Ma Christine non intende concedersi così facilmente; Wulfric, piccato, si ripropone allora di sedurla, e qualcosa di strano e meraviglioso è sul punto di accadere fra loro...

23 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il duca di ghiaccio si scioglie

    Trama:
    Christine viene invitata ad una festa di fidanzamento organizzata dalla sua amica Melanie. Essendo vedova e in difficoltà verso le maniere del ton, Christine si sente sempre fuori luogo goffa. In effetti è il suo personaggio che dà spettacolo ...(continue)

    Trama:
    Christine viene invitata ad una festa di fidanzamento organizzata dalla sua amica Melanie. Essendo vedova e in difficoltà verso le maniere del ton, Christine si sente sempre fuori luogo goffa. In effetti è il suo personaggio che dà spettacolo più volte rendendosi ridicola (per le maniere dell'epoca) e inadatta al ton. Ma Christine non è soltanto questo, è una donna solare, sempre sorridente e senza tanti peli sulla lingua. E' così che sfida il duca in un gioco di sguardi. Lui, l'uomo impassibile che non si è mai impegnato e che non ha mai conosciuto nessuno che lo impensierisse tanto. Mix di fraintendimenti e passioni che ti fanno scorrere velocemente e piacevolmente le pagine di questo breve libro.

    Mai cimentata in una lettura così, le ho smpre ritenute un pò frivole. Quanto mi sbagliavo!! Sicuramente non si tratta di una lettura culturalmente elevata, ma sentimentalmente piacevole. Mi sono sentita trascinare dal rapporto tra Christine e il duca che impazzisce per lei. Non ho letto gli altri della serie, mi sono cimentata in questo perchè avevo letto vari commenti positivi, ne sono stata felicissima!!! Letto in pochissimo tempo.

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    lovely ariel ♥ said on Mar 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo finalmente ho letto la famosissima storia sul duca di ghiaccio! devo dire che mi è piaciuto Wulfrich è proprio di ghiaccio ma per fortuna che c'è Christine, che ovunque vada sembra portare il sole!

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    Annika said on Feb 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ho finito da poco e devo capire se mi sia piaciuto o meno...sono incerta...non mi ha fatto appassionare, in alcuni tratti mi ha delusa..Mi aspettavo un duca di ghiaccio degno di tale nome e degli altri romanzi. E l'eroina vedova...bah, non sono con ...(continue)

    L'ho finito da poco e devo capire se mi sia piaciuto o meno...sono incerta...non mi ha fatto appassionare, in alcuni tratti mi ha delusa..Mi aspettavo un duca di ghiaccio degno di tale nome e degli altri romanzi. E l'eroina vedova...bah, non sono convinta.

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    Splendore said on Dec 27, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bedwyn - Libro sesto

    Ed eccoci, finalmente, al famigerato Duca di Bewcastle “aristocratico dalla punta dei capelli a quella dei piedi”, il maggiore dei sei fratelli Bedwyn e anche il più schivo, enigmatico e – indubbiamente - il più solo.

    Avevo molte aspettative sulla ...(continue)

    Ed eccoci, finalmente, al famigerato Duca di Bewcastle “aristocratico dalla punta dei capelli a quella dei piedi”, il maggiore dei sei fratelli Bedwyn e anche il più schivo, enigmatico e – indubbiamente - il più solo.

    Avevo molte aspettative sulla conclusione di questa serie, e in effetti questo si è rivelato un romance praticamente perfetto. Tralascio le similitudini con il più classico modello austeniano, perché mi pare che Wulfric abbia un carisma tutto suo, con decine di sfaccettature diverse, e sarebbe ingiusto sottoporlo a ingombranti paragoni: il duca che è stato costretto a divenire tale a 17 anni e che ha perso buona parte della sua infanzia e della sua giovinezza per calarsi nel ruolo del capofamiglia, dedito a salvaguardare eredità, onore e salvaguardia del casato; il duca e il suo inseparabile monocolo; il duca che passa la vita a corrugare le sopracciglia in un’espressione così altera che “avrebbe potuto congelare l’uva sui rami, rovinando il raccolto di un anno intero”; il duca che rifiuta l’amore e vuole solo un’amante, perché ha passato così tanto tempo a nascondersi dietro il suo ruolo da non essere più in grado di mostrare agli altri l’uomo che è realmente.

    E poi c’è lei, Christine, una vedova ormai trentenne (che per gli standard dell’epoca voleva dire praticamente con un piede nella mezza età), “una creatura circondata di luce, nonostante l’oscurità che aveva intravisto in lei”, capace di affascinare il duca e sciogliere inesorabilmente tutto il ghiaccio intorno.
    Questo romanzo, alla fine, è una sfida, una grandiosa sfida tra due persone che hanno già vissuto e sperimentato, che hanno già commesso parecchi sbagli ma possono ancora dare molto e, soprattutto, hanno un’ultima possibilità di cambiare e si meritano di averla. Perché “è raro come una rosa d’inverno veder sorridere il Duca di Bewcastle”.

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    Amarilli Settantatre said on Sep 16, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il miracolo è avvenuto! Finalmente, dopo innumerevoli tentativi fallimentari, ho incontrato un super osannato romance che mi è piaciuto! E' stato un momento epico, uno di quelli che fa venire le lacrime agli occhi, quando ho chiuso Il Duca di ghia ...(continue)

    Il miracolo è avvenuto! Finalmente, dopo innumerevoli tentativi fallimentari, ho incontrato un super osannato romance che mi è piaciuto! E' stato un momento epico, uno di quelli che fa venire le lacrime agli occhi, quando ho chiuso Il Duca di ghiaccio e ho sospirato con il sorriso sulle labbra.

    Avevo quasi perso le speranze di potermi uniformare al popolo romance e di poter dire che anche io avevo amato un DIK. Questa volta ce l'ho fatta, sono entrata nel mucchio selvaggio e ho gradito veramente il super osannato, super lodato, super costoso negli usati, Wulfric.
    Ringrazio quindi la Mondadori, di cuore, che ha reso possibile alle nuove generazioni di lettrici romance la lettura di questo romanzo e che mi ha tolto la sensazione di essere ogni volta la pecora nera, quella che rema contro e che smonta i titoli messi sul piedistallo. Sono contenta come una Pasqua. Però credo di aver apprezzato questo romanzo per motivi diversi, rispetto a quelli che di solito vengono associati a Il Duca di ghiaccio. Generalmente dicono che è un romanzo fantastico perché Wulfric è un eroe tutto d'un pezzo, rigido e bellissimo; nel suo essere inaccessibile e nella sua inevitabile caduta di fronte all'amore risiede tutto il fascino di questo personaggio.

    Ma è davvero così? E' certamente vero che più sono freddi e distaccati, più cadono in fretta ed intensamente, ma in questo caso il vero interesse non è tanto nello schema romantico, quanto nella particolarità del personaggio stesso.
    Ci sono tantissimi eroi rigidi, duri e cattivelli, ma ogni volta si portano appresso una fisicità invadente che offusca il loro carattere. La Balogh, con Wulfric, ha fatto un lavoro meraviglioso: la descrizione fisica di Wulf è ai minimi termini e spicca con insistenza il suo cervello. Sappiamo che è alto, con capelli scuri e naso aquilino, tratti netti e spudoratamente aristocratici e che possiede il più gelido paia di occhi grigi del creato; ma tutto questo non viene sbandierato costantemente né dall'autrice né dall'eroina e ciò che rimane su carta è sostanza al 90%. Non mi è mai successo, mai nella mia carrellata di letture romance, di apprezzare tanto profondamente un personaggio maschile per le parole, per i pensieri e per il suo nucleo e di dimenticare senza rimpianti la sua fisicità.

    C'è un tale fuoco in Wulfric, come un vulcano addormentato, civilizzato da anni e anni di severa disciplina ed espresso solamente attraverso le parole. La parlata del Duca è fluente, schietta, meravigliosamente intensa e si sposa alla perfezione con quel suo modo di porsi al mondo: monocolo alla mano - Dio mio che spasso le scene con questo aggeggio e MIODIO che tenerezza la scena dei monocoli... - guarda tutti come se fosse conservato in una teca sottovuoto. Wulfric è consapevole di essere un automa, un Duca fatto e finito, senza vizi e senza grilli per la testa, devotissimo alla famiglia e - a detta di lui - nemmeno troppo incline alla passionalità. Oh ma c'è, eccome, la passione e risiede proprio nella presa di coscienza di sé. Christine è un personaggio funzionale perché risveglia quel fuoco nell'unico modo possibile: portando Wulfric oltre alla sua zona di conforto. Tanto Christine è esagerata e lontana dalle consuetudini sociali, tanto Wulfric se ne sente attratto: la spontaneità è ciò che lo abbaglia e rimane suo malgrado invischiato in un meccanismo di dipendenza. E' come se Wulf vivesse attraverso di lei, godendo della libertà di Christine, del suo disinteresse nei confronti delle aspettative del ton e assorbisse la voglia di vivere che lei emana. Lo dice chiaramente, il Duca che tutti vedono come inarrivabile e insensibile: lui riconosce il valore di quella donna, il suo potere e analizza con la sua classica disciplina le motivazioni che gliela rendono così cara. Potrei elencare una serie di citazioni stupende, toccanti, nelle quali lui esprime ogni volta le sue paure e le sue speranze che renderebbero appieno il senso di tutto: Wulfric accetta di mettersi in gioco, timido, insicuro, soffre ogni volta che Christine gli rinfaccia i suoi difetti e a modo suo cerca di cambiare, non perché lei glielo chiede ma perché lui lo vuole.

    Wulfric è uno di quei personaggi che ti assorbono totalmente, che ti fanno provare tenerezza, possessività e lealtà: tifi per lui, vuoi che sia felice, tieni le dita incrociate ad ogni suo passettino verso la felicità e ti sciogli di fronte al suo timido sorriso. Christine, l'ho già detto, ha un senso solo in funzione di Wulfric, senza di lui e con qualsiasi altro personaggio sarebbe stata un'eroina insopportabile ma così, come opposto alla rigidità di Wulf, diventa necessaria in ogni sua mossa.
    Non c'è bisogno che dica che il vero ed unico protagonista è Wulfric. Ogni cosa, ogni parola, ogni movimento dei personaggi ha come unico scopo l'eruzione della sua vera personalità, la riscoperta di Wulfric Bedwyn, l'uomo che è anche Duca.
    Sebbene io non sia una fan della Balogh lo dico e non lo nego: Il Duca di ghiaccio è da leggere. Non ci sono più scuse: è ancora nelle edicole e c'è in vendita anche la versione ebook. E' da leggere con calma, ogni bella parola di Wulfric è da assaporare, da sottolineare per ricordarci che un eroe di romance non è solo muscoli e sex appeal, e che una frase detta con convinzione, passione e motivazione è più forte di qualsiasi crisi ormonale.

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    Miraphora said on May 27, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sicuramente il migliore della serie, anche se mi ero illusa per un'altra vedova all'inizio della serie, tra l'altro nominata di nuovo, dopo tanto tempo in questa storia.

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    tunas74 (scambio solo ebook) said on May 25, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (295)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 315 Pages
  • ISBN-10: A000057169
  • Publisher: Mondadori, I Romanzi
  • Publish date: 2005-12-01
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