Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il duka in Sicilia

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

3.6
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806203401 | Isbn-13: 9788806203405 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Il duka in Sicilia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
È l'estate caldissima del 1970.
In un dimenticato paesino della Sicilia tutti organizzano la festa per il santo patrono. E aspettano ansiosi l'arrivo di Duke Ellington. Si dice che suonerà il piano in onore del santo «negro». Che cambierà le sorti del paese, e le vite di tutti. Che trasformerà la festa in leggenda.

Un romanzo corale e giocoso, dal ritmo trascinante.
La scoperta di un moderno cantastorie.
Ordina per
  • 5

    Recensito per L'AltraPagina (Il Duka in Sicilia)

    http://www.laltrapagina.it/mag/?p=2029


    Anno 1970, la Sicilia si prepara ad avere la sua Woodstock: a Palermo è in programmazione la manifestazione musicale Palermo pop 70; tra i celeberrimi ospiti del festival siciliano figura il dio del jazz, l’afroamericano Duke Ellington. Anche Jato, pa ...continua

    http://www.laltrapagina.it/mag/?p=2029

    Anno 1970, la Sicilia si prepara ad avere la sua Woodstock: a Palermo è in programmazione la manifestazione musicale Palermo pop 70; tra i celeberrimi ospiti del festival siciliano figura il dio del jazz, l’afroamericano Duke Ellington. Anche Jato, paesino limitrofo, si prepara a festeggiare un’altra divinità nera: San Calogero, protettore della città. Purtroppo, però, quella pare essere l’ultima festa in onore del “santuzzo”: la Curia di Palermo ha deciso di demolire la malandata chiesetta e di trasferire il suo parroco, padre Rocché, in un luogo non condannato dall’emigrazione alla penuria di fedeli, ma soprattutto lontano dai propri interessi: le alte sfere della Chiesa hanno intenzione di costruire su quel terreno un complesso di moderne case di proprietà della Curia.
    Padre Rocché, versione siciliana del manzoniano fra Cristoforo, ha anche un’altra gatta da pelare: l’amico Vito Scotti, fondatore della banda del paese, è appena morto e i suoi due figli Rosario, da tempo emigrato in America alla ricerca della fama come musicista, e Pino sono divisi da un odio profondo; in paese qualcuno mormora che l’insanabile dissidio, reale movente della fuga di Rosario nel Nuovo Mondo, sia stato originato a causa di Maddalena, prima fidanzata di Rosario ma adesso moglie di Pino.
    Se Jato perdesse la sua chiesa e il suo parroco sarebbe un duro colpo anche per il sindaco Sciortino, già vessato dalle manie masochiste della figlia Margherita, che teme le ire del suo partito.
    Come se ciò non bastasse, Rosario, tornato in città, vuole vendere a tutti i costi il terreno lasciato in eredità dal padre, ma non è disposto a cedere, pur di fargli torto, la propria quota al fratello, il quale ne ha necessario bisogno per avviare la produzione di una nuova qualità di vino.
    Nel paesino, tutti sembrano perdere il sonno fino a quando quel forestiero, Ottavio Miranda, che alloggia nell’hotel delle sorelle Cavaliere, arcigne zitelle, trova l’espediente in grado di salvare capra e cavoli, i cavoli in cui si è messo intrattenendo affari con il clan mafioso dei Buttafuoco: attirare una moltitudine di gente da tutta la Sicilia alla festa in onore del Santo, così da persuadere la Curia a cambiare decisione, facendo esibire Duke Ellington a Jato.
    Non resta, per riuscire in questa impresa, che “oliare i giusti ingranaggi” del Palermo pop 70 e convincere Rosario Scotti ad organizzare una banda capace di accogliere e accompagnare il Duka durante la sua esibizione; a vincere la riluttanza del giovane ad esibirsi ci penserà la procace e molto disponibile Desirée, la ragazza che Miranda spaccia, senza che peraltro nessuno gli creda, per sua nipote.
    Durante la preparazione del grande evento, la visione offerta dalle generose scollature della bella forestiera e le scenate pubbliche dei fratelli Scotti, sempre intenti a litigare ogni qualvolta si incontrino, regalano agli avventori del barbiere Mimì, noto paraninfo e trombe de femme, spettacoli degni dell’opera dei pupi.
    Intanto, un intero paese si domanda non solo perché i fratelli Scotti abbiano litigato, ma soprattutto «chi minchia è questo Duka?».
    Il Duka in Sicilia, romanzo corale di Vittorio Bongiorno edito da Einaudi che, prendendo spunto da un fatto realmente accaduto, la visita di Duke Ellington a Palermo, è capace di far sorridere e commuovere allo stesso tempo; un miracolo possibile solo in una terra di contraddizioni come la Sicilia, dove dolcezza e violenza, bellezza e asprezza convivono armoniosamente, meravigliando chiunque si attardi a contemplarne la storia, il carattere dei suoi abitanti ed il paesaggio.
    Guglielmo Paradiso.

    ha scritto il 

  • 5

    Effervescente e originale

    Questo romanzo non è affatto perfetto e, specie all'inizio, la narrazione non è limpida, ma farraginosa. Allo stesso tempo è un libro fresco e originale. Certo gli ingredienti ci sono tutti: la sicilia, gli anni 70, il jazz e più in generale la musica. Bongiorno sviscera allegramente gli entusias ...continua

    Questo romanzo non è affatto perfetto e, specie all'inizio, la narrazione non è limpida, ma farraginosa. Allo stesso tempo è un libro fresco e originale. Certo gli ingredienti ci sono tutti: la sicilia, gli anni 70, il jazz e più in generale la musica. Bongiorno sviscera allegramente gli entusiasmi e i patemi di un epoca e di una mentalità paesana, servendosi di personaggi azzeccati, di una storia accattivante e di infiniti e brillanti spunti folclorici. Ripeto, l'esposizione condita da un contagioso entusiasmo a volte pecca di lucidità, è un po' arruffona, ma è anche estremamente viva. Ho apprezzato il risalto di cui la musica gode, al di là di uno spirito ilare che permea tutto quanto. Insomma è stata una lettura piacevole e intelligente, da consigliare ai cultori del jazz, ma più in generale a chi ama gli anni settanta e il loro giovanile entusiasmo, che è lontano da noi anni luce.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro, da leggere assolutamente con il sottofondo musicale indicato dal romanzo: la musica jazz americana e le musiche delle bande dei paesi. Una lettura leggera, anche se sono trattati argomenti di un certo spessore quali gli affetti, i rapporti tra padre-figlio, tra fratello e fratello.. ...continua

    Un bel libro, da leggere assolutamente con il sottofondo musicale indicato dal romanzo: la musica jazz americana e le musiche delle bande dei paesi. Una lettura leggera, anche se sono trattati argomenti di un certo spessore quali gli affetti, i rapporti tra padre-figlio, tra fratello e fratello.. Tanto colore siciliano ed un refresh dei grandi "the Brothers".. e si conclude proprio con il miracolo! Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    brillante, divertente, rumoroso e per certi versi originale rivisitazione in salsa sicula del capolavoro dei blues brother... eppure, leggendolo, ho come avuto la sensazione di rileggerlo

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    M'annoia. Ma tanto. Dove sta il Duka???

    NOIOSO come pochi e RIPETITIVO in molte sue parti (per esempio i dialoghi si assomigliano fra loro e continuamente i personaggi tornano sugli stessi discorsi).
    Sostanzialmente narra le vicende di un piccolo paese, Jato, che è in procinto di festeggiare il patrono, e attende, per l'occasione ...continua

    NOIOSO come pochi e RIPETITIVO in molte sue parti (per esempio i dialoghi si assomigliano fra loro e continuamente i personaggi tornano sugli stessi discorsi).
    Sostanzialmente narra le vicende di un piccolo paese, Jato, che è in procinto di festeggiare il patrono, e attende, per l'occasione, l'arrivo del Duka, considerato il dio del jazz, direttamente dall'America. La visita di questo musicista dovrebbe tirare su le sorti della chiesetta del paese, che verrà chiusa per mancanza di fedeli. Il prete è aiutato da Rosario, tornato dall'America in occasione del funerale del padre, e in lite col fratello Pino ormai da anni (a causa di una donna, figurarsi!). Rosario inizia così a dirigere una piccola orchestra paesana e nel frattempo ha una tresca con la figlia (pazza, depressa, ecc...) del sindaco. Fanno da sfondo personaggi strambi e ambigui, come il signor Miranda, sedicente impresario discografico, che promette promette ma a un certo punto scappa... Inoltre si sente puzza di mafia qua e là.

    Insomma: la trama sarebbe anche interessante ma messa come è messa no no e ancora no.
    Ripeto, noioso.
    Dalla prima pagina all'ultima tutti i personaggi e il bel paesino di Jato attendono con impazienza, quasi con ansia, l'arrivo di sto cavolo di Duka (ah..... alla fine ne arriva uno fasullo, ironica questa parte!AH AH AH) e quello vero di Duka lo vedono in pochi.

    Per quanto riguarda le citazioni dialettali: davvero pesanti (e sottolineo che leggo molto volentieri Camilleri con la serie di Montalbano, per cui, nonostante io sia del nord, non disdegno questa strategia letteraria!)

    ha scritto il 

  • 3

    Mah. Negli anni ottanta, un gruppo di abitanti di un paesino alle porte di Palermo briga per organizzare una fugace apparizione di Duke Ellington alla sagra del paese: ci riuscirà?
    Con questo angosciante interrogativo andiamo avanti per pagine e pagine di beghe cappellan-camilleresche, legg ...continua

    Mah. Negli anni ottanta, un gruppo di abitanti di un paesino alle porte di Palermo briga per organizzare una fugace apparizione di Duke Ellington alla sagra del paese: ci riuscirà?
    Con questo angosciante interrogativo andiamo avanti per pagine e pagine di beghe cappellan-camilleresche, leggendo un libro che sembra di avere già letto altre cento volte, e non è colpa dei personaggi, tutto sommato anche simpatici, è che proprio non c'è niente di nuovo e non succede niente che possa distrarre il lettore da questa constatazione. Tre stelline giusto per la buona volontà e la simpatia dei personaggi, due stelline scarse per la storia.

    ha scritto il 

  • 5

    La Sicilia dei '70 tra tradizione e rivoluzione

    Bongiorno ci racconta la Sicilia del 1970: una terra che, nel dopo '68 e nel dopo Woodstock, guarda con favore ai movimenti giovanili di quel periodo. Una Sicilia che non ti aspetti, secondo gli stereotipi che la contraddistinguono: aperta, ricca di movimenti culturali giovanili e fiduciosa nel f ...continua

    Bongiorno ci racconta la Sicilia del 1970: una terra che, nel dopo '68 e nel dopo Woodstock, guarda con favore ai movimenti giovanili di quel periodo. Una Sicilia che non ti aspetti, secondo gli stereotipi che la contraddistinguono: aperta, ricca di movimenti culturali giovanili e fiduciosa nel futuro ma che sta in bilico con la tradizione. Un futuro che, come da tante altre parti, sembrava potesse portare un cambiamento che, alla fine, non è arrivato. Solo la produzione del vino sembra essere migliorata da allora. Bongiorno ci regala un romanzo corale molto intrigante dove la musica la fa da padrone, ci fa sentire i suoni e l'aria di quel magico 1970 e ci fa vedere i colori di quella bellissima Sicilia.

    ha scritto il 

Ordina per