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Il falò delle vanità

By Tom Wolfe

(381)

| Mass Market Paperback | 9788804476573

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Book Description

120 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Gossip Girl

    Gossip Girl è una serie tv adolescenziale ambientata nell'upper east side. Tutti i protagonisti sono ricchi rampolli ad eccezione di uno, che non sarà ricchissimo ma è comunque il figlio di un musicista (poco) grunge che gestisce una galleria d'arte ...(continue)

    Gossip Girl è una serie tv adolescenziale ambientata nell'upper east side. Tutti i protagonisti sono ricchi rampolli ad eccezione di uno, che non sarà ricchissimo ma è comunque il figlio di un musicista (poco) grunge che gestisce una galleria d'arte a Brooklin. Questo protagonista un bel giorno scrive un libro sputtanando i suoi amici e, chi lo legge, dice che è la più grossa denuncia sociale su NYC dai tempi de "Il Falò delle Vanità". Non conoscendo ne il libro, ne l'autore ho deciso di affrontare queste 600 e oltre pagine con il dovuto entusiasmo. Ma il libro, per le le prime 150 pagine non decolla. Una noia pazzesca. Lo accantono per un po', ma poi, complice un tablet e la versione epub di questo libro riprendo con la lettura. E finalmente decolla, intrecciando soldi, potere, politica e gossip. Alla fine un bel libro, solamente un po' troppo descrittivo in alcune fasi.

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    Danicicletta said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 19 people find this helpful

    e ½ - Quando apparenza, denaro e potere mandarono definitivamente in pensione l’etica e la dignità

    New York anni ’80, elezioni cittadine in vista, un sempre più nutrito branco di squali si aggira famelico per Wall Street mentre il resto della cittadinanza cerca a sua volta di azzannare dollari e potere per migliorare la propria condizione sociale ...(continue)

    New York anni ’80, elezioni cittadine in vista, un sempre più nutrito branco di squali si aggira famelico per Wall Street mentre il resto della cittadinanza cerca a sua volta di azzannare dollari e potere per migliorare la propria condizione sociale in un’epoca dove l’apparenza è tutto: possedere un appartamento in quella via, indossare quel paio di scarpe, quella camicia, andare in giro con quell’auto, pranzare in quel ristorante, ecc.

    Attraverso una scrittura evocativa che, talvolta, eccede nella descrizione fin troppo minuziosa, Tom Wolfe dipinge la società americana immersa fino al collo nello yuppismo, regalandoci un romanzo dai forti contenuti sociologici pur mantenendosi avvincente dalla prima all’ultima pagina.

    Sherman McCoy è un WASP e un finanziere di successo cui non manca niente, ha moglie, figlia, mega appartamento a Park Avenue e amante giovane. È, in sostanza, l’incarnazione del sogno americano di quegli anni, vende obbligazioni, specula e guadagna e spende e spande fiumi di dollari. Ma una sera, una sera come tante altre, va prendere Maria (l’amante, incidentalmente maritata a un anziano ebreo ricco sfondato) all’aeroporto e, a causa di una distrazione, finisce per ritrovarsi nel Bronx, dove si perde. Quando sembra aver ritrovato la strada per la civiltà, ovverosia per Manhattan, si accorge che la sede stradale della rampa che si appresta a salire è occupata da cassonetti e pneumatici e, soprattutto, da due giovani neri dalla faccia nera, quindi minacciosi. Sherman e Maria, convinti di trovarsi nel bel mezzo del solito atto criminale dei neri contro i bianchi, per di più ricchi, se la fanno sotto, reagiscono preventivamente e, dopo una colluttazione che avrebbero potuto tranquillamente evitare, finiscono per investire uno dei due ragazzi. Alla guida, a quel punto, non c’era più Sherman ma Maria.

    Nei giorni seguenti, Sherman, che avrebbe voluto avvertire già dalla sera stessa la polizia, apprende che quel ragazzo - dipinto dai media imbeccati dal reverendo Bacon (un leader nero senza scrupoli quando si tratta di potere e soldi ma con un’aura di Santo protettore degli oppressi) come un ragazzo modello sul punto di iscriversi all’università - si trova in ospedale in stato di coma irreversibile. Da quel momento, la vita del ricco finanziere di Wall Street imbocca la ripida china verso il disastro.

    Senza andare oltre nel racconto della trama, mi basta aggiungere che sul caso (ribadisco che ci si trovava in piena campagna elettorale) si fiondarono ben preso anche il procuratore capo del Bronx (un tipo che non metteva mai piede in tribunale, ma non mancava mai di farsi vivo presso le abitazioni dei suoi elettori per tramite dell’apparecchio televisivo), un suo sottoposto in cerca di gloria imperitura e la stampa scandalistica alla quale non pareva vero di poter sputtanare a piacimento un “gigante” di Wall Street.

    Razzismo, invidia, vanità, inappagabile sete di potere, intrallazzi, ipocrisia e meschinità sono solo alcune delle caratteristiche della società americana dell’epoca (dell’epoca?) che Tom Wolfe mette in mostra senza reticenze, ed espone al giudizio del lettore, attraverso lo snodarsi della storia, una storia credibile dall’inizio alla fine, una storia che mostra inesorabilmente la fallibilità tanto del sistema giudiziario americano (dove l’accusa fa troppo l’accusa e non si cura granché di perseguire la verità - e, infatti, dalle nostre parti si vorrebbe introdurre un sistema simile … chissà come mai?!), quanto la pochezza etica della stampa che tende a preferire la sensazione e il titolone ad effetto al racconto della pura e semplice (e spesso meno affascinante) verità.

    “Il falò delle vanità” si merita “solo” quattro stelle e mezzo perché è un romanzo troppo legato a un periodo storico breve e circoscritto, non pare avere la portata globale e senza tempo dei capolavori assoluti. Ciò detto, leggetelo.

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    Dan78 said on Aug 31, 2014 | 16 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    un agnello sacrificale a Manhattan

    Potremmo vederla così questa opera-fiume di Wolfe: un racconto epico sulla vittima sacrificale di una intera.società marcia e orribile, quella della più famosa Isola del mondo. Facendo attenzione a notare che il vero agnello macellato non è il prota ...(continue)

    Potremmo vederla così questa opera-fiume di Wolfe: un racconto epico sulla vittima sacrificale di una intera.società marcia e orribile, quella della più famosa Isola del mondo. Facendo attenzione a notare che il vero agnello macellato non è il protagonista McCoy ( che ha solo trovato la sua vera natura di combattente nella giungla) ma il ragazzo nero investito Henry Lamb (appunto!).
    La scrittura è accattivante e coinvolgente, ricca di onomatopee a creare una atmosfera anche sonora. Wolfe è capace nella descrizione di luoghi e persone, dove vestiti e arredi hanno importanza capitale, e nel graffiare tic e vizi di ogni categoria newyorchese: di particolare godimento le pagine dedicate agli inglesi come Fallow o ai personaggi di contorno come l'agente immobiliare sciacalla.
    Efficace anche nel registro tragico , scivola un po' nel capitolo dedicato alla morte di Ruskin dove tenta un grottesco poco riuscito e tutto sommato non coerente stilisticamente con il resto del romanzo. Peccato anche che il suo astio per i liberal americani a volte esondi un po'....

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    Habemus_Apicellam said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tom Wolfe fue periodista antes que novelista, y eso se nota en esta su ópera prima, en la cual, la historia en sí, la trama de un hombre rico de Wall Street que ve venirse abajo su mundo cuando un cúmulo de circunstancias se ponen en su contra sin qu ...(continue)

    Tom Wolfe fue periodista antes que novelista, y eso se nota en esta su ópera prima, en la cual, la historia en sí, la trama de un hombre rico de Wall Street que ve venirse abajo su mundo cuando un cúmulo de circunstancias se ponen en su contra sin que todo su dinero ni su "alta clase social" puedan hacer nada por evitarlo, puede interesarte más o menos, puede despertar tu curiosidad o, simplemente, como en mi caso, ser un medio para presentar al lector los entresijos y los bajos fondos de una ciudad siempre tan idealizada como Nueva York . Las enormes diferencias entre los distritos que la componen, con su correspondiente diversidad étnica, y, por supuesto, el "estupendo" sistema judicial con toda su red de intereses (políticos o no) entre los individuos que la componen se ponen en evidencia en este libro, en el cual lo que más me ha gustado es precisamente eso, conocer la parte fea del asunto, lo que se queda fuera del ideal neoyorquino.

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    Alba Traver said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La scrittura di Wolf è assolutamente trascinante e scorrevole, catturante fin dalle prime righe, anche se questo libro perde un po' di ritmo nell'ultima parte...

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    Claire said on May 26, 2014 | Add your feedback

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