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Il falò delle vanità

Di

Editore: CDE

4.1
(1021)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 596 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese

Isbn-10: A000092869 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ranieri Carano

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Troppo lento

    Premetto che non so se esistono varie edizioni di questo libro. Io ne ho trovata una in biblioteca di circa 600 pagine, volume lungo circa 30 cm e scrittura molto piccola. Mi piace leggere Ken Follett ...continua

    Premetto che non so se esistono varie edizioni di questo libro. Io ne ho trovata una in biblioteca di circa 600 pagine, volume lungo circa 30 cm e scrittura molto piccola. Mi piace leggere Ken Follett e nonostante la sua lunghezza dei libri è spesso più di 1000 pagine..ebbene, questo libro anche se sono all'incirca 600 pagine per me ne sono valse almeno il doppio. All'inizio fino ad oltre metà è stato troppo prolisso, lento, poi un po' si è velocizzato..ci sono poi una miriade di personaggi. La storia è interessante, vera, cruda..ogni personaggio ha le sue sfaccettature. All'inizio avrei parteggiato per Sherman, poi per Lawrence Kramer. In conclusione la storia è molto complessa e anche uno spunto di riflessione non soltanto per la storia passata ma anche presente e futura, però è troppo pesante e lento. Del film che ci hanno tratto hanno preso il peggio di questo libro. Voto finale: 7-.

    ha scritto il 

  • 4

    e 1/2

    Un libro bellissimo, di quelli che si incontrano di rado e ti fanno sentire felice di essere un lettore. Non riesco a dargli il massimo perché il finale manca, nel senso che ti tiene incollato per 600 ...continua

    Un libro bellissimo, di quelli che si incontrano di rado e ti fanno sentire felice di essere un lettore. Non riesco a dargli il massimo perché il finale manca, nel senso che ti tiene incollato per 600 pagine, ti coinvolge con rabbia e partecipazione, ma poi la storia sfuma via in sordina lasciando un senso di incompletezza, di attesa insoddisfatta. C'è di buono che non finisce come ti aspetteresti.
    Ciò comunque non toglie pregio al libro, ai suoi meschini, umanissimi personaggi magnificamente descritti, uno peggio dell'altro, alla fine il migliore di tutti è proprio il "colpevole", quello destinato a pagare il prezzo più alto perché è l'unico a dispiacersi per quanto ha perso davvero oltre ai soldi, al potere e alla posizione sociale, l'unico che non piangerà sulle ceneri della vanità.
    Un piccolo valore aggiunto a questo libro del 1987, per i nostalgici come me della comunicazione no global, è la totale assenza di cellulari e di internet. La tecnologia utilizzata nella storia è fatta di telefoni via cavo e di registratori più o meno sofisticati.
    Eppure, può sembrare incredibile, non sembra poi così troglodita o diverso da oggi quel mondo perduto là.

    ha scritto il 

  • 3

    Un bel romanzo: trama avvincente, buona caratterizzazione dei personaggi e della upper class americana, scrittura pungente e cinica al punto giusto. Molto attuale anche se risalente agli anni '80. Un ...continua

    Un bel romanzo: trama avvincente, buona caratterizzazione dei personaggi e della upper class americana, scrittura pungente e cinica al punto giusto. Molto attuale anche se risalente agli anni '80. Un po' troppe le pagine complessive direi, penso che una buona parte di esse potesse essere risparmiata senza che la trama ne risentisse, ma anche quando la vicenda sembra 'ferma' e si ha l'impressione che poco o nulla stia accadendo, si leggono senza troppa fatica descrizioni di luoghi e personaggi che sono davvero moderne e attualissime.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono solo a pagina 60 e già adoro questo libro. Geniale. Scusate vi dovevo tenere informati sul mio stato di lettura. Era una mia necessità.
    Ecco, l'ho finito.
    ...di libri come questi è impossibile sc ...continua

    Sono solo a pagina 60 e già adoro questo libro. Geniale. Scusate vi dovevo tenere informati sul mio stato di lettura. Era una mia necessità.
    Ecco, l'ho finito.
    ...di libri come questi è impossibile scrivere una recensione che renda giustizia alla genialità dell'autore: ti senti, come dire, un ometto piccolo piccolo di fronte a un graaande Genio. Un genio vestito da dandy. Un dandy geniale.

    Ora (avete visto la foto di Tom Wolf?) se volete fare un viaggio a ritroso nel tempo negli anni '80 a New York tra I Padroni dell'Universo e le aule di tribunale del Bronx e se avete circa due settimane di tempo, fatevi un giro con questo signore. Vi mostrerà cose incredibili e voi-come lettori- non sarete più gli stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    Gossip Girl

    Gossip Girl è una serie tv adolescenziale ambientata nell'upper east side. Tutti i protagonisti sono ricchi rampolli ad eccezione di uno, che non sarà ricchissimo ma è comunque il figlio di un musicis ...continua

    Gossip Girl è una serie tv adolescenziale ambientata nell'upper east side. Tutti i protagonisti sono ricchi rampolli ad eccezione di uno, che non sarà ricchissimo ma è comunque il figlio di un musicista (poco) grunge che gestisce una galleria d'arte a Brooklin. Questo protagonista un bel giorno scrive un libro sputtanando i suoi amici e, chi lo legge, dice che è la più grossa denuncia sociale su NYC dai tempi de "Il Falò delle Vanità". Non conoscendo ne il libro, ne l'autore ho deciso di affrontare queste 600 e oltre pagine con il dovuto entusiasmo. Ma il libro, per le le prime 150 pagine non decolla. Una noia pazzesca. Lo accantono per un po', ma poi, complice un tablet e la versione epub di questo libro riprendo con la lettura. E finalmente decolla, intrecciando soldi, potere, politica e gossip. Alla fine un bel libro, solamente un po' troppo descrittivo in alcune fasi.

    ha scritto il 

  • 4

    e ½ - Quando apparenza, denaro e potere mandarono definitivamente in pensione l’etica e la dignità

    New York anni ’80, elezioni cittadine in vista, un sempre più nutrito branco di squali si aggira famelico per Wall Street mentre il resto della cittadinanza cerca a sua volta di azzannare dollari e po ...continua

    New York anni ’80, elezioni cittadine in vista, un sempre più nutrito branco di squali si aggira famelico per Wall Street mentre il resto della cittadinanza cerca a sua volta di azzannare dollari e potere per migliorare la propria condizione sociale in un’epoca dove l’apparenza è tutto: possedere un appartamento in quella via, indossare quel paio di scarpe, quella camicia, andare in giro con quell’auto, pranzare in quel ristorante, ecc.

    Attraverso una scrittura evocativa che, talvolta, eccede nella descrizione fin troppo minuziosa, Tom Wolfe dipinge la società americana immersa fino al collo nello yuppismo, regalandoci un romanzo dai forti contenuti sociologici pur mantenendosi avvincente dalla prima all’ultima pagina.

    Sherman McCoy è un WASP e un finanziere di successo cui non manca niente, ha moglie, figlia, mega appartamento a Park Avenue e amante giovane. È, in sostanza, l’incarnazione del sogno americano di quegli anni, vende obbligazioni, specula e guadagna e spende e spande fiumi di dollari. Ma una sera, una sera come tante altre, va prendere Maria (l’amante, incidentalmente maritata a un anziano ebreo ricco sfondato) all’aeroporto e, a causa di una distrazione, finisce per ritrovarsi nel Bronx, dove si perde. Quando sembra aver ritrovato la strada per la civiltà, ovverosia per Manhattan, si accorge che la sede stradale della rampa che si appresta a salire è occupata da cassonetti e pneumatici e, soprattutto, da due giovani neri dalla faccia nera, quindi minacciosi. Sherman e Maria, convinti di trovarsi nel bel mezzo del solito atto criminale dei neri contro i bianchi, per di più ricchi, se la fanno sotto, reagiscono preventivamente e, dopo una colluttazione che avrebbero potuto tranquillamente evitare, finiscono per investire uno dei due ragazzi. Alla guida, a quel punto, non c’era più Sherman ma Maria.

    Nei giorni seguenti, Sherman, che avrebbe voluto avvertire già dalla sera stessa la polizia, apprende che quel ragazzo - dipinto dai media imbeccati dal reverendo Bacon (un leader nero senza scrupoli quando si tratta di potere e soldi ma con un’aura di Santo protettore degli oppressi) come un ragazzo modello sul punto di iscriversi all’università - si trova in ospedale in stato di coma irreversibile. Da quel momento, la vita del ricco finanziere di Wall Street imbocca la ripida china verso il disastro.

    Senza andare oltre nel racconto della trama, mi basta aggiungere che sul caso (ribadisco che ci si trovava in piena campagna elettorale) si fiondarono ben preso anche il procuratore capo del Bronx (un tipo che non metteva mai piede in tribunale, ma non mancava mai di farsi vivo presso le abitazioni dei suoi elettori per tramite dell’apparecchio televisivo), un suo sottoposto in cerca di gloria imperitura e la stampa scandalistica alla quale non pareva vero di poter sputtanare a piacimento un “gigante” di Wall Street.

    Razzismo, invidia, vanità, inappagabile sete di potere, intrallazzi, ipocrisia e meschinità sono solo alcune delle caratteristiche della società americana dell’epoca (dell’epoca?) che Tom Wolfe mette in mostra senza reticenze, ed espone al giudizio del lettore, attraverso lo snodarsi della storia, una storia credibile dall’inizio alla fine, una storia che mostra inesorabilmente la fallibilità tanto del sistema giudiziario americano (dove l’accusa fa troppo l’accusa e non si cura granché di perseguire la verità - e, infatti, dalle nostre parti si vorrebbe introdurre un sistema simile … chissà come mai?!), quanto la pochezza etica della stampa che tende a preferire la sensazione e il titolone ad effetto al racconto della pura e semplice (e spesso meno affascinante) verità.

    “Il falò delle vanità” si merita “solo” quattro stelle e mezzo perché è un romanzo troppo legato a un periodo storico breve e circoscritto, non pare avere la portata globale e senza tempo dei capolavori assoluti. Ciò detto, leggetelo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    un agnello sacrificale a Manhattan

    Potremmo vederla così questa opera-fiume di Wolfe: un racconto epico sulla vittima sacrificale di una intera.società marcia e orribile, quella della più famosa Isola del mondo. Facendo attenzione a no ...continua

    Potremmo vederla così questa opera-fiume di Wolfe: un racconto epico sulla vittima sacrificale di una intera.società marcia e orribile, quella della più famosa Isola del mondo. Facendo attenzione a notare che il vero agnello macellato non è il protagonista McCoy ( che ha solo trovato la sua vera natura di combattente nella giungla) ma il ragazzo nero investito Henry Lamb (appunto!).
    La scrittura è accattivante e coinvolgente, ricca di onomatopee a creare una atmosfera anche sonora. Wolfe è capace nella descrizione di luoghi e persone, dove vestiti e arredi hanno importanza capitale, e nel graffiare tic e vizi di ogni categoria newyorchese: di particolare godimento le pagine dedicate agli inglesi come Fallow o ai personaggi di contorno come l'agente immobiliare sciacalla.
    Efficace anche nel registro tragico , scivola un po' nel capitolo dedicato alla morte di Ruskin dove tenta un grottesco poco riuscito e tutto sommato non coerente stilisticamente con il resto del romanzo. Peccato anche che il suo astio per i liberal americani a volte esondi un po'....

    ha scritto il 

  • 4

    Tom Wolfe fue periodista antes que novelista, y eso se nota en esta su ópera prima, en la cual, la historia en sí, la trama de un hombre rico de Wall Street que ve venirse abajo su mundo cuando un cúm ...continua

    Tom Wolfe fue periodista antes que novelista, y eso se nota en esta su ópera prima, en la cual, la historia en sí, la trama de un hombre rico de Wall Street que ve venirse abajo su mundo cuando un cúmulo de circunstancias se ponen en su contra sin que todo su dinero ni su "alta clase social" puedan hacer nada por evitarlo, puede interesarte más o menos, puede despertar tu curiosidad o, simplemente, como en mi caso, ser un medio para presentar al lector los entresijos y los bajos fondos de una ciudad siempre tan idealizada como Nueva York . Las enormes diferencias entre los distritos que la componen, con su correspondiente diversidad étnica, y, por supuesto, el "estupendo" sistema judicial con toda su red de intereses (políticos o no) entre los individuos que la componen se ponen en evidencia en este libro, en el cual lo que más me ha gustado es precisamente eso, conocer la parte fea del asunto, lo que se queda fuera del ideal neoyorquino.

    ha scritto il