Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il fantasma del Titanic

Di

Editore: RIZZOLI

3.1
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Francese

Isbn-10: 8817670189 | Isbn-13: 9788817670180 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: P. Spinelli

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Il fantasma del Titanic?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
2010: mancano due anni al centenario della tragedia del Titanic, il transatlantico" inaffondabile".Ad un secolo di distanza la tecnologia vuole la rivincita;il Titanic sarà recuperato dagli abissi. Si battono due due progetti sostenuti da due giganti all'avanguardia tecnologica.
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Comprato a una fiera di libri usati, ammetto di essere stata attratta praticamente solo dalla parola "Titanic"...
    Immaginavo si trattasse di un libro di fantascienza (l'autore è Arthur C. Clarke...), ma non sapevo bene cosa aspettarmi; e anche dopo averlo letto, non mi è ben chiaro il senso. Ambi ...continua

    Comprato a una fiera di libri usati, ammetto di essere stata attratta praticamente solo dalla parola "Titanic"... Immaginavo si trattasse di un libro di fantascienza (l'autore è Arthur C. Clarke...), ma non sapevo bene cosa aspettarmi; e anche dopo averlo letto, non mi è ben chiaro il senso. Ambientato nel biennio 2010-2012 (è davvero strano leggerlo oggi, che in quegli anni ci siamo in pieno, e vedere come l'autore ha combinato eventi e conoscenze scientifiche reali con la fantascienza!), è la storia di due progetti concomitanti per recuperare il relitto del Titanic, in occasione del centenario della tragedia, e le storie delle persone che in questi sono coinvolti. Ma la conclusione è che la Natura vince sempre e comunque e il relitto del Titanic, che l'umanità non potrà mai - secondo Clarke - recuperare dagli abissi, potrebbe risultare interessante persino per fonti di vita aliene che arriveranno sulla Terra quando tutti noi non esisteremo più.

    (p.s. in fondo al libro c'è un'appendice, con il discorso che l'autore tenne a una conferenza illustrando "I colori dell'infinito: esplorazione dell'universo dei frattali". Per me è davvero troppo, lascio perdere... :D)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    THE GHOST FROM THE GRAND BANKS, titolo originale

    Perchè mentre era immerso nella musica, la sua mente subconscia, in apparenza poco interessata a simili frivolezze, era intensamente attiva nell'analizzare il lavoro e prevedere i problemi che potevano insorgere.


    comparvero nell'aria i due assi cartesiani di un ordinario diagramma x-y con ...continua

    Perchè mentre era immerso nella musica, la sua mente subconscia, in apparenza poco interessata a simili frivolezze, era intensamente attiva nell'analizzare il lavoro e prevedere i problemi che potevano insorgere.

    comparvero nell'aria i due assi cartesiani di un ordinario diagramma x-y con la serie dei numeri interi 0,1,2,3,4... in crescendo nelle quattro direzioni. ada rivolse a bradley il suo sguardo diretto e sconcertante, come se tentasse un'ulteriore valutazione del quoziente d'intelligenza dell'interlocutore per poi esprimersi al livello adeguato. <<ogni punto su questo piano>> iniziò <<può essere identificato da due numeri, le sue coordinate x e y. OK?>> <<OK>> rispose solennemente bradley. <<ebbene, la serie M risiede nella piccolissima zona vicina all'origine: non si estende oltre il +2 e il -2 in entrambe le direzioni, pertanto possiamo ignorare tutte le cifre maggiori di 2.>> i numeri interi sparirono dai quattro assi, lasciando solo l'uno e il due a segnare le distanze dallo zero centrale. <<ora supponiamo di prendere un punto qualunque all'interno di questa griglia e collegarlo al centro. misuriamo la lunghezza del raggio, che chiameremo r.>> "fin qui" pensò bradley "non sta impegnando troppo le mie risorse mentali. quando arriva la parte insidiosa?" <<ovviamente in questo caso r può avere qualsiasi valore da zero a poco meno di tre - circa 2,8, per la precisione. OK?>> <<OK.>> <<bene, ora l'esercizio 1. prendiamo il valore r di qualsiasi punto, ed eleviamolo al quadrato. si continua ad elevarlo al quadrato. che cosa succede?>> <<non voglio guastarti il divertimento, ada.>> <<ebbene, se r è esattamente pari a uno, conserva il valore di uno. lo si può elevare al quadrato cento, mille, diecimila volte, e il risultato non cambia. uno per uno per uno darà sempre uno.>> <<OK>> si affrettò a dire bradley, battendo di misura l'intercalare di ada. <<però se il valore è un briciolino maggiore di uno e si continua ad elevarlo al quadrato, prima o poi salirà all'infinito. anche se fosse 1,0000...0001, e ci fosse un milione di zeri a destra della virgola. impiegherebbe solo più tempo.>> <<ma se il numero è inferiore a 1 - diciamo 0,999999999... con un milione di nove, preceduto da un milione di zeri subito dopo la virgola - si ottiene esattamente il contrario. il risultato resterà vicino a 1 per secoli ma, a forza di elevarlo al quadrato, finirà per crollare di colpo e precipitare a zero... OK?>> questa volta ada arrivò prima, e bradley si limitò ad annuire. per il momento non riusciva a vedere il costrutto di quel corso di aritmetica elementare, ma era ovvio che doveva condurre da qualche parte. <<signorina smetti di infastidire mr. bradley! in conclusione, jason, tu vedi che, elevando semplicemente dei numeri al quadrato più e più volte, si finisce per ottenere due serie diverse...>> sui due assi cartesiani era comparso un cerchio centrato sull'origine e con raggio uguale a uno. <<all'interno di questo cerchio risiedono tutti i numeri che spariscono quando si continua a elevarli al quadrato. all'esterno ci sono tutti gli altri che aumentano verso l'infinito. potremmo dire che la circonferenza con raggio 1 è una specie di siepe o recinzione - una frontiera - che separa le due serie di numeri. io la chiamo "serie S".>> <<S per Square - quadrato?>> <<Si, naturalmente. ora viene il punto importante. i numeri dalle due parti della frontiera sono totalmente separati; tuttavia, anche se nulla può attraversarla, la frontiera priva di spessore. è semplicemente una linea. si potrebbe continuare a ingrandirla all'infinito e continuerebbe a essere una linea, e presto sembrerebbe una retta perché non si potrebbe più vederne la curvatura.>> <<questo può sembrare poco emozionante>> intervenne donald <<ma è assolutamente fondamentale e presto capirai perchè. scusami, ada.>> <<adesso per ottenere la serie M dobbiamo apportare un piccolo, piccolissimo cambiamento. non ci limitiamo a elevare i numeri al quadrato, ma li addizioniamo anche: quadrare e sommare, quadrare e sommare. non da l'impressione di poter costituire una grande differenza, e invece apre tutto un nuovo universo...>> <<supponiamo di ripartire con il numero 1. lo eleviamo al quadrato e otteniamo 1. poi facciamo la somma e otteniamo 2.>> <<2 al quadrato fa 4. aggiungiamo l'1 originario: risultato 5.>> <<5 al quadrato fa 25 - aggiungiamo 1 - uguale 26.>> <<26 al quadrato fa 676: vede che cosa sta accadendo? i numeri crescono con un ritmo fantastico! ancora qualche ciclo, e saranno troppo grandi per essere elaborati da un computer. masiamo partiti da 1! e questa è la prima grande differenza tra la serie M e la serie S, che ha la sua frontiera a 1.>> << ma se partiamo con un numero molto più piccolo di 1 - diciamo 0,1 - lei può facilmente immaginare che cosa succede.>> <<si riduce a nulla dopo un certo numero di cicli di quadratura e di addizione.>> ada gli indirizzò uno dei suoi rari ma abbaglianti sorrisi. <<di solito. qualche volta oscilla intorno a un valore fisso e piccolo - comunque è intrappolato nella serie. perciò abbiamo di nuovo una mappa che divide in due classi tutti i numeri sul piano. solo che questa volta la frontiera non è più elementare come lo era la circonferenza.>> <<puoi ripeterlo>> mormorò donald. incassò lo sguardo arcigno di edith, ma continuò. <<ho domandato a parecchie persone quale forma ritenevano che si sarebbe prodotta; la maggior parte propendeva per un qualche tipo di ovale. nessuno si è avvicinato alla verità, e nessuno avrebbe mai potuto farlo. va bene, signora! non mi permetterò più di interrompere ada!>> <<questa è la prima approssimazione>> riprese ada raccogliendo con una mano il suo cucciolo turbolento e digitando tasti con l'altra. <<l'ha già vista oggi.>> la sagoma oramai familiare del lago Mandelbrot era apparsa sovrapposta alla griglia dei quadrati unitari, ma molto più dettagliata di come bradley l'aveva vista dal giardino. sulla destra c'era il lago più grande con la forma approssimativa di un cuore, poi un cerchio più piccolo in contatto con il primo, un altro ancora più piccolo in contatto con il secondo, e lo stelo sottile che partiva verso l'estrema sinistra e finiva a -2 sull'asse x.

    poi, nel loro modo misterioso, i circuiti sommersi del suo subconscio fecero scaturire un ricordo che gli permisero di continuare. anni addietro era venuto a conoscenza della storia di un chirurgo che, in un paese del terzo mondo, teneva una banca degli occhi per restituire la vista ai ciechi poveri. per rendere possibile l'innesto, le cornee dovevano essere prelevate entro pochi minuti dalla morte del donatore. "è certo che quel chirurgo ebbe la mano molto ferma, quando praticò il taglio negli occhi di sua madre. io posso fare altrettanto" si disse duramente donald, mentre tornava al tavolo di lavoro dove edith e lui avevano passato tante ore insieme.

    ha scritto il 

  • 5

    "Insieme di Mandelbrot" e frattali.

    Ho letto vari commenti e non tutti entusiasti su questo libro. A me è piaciuto moltissimo, invece. Quest' è un autorevole esempio di fantascienza "hard" alla Clarke. Prima di leggere questo romanzo, ignoravo completamente cosa fosse l' "Insieme di Mandelbrot" e cosa fossero i frattali (non essend ...continua

    Ho letto vari commenti e non tutti entusiasti su questo libro. A me è piaciuto moltissimo, invece. Quest' è un autorevole esempio di fantascienza "hard" alla Clarke. Prima di leggere questo romanzo, ignoravo completamente cosa fosse l' "Insieme di Mandelbrot" e cosa fossero i frattali (non essendomi io imbattuto, nel corso dei miei studi, in quella interessantissima parte della matematica) per cui quest' opera è stata una vera rivelazione e mi ha fatto riflettere sul fatto che solo Clarke, poteva inventare una storia in cui c' entrassero: una storia d' amore coniugale e i frattali di Mandelbrot! Questa è classe. Fu dalla lettura di questa storia che cercai un software per generare frattali sul mio Macintosh LC475 di cui disponevo allora. Unica nota stonata: il titolo della traduzione italiana: è fuorviante. Degne di nota, infine, la bibliografia finale nonché l' appendice: "I colori dell' infinito".

    ha scritto il 

  • 3

    Da un maestro della fantascienza come Clarke ci si poteva aspettare di più: una storia un po' scipita che continua ad ammonirci a non eccedere nell'ambizione, o in quella che gli antichi greci chiamavano "ùbris", perché gli errori dell'equipaggio del Titanic potrebbero ripetersi. Trascurabile. ...continua

    Da un maestro della fantascienza come Clarke ci si poteva aspettare di più: una storia un po' scipita che continua ad ammonirci a non eccedere nell'ambizione, o in quella che gli antichi greci chiamavano "ùbris", perché gli errori dell'equipaggio del Titanic potrebbero ripetersi. Trascurabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro valido e di gradevole lettura. Dato l'autore difficilmente avrebbe potuto esser altrimenti.
    Diciamo anche, onestamente, che chi si aspetta un "classico libro di Clarke" e cioè, in generale, una storia di altissimo livello, potrebbe rimanere un pò deluso (com'è successo a me). E' anche ...continua

    Libro valido e di gradevole lettura. Dato l'autore difficilmente avrebbe potuto esser altrimenti.
    Diciamo anche, onestamente, che chi si aspetta un "classico libro di Clarke" e cioè, in generale, una storia di altissimo livello, potrebbe rimanere un pò deluso (com'è successo a me). E' anche giusto che un autore, ogni tanto, "riposi".

    ha scritto il 

  • 3

    Clarke è un grande scrittore, ma questo libro non decolla. Finale tirato via, troppe cose solo accennate, troppo dispersivi i personaggi e le ambientazioni. Una lettura gradevole e nulla più.

    ha scritto il 

  • 2

    Una delle letture peggiori che io abbia mai fatto! Mi sorge il dubbio che non sia stato scritto da Clarke, ma da qualcuno per nome suo! Una storia senza ne capo ne coda, priva di mordente e con uno stile a dir poco confuso. Sconsigliato assolutamente!

    ha scritto il 

  • 3

    Arthur C Clarke is one of my favorite sci-fi authors. I really like the way he writes as well as his ideas. This was probably not his best, but then I may be a bit biased as I don't find the Titanic terribly interesting. Still there were some great references and enjoyable moments. Not fantastic, ...continua

    Arthur C Clarke is one of my favorite sci-fi authors. I really like the way he writes as well as his ideas. This was probably not his best, but then I may be a bit biased as I don't find the Titanic terribly interesting. Still there were some great references and enjoyable moments. Not fantastic, but quick and fun.

    ha scritto il