Il fantasma dell'Opera

Di

Editore: TEA (TEAdue 252)

4.0
(928)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Galego , Polacco , Greco , Portoghese , Danese , Giapponese , Coreano , Ceco , Olandese

Isbn-10: 8878196096 | Isbn-13: 9788878196094 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Renzo Rossi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il fantasma dell'Opera di Gaston Leroux.

    Libro del Mese di Novembre 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11438-novembre-2016-il-fantasma-dell-opera.html?limitstart=0

    SINOSSI
    Sono molte, a tutt'oggi, le riduzioni cinematog ...continua

    Libro del Mese di Novembre 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11438-novembre-2016-il-fantasma-dell-opera.html?limitstart=0

    SINOSSI
    Sono molte, a tutt'oggi, le riduzioni cinematografiche - la più bella e la più fedele quella del 1925 con Lon Chaney, la più recente quella diretta da Joel Schumacher, trasposizione del musical di Andrew Lloyd Webber - che hanno consacrato la popolarità di questa originalissima opera scritta da Leroux nel 1911. La storia dell'amore di Erik - costretto a nascondere le sue orrende fattezze dietro una maschera - per Christine, la giovane soprano tanto graziosa quanto inesperta, si svolge tutta nell'ambiente del teatro dell'Opera, che diviene alter ego del Fantasma, luogo che crea l'azione. Una macchina narrativa sapientissima consente a Leroux di tenere in perfetto equilibrio commedia, avventura, poliziesco e grandguignol; così che alla fine della lettura ci accorgiamo di essere stati catturati da una storia tanto carica di suggestioni quanto lineare ed emblematica. Introduzione di Vieri Razzini.

    RECENSIONE
    Lettura interessante, che mi ha portato a riflettere su alcune cose e ha creato un po' di discussione sul Forum. Nel complesso devo dire che mi è piaciuta, ma non è tra i miei libri preferiti. Forse avevo aspettative molto alte.
    Ha uno stile particolare, molto giornalistico. Si parte con una serie di personaggi che vengono subito presentati nella storia senza molti preamboli. Aspetto che, onestamente, mi ha creato qualche difficoltà. Soprattutto perchè alcuni personaggi entrano "per caso" nella narrazione e scopri poi che sono personaggi importanti (vedi il Persiano) e altri che sembrano figure centrali spariscono invece nel nulla.
    Si entra subito nel vivo della storia, avvincente e anche divertente a tratti. Trovo nella prima parte molta ironia che però va persa proseguendo con la narrazione. Nella seconda metà del libro ho avuto qualche difficoltà a mantenere alta l'attenzione, l'interesse inizia a scemare. Da un momento all'altro la storia inizia a correre, molte cose si sovrappongono e la storia ha un finale troppo frettoloso, che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca.
    Il problema principale, secondo me, è che nessun personaggio è stato approfondito adeguatamente e quindi non sono riuscita ad affezionarmi ed entrare in empatia con loro. Nemmeno l'ultima parte della storia, dove si scopre il passato del Fantasma, è stata coinvolgente.
    Ho apprezzato veramente tanto le descrizioni delle ambientazioni teatrali, molto belle e fanno capire l'atmosfera che si respirava nel teatro. Concordo con chi, sul Forum, ha fatto notare che questa storia è probabilmente uno dei pochi casi in cui il film è meglio del libro. La trama si presta meglio ad una rappresentazione teatrale o un film dove, accanto alle ambientazioni, la musica può fare da padrona nella storia. Con una adeguata colonna sonora è possibile creare la suspense che sul finale del libro mi è mancata.

    RECENSIONE A CURA DI KIRA990

    Passa a trovarci!!!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 4

    Un grande classico che da tempo volevo leggere e che sono contenta di aver finalmente affrontato. Sempre in bilico fra romanticismo, ironia, avventura e un po' di inquietudine, sa come non annoiare, n ...continua

    Un grande classico che da tempo volevo leggere e che sono contenta di aver finalmente affrontato. Sempre in bilico fra romanticismo, ironia, avventura e un po' di inquietudine, sa come non annoiare, nonostante il peso degli anni. Il tema di fondo, è lo stesso che torna in favole come La bella e la bestia e romanzi come Frankenstein e Notre Dame de Paris: il mostro che diventa tale perché allontanato e maltrattato da tutti, che trova nella violenza l'unico sfogo per i suoi sentimenti, quando tutto ciò che vorrebbe è solo un po' di affetto...e alla fine non si può che provare un po' di pietà per il povero Erik.

    ha scritto il 

  • 3

    L'animo umano, così suscettibile, così plasmato dalle esperienze della vita. La pesantezza della materia, dell'esteriorita' , che non è scevra dei giudizi popolari. L'amore che altro non è che l'essen ...continua

    L'animo umano, così suscettibile, così plasmato dalle esperienze della vita. La pesantezza della materia, dell'esteriorita' , che non è scevra dei giudizi popolari. L'amore che altro non è che l'essenza del nostro vivere, è anche l'unica forza capace di rendere buono e bello chi non lo è mai stato.

    ha scritto il 

  • 0

    Di una noia tremenda.... Dopo tre giorni sono appena a pagina 65, arranco nella lettura sperando che arrivi un punto di svolta. Mah...
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    Basta. Il numero di libri che sono stati scritti tende verso ...continua

    Di una noia tremenda.... Dopo tre giorni sono appena a pagina 65, arranco nella lettura sperando che arrivi un punto di svolta. Mah...
    ----
    Basta. Il numero di libri che sono stati scritti tende verso l'infinito: Il numero di anni della vita umana, ahimè, no. Ergo, "ars longa, vita brevis", e non è il caso di incaponirsi, sprecando tempo, questa risorsa così scarsa e così preziosa, nel tentare di leggere libri che non vogliono farsi leggere. Meglio passare ad altri libri, riservandosi, magari, di riprendere in mano, prima o poi, quelli che in un certo momento proprio "non vogliono collaborare".

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo molto avvincente, in alcune parti comico, in altre drammstico e in altre ancora piuttosto claustrofobico, specie verso la fine.
    Totalmente differente rispetto alla versione del film horror ...continua

    Un romanzo molto avvincente, in alcune parti comico, in altre drammstico e in altre ancora piuttosto claustrofobico, specie verso la fine.
    Totalmente differente rispetto alla versione del film horror in cui Dario Argento ha stravolto totalmente la storia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    null

    Forse la fine della storia è poco caratterizzata.. mi aspettavo qualcosa di più nelle memorie del Fantasma al persiano, invece semplicemente di lasciarsi morire lasciando andare i due innamorati.
    È pe ...continua

    Forse la fine della storia è poco caratterizzata.. mi aspettavo qualcosa di più nelle memorie del Fantasma al persiano, invece semplicemente di lasciarsi morire lasciando andare i due innamorati.
    È pero nel complesso un libro scorrevole, ben scritto, avvincente.
    Il messaggio è attuale e dovrebbe essere percepito da alcuni uomini: l'amore non può essere un obbligo né forzato, una volta compreso ciò, si dovrebbe essere così galanti da farsi da parte.

    ha scritto il 

  • 0

    Stranamente sono arrivata a questo libro senza conoscerne la trama
    Nonostante il modo di scrittura decisamente non moderno, non l'ho trovato pensante, anzi
    Sarà che ero presa dalla trama, ma l'ho lett ...continua

    Stranamente sono arrivata a questo libro senza conoscerne la trama
    Nonostante il modo di scrittura decisamente non moderno, non l'ho trovato pensante, anzi
    Sarà che ero presa dalla trama, ma l'ho letto in poco tempo e in maniera molto scorrevole
    Non posso dire che entrerà a far parte delle mie letture preferite e non credo ci sarà una seconda volta
    Mi sarebbe piaciuto che i personaggi avessero più spessore, che emozioni e pensieri fossero più profondi
    Lo stesso Erik a volte risulta noioso, piatto, mentre la sua figura dovrebbe essere affascinante oltre ogni immaginazione
    Nonostante questi limiti però mi è piaciuto andare a zonzo per corridoi e scale, per camerini e palchi
    La prima parte mi è piaciuta molto per questo, vivere il teatro da dentro è sempre un'emozione, anche se anche in questo è trovato solo superficie e poca profondità
    La seconda parte vola via per curiosità, per la voglia di scoprire i perché e i misteri, sapere chi ce la farà e come
    Contenta di averlo letto insomma, ma senza particolare emozione

    ha scritto il 

  • 5

    È un'opera magnifica, al di là di ogni mia aspettativa
    - alle volte, ed è questo il caso, la celebrità che si appiccica ad un libro per cause esterne - per quest'opera il musical, con la sua musica e ...continua

    È un'opera magnifica, al di là di ogni mia aspettativa
    - alle volte, ed è questo il caso, la celebrità che si appiccica ad un libro per cause esterne - per quest'opera il musical, con la sua musica e i suoi attori (per quanto bella (lei) e bravi (loro), estranei alla fantasia di Leroux) - viene a rivelarsi un grosso impedimento alla godibilità del libro - o anche solo alle sue possibilità di penetrare e manipolare la fantasia del lettore.
    Devo dire d'essere stato fortunato, sono cresciuto senza mai venire a sapere nè l'immaginario nè l'intreccio che componevano quest'opera, conoscevo il titolo e la celeberrima maschera (invenzione scenografica che non appartiene al romanzo); dunque ho potuto lasciare che la curiosità si alimentasse della sola pagina, vergine d'ogni fraintendimento.
    E mi piacerebbe che chiunque lo leggesse con questa ingenuità, poichè io lo considero uno degli intrecci narrativi più coinvolgenti e ben orchestrati mai letti!
    Ogni conclusione di capitolo spinge il lettore ad avanzare, il ritmo è sempre molto sostenuto, anche nelle descrizioni più liriche i particolari si arricchiscono e tutto pende, come in un incanto dal quale risulta molto difficile staccare gli occhi.
    Il naturalismo di Leroux non si perde molto in esitazioni, anzi, si spinge verso il finale in un crescendo di ossessioni e terrori - l'opera, che parte come una birbonata d'un buontempone, un fantasma che segue l'etichetta d'un abbonato storico - attirandosi un mio prematuro scetticismo - si arricchisce, sfuma i confini, fa brillare fate morgane, trabocchetti, storie, macabrezze e delicatezze, e tutto rispecchia il vero protagonista del romanzo: il teatro dell'opera di Parigi.
    L'operà è un dedalo di vite sotterranee, di intrighi e intricatezze (architettoniche e filosofiche), e nella discesa del conte di Chagny, guidato dal persiano, nell'intimo più profondo della struttura, ogni ombra, ogni angolo, ogni piccola fessura, si popola di personaggi e sottostorie brevissime che non possono non lasciare incantati - anche per la disarmante semplicità con la quale Leroux si muove attraverso la loro descrizione, breve ma mai banale o semplicistica.
    Più non voglio dire, perchè sul serio mi piacerebbe che ognuno arrivasse vergine a leggere questo romanzo, dal quale lasciarsi tirare per la manica, dal quale lasciarsi sopraffare - davvero una delle letture più belle mai portate a termine!
    Non potrete non amarlo, garantito!

    ha scritto il 

  • 0

    Prima di leggere questo romanzo ho guardato il film musicale e non posso negare che durante la lettura io sia stata fortemente influenzata dalla musica e dagli attori che ho immaginato anche durante l ...continua

    Prima di leggere questo romanzo ho guardato il film musicale e non posso negare che durante la lettura io sia stata fortemente influenzata dalla musica e dagli attori che ho immaginato anche durante la lettura che però si è mantenuta piacevole e sempre emozionante. Chi si sente l'anima dark non può perdersi questo capolavoro e deve assolutamente provare il brivido di "fare il tifo" per il Fantasma.

    ha scritto il 

  • 2

    Di una noia mortale!

    La storia è a tutti conosciuta, ma io ne faccio uno "schizzo": un teatro, l'Opera di Parigi; una cantante Christine Daae, che prima che incontrasse il fantasma non se la calcolava nessuno; un fantasma ...continua

    La storia è a tutti conosciuta, ma io ne faccio uno "schizzo": un teatro, l'Opera di Parigi; una cantante Christine Daae, che prima che incontrasse il fantasma non se la calcolava nessuno; un fantasma, Erik, innamorato e intransigente; una serie di direttori di teatro scettici riguardo alla presenza di un fantasma nel loro teatro; e il giovane Raoul, visconte de Chagny, innamorato di Christine. Una casa al di là di un lago sotterraneo (che per certi versi ricorda la caverna in cui Voldemort ha nascosto uno dei suoi Horcrux, ma solo perché Harry Potter è arrivato prima nella mia libreria, perché sennò sarebbe stato il contrario); un rapimento; una maschera che nasconde un volto alla cui vista non si può resistere. Un fantasma solitario e innamorato, che nella sua innamorata disperazione ricorda il Conte Vladislaus Draculia di Bram Stoker. Insomma gli elementi per rendere avvincente un canovaccio trito e ritrito nella storia della letteratura ci sono tutti, però...

    ..."Il fanstama dell'Opera" di Gaston Leroux mi è decisamente NON-piaciuto. La narrazione è lenta e contorta, con il fastidiosissimo narratore onnisciente che si intromette per parlare con il lettore. All'inizio, un po' come tutti i libri, fatica a partire. Ho faticato parecchio a prendere il filo, non vedendo l'ora di raggiungere un numero congruo di pagine per poter smettere di leggere (una cosa molto "matura" da fare, costringersi a leggere un tot di pagine, quando si comincia a leggere). Poi, dopo che mi sono imposta di finirlo entro breve, la narrazione ha cominciato a velocizzarsi, o forse solo la mia lettura si è velocizzata. Vero è che nel frattempo sono entrata nel clou della narrazione, il momento in cui Christine narra del fantasma, di come lui l'abbia fatta scendere nei sotterranei e l'abbia portata a casa sua. Il momento in cui, dopo che ha perso l'anello che lui le aveva donato, il fantasma la rapisce e Raoul, visconte de Chagny, suo promesso sposo, si reca nei sotterranei per salvarla. Insomma, la svolta di lettura è coincisa con la svolta nella narrazione. Ma ciò non ha cambiato il mio giudizio nei confronti del romanzo. Lento e poco avvincente. O l'ho letto in un periodo "sbagliato", o non mi sarebbe piaciuto neanche se lo avessi letto prima di andare al teatro, ma canticchiando le canzoni del musical, durante la lettura, mi sa che ho fatto solo "danno" a questo libro.

    Il mio giudizio finale è no, ma comunque non sconsiglio la lettura, chissà che voi non siate meno influenzati di me, se avete letto questa recensione probabilmente lo sarete, ma magari il libro riuscirà comunque a stupirvi, chissà...

    "Amico mio, nella musica c'è una potenza misteriosa che produce uno strano effetto: non esiste più nulla all'infuori di quei suoni che vi colpiscono il cuore"

    ha scritto il 

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