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Il fantasma dell'Opera

Di

Editore: Newton & Compton (Tascabili Economici Newton - Classici Superten, 30)

4.0
(837)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Galego , Polacco , Greco , Portoghese , Danese , Giapponese , Coreano , Ceco , Olandese

Isbn-10: 887983407X | Isbn-13: 9788879834070 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maurizio Grasso ; Prefazione: Vieri Razzini

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Descrizione del libro
Sono sette, a tutt’oggi, le riduzioni cinematografiche - la più bella, e la più fedele, quella del 1925 con Lon Chaney - che hanno consacrato la popolarità di questa originalissima opera scritta da Leroux nel 1911. La storia dell’amore di Erik, costretto a nascondere le sue orrende fattezze di teschio dietro una maschera, per Christine, la giovane soprano tanto graziosa quanto inesperta, si svolge tutta nell’ambiente del teatro dell’Opera, che diviene alter ego del Fantasma, luogo che crea l’azione. Campione di tutti gli eccessi, “mostro” al pari di Frankenstein e del Conte Dracula, Erik, grazie alla sua spendida voce, sedurrà Christine; geniale musicista, educherà la fanciulla, s’impossesserà di lei, riuscirà a far sgorgare dal petto della sua schiava d’amore una voce sublime… Una macchina narrativa sapientissima consente a Leroux di tenere in perfetto equilibrio commedia, avventura, poliziesco e grandguignol; così che alla fine della lettura ci accorgiamo di essere stati catturati da una storia tanto carica di suggestioni quanto lineare ed emblematica.
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  • 2

    poteva essere di più

    Che dire di questo romanzo! Ho tanto agognato poterlo leggere per poi scoprire che non fosse tutto questo granché!
    Certo, è sicuramente un classico che ogni buon lettore dovrebbe leggere nel corso del ...continua

    Che dire di questo romanzo! Ho tanto agognato poterlo leggere per poi scoprire che non fosse tutto questo granché!
    Certo, è sicuramente un classico che ogni buon lettore dovrebbe leggere nel corso della propria vita, ma diciamocelo: poteva essere di più!

    L'ambientazione parigina è sicuramente uno fra i pochi punti a suo favore; immaginare il teatro con le botole, i suoi cunicoli e le sue entrate segrete è stato molto stimolante. Ma il resto? Era del tutto inconsistente: la storia era lenta e l'inizio della vicenda sembrava non decollare affatto. L'autore sembrava dilungarsi un po' troppo su delle vicende a cui bastavano poche pagine, rischiando di apparire un pochino logorroico. I personaggi parevano piatti e superficiali.
    La storia d'amore fra i due protagonisti è paragonabile a un fuocherello quasi spento.
    Raoul, un uomo misto fra il tonto e il sentimentale piagnucolone. Lei, Christine una che di bello e interessante ha poco e niente, la solita ragazza che non da: "né di carne, né di pesce." E poi, lui, il famoso Fantasma dell'Opera, quello che sembra possedere la personalità più contorta e interessante, ma che ahimè non trova il suo giusto spazio nella storia. Eh sì, perché il romanzo, pur prendendo il suo nome, non lo mostra quasi per niente. Il Fantasma sembra sfuggire al lettore, quasi a volersi nascondere per tutta la vicenda, mentre, a parer mio, l'autore avrebbe dovuto far suscitare più interesse, a differenza di tutti gli altri personaggi.
    Verso la parte finale ho cominciato ad attaccarmi molto di più per via dell'effetto suspense che non mi era per niente dispiaciuto. Anche se ho trovato dei buchi inspiegabili come il personaggio del Persiano, che non è stato descritto a dovere, mi è sembrato un fungo saltato così all'improvviso.
    Il finale mi è parso un po' deludente, quasi misero e forzato e sopratutto inverosimile.

    Insomma, la storia poteva essere qualcosa di più se solo l'autore:
    - avesse curato di più la psicologia dei personaggi principali;
    - avesse alleggerito l'inizio della storia evitando alcune comparsate del tutto inutili;
    - avesse incentrato e curato più nei dettagli la figura principale del Fantasma, che ripeto, mi sembrava davvero interessante;
    - non si fosse incentrato solo ed esclusivamente a un tipo di scrittura grottesca ed ironica che in alcuni momenti del racconto stonava.

    Insomma bellissima trama ma poco sviluppata o sviluppata male, peccato perché avrebbe potuto godere di maggior successo. E' vero che la figura del fantasma è stata una fra le figure che ha più ispirato molti altri successi nel mondo e che ancora oggi rappresenta uno fra i personaggi più imitati e citati al mondo; tuttavia da da codesto classico mi aspettavo di più, E' stato un po' deludente.

    ha scritto il 

  • 4

    Rapita dal Fantasma

    Le quattro stelle sono tutte di ringraziamento a Gaston Leroux per aver inventato una storia da cui settant’anni dopo un genio ha tirato fuori uno splendido musical, di quelli che dopo averlo visto un ...continua

    Le quattro stelle sono tutte di ringraziamento a Gaston Leroux per aver inventato una storia da cui settant’anni dopo un genio ha tirato fuori uno splendido musical, di quelli che dopo averlo visto una non è più la stessa, perciò questa recensione sarà gravemente inquinata da indelebili impressioni scenico-musicali riassumibili nella frase “The phantom of the opera is there, inside my mind”.

    Ancora sotto l’effetto della magia del musical visto a Londra una settimana fa, non potevo non rileggermi anche il libro: un po’ per restare ancora in compagnia del Fantasma, un po’ per rispolverare l’originale. Dopo le struggenti canzoni e il pathos estremo del musical, il libro raffredda un po’ i bollenti spiriti.

    Anzitutto il tono è piuttosto ironico e spesso il narratore evidenzia il lato farsesco degli eventi, più che quello drammatico (vedi la scena della caduta del lampadario, strepitosa e allo stesso tempo irriverente). Pochi i momenti veramente coinvolgenti quindi, almeno per chi come me ancora sospira allo struggente lamento del fantasma nello scoprire che Christine è innamorata di un altro (“I gave you my music, I made your soul take wings/ and how you repaid me, denied me ad betrayed me” sigh.. - il sigh è mio).

    Fa uno strano effetto, inoltre, l’altalena continua tra invenzioni fantasmagoriche (il lago sotterraneo, il ballo in maschera, la camera dei supplizi…) e situazioni assolutamente prosaiche e borghesi, come gli acquisti per il comfort di Christine, la camera sotterranea con i mobili stile Luigi Filippo, in definitiva l’ossessione del Fantasma per una vita normale, per una vita in cui “possa portare a passeggio la sua sposa alla domenica”. Comprensibile dal punto di vista di uno costretto a nascondersi di continuo per via delle sue fattezze mostruose, non il massimo del romanticismo, tuttavia, dopo aver ascoltato “Music of the night” (non parliamo poi di “Point of no return”).

    Infine, è strutturato anche in maniera un po’ macchinosa: cambi di prospettiva e digressioni minuziose (sulla “singolare attitudine di una spilla da balia” ?!?) che in altri momenti mi avrebbero deliziato, ora, ancora sotto l’effetto della drastica semplificazione operata nel musical, dove o sei il Fantasma o sei Christine, mi hanno fatto solo sbuffare di impazienza.

    Certo, è ingiusto pretendere le stesse emozioni di una travolgente trasposizione teatrale tutta imperniata sulla disperata storia d’amore del Fantasma per la giovane e fragile Christine: il libro nasce come un poliziesco, come un’inchiesta per ricostruire una figura dall’alone misterioso e tragico. E’ anzi stupefacente che possa contenere, come di fatto è, pagine incredibilmente toccanti quando si arriva finalmente a descrivere i sentimenti dei due protagonisti, e soprattutto di Christine, un personaggio tutt’altro che banale.

    Il libro ha inoltre il pregio di fornire un’ambientazione di prim’ordine: l’Opera Garnier di Parigi. L’immenso teatro viene percorso in tutti i suoi diciassette (o erano 24?) piani, sia fuori terra che sottoterra, in tutti i suoi macchinari, corridoi, sottopalchi, tetti, sotterranei, innumerevoli botole… sempre all’inseguimento del Fantasma, e incontrando figure ancora più misteriose ed elusive di lui: i chiudiporte, l’ammazzatopi, l’oscuro personaggio col mantello nero e il cappello di feltro… insomma un tour appassionante dentro un monumento gigantesco, sfarzoso e pieno di segreti (immancabile la visita guidata nel mio prossimo viaggio a Parigi - chissà quando…).

    Volevo rileggermi qualche passaggio di quelli emozionanti, ma penso che mi vedrò per la trentaseiesima volta i video delle mie dieci-dodici canzoni preferite su youtube. Per farmi perdonare da Leroux, presto leggerò anche un altro suo libro, si spera con un minimo più di lucidità, ma per ora impossibile resistere al richiamo del Fantasma!

    ha scritto il 

  • 3

    Leggermente grottesco..

    Abbiamo un autore, Leroux, che con cipiglio giornalistico racconta le vicende che si sono svolte all'Opera, abbiamo Raoul, visconte, innamorato della bella e bravissima Christine, e poi ci sta lui, il ...continua

    Abbiamo un autore, Leroux, che con cipiglio giornalistico racconta le vicende che si sono svolte all'Opera, abbiamo Raoul, visconte, innamorato della bella e bravissima Christine, e poi ci sta lui, il fantasma, che un fantasma non è. Sadico, mostruoso, geniale e assassino. Rapisce Christine, alloggia nei sotterranei in un doppiofondo, conosce trucchi di prestigiatore e ha una camera dei giochi ma non come quella di Christian Grey (scusate il paragone infelice XD ).
    La storia prende e attrae, i personaggi però sono un po' piatti. La storia d'amore è inconsistente: Raoul è innamorato di Christine, Il Fantasma è innamorato di Christine.. Christine solo a metà libro afferma di essere innamorata di Raoul (ma non è così romantico come dovrebbe essere...).
    Il Persiano si intravede all'inizio della storia e alla fine ma se avesse fermato Erik (il fantasma) quando poteva....
    Classico da leggere almeno una volta nella vita, mi è pure piaciuto ma non so se lo rileggerò mai di nuovo.
    3 stelline e mezzo! =)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Storia controversa appartenente a più generi letterari anche se io la identifico più come un romanzo gotico-poliziesco.
    Protagonisti sono Christine Dàae dotata di una voce incantevole, Raoul suo amato ...continua

    Storia controversa appartenente a più generi letterari anche se io la identifico più come un romanzo gotico-poliziesco.
    Protagonisti sono Christine Dàae dotata di una voce incantevole, Raoul suo amato e fan intento a salvarlo dalla cupa minaccia del terzo personaggio principale, conosciuto con vari nomi tra i quali "Angelo della Musica", "Signore dei tombini" e "Fantasma dell'Opera".
    Tutta la vicenda si svolge in un Opera di Parigi, tra le invidie della prima donna costretta al silenzio, i timori dei due nuovi proprietari dell'edificio,le chiacchiere frivole delle ballerine e la presenza di un orientale che osserva la scena come uno spettatore ma che infine decide d'intervenire.
    Inquietante il concetto di amore che traspare da queste pagine: Raoul oscilla dall'amore all'odio con la medesima facilità di un Catullo recidivo; Erick minaccia di uccidere tutti gli spettatori presenti all'Opera se Christine non accetterà di diventare sua sposa.

    Sconvolgenti anche i risvolti gotici all'interno dell'opera. Il Fantasma dimostra di essere un killer a sangue freddo disposto a tutto pur di accontentare i suoi capricci; la maschera che indossa non può nascondere la sua naturale perfidia e il suo egoismo mentre il suo volto sfigurato è segno di un'esistenza negatagli per un vano capriccio d'estetica. Egli risulta un individuo dalle mille sfumature psicologiche e in totale contrasto con se stesso.

    Lo stile dell'autore merita particolare attenzione. Egli narra la vicenda come se fosse accaduta sul serio dando l'illusione della realtà ma al tempo stesso riesce a generare una suspance in grado di animare il lettore e invitarlo a una lettura curiosa e vorace.

    ha scritto il 

  • 3

    Christine, tu devi amarmi!

    Il mistero del Fantasma dell'Opera vissuto attraverso una sorta di inchiesta giornalistica. Man mano che il racconto va avanti, il lettore viene trascinato all'interno del teatro dell'Opera di Parigi, ...continua

    Il mistero del Fantasma dell'Opera vissuto attraverso una sorta di inchiesta giornalistica. Man mano che il racconto va avanti, il lettore viene trascinato all'interno del teatro dell'Opera di Parigi, del suo palco, dei dietro le quinte, passando per porte nascoste e botole fino ai suoi enormi e oscuri sotterranei.
    La narrazione di Leroux è macchinosa e inizialmente lenta. Arrivati in prossimità delle cento pagine la trama si infittisce e la curiosità nei confronti dei fatti cresce ammaliando il lettore suo malgrado. Ahimè i personaggi non sono niente di che, “il fantasma” è spesso crudele, insensato e folle oltre che lamentoso e lunatico, Christine è una povera sciocchina lagnosa e Raul un povero scemo innamorato ipersensibile. L’unica figura degna di nota è il Persiano al quale lo scrittore fa anche narrare una parte del romanzo. Per quanto ci sia il cosiddetto lieto fine, la conclusione mi ha lasciato poco soddisfatta e aggiungendo il danno alla beffa, l’epilogo il buon Leroux se lo poteva pure risparmiare! 3.5

    ha scritto il 

  • 2

    il rapitore pazzo

    E questo rientra nei classici che mi hanno delusa. Ho letto altre recensioni e si parlava di una storia d'amore che non sono riuscita a trovare e, in alcuni casi, di un fantasma affascinante. Il fanta ...continua

    E questo rientra nei classici che mi hanno delusa. Ho letto altre recensioni e si parlava di una storia d'amore che non sono riuscita a trovare e, in alcuni casi, di un fantasma affascinante. Il fantasma dell'opera è un pazzo rapitore con una vena sadica e, no, non è romantico.
    Non mi pare che essere rapita da un maniaco deforme che vive nei sotterranei per essere sposati vivi o morti sia romantico. Forse per qualcuno lo è, ma non lo so e non lo voglio sapere. Per non parlare della narrazione (o traduzione, non so), soprattutto nelle prime cento pagine. Pesante.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro intenso che mi ha suscitato tante emozioni contrastanti, un romanzo drammatico e tenero allo stesso momento. Uno stile diretto, che mi ha davvero colpita, con alternanza di ritmi lenti nei momen ...continua

    Libro intenso che mi ha suscitato tante emozioni contrastanti, un romanzo drammatico e tenero allo stesso momento. Uno stile diretto, che mi ha davvero colpita, con alternanza di ritmi lenti nei momenti di quiete, a ritmi drammatici, veloci, quasi folli nei momenti di maggiore azione. Uno stile capace di tenermi con il fiato sospeso.
    Alla fine non puoi che sospirare, proprio come l'ingenua Christine, "Povero sventurato Erik!".
    Un uomo come lui, che non ha mai ricevuto una gentilezza, una carezza, un bacio, emarginato dalla sua stessa madre per il suo orribile aspetto, ma un uomo dal grande genio e intelletto che non chiedeva altro di poter vivere come qualsiasi altro uomo esistente.
    Povero, povero Erik.

    ha scritto il 

  • 3

    Un bel libro, ironico e drammatico nello stesso tempo. La figura del fantasma ne contiene tante altre, è l'emblema della sofferenza e della disperazione ma nonostante ciò è positiva. Mi ha colpito e i ...continua

    Un bel libro, ironico e drammatico nello stesso tempo. La figura del fantasma ne contiene tante altre, è l'emblema della sofferenza e della disperazione ma nonostante ciò è positiva. Mi ha colpito e intenerito. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro "troppo" forse, nei toni, ma certo godibilissimo. Ironico e nello stesso tempo drammatico, nella figura del fantasma se ne celano tante..direi che è quella che più mi ha colpito, intenerito q ...continua

    Un libro "troppo" forse, nei toni, ma certo godibilissimo. Ironico e nello stesso tempo drammatico, nella figura del fantasma se ne celano tante..direi che è quella che più mi ha colpito, intenerito quasi. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    ”Non ci si chiude in una tomba con un cadavere che vi ama”

    Peccato però, perché questo cadavere aveva il suo fascino.

    L’incantevole voce italiana di Christine Daaé, nel film Il Fantasma dell'Opera di ...continua

    ”Non ci si chiude in una tomba con un cadavere che vi ama”

    Peccato però, perché questo cadavere aveva il suo fascino.

    L’incantevole voce italiana di Christine Daaé, nel film Il Fantasma dell'Opera di J. Shumacher, è quella di Renata Fusco, la sorella di un mio collega.

    https://www.youtube.com/watch?v=UelspeFKwcY

    http://www.musicme.com/Luca-Velletri/videos/Il-Fantasma-Dell%27opera---Renata-Fusco-E-Luca-Velletri-694C6A5331545970696367.html

    ha scritto il 

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