Il fantasma dell'Opera

Di

Editore: Newton & Compton Editori

4.0
(868)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Galego , Polacco , Greco , Portoghese , Danese , Giapponese , Coreano , Ceco , Olandese

Isbn-10: 8882891127 | Isbn-13: 9788882891121 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Grasso

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
La storia dell’amore di Erik – costretto a nascondere le sue orrende fattezze dietro una maschera – per Christine, la giovane soprano tanto graziosa quanto inesperta, si svolge tutta nell’ambiente del teatro dell’Opera, che diviene alter ego del Fantasma, luogo che crea l’azione. Campione di tutti gli eccessi, “mostro” al pari di Frankenstein e del Conte Dracula, la educherà, s’impossesserà di lei, riuscirà a far sgorgare dal petto della sua schiava d’amore una voce sublime… Una macchina narrativa sapientissima consente a Leroux di tenere in perfetto equilibrio commedia, avventura, poliziesco e grandguignol; così che alla fine della lettura ci accorgiamo di essere stati catturati da una storia tanto carica di suggestioni quanto lineare ed emblematica.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ho scoperto quest'opera grazie al bellissimo musical, ed era decisamente arrivato il momento di leggere anche il romanzo da cui è stato tratto.
    Era un periodo di blocco del lettore, ma questo libro mi ...continua

    Ho scoperto quest'opera grazie al bellissimo musical, ed era decisamente arrivato il momento di leggere anche il romanzo da cui è stato tratto.
    Era un periodo di blocco del lettore, ma questo libro mi ha fatto riassaporare il piacere della lettura e del mistero. Il fatto che conoscessi già la trama non mi ha tolto alcun piacere nel leggere le avventure di Erik, Cristine e Raoul, cosa che non mi capita spesso.
    Inoltre una figura in particolare ha acceso la mia curiosità, l'unica figura di cui non sappiamo nulla escluso il suo aspetto, l'uomo nero con il mantello e il cappello di feltro. Non sapremo mai chi fosse e che ruolo avesse nel teatro dell'opera e questo ulteriore alone di mistero, per di più inspiegato, aggiunge un tocco in più a tutta la storia, tanto avvincente quanto incredibile, del fantasma dell'opera.

    Unica pecca il fatto che nella mia edizione della Newton Compton manchino le prime sette pagine di introduzione.
    Mi scuso inoltre con chi leggerà questa mia recensione, ma per finire il romanzo ho fatto mattina... e le mie facoltà mentali sono un po' fiacche al momento.

    ha scritto il 

  • 3

    Trama sicuramente avvincente, lettura piacevole, ma, a mio parere, la scrittura ha risentito molto del passare del tempo, risultando a tratti antiquata, a tratti troppo ingenua per un lettore moderno. ...continua

    Trama sicuramente avvincente, lettura piacevole, ma, a mio parere, la scrittura ha risentito molto del passare del tempo, risultando a tratti antiquata, a tratti troppo ingenua per un lettore moderno. Anche i personaggi sono abbastanza piatti, quasi bidimensionali, certamente un po´stereotipati e riesce difficile affezionarcisi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    MOLTO BELLO

    : avvincente, ricco di suspence e mistero, romantico, toccante e coinvolgente.
    Il personaggio di Erik mi ha affascinata moltissimo, dato che su di lui circolano tantissime domande, segreti e misteri: ...continua

    : avvincente, ricco di suspence e mistero, romantico, toccante e coinvolgente.
    Il personaggio di Erik mi ha affascinata moltissimo, dato che su di lui circolano tantissime domande, segreti e misteri: umano o fantasma? Mostro o uomo? Amore o semplice desiderio di uccidere? Passione o vendetta? Difficilmente dimenticherò una bellissima figura come la sua. L'unica cosa che non mi è piaciuta è il modo in cui Leroux scriveva: punteggiatura estremamente errata, narrazione degli eventi troppo rapida, troppi cambi di narratori o protagonisti... Per farla breve: un modo troppo frettoloso di scrivere. Nonostante ciò, però, il libro è assolutamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Storia decisamente avvincente ed originale! Non può non conquistare l'attenzione del lettore con i vari trucchi e colpi di scena sapienti pari solo a quelli del…Fantasma dell'Opera!!!.

    ha scritto il 

  • 3

    Né bello né brutto.. La storia in sé non sarebbe male, ma non ha nessuna attrattiva nel modo in cui è narrata. A volte noiosa, e sembra, o in effetti è così, che non succeda niente. No trama.

    ha scritto il 

  • 4

    Non saprei come recensire questo romanzo se non scrivendo che sarebbe stato un capolavoro se avesse avuto cento pagine in più.
    Il fantasma dell'opera è un romanzo famosissimo, forse più per le sue tra ...continua

    Non saprei come recensire questo romanzo se non scrivendo che sarebbe stato un capolavoro se avesse avuto cento pagine in più.
    Il fantasma dell'opera è un romanzo famosissimo, forse più per le sue trasposizioni cinematografiche che non perché sia stato effettivamente letto da molti. Affronta tematiche, forse già un po' assodate, in un modo originale e coinvolgente.
    Il romanzo vuole essere una ricostruzione storico-giudiziaria, scritta a posteriori dall'autore, per cercare di chiarire i fantastici ed orridi eventi accaduti al teatro dell'Opera di Parigi.
    Il protagonista è ovviamente il fantasma, che non è un essere composto da materia ectoplasmatica, ma da carne e ossa: il suo nome è Erik, un mostro nato con deformazioni fisiche incredibili, con un volto simile a quello di un teschio, dagli occhi fiammeggianti e dalle mani che sembrano provenire direttamente dall'oltretomba. Un essere talmente ripugnante che nemmeno la propria madre ha avuto il coraggio di tenerselo a fianco a lungo: per non dover guardare il suo volto disgustoso gli regalò un maschera, per sfruttare in qualche modo le deformità lo faceva esibire in strada come fenomeno da baraccone. Ma la bruttezza, in Erik, è in qualche modo compensata da un'intelligenza incredibile, sottile e acuta, e da una voce meravigliosa, come quella del più celeste degli angeli. Le sue incredibili capacità lo faranno arrivare a Parigi, dove sarà scelto per completare la costruzione del teatro dell'Opera e, mentre Erik porterà a termine la costruzione dell'edificio, ne costruirà parimenti uno nascosto sotto il teatro, accessibile solo per vie misteriose e segrete, un luogo infernale nelle fogne di Parigi, la casa di un essere che sembra nato dai morti. Ma la sua esistenza non sembra essere soddisfatta se non con il ricorso sapiente agli inganni, alla paura, alla stessa morte: modulando sapientemente la sua voce, conoscendo botole e vie segrete del teatro, nascondendosi dietro doppie pareti ignote a tutti, Erik creerà la terribile leggenda del fantasma, un essere inesorabile che dai direttori del teatro pretende mensilmente uno stipendio, ogni giorno rispetto e ad ogni spettacolo il palco migliore, senza alcuna remora nell'uccidere chi si avvicina troppo a penetrare il suo mistero. L'ossessione di Erik e la sua malvagità sembrano crescere con l'arrivo all'opera di Christine Daaé, una giovane soprano dalla tipica bellezza delle terre del Nord, dotata di una voce angelica con la quale cerca di soddisfare la sua passione per la musica trasmessale dall'adorato padre defunto. La bellezza e la bontà di Christine faranno ben presto innamorare di un amore malato il fantasma che, per possederla, cercherà di ricorrere ad ogni inganno, facendosi addirittura credere l'Angelo della Musica inviato dal Paradiso sulla terra dal padre della ragazza. La fanciulla, oltremodo ingenua ed estremamente buona, si farà presto sopraffare, ma, proprio quando il fantasma crederà di essere riuscito a sedurla, la sua maschera mostrerà il suo volto ripugnante e Christine, dimentica delle bellezze musicali del fantasma, ricorderà solo la paura provata dalla sua terribile bruttezza.
    Questa, a grandi linee, la trama che vede in realtà presenti molti più personaggi, soprattutto il visconte di Chagny, un bellissimo e grazioso giovane innamorato, fin dall'infanzia, della seducente Christine e desideroso di salvarla dalle grinfie del criminale - il fantasma - che si prende gioco di lei e che arriva addirittura a rapirla; e il Persiano, intimo conoscente di Erik, a cui aveva in passato salvato la vita, ma troppo disgustato dai crimini commessi dal fantasma per desiderare di salvarlo di nuovo.
    Tutta la storia è pervasa da un alone di mistero, di gotico: ad ogni passo, ad ogni parola di Christine e del visconte di Chagny sembra quasi di sentire i passi vellutati, i sospiri angosciati di Erik. Quella del fantasma è una figura estremamente riuscita: abilissimo costruttore, dotato di capacità sovrumane, alla fine è ucciso dallo stesso sentimento che dilania i cuori del più umano degli esseri. Una contraddizione perfetta per far riflettere il lettore, diviso dalla compassione e dal disprezzo per Erik.
    Passiamo ai difetti; la scrittura è un po' frettolosa: sarebbe stato un capolavoro se l'autore avesse scritto un pochino di più, per sondare più in profondità soprattutto il legame che univa il fantasma con il Persiano che, nel romanzo, è spiegato solo nelle ultime quattro pagine. Ancora, a tratti Christine è insopportabile: eccessivamente ingenua, tanto buona da essere irrealisticamente stupida. Il suo tira e molla con il visconte di Chagny è, almeno all'inizio, estenuante. Ancora, la descrizione della camera dei supplizi costruita dal fantasma è troppo confusa: difficilissimo capire come fosse effettivamente costruita, bisogna leggere quelle pagine più di una volta e avere un'immaginazione molto vivace.
    Difetti superficiali e facilmente dimenticabili specie a paragone di una figura indimenticabile come quella di Erik, diviso tra l'umano e il mostro, tra l'amore e la vendetta, tra la passione e desiderio di uccidere.

    ha scritto il 

  • 5

    E' semplicemente un libro bellissimo. Non date confidenza a chi scrive diversamente, il romanzo merita eccome. Non si può leggere di gente che ha trovato ostica la lettura perché si è trovato davanti ...continua

    E' semplicemente un libro bellissimo. Non date confidenza a chi scrive diversamente, il romanzo merita eccome. Non si può leggere di gente che ha trovato ostica la lettura perché si è trovato davanti uno stile ottocentesco, oppure di altri che addirittura imputano ad un maestro come Leroux l'errore di aver svolto, in alcune parti, troppo frettolosamente la trama, o, infine, di altri ancora che lo accusano di aver solo accennato la psicologia dei personaggi o la storia d'amore tra questo e quel personaggio... Insomma: bazzecole. Non c'è nessun errore, ci troviamo di fronte ad un'opera magistrale.
    Potrei capire, e lo accetterei ben volentieri pur pensandola diversamente, se qualcuno molto più semplicemente dicesse che non gli è piaciuta la storia e amen!, ma ergersi su di un piedistallo, segnalare errori, dare addirittura consigli (a Leroux!, dico io non a Moccia, ma a Gaston Leroux!) su come si sarebbe dovuta sviluppare la trama e bollare il libro come un obbrobrio, proprio non lo accetto.
    Un classico che merita e stramerita.

    ha scritto il 

  • 2

    poteva essere di più

    Che dire di questo romanzo! Ho tanto agognato poterlo leggere per poi scoprire che non fosse tutto questo granché!
    Certo, è sicuramente un classico che ogni buon lettore dovrebbe leggere nel corso del ...continua

    Che dire di questo romanzo! Ho tanto agognato poterlo leggere per poi scoprire che non fosse tutto questo granché!
    Certo, è sicuramente un classico che ogni buon lettore dovrebbe leggere nel corso della propria vita, ma diciamocelo: poteva essere di più!

    L'ambientazione parigina è sicuramente uno fra i pochi punti a suo favore; immaginare il teatro con le botole, i suoi cunicoli e le sue entrate segrete è stato molto stimolante. Ma il resto? Era del tutto inconsistente: la storia era lenta e l'inizio della vicenda sembrava non decollare affatto. L'autore sembrava dilungarsi un po' troppo su delle vicende a cui bastavano poche pagine, rischiando di apparire un pochino logorroico. I personaggi parevano piatti e superficiali.
    La storia d'amore fra i due protagonisti è paragonabile a un fuocherello quasi spento.
    Raoul, un uomo misto fra il tonto e il sentimentale piagnucolone. Lei, Christine una che di bello e interessante ha poco e niente, la solita ragazza che non da: "né di carne, né di pesce." E poi, lui, il famoso Fantasma dell'Opera, quello che sembra possedere la personalità più contorta e interessante, ma che ahimè non trova il suo giusto spazio nella storia. Eh sì, perché il romanzo, pur prendendo il suo nome, non lo mostra quasi per niente. Il Fantasma sembra sfuggire al lettore, quasi a volersi nascondere per tutta la vicenda, mentre, a parer mio, l'autore avrebbe dovuto far suscitare più interesse, a differenza di tutti gli altri personaggi.
    Verso la parte finale ho cominciato ad attaccarmi molto di più per via dell'effetto suspense che non mi era per niente dispiaciuto. Anche se ho trovato dei buchi inspiegabili come il personaggio del Persiano, che non è stato descritto a dovere, mi è sembrato un fungo saltato così all'improvviso.
    Il finale mi è parso un po' deludente, quasi misero e forzato e sopratutto inverosimile.

    Insomma, la storia poteva essere qualcosa di più se solo l'autore:
    - avesse curato di più la psicologia dei personaggi principali;
    - avesse alleggerito l'inizio della storia evitando alcune comparsate del tutto inutili;
    - avesse incentrato e curato più nei dettagli la figura principale del Fantasma, che ripeto, mi sembrava davvero interessante;
    - non si fosse incentrato solo ed esclusivamente a un tipo di scrittura grottesca ed ironica che in alcuni momenti del racconto stonava.

    Insomma bellissima trama ma poco sviluppata o sviluppata male, peccato perché avrebbe potuto godere di maggior successo. E' vero che la figura del fantasma è stata una fra le figure che ha più ispirato molti altri successi nel mondo e che ancora oggi rappresenta uno fra i personaggi più imitati e citati al mondo; tuttavia da da codesto classico mi aspettavo di più, E' stato un po' deludente.

    ha scritto il 

  • 3

    Ben scritto , non dimostra l'età che ha, molto originale l'impianto narrativo tra opera teatrale, libro di memorie e articolo giornalistico. Bella la storia e ottima la caratterizzazione dei personag ...continua

    Ben scritto , non dimostra l'età che ha, molto originale l'impianto narrativo tra opera teatrale, libro di memorie e articolo giornalistico. Bella la storia e ottima la caratterizzazione dei personaggi ma... troppo lungo e descrittivo tanto, a volte, da farmi perdere la pazienza. Forse perchè si tratta della versione integrale non so o forse la smania di sapere e invece mi ha fatto sudare.....

    ha scritto il 

  • 4

    Rapita dal Fantasma

    Le quattro stelle sono tutte di ringraziamento a Gaston Leroux per aver inventato una storia da cui settant’anni dopo un genio ha tirato fuori uno splendido musical, di quelli che dopo averlo visto un ...continua

    Le quattro stelle sono tutte di ringraziamento a Gaston Leroux per aver inventato una storia da cui settant’anni dopo un genio ha tirato fuori uno splendido musical, di quelli che dopo averlo visto una non è più la stessa, perciò questa recensione sarà gravemente inquinata da indelebili impressioni scenico-musicali riassumibili nella frase “The phantom of the opera is there, inside my mind”.

    Ancora sotto l’effetto della magia del musical visto a Londra una settimana fa, non potevo non rileggermi anche il libro: un po’ per restare ancora in compagnia del Fantasma, un po’ per rispolverare l’originale. Dopo le struggenti canzoni e il pathos estremo del musical, il libro raffredda un po’ i bollenti spiriti.

    Anzitutto il tono è piuttosto ironico e spesso il narratore evidenzia il lato farsesco degli eventi, più che quello drammatico (vedi la scena della caduta del lampadario, strepitosa e allo stesso tempo irriverente). Pochi i momenti veramente coinvolgenti quindi, almeno per chi come me ancora sospira allo struggente lamento del fantasma nello scoprire che Christine è innamorata di un altro (“I gave you my music, I made your soul take wings/ and how you repaid me, denied me ad betrayed me” sigh.. - il sigh è mio).

    Fa uno strano effetto, inoltre, l’altalena continua tra invenzioni fantasmagoriche (il lago sotterraneo, il ballo in maschera, la camera dei supplizi…) e situazioni assolutamente prosaiche e borghesi, come gli acquisti per il comfort di Christine, la camera sotterranea con i mobili stile Luigi Filippo, in definitiva l’ossessione del Fantasma per una vita normale, per una vita in cui “possa portare a passeggio la sua sposa alla domenica”. Comprensibile dal punto di vista di uno costretto a nascondersi di continuo per via delle sue fattezze mostruose, non il massimo del romanticismo, tuttavia, dopo aver ascoltato “Music of the night” (non parliamo poi di “Point of no return”).

    Infine, è strutturato anche in maniera un po’ macchinosa: cambi di prospettiva e digressioni minuziose (sulla “singolare attitudine di una spilla da balia” ?!?) che in altri momenti mi avrebbero deliziato, ora, ancora sotto l’effetto della drastica semplificazione operata nel musical, dove o sei il Fantasma o sei Christine, mi hanno fatto solo sbuffare di impazienza.

    Certo, è ingiusto pretendere le stesse emozioni di una travolgente trasposizione teatrale tutta imperniata sulla disperata storia d’amore del Fantasma per la giovane e fragile Christine: il libro nasce come un poliziesco, come un’inchiesta per ricostruire una figura dall’alone misterioso e tragico. E’ anzi stupefacente che possa contenere, come di fatto è, pagine incredibilmente toccanti quando si arriva finalmente a descrivere i sentimenti dei due protagonisti, e soprattutto di Christine, un personaggio tutt’altro che banale.

    Il libro ha inoltre il pregio di fornire un’ambientazione di prim’ordine: l’Opera Garnier di Parigi. L’immenso teatro viene percorso in tutti i suoi diciassette (o erano 24?) piani, sia fuori terra che sottoterra, in tutti i suoi macchinari, corridoi, sottopalchi, tetti, sotterranei, innumerevoli botole… sempre all’inseguimento del Fantasma, e incontrando figure ancora più misteriose ed elusive di lui: i chiudiporte, l’ammazzatopi, l’oscuro personaggio col mantello nero e il cappello di feltro… insomma un tour appassionante dentro un monumento gigantesco, sfarzoso e pieno di segreti (immancabile la visita guidata nel mio prossimo viaggio a Parigi - chissà quando…).

    Volevo rileggermi qualche passaggio di quelli emozionanti, ma penso che mi vedrò per la trentaseiesima volta i video delle mie dieci-dodici canzoni preferite su youtube. Per farmi perdonare da Leroux, presto leggerò anche un altro suo libro, si spera con un minimo più di lucidità, ma per ora impossibile resistere al richiamo del Fantasma!

    ha scritto il 

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