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Il fantasma esce di scena

Di

Editore: Einaudi

3.8
(685)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 226 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8806192191 | Isbn-13: 9788806192198 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Art, Architecture & Photography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nathan Zuckerman torna a New York dopo undici anni di esilio nella campagna del New England. Non ha fatto altro che scrivere, isolato dal resto del mondo, ma ora deve sottoporsi a un piccolo intervento legato alle conseguenze di un vecchio tumore alla prostata. Tre incontri fanno esplodere l'involucro della sua solitudine. Ha accettato di scambiare la propria residenza di campagna con quella di una giovane coppia, entrambi aspiranti scrittori: l'anziano e ormai impotente Zuckerman sente riaccendersi il gioco della seduzione e inizia a corteggiare la trentenne Jaime. Il secondo incontro è con una donna che Zuckerman ha conosciuto da giovane: Amy Bellette, la compagna e musa del suo primo eroe letterario, E. I. Lonoff. Amy, un tempo irresistibile, è ora una donna anziana, consumata da una terribile malattia. C'è poi il rozzo e spregiudicato Richard, l'aspirante biografo di Lonoff, l'esatto rovescio di Nathan, il ritratto della volgarità del mondo letterario, forse l'amante di Jaime, disposto a qualunque cosa pur di venire a capo del "grande segreto di Lonoff": la sua presunta relazione incestuosa con la sorella. Se il corpo di Zuckerman è "il fantasma che sta per uscire di scena", il suo sguardo, proprio su quella scena, rimane spietato e implacabile, come un protagonista stanco che osservi le povere mosse di qualche comparsa.
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  • 1

    un nuovo livello/libello di seghe mentali

    che poi corrispondono per gli sportivi di questa categoria anche a quelle

    vabbè avete capito

    non hanno molto fascino sulle donne

    doppia medaglia quindi ...continua

    un nuovo livello/libello di seghe mentali

    che poi corrispondono per gli sportivi di questa categoria anche a quelle

    vabbè avete capito

    non hanno molto fascino sulle donne

    doppia medaglia quindi

    ha scritto il 

  • 2

    un nuovo livello/libello di seghe mentali

    che poi corrispondono per gli sportivi di questa categoria anche a quelle

    vabbè avete capito

    non hanno molto fascino sulle donne

    doppia medaglia quindi ...continua

    un nuovo livello/libello di seghe mentali

    che poi corrispondono per gli sportivi di questa categoria anche a quelle

    vabbè avete capito

    non hanno molto fascino sulle donne

    doppia medaglia quindi

    ha scritto il 

  • 5

    Letterina a Mr.Zuckerman

    Caro Mr.Zuckerman, grazie. Le confesso di non averLa mai apprezzata molto. Forse anche per invidia, visto che Lei è un noto scrittore, cosa che sarebbe tanto piaciuta essere anche a me.Ma adesso che L ...continua

    Caro Mr.Zuckerman, grazie. Le confesso di non averLa mai apprezzata molto. Forse anche per invidia, visto che Lei è un noto scrittore, cosa che sarebbe tanto piaciuta essere anche a me.Ma adesso che La ritrovo, impotente e incontinente, coscientemente in balia di irrefrenabili istinti seduttivi e conseguenti sofferenze adolescenziali, vecchio giovane che si riaffaccia alla vita,, così mostruosamente saggio nella fuga e così consapevolmente sprovveduto nel rituffarsi nel mondo dei desideri e delle tentazioni, non posso non amarLa.Grazie, grazie di avermi raccontato cosa sarò fra vent' anni. Grazie di cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Malinconia senile

    Incipit:
    "Non andavo a New York da undici anni. Tolta una visita a Boston per l'asportazione di una prostata cancerosa, in quegli undici anni non mi ero mai allontanato dalla mia strada di montagna de ...continua

    Incipit:
    "Non andavo a New York da undici anni. Tolta una visita a Boston per l'asportazione di una prostata cancerosa, in quegli undici anni non mi ero mai allontanato dalla mia strada di montagna dei Berkshire e, ciò che più conta, avevo di rado aperto un giornale o ascoltato le notizie alla addio dopo l'11 settembre, tre anni prima; senza alcun senso di perdita - ma semplicemente, all'inizio, con una sorta di aridità interiore - avevo smesso di vivere non soltanto nel gran mondo ma nel presente. Da molto tempo avevo soffocato l'impulso di starci dentro e di farne parte".

    Libro da non leggere se si hanno problemi alla prostata ("E' così: il destino ti sta dietro le spalle e un giorno salta fuori e grida Buu! Cancro alla prostata").
    Parla del ritorno a New York di Nathan Zuckerman, uno scrittore, dopo undici anni di vita appartata nei monti del New England, per fuggire alle minacce di un gruppo antisionista e anche agli avvenimenti del "presente".
    E' un libro sul mondo della letteratura e sulla tendenza, da parte dei media e dei critici letterari, a voler trovare spunti autobiografici nelle opere di fiction. Ma c'è anche il tema della depressone, della tristezza della vecchiaia, che si manifesta nei problemi fisici (l cancro alla prostata, l'incontinenza), nella perdita progressiva della concentrazione e della memoria, nel vedere vecchiaia e malattia nella vecchia fiamma (l'incontro con Amy Ballette, malata di cancro al cervello). Ma la decadenza risalta soprattutto nell'incontro con una coppia di giovani sposi, Jamie e Billy, ai quali propone uno scambio di case, per rimanere un anno a New York. Jamie diviene un "sogno impossibile": il sogno di riuscire, nonostante la malattia e l'impotenza, a conquistarla, il sogno di ritrovare la giovinezza perduta.
    Questo sogno si manifesta anche nello scontro con il giovane e vigoroso Kliman (che Nathan ritiene l'amante di Jamie): pieno di ambizioni e di entusiasmo, vorrebbe l'aiuto di Nathan per scrivere una biografia di Lonoff, uno scrittore dimenticato, riportando alla luce un "segreto" inconfessabile della sua vita giovanile.
    Dopo questa immersione in una New York che appare notturna e quasi ipnotica, vista con gli occhi del "fantasma" Nathan, il vecchio scrittore tornerà a ritirarsi tra i suoi monti, lasciando i "fantasmi" Jamie, Kliman, Amy alla loro sorte.

    ha scritto il 

  • 4

    Exit Ghost

    Avevo bisogno di concludere qualcosa e di chiudere qualcosa, così, chiusa la serie Zuckerman protagonista, andrò a chiudere i Malaussène di Pennac, poi Zuckerman narratore, poi Adamsberg, (a Vargas ...continua

    Avevo bisogno di concludere qualcosa e di chiudere qualcosa, così, chiusa la serie Zuckerman protagonista, andrò a chiudere i Malaussène di Pennac, poi Zuckerman narratore, poi Adamsberg, (a Vargas piacendo), Montalbano, (che Dio non voglia!*), e così via, fino a che non ci sarà più niente da chiudere, ma tutto da aprire, o da riaprire.

    So long, dear Nathan, I will miss you so much!
    Arrivata al sesto e ultimo capitolo della vita del famoso alter ego di Roth, non posso che ribadire che se Zuckerman se n'è andato alla grande come era arrivato, Roth rimarrà sempre quel genio che mi ha fatto innamorare della lettura.

    *L'ultimo episodio di Montalbano "Riccardino", per espressa volontà di Camilleri, uscirà postumo.

    ha scritto il 

  • 4

    A quasi trent’anni dal primo romanzo della “saga” di Zuckerman (Lo scrittore fantasma) Roth lo riporta al centro dell’attenzione dei suoi lettori con un originale Il fantasma esce di scena, che sicura ...continua

    A quasi trent’anni dal primo romanzo della “saga” di Zuckerman (Lo scrittore fantasma) Roth lo riporta al centro dell’attenzione dei suoi lettori con un originale Il fantasma esce di scena, che sicuramente risente rispetto al primo di una diversa maturità dello scrittore, non ci sono più fuochi d’artificio nella sua scrittura e nelle gesta del suo alter ego, ma comunque resta un personaggio affascinante e fuori da ogni contesto.
    Zuckerman ormai anziano e avvolto nel suo pannolone, ritorna dopo 11 anni di isolamento in campagna a New York e se ritrova una città dove tutto è cambiato per non cambiare nulla, ritrova anche lo stimolo per struggersi di desiderio per una giovane donna con la quale intreccia, soprattutto nella sua fantasia, dialoghi erotici.
    Una breve commedia dolce amara, con tante riflessioni che Roth ci costringe a fare e che ci riportano sempre a quelle che sono le questioni fondamentali dell’umanità, quali l’amore seppure sia identificato con il vigore, il desiderio e la giovinezza.
    Particolarmente toccanti sono state per me le pagine in cui si confronta con lo scrittore giovane, quanto è verosimile la distanza intellettuale e che si interpone fra due persone che hanno 40 anni di differenza, e mentre il primo è davvero ignaro di tante sfumature l’anziano ha purtroppo un vantaggio\svantaggio, la consapevolezza, l’esperienza e l’amarezza di vedere di fronte a se ciò che si è stati e non si è più.

    ha scritto il 

  • 2

    Da Philip Roth mi sarei aspettata di meglio. Siamo ben lontani dalle alte vette di "Pastorale Americana" o di "Professore di desiderio". Le paranoie del protagonista, sebbene realistiche, sono ben lon ...continua

    Da Philip Roth mi sarei aspettata di meglio. Siamo ben lontani dalle alte vette di "Pastorale Americana" o di "Professore di desiderio". Le paranoie del protagonista, sebbene realistiche, sono ben lontane dal fascino di altri personaggi che rimangono indimenticabili.

    ha scritto il 

  • 2

    E' difficile trovare uno scrittore più discontinuo di Philip Roth: dai vertici di opere come 'Pastorale americana' a cadute verticali come in questo caso. Un libro sulla vecchiaia, pesante, noioso, ch ...continua

    E' difficile trovare uno scrittore più discontinuo di Philip Roth: dai vertici di opere come 'Pastorale americana' a cadute verticali come in questo caso. Un libro sulla vecchiaia, pesante, noioso, che si avvita su se stesso in maniera inconcludente, ben diverso da 'Everymen' che tratta lo stesso tema della vecchiaia e della malattia con ben altra lievità e sensibilità. La serie dei libri che hanno Zucherman come protagonista non è felice, a giudicare dai due che ho letto (o tentato di leggere visto che il primo 'Lo scrittore fantasma' l'ho abbandonato anche a causa della pessima traduzione). Di questo libro salvo volentieri solo le ripetute invettive contro i telefoni cellulari.
    Si capiscono due cose. La prima è che Roth abbia deciso di smettere di scrivere. Il suo grandissimo talento sembra essersi esaurito ed è subentrata una percepibile stanchezza.
    La seconda è che il mancato premio Nobel ha una sua giustificazione. Troppi alti e bassi. E i 'bassi' non sono pochi.

    ha scritto il 

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