Lingua: Italiano | Numero di pagine: 178 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897674623 | Isbn-13: 9788897674627 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Marina Lenti

Genere: Non-narrativa , Da consultazione , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un’antologia saggistica rivolta prevalentemente a un pubblico giovane, ma anche adulto, che abbia letto o meno le opere trattate, con lo scopo di avvicinarlo e introdurlo nelle varie sfaccettature del mondo del fantastico attraverso l’analisi critica di dieci saghe di successo che ne presenti i temi fondamentali, fatta da autori tra i maggiori esperti della letteratura per ragazzi in Italia._______________________________La letteratura fantastica per ragazzi ha conosciuto, negli ultimi quindici anni, uno straordinario successo. In parte grazie anche al cinema, che ne ha amplificato la portata, a volte semplicemente riscoprendo vecchi classici; ma in ogni caso l’interesse per questo tipo di libri aveva già subito un picco difficilmente negabile e l’offerta è aumentata in maniera esponenziale proprio in questo lasso di tempo.

Chiamando a raccolta dieci saggisti, scelti fra esperti di fantastico o di letteratura per ragazzi, abbiamo provato a capire le ragioni che si celano dietro questo fenomeno, attraverso la disamina di altrettante saghe italiane ed estere.

Così, secondo la guida del sottotitolo di questa antologia, sono state messe a fuoco “luci e ombre” delle distopie di Hunger Games (Suzanne Collins) e Divergent (Veronica Roth), dell’epica fiabesca di Narnia (C.S. Lewis) e de L’ultimo Elfo (Silvana De Mari), dell’horror di Twilight (Stephenie Meyer) e Shadowunters (Cassandra Clare), della fantasy mitologica di Percy Jackson (Rick Riordan) e, infine, delle dimensioni più classicamente magiche di Harry Potter (J.K. Rowling), Bartimeus (Jonathan Stroud) e del Mondo Emerso (Licia Troisi).

Il denominatore comune che ne emerge è che il Fantastico, ben lungi dall’essere fuga dalla realtà, è in grado di trattarne gli aspetti più fondamentali, che siano tragici e dolorosi oppure brillanti e gioiosi, e di evidenziarne quei riti di passaggio che durante la crescita si sentono più vicini, soprattutto in questi tempi di valori incerti e di mancanza di sicurezza. Infine, trasfigurandoli nelle sue potentissime metafore, il Fantastico riesce a comunicare tutto questo alla mente, al cuore e all’anima del lettore. Una “tripletta” che nessun altro genere è in grado di totalizzare, a dispetto di tutti coloro che lo denigrano, relegandolo a letteratura di serie B.

Antologia a cura di Marina LentiPrefazione di Emanuele Manco, curatore del FantasyMagazine

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    Da < a href="https://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2016/12/fantastico-letteratura-ragazzi.html">La Bella e il Cavaliere Blog< /a>

    Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi non è un romanzo, ma una ...continua

    Da < a href="https://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2016/12/fantastico-letteratura-ragazzi.html">La Bella e il Cavaliere Blog< /a>

    Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi non è un romanzo, ma una raccolta di saggi su alcune delle saghe fantasy di maggior successo. Desideravo leggerla, ma ho rimandato finché non ho preso in prestito alcuni libri per l'università in biblioteca e casualmente ci è finito in mezzo.
    Inizialmente ero piuttosto preoccupata perché non ho letto molte delle serie in analisi e temevo di trovare difficoltà nella comprensione o qualche sgradita anticipazione. In realtà, come Emanuele Manco (Fantasymagazine) spiega nella prefazione, i saggi sono godibilissimi sia da chi ha letto i romanzi in questione sia da chi non li ha letti. Mentre per alcune delle serie ho uno scarso o nullo interesse e ho letto i saggi senza preoccupazione, nella lettura di quelli riguardanti i libri che voglio recuperare ho proceduto con cautela.
    Perché può essere interessante leggere la raccolta?
    empre che non si abbia un interesse personale per il genere, per la narrativa per ragazzi o, più in generale, per i fenomeni editoriali, credo sia difficile che un libro di questo tipo attiri l'attenzione. Eppure penso che possa essere una lettura interessante per tutti sotto diversi aspetti.
    Ciascun saggio offre, infatti, un punto di vista più o meno personale sulle serie permettendo al lettore di confrontarsi con opinioni differenti dalle proprie e di cogliere così sfumature o nessi nuovi nelle storie probabilmente più amate al mondo.
    Salvo alcuni casi, i brevi saggi hanno il pregio di approfondire proprio la letteratura, le altre opere o la cultura di riferimento dell'autore e spiegare in modo efficace e sintetico i relativi spunti.
    Se questo discorso può valere in linea generale, mi sembra doveroso e corretto soffermarmi sui diversi testi che compongono la raccolta. A partire dalla prefazione di Manco che ho apprezzato molto soprattutto per la sintetica e imparziale disamina della raccolta. Inoltre, chiarisce subito i principali intenti dell'opera e ne esplicita la portata sottolineando la brevità dei saggi.

    Il confronto tra lettori è un altro dei piaceri della lettura. La naturale inclinazione a discutere con altri di quanto abbiamo apprezzato (o non gradito) di un'opera, scambiandosi pareri.

    Infine, Manco offre anche qualche spunto di riflessione su cui spero di tornare in futuro e che nel frattempo condivido e annoto.

    […] è inutile negare che all'epoca si leggevano forse più volentieri, anche forzandosi, opere in realtà destinate ai più adulti, forse per sentirsi grandi, ma forse perché alla fine la distinzione non era così importante.
    Le esigenze e le aspettative da lettori cambiano con il tempo.
    […]

    Passando ai saggi veri e propri, non ho apprezzato tutti allo stesso modo e, anzi, alcuni proprio non mi sono piaciuti. In particolare, ho trovato un eccesso di buonismo nonché una cieca parzialità nel saggio Io combatto per vincere e combatto con quello che ho, dedicato alla saga de L'Ultimo Elfo e scritto da Marina Lenti.
    Non nascondo che il mio punto di vista possa essere stato un po' intaccato da alcune affermazioni di Silvana De Mari che, oltre a essere criticabili, mi è impossibile condividere. Allo stesso modo non posso apprezzare un'analisi che si concentra a difendere l'autrice da accuse che, mi dispiace ammetterlo, hanno qualche fondamento. Ho amato la serie de L'Ultimo Elfo, cogliendovi le tematiche importanti che anche la Lenti espone. Eppure non riesco a non leggere derive pericolose nelle metafore sociali, culturali e politiche di cui è intrisa l'opera. Ancora di più, mi ha instillato molti dubbi la spiegazione delle ragioni del passaggio editoriale da Salani a Fanucci.
    La ragione dello strappo è stata raccontata dalla scrittrice nel suo blog, dove ella ha denunciato un editing invasivo, colpevole di aver snaturato alcuni personaggi, privandola del diritto di esprimere le proprie idee politiche, religiose e sociologiche..

    Ripeto: potrei avere una visione ormai distorta dall'immagine pubblica che la De Mari si è costruita, in particolare su facebook. Mi rimane il dubbio che la presenza di un saggio della De Mari stessa nell'opera possa avere avuto una certa influenza.
    Al contrario, ho trovato molto più interessante L'ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte, la riflessione della De Mari sulla serie di Harry Potter.

    Sono esistite civiltà che non hanno avuto la ruota, ma non possono esistere civiltà che non raccontano storie.

    Ho trovato, però, che fosse troppo insistita la ricerca di riferimenti religiosi per quanto la stessa Rowling li ammetta e mi ha infastidito che la De Mari abbia colto l'occasione per esporre i suoi personali pensieri politici e sociali e legarli a Harry Potter. È pur vero che, leggendo, ognuno coglie quel che vuole.
    Tra gli altri saggi ho trovato un po' deludenti Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi sulla trilogia delle Cronache del Mondo Emerso (Licia Troisi, Mondadori) e Non lasciare che gli altri decidano chi sei, decidilo da sola sulla serie Shadowhunters (Cassandra Clare, Mondadori).
    Sono una dei pochi al mondo a non aver letto la Troisi e a esserne solo minimamente incuriosita. Il suo successo si dovrà pur a qualcosa…
    Il saggio ha il pregio di non nascondere (o di cogliere?) i limiti delle Cronache, ma mi aspettavo che mi facesse venire il desiderio di leggerle e non è stato così.
    Per quanto riguarda Shadowhunters, il saggio di Amneris Di Cesare mi è sembrato molto più un riassunto della serie. Ammetto che non sono una fan della Clare. Ho letto la prima trilogia durante gli anni del liceo e mi era piaciuta tanto da impegnarmi con mezzi inesistenti a modificare immagini che mi ricordavano Jace e Clary. Circa un anno fa ho riletto il primo libro e mi sono stupita che mi fosse piaciuto quello stile. Da allora ho salutato i libri della Clare. Non me ne vogliate.
    In entrambi i casi, dunque, è evidente che il mio apprezzamento sia determinato da fattori molto personali e devo, invece, riconoscere che ci sono spunti da tenere in considerazione nella lettura dei romanzi.
    Con grande sorpresa, dal momento che ho preso un po' le distanze da Twilight, serie di cui sono stata fan, ho trovato bello il saggio di Laura Costantini. In Ogni giorno deve finire, anche il più perfetto, dopo aver ammesso di essere una twilighter, la Costantini si dedica all'analisi delle ragioni del successo della tetralogia della Meyer, aspetto che un po' manca negli altri testi della raccolta. La difesa, ben articolata, dalle critiche mi ha fatto venir voglia di rileggere Twilight. Tranquilli, per il momento non ne sono così tentata.

    Prima di concludere con le due analisi che più sono piaciute, vorrei scusarmi se, per ragioni di spazio e totale incapacità di sintesi non mi sono soffermata su tutti i testi della raccolta. In particolare, ho scelto di trascurare Se siete qui significa che già sapete salire e scendere da un treno in corsa di Cristina Lattaro e dedicato alla trilogia di Divergent, Essere dei mezzosangue è pericoloso, ma non si corre il rischio di annoiarsi sulla saga di Percy Jackson e scritto da Martina Frammartino e Un giorno sarai abbastanza vecchio per ricominciare a leggere le fiabe, riflessione d Paolo Gulisano su Le Cronache di Narnia. Sono tutte considerazioni attente e complete, tant'è che ho capito una volta di più di dover colmare l'enorme lacuna di non aver mai toccato l'opera di Lewis.< br/>
    Allo stesso modo, l'analisi che Pia Ferrara dedica alla tetralogia di Bartimeus mi ha ricordato tutte le raccomandazioni che ho ricevuto. La Ferrara è puntuale e precisa nell'esposizione dei precedenti e dei riferimenti dei romanzi di Stroud: mi avrebbe comunque trasmesso il desiderio di leggerli, se non altro perché ne evidenzia efficacemente pregi e originalità.< br/>
    Infine, mi ha molto entusiasmato il saggio che Chiara Valentina Segré ha scritto sulla trilogia di Hunger Games. Probabilmente l'attesa del treno e la mia passione per la serie hanno contribuito, ma la Segré si sofferma su aspetti che io non avevo considerato durante le mie letture, non ultima la scelta dell'età dei Tributi.

    Non è una scelta casuale: nella quasi totalità delle saghe fantasy e fantastiche l'eroe inizia il suo viaggio proprio alla soglia del passaggio tra l'età dell'innocenza e quella della maturità.

    Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi è una raccolta di testi brevi, adombrati da una inevitabile soggettività, ma in ogni caso stimolanti. La riflessione sul Fantasy, genere ampiamente sottovalutato, è posta al centro del libro: seppure l'immaginazione sia il motore di tante storie, la complessità e i significati veicolati da molti romanzi fantastici rimangono in grado di intrigare lettori di ogni età.

    ha scritto il 

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    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2016/10/il-fantatico-nella-letteratura-per.html

    Dieci saghe letterarie famose analizzate secondo il loro punto forza, c ...continua

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2016/10/il-fantatico-nella-letteratura-per.html

    Dieci saghe letterarie famose analizzate secondo il loro punto forza, confrontate con il mondo attuale spiegandone il successo.
    Da Harry Potter a Narnia, da L'ultimo elfo ad Hunger Games, da Percy Jackson alle Cronache del mondo emerso, da Bartimeus a Twilight senza dimenticarsi di Shadowhunters e Divergent.
    La morte come elemento comune di Potter, la religione di Narnia, il genocidio e la guerra degli elfi, la rivincita di Hunger Games, il mito degli dei di Jackson, la crescita di Nihal, la libertà da conquistare di Bartimeus, l'adolescenza complicata di Bella ed Edward, la coscienza di sè di Cassanda Clare e le differenze di Divergent.
    Ovvero, siete sicuri che si trattino solo di libri di fantasia?

    E' un saggio complesso, completo, che lancia molti spunti di riflessioni legati a romanzi che, la maggior parte del pubblico dei lettori, considera esclusivamente per ragazzi. Ovvero storie semplici, di fantasia, con draghi, maghi, protagonisti adolescenti, vampiri, elfi. Il mondo degli adulti cataloga questi libri - e fateci caso in qualsiasi libreria dove entriate - in fantasy oppure per ragazzi.
    In realtà dietro c'è un mondo complesso, pieno di riferimenti biblici, mitici, ricco di elementi di vita e pronto a spronare anche il lettore più timido. Un mondo dove i ragazzi si rifugiano ma anche dove possono trovare la forza per non lasciarsi sopraffare dal mondo esterno.

    E' una lettura consigliatissima, a mio avviso, a chi vuole conoscere meglio il mondo di noi lettori young. Lo consiglierei anche le insegnanti: potrebbe essere un buon punto di partenza per trovare storie da consigliare ai loro piccoli alunni.

    ha scritto il 

  • 5

    L'insostenibile leggerezza del Fantasy

    Su Aleteia la bellissima ‪‎recensione‬ de "Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi - Luci e ombre di 10 serie di successo", a cura di Silvia Lucchetti.

    "Il lettore attento si rende presto conto c ...continua

    Su Aleteia la bellissima ‪‎recensione‬ de "Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi - Luci e ombre di 10 serie di successo", a cura di Silvia Lucchetti.

    "Il lettore attento si rende presto conto che il Fantastico non può essere banalmente liquidato come genere letterario costruito sulla fuga dalla realtà per un vuoto esercizio di immaginazione, ma anzi si caratterizza per la capacità di “leggere” in modo profondo e simbolico gli aspetti fondamentali ed eterni della vita umana".

    Leggi l'articolo: http://it.aleteia.org/2016/08/13/insostenibile-leggerezza-del-fantasy-harry-potter-cronache-narnia/3/

    ha scritto il 

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