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Il farmacista di Auschwitz

Di

Editore: Garzanti

3.5
(158)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 443 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco , Olandese , Inglese , Rumeno

Isbn-10: 8811683491 | Isbn-13: 9788811683490 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tomaso Cavallo ; Prefazione: Claudio Magris

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
"Victor Capesius era farmacista a Sighisoara, buon vicino di casa della famiglia Schlesak. Una fotografia del 1929 lo mostra sorridente in uno stabilimento balneare della cittadina, con alcuni conoscenti. Anni dopo, Capesius si trova ad Auschwitz, a inviare tanti di questi suoi vicini nella camera a gas, selezionandoli personalmente e dicendo loro di spogliarsi per andare a prendere un bagno. Dalla farmacia del Lager distribuisce le dosi dello Zyklon B, il gas letale. L'idillio di provincia diviene il più atroce e fetido mattatoio della storia, i commensali di liete tavolate domenicali nelle colline transilvane si dividono in assassini e assassinati, il familiare nido di provincia cova le uova di mostri. Capesius, condannato a nove anni di carcere, è poi vissuto e morto serenamente. Il possente libro di Schlesak - in cui c'è un unico personaggio immaginario, il deportato Adam, che tuttavia riferisce fatti oggettivi e parole realmente dette da vittime e da boia e in cui il narratore è solo un impersonale protocollo di eventi, deposizioni e dichiarazioni raccolte - è un indimenticabile affresco del male, degno del "L'istruttoria" di Peter Weiss e, nella sua secca sobrietà epica, altrettanto intenso." (dalla Prefazione di Claudio Magris)
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  • 3

    Libro molto interessante nell'argomento ma difficile da reggere nella scrittura. Occorre una buona dose di memoria per agganciare tutti gli avvenimenti che sono trattati in maniera un po'discontinua.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    il farmacista di Auschwitz

    Libro veramente bello, nonostante tratti di argomenti molto crudi. Non è un romanzo, ma una sorta di documento. Leggendolo sembra di guardare un documentario, nel quale vengono intervistate diverse persone sopravvissute ad Auschwitz che, se devo essere sincera, raccontano fatti talmente crudi che ...continua

    Libro veramente bello, nonostante tratti di argomenti molto crudi. Non è un romanzo, ma una sorta di documento. Leggendolo sembra di guardare un documentario, nel quale vengono intervistate diverse persone sopravvissute ad Auschwitz che, se devo essere sincera, raccontano fatti talmente crudi che ancora non avevo letto!! :(
    Il farmascista è Viktor Capesius, che in tribunale insieme ad altri assassini come lui, cerca in ogni modo di scagionarsi.. ma vai va'... come fai a dire così tante balle se ci sono documenti e prove che attestano che tu sei un cavolo di assassino????
    Alcuni capitoli parlano anche di Mengele, un altro bello... -.-"
    Si parla di morte,di esperimenti e di tentativi di fuga.. delle esperienze dei sonderkommando (atroci) che a tratti mi ricordano il libro di Shlomo Venezia..
    Durante la lettura di questo libro, ho apprezzato di aver letto l'anno scorso anche "comandante ad Auschwitz" di Rudolf Hoss.. perchè mi ha fatto capire meglio l'argomento in cui parlano del dovere di patria (assurdo) e del fatto che dovevano per forza seguire gli ordini anche se non erano d'accordo. (io avrei preferito morire anzichè uccidere tutti quegl'innocenti).

    Dunque.. 4 stelle, non 5 perchè è scritto in modo un po' confusionario e a tratti è un po' pesantuccio! Lo consiglio a chiunque voglia capire meglio la mentalità di questi assassini e documentarsi ancora di più su cosa è successo ad Auschwitz!

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Poteva essere scritto meglio. Riporta alcuni fatti sconvolgenti che ancora non avevo trovato nella precedente letteratura. Il farmacista che alle volte faceva anche il selezionatore con Mengele era il custode dello Zyklon B.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è un romanzo, nè vuole esserlo, ma un altro tassello nella storia del terrore della seconda guerra mondiale. Un passaggio all'interno del campo di sterminio di Auschwitz, con testimonianze di vittime e di carnefici, molti carnefici. La domanda che resta sempre in sospeso è "come è potuto esse ...continua

    Non è un romanzo, nè vuole esserlo, ma un altro tassello nella storia del terrore della seconda guerra mondiale. Un passaggio all'interno del campo di sterminio di Auschwitz, con testimonianze di vittime e di carnefici, molti carnefici. La domanda che resta sempre in sospeso è "come è potuto essere possibile?".
    Agghiacciante sapere che c'erano cittadini di Auschwitz che andavano a farsi visitare dai medici nel campo e interrogati al processo hanno dichiarato di non aver visto nulla di strano.
    Interessanti dati anche sui Sonderkommanden.
    Certo, non si può dichiarare un "bel libro"...di bello non c#è proprio niente.

    ha scritto il 

  • 0

    Una fotografia del 1929 lo mostra sorridente in uno stabilimento balneare della cittadina, con alcuni conoscenti. Anni dopo, Capesius si trova ad Auschwitz, a inviare tanti di questi suoi vicini nella camera a gas, selezionandoli personalmente e dicendo loro di spogliarsi per andare a prendere un ...continua

    Una fotografia del 1929 lo mostra sorridente in uno stabilimento balneare della cittadina, con alcuni conoscenti. Anni dopo, Capesius si trova ad Auschwitz, a inviare tanti di questi suoi vicini nella camera a gas, selezionandoli personalmente e dicendo loro di spogliarsi per andare a prendere un bagno. Dalla farmacia del lager distribuisce le dosi dello Zyklon B, il gas letale. L'idillio di provincia diviene il più atroce e fetido mattatoio della storia, i commensali di liete tavolate domenicali nelle colline transilvane si dividono in assassini e assassinati, il familiare nido di provincia cova le uova di mostri.
    Capesius, condannato a nove anni di carcere, è poi vissuto e morto serenamente.

    ha scritto il 

  • 4

    "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" Primo Levi

    Il significato di questo libro è racchiuso in questa frase. Non riusciremo mai a comprendere ma abbiamo il dovere di conoscere tutto.

    ha scritto il