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Il farmaco

Di

Editore: Fandango

2.5
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860441714 | Isbn-13: 9788860441713 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Enza, ha un fascino speciale, occhi da gatta e capelli corvini. Infermiera dalla vita privata apparentemente irreprensibile trascorre le sue giornate in un ospedale di provincia. Il giovane primario, uomo privo di fascino ma figlio di chi l’ospedale l’ha costruito, non può fare a meno di notarla e decide unilateralmente che sarà sua. Coltiva desideri perversi sulle donne che lo circondano, e Enza in particolare per lui è una vera ossessione. Vorrebbe sottometterla, umiliarla, il suo è un vero desiderio di supremazia. Si fa chiamare Bardamu, il nickname che usa nelle chat per agganciare le donne vittime dei suoi progetti erotici e delle sue più feroci depravazioni. Enza sembra lontana anni luce da quello che immagina e sogna per lei il primario, una donna angelica e apparentemente priva di lati oscuri, eppure in cuor suo c’è un’ombra, un guasto che nessun farmaco può curare. La relazione con suo marito Mario è complicata. Violenta, routinaria, ma indispensabile ai propri equilibri mentali. Nel suo lavoro Enza passa dall’essere un angelo tra le corsie dell’ospedale a un carnefice senza nessuna pietà. Alcuni, come un vecchio cieco ricoverato da mesi, subiscono inermi i suoi continui mutamenti d’umore quando una conturbante carezza erotica lascia il posto inspiegabilmente a improvvise vessazioni. In un’atmosfera morbosa si sviluppa uno dei più disturbanti romanzi di questi anni. Gilda Policastro attraverso una scrittura lirica accompagna il lettore in un viaggio sconvolgente nella misoginia, nella depravazione, nelle ambizioni sbagliate e dunque fallite. Enza, Bardamu, Mario, Emma, il cieco, Ester e tutti i personaggi, medici e malati, sadici e masochisti, sono abitati da zone d’ombra e accomunati da ferite nascoste che forse solo il farmaco più potente di tutti, l’amore, potrebbe curare. Se esistesse.
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    Libro disturbante. Cupo, visionario, allucinatorio. L'odore di questo libro è di quelli che ti danno fastidio ma ti rimangono dentro, aprendoti strappi. Di quelle cose che provi ribrezzo eppure non riesci a smettere di guardare. Ecco, leggere questo libro è come guardare una scena ributtante attr ...continua

    Libro disturbante. Cupo, visionario, allucinatorio. L'odore di questo libro è di quelli che ti danno fastidio ma ti rimangono dentro, aprendoti strappi. Di quelle cose che provi ribrezzo eppure non riesci a smettere di guardare. Ecco, leggere questo libro è come guardare una scena ributtante attraverso il buco della serratura. Volendo arrivare fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 0

    E' crudo, ma è (anche ) questo

    "Amare veramente, provare una stretta non più di malattia, ma d'amore, l'affanno del petto, le contrazioni su e giù, e quel desiderio di spingere, di urtare tutte le porte, di spalancarle a forza, di andare, e andare, e precipitare, e togliere il fiato, amare è uccidere per qualche istante, non c ...continua

    "Amare veramente, provare una stretta non più di malattia, ma d'amore, l'affanno del petto, le contrazioni su e giù, e quel desiderio di spingere, di urtare tutte le porte, di spalancarle a forza, di andare, e andare, e precipitare, e togliere il fiato, amare è uccidere per qualche istante, non c'è forza, non c'è reazione, solo abbandono alle mani alla bocca al peso del corpo. Quello che era amare era anche uccidere, quello che era svenire d'amore, era poi rimanere zitti: immobili"

    ha scritto il 

  • 4

    Letto per il Premio Narrativa Bergamo. Mi sono stupito per la crudezza con cui è presentata la realtà, riportata in maniera quasi nevrotica, e per le scene di sesso completamente gratuito e turpe... soprattutto mi fa specie come un tale libro sia stato scritto da una donna (fosse stato un uomo, l ...continua

    Letto per il Premio Narrativa Bergamo. Mi sono stupito per la crudezza con cui è presentata la realtà, riportata in maniera quasi nevrotica, e per le scene di sesso completamente gratuito e turpe... soprattutto mi fa specie come un tale libro sia stato scritto da una donna (fosse stato un uomo, l'avrei anche potuto capire). Inoltre, la trama è molto semplice e quasi inconsistente, gli ambienti appena tratteggiati. Tuttavia ho trovato che, negli spazi non occupati dalle bassezze, vengono colti aspetti curiosi della realtà e della psicologia dei personaggi, e profonde sono le riflessioni esistenziali, direi inevitabili in un ambiente a contatto con la morte e la malattia, quale il reparto oncologico di un ospedale.
    A mio parere sarebbe stato meglio senza tutta quella morbosità esagerata e deprimente... , però anche così lo ritengo, tutto sommato, originale, a patto di leggerlo per riflettere, quasi come fosse un trattato o una poesia impegnata, e non per immedesimarsi nei personaggi.

    ha scritto il 

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