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Il fasciocomunista

Vita scriteriata di Accio Benassi

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.8
(1253)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8804603046 | Isbn-13: 9788804603047 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Accio Benassi, incazzato, ribelle, attaccabrighe, goffo, innamorato, illuso, ingenuo, arrogante, disubbidiente, sentimentale. E' lui il protagonista del Fasciocomunista, la sua storia è quella di un ragazzo di Latina che frequenta in rapida successione il seminario, l'MSI, il movimento studentesco, i giovani maoisti... Il suo percorso è esemplare di una generazione e dei temi che quella generazione ha affrontato riflettendo sul proprio percorso. Ma in realtà Accio è uno straordinario eroe che dà vita a una storia nuova perché veramente anomalo è il suo sguardo, il suo punto di vista: non puramente, astrattamente intellettuale e ideologico, ma anche istintivo, concreto, picaresco. L'eroe quasi ottocentesco di un romanzo assolutamente contemporaneo nella struttura, nelle intemperanze, nella nervosa tensione della scrittura.
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  • 4

    3 stelle e mezzo- 4 meno meno

    Accio Benassi, personaggio controverso e ribelle, ci fa entrare in prima persona dentro una panoramica politica del periodo dal dopoguerra agli anni di piombo; molto interessante dal punto di vista storico, pecca talvolta l'aspetto letterario di eccessiva prolissità. Resta un buon romanzo, da leg ...continua

    Accio Benassi, personaggio controverso e ribelle, ci fa entrare in prima persona dentro una panoramica politica del periodo dal dopoguerra agli anni di piombo; molto interessante dal punto di vista storico, pecca talvolta l'aspetto letterario di eccessiva prolissità. Resta un buon romanzo, da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro "leggero", ma di contenuto. La storia è quella di Accio, ragazzo guastafeste che attraversa con estrema semplicità il seminario, gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Questi passaggi non lo scalfiscono, il carattere rimane ribelle, le idee rivoluzionarie. E' un bel confronto tra ...continua

    Un libro "leggero", ma di contenuto. La storia è quella di Accio, ragazzo guastafeste che attraversa con estrema semplicità il seminario, gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Questi passaggi non lo scalfiscono, il carattere rimane ribelle, le idee rivoluzionarie. E' un bel confronto tra tre realtà distanti fra loro. Il fascismo, il comunismo e la chiesa. A tratti divertente, piacevole. Un libro sicuramente non necessario, ma comunque degno di nota.

    ha scritto il 

  • 3

    con le migliori intenzioni

    In una Latina fascista nell'anima, dove fascisti sono i sottoproletari e comunisti o socialisti i borghesi, un ragazzotto ingenuo e arrogante per la gran voglia di menar le mani passa in rapida successione dal seminario allo squadrismo fascista alle occupazioni sessantottine e infine agitprop di ...continua

    In una Latina fascista nell'anima, dove fascisti sono i sottoproletari e comunisti o socialisti i borghesi, un ragazzotto ingenuo e arrogante per la gran voglia di menar le mani passa in rapida successione dal seminario allo squadrismo fascista alle occupazioni sessantottine e infine agitprop di servire il popolo.
    Disturbante per me la lunga parte da picchiatore fascista, la trepidante ammirazione per personaggi del fascismo romano come Delle Chiaie, il compiacimento nella descrizione degli scontri, il perdonarsi tutto. Però almeno Benassi è impulsivo e un po' fesso, non si può dire lo stesso di Brandirali, che con progressione inversa, da fondatore e ideologo di Servire il popolo è diventato seguace di Giussani, consigliere comunale DC, assessore di Forza italia, fino a Pdl.

    ha scritto il 

  • 4

    Una finestra sulla storia politica italiana degli anni '60 e '70, ma anche su quella sociale degli anni '50. La vita del protagonista si svolge tra seminario, gruppi fascisti, centri sociali e lotte in piazza. Il libro è interessante ed è bello il modo in cui racconta il protagonista, con slang r ...continua

    Una finestra sulla storia politica italiana degli anni '60 e '70, ma anche su quella sociale degli anni '50. La vita del protagonista si svolge tra seminario, gruppi fascisti, centri sociali e lotte in piazza. Il libro è interessante ed è bello il modo in cui racconta il protagonista, con slang romanesco ed un ironia tutta da gustare.

    ha scritto il 

  • 4

    L' Italia (pt 2)

    Non c'è che dire, "Il Fasciocomunista" è una testimonianza visiva, olfattiva e gustativa di grande utilità e spessore, il racconto dei giorni che hanno indubbiamente cambiato per sempre il nostro paese e la concezione delle nostre possibilità, delle nostre speranze nel futuro più lungo possibile ...continua

    Non c'è che dire, "Il Fasciocomunista" è una testimonianza visiva, olfattiva e gustativa di grande utilità e spessore, il racconto dei giorni che hanno indubbiamente cambiato per sempre il nostro paese e la concezione delle nostre possibilità, delle nostre speranze nel futuro più lungo possibile e immaginabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero un bel libro. In realtà l'argomento non mi appassiona più di tanto: la politica mi piace, ma non riesco a capire gli estremismi descritti, dove i mezzi sono più importanti del fine. Tuttavia il romanzo scorre bene, sia pure con qualche tratto dove si arrotola un po' su sé stesso, grazie s ...continua

    Davvero un bel libro. In realtà l'argomento non mi appassiona più di tanto: la politica mi piace, ma non riesco a capire gli estremismi descritti, dove i mezzi sono più importanti del fine. Tuttavia il romanzo scorre bene, sia pure con qualche tratto dove si arrotola un po' su sé stesso, grazie soprattutto allo stile personalissimo dell'autore, che scrive come mangia, ma nello stesso tempo con un livello molto elevato, prerogativa che solo pochi grandi scrittori possiedono.

    ha scritto il 

  • 0

    Otto anni dopo la pubblicazione Antonio Pennacchi decide di riscrivere, o meglio aggiornare, "Il fasciocomunista", seguendo le parole d'ordine del "più fatti, meno parole": 14 pagine in meno per qualche episodio aggiunto. Ed è proprio sotto questa nuova veste che faccio la conoscenza dell' ...continua

    Otto anni dopo la pubblicazione Antonio Pennacchi decide di riscrivere, o meglio aggiornare, "Il fasciocomunista", seguendo le parole d'ordine del "più fatti, meno parole": 14 pagine in meno per qualche episodio aggiunto. Ed è proprio sotto questa nuova veste che faccio la conoscenza dell'opera e del suo autore.

    Il paesaggio che fa da sfondo a questa storia è una Latina reduce dagli anni della Seconda Guerra Mondiale, dove l'influsso del fascismo si respira ancora lungo le strade e i muri delle case; ma è un ritratto che tende al maggiore realismo possibile, scevro di facile retorica e velato propagandismo. Ed è questo lo spirito con il quale Antonio Pennacchi ha cercato di far rivivere sulla carta quei tempestosi anni, dei quali risulta difficile parlare tuttora, a distanza di diversi decenni.

    Come suggerisce il sottotitolo si narrano le (scriteriate) vicende di Accio Benassi, che richiamano l'attenzione per alcuni dettagli che combaciano perfettamente con la biografia dello scrittore stesso: dalla data di nascita fino ad alcuni passaggi chiave nella vita politica dei due.

    Accio è un ragazzo istintivo e alla ragione preferisce l'azione. Proprio questo tratto trascina le sue azioni nel corso del libro e, come conseguenza, risulta impossibile seguirne le vicende con distaccata freddezza; al contrario il coinvolgimento emotivo cresce con lo scorrere delle pagine, spingendo quasi il lettore ad adottare il protagonista con uno sforzo immaginifico del pensiero.

    Quindi da fratellastri seguiamo la bizzarra adolescenza di un ragazzo come tanti, che lascia traccia della propria esistenza grazie alla fantasia dell'autore del romanzo, ma al contempo rievoca le vite di coloro che hanno smarrito la via durante lo stesso percorso, vittime di una forza più grande di loro.

    Dal seminario alla militanza nel Movimento Sociale Italiano, dal cambio di sponda nelle file dei Maoisti fino all'epilogo, un universo intero gravita intorno al protagonista, e ritroviamo nella sua intricata esistenza tutte le contingenze del crescere che ognuno di noi ha affrontato nel suo piccolo.

    Crudo, tagliente come lo stile di Antonio Pennacchi, lo strascico di emozioni che "Il Fasciocomunista" lascia appresso al lettore è amarognolo; eppure, in qualche maniera, pregno di una sensazione di calma, che si libera come un sospiro alla chiusura del libro. E basta riguardarlo appena per ricordarsi di colui che, per qualche giorno, è stato per noi un fratello minore.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto questo Pennacchi.
    Ha dato vita ad un personaggio scriteriato sì, ma pieno di cuore. Accio, che dalla retta via del seminario si butta anima e corpo nel fascismo per ritrovarsi poi, grazie alla guerra in Vietnam, a diventare praticamente Maoista !! Fantastico, no?? E poi c'è lo ...continua

    Mi è piaciuto questo Pennacchi.
    Ha dato vita ad un personaggio scriteriato sì, ma pieno di cuore. Accio, che dalla retta via del seminario si butta anima e corpo nel fascismo per ritrovarsi poi, grazie alla guerra in Vietnam, a diventare praticamente Maoista !! Fantastico, no?? E poi c'è lo stile: semplice, colloquiale, da cantastorie, perfetto per tenere il lettore incollato alle pagine.

    "La società era ancora fascista [...] la Democrazia Cristiana rubava a rotta di collo. Altro che "politica come servizio", la gente faceva politica per farsi gli affari propri. [...] Ai giovani gli sembrava che non dovesse essere così ed erano scesi in piazza. Tutti quanti. Pure i fasci. All'inizio sembrava tutto bello: tutti insieme a discutere, a festeggiare, "la fantasia al potere", e le ragazze che stavano fuori la notte fino a tardi. Mai visto prima."

    ha scritto il 

  • 4

    Ho scelto di leggere questo romanzo dopo aver ascoltato l'autore, Antonio Pennacchi. Mi aveva colpito già da allora il suo modo di comunicare con noi, in modo schietto e senza false speranze.
    Riguardo al libro, da ventenne dico che la storia del protagonista, Accio Benassi, mi ha appassiona ...continua

    Ho scelto di leggere questo romanzo dopo aver ascoltato l'autore, Antonio Pennacchi. Mi aveva colpito già da allora il suo modo di comunicare con noi, in modo schietto e senza false speranze.
    Riguardo al libro, da ventenne dico che la storia del protagonista, Accio Benassi, mi ha appassionata. Un ragazzo cresciuto con ideali cattolici e fascisti. Le varie esperienze però, insieme agli errori, alle avventure in giro per l'Italia e agli incontri (che, si sa, ci cambiano la vita) lo portano a cambiare tutto della sua vita. Sarebbe un errore, secondo me, considerarlo un romanzo prettamente politico, nonostante il titolo possa ingannare. E' la storia di un ragazzo e dei suoi cambiamenti, perchè, si sa, negli anni tutto cambia. Anche quello in cui credevamo fermamente. E' la storia di ognuno di noi.
    E anche se sembra un paradosso, questo romanzo (soprattutto alla fine) mi ha trasmesso un senso di pace che difficilmente avrei trovato altrove.

    ha scritto il 

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