Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il fiato dei draghi

e altre favole

By A.S. Byatt

(67)

| Paperback | 9788870182804

Like Il fiato dei draghi ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

I personaggi a cui l'autrice dà vita in queste fiabe, scompigliano i racconti con la consapevolezza di essere parte di un mondo che vive di regole precise, alle quali si deve obbedire, pena un futuro incerto, confuso o addirittura tragico. E' così ch Continue

I personaggi a cui l'autrice dà vita in queste fiabe, scompigliano i racconti con la consapevolezza di essere parte di un mondo che vive di regole precise, alle quali si deve obbedire, pena un futuro incerto, confuso o addirittura tragico. E' così che ne La storia della principessa primogenita la soluzione proposta include tre possibili finali diversi; ne Il fiato dei draghi, da cui il titolo della raccolta, una sola casa e un maiale si salveranno nel paesino che verrà aggredito un giorno da mostruosi e giganteschi vermi. Mentre ne Lo scrigno di vetro, il piccolo sarto otterrà amore e fortuna perché sceglie fra tre doni quello che mai compare nelle fiabe da lui conosciute, e ne La Storia di Gode, superbia e egoismo soffocheranno un amore.

3 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    traduzione anna nadotti e fausto galuzzi

    Is this helpful?

    rabbit said on Mar 7, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E' un libro da leggere.

    Sono quattro fiabe, teoricamente fiabe classiche. La scrittrice opera dei cambiamenti dapprima sottili poi sempre più notevoli, prima nelle sfumature, poi nelle strutture del racconto. La psicologia dei protagonisti non ...(continue)

    E' un libro da leggere.

    Sono quattro fiabe, teoricamente fiabe classiche. La scrittrice opera dei cambiamenti dapprima sottili poi sempre più notevoli, prima nelle sfumature, poi nelle strutture del racconto. La psicologia dei protagonisti non è quella delle favole antiche, hanno una mentalità più complessa_ ma non se ne avverte subito il peso specifico.
    Inoltre non passa inosservato (ma le tinte, come nelle altre diversità, grazie a dio non sono 'insistite') il cambiamento del ruolo femminile in queste azioni. Sono nella posizione tranquilla di una parità di desideri, aspettative, atti. Non siamo più nella rivendicazione.
    L'ultimo racconto mi ha deluso molto. Ritengo i due centrali notevoli.

    Ammiro le piccole sfumature composte di lirismo perfetto nella scrittura cristallina di una narrazione fluidissima.

    Is this helpful?

    Capra Ipazia said on Oct 22, 2008 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Il punto di partenza del percorso letterario di Antonia S. Byatt è il piacere della narrazione quale "fondamentale bisogno umano", il piacere di confrontarsi con un genere, seguirne le convenzioni e allo stesso tempo, con delicatezza e determinazione ...(continue)

    Il punto di partenza del percorso letterario di Antonia S. Byatt è il piacere della narrazione quale "fondamentale bisogno umano", il piacere di confrontarsi con un genere, seguirne le convenzioni e allo stesso tempo, con delicatezza e determinazione, diffondervi i semi dell'imprevisto.
    Nello "Scrigno di vetro" e nella "Principessa primogenita" i personaggi, impeccabilmente fiabeschi, muovono da una situazione classica appena tinta d'ironia e seguono un percorso predestinato. C'è in loro la consapevolezza di essere all'interno di un disegno che conoscono e di non avere il potere di spezzarlo. E naturalmente questa consapevolezza basta, da sola, a cambiare il disegno. In entrambe le fiabe i protagonisti sanno che tutto, nella loro storia, è già scritto e tuttavia ogni loro decisione - in particolare che nasca dal rispetto per se stessi e dalla compassione per le altre creature - può trasformare la vicenda in un'altra storia.
    Ne "La storia di Gode" , narrata la sera di Ognissanti quando secondo la tradizione della Bretagna il mondo dei vivi e quello dei morti si intersecano e si confondono, i protagonisti sembrano davvero dominati dal destino, condannati dal proprio orgoglio a restare separati in questo mondo, trascinati tra l'altro dall'apparire di una "bionda creatura danzante", spettro di una bambina morta.
    L'ultimo di questi racconti, "Il fiato dei draghi", pur essendo costruito attorno all'evento quasi apocalittico che sconvolge la vita di un tranquillo villaggio di montagna, ha paradossalmente per tema la paura e il fascino della noia, quella condizione che "è possibile per gli esseri umani tra fatica e terrore". La calata dei draghi, il materializzarsi dell'inconcepibile, non basta a spezzare la monotonia del quotidiano, ma solo a trasferirla su un piano più spaventoso. L'avanzata dei mostri è così lenta che è difficile distinguerli dagli smottamenti del terreno. Ma anche quando il riconoscimento del pericolo è ineludibile, la gente del villaggio è paralizzata dalla resistenza ad ammettere che possa esistere qualcosa che sfugge alle misurate considerazioni del buon senso e del''esperienza comune, a loro volta baluardi contro il terrore dell'ignoto.
    Le fiabe di Antonia S. Byatt sono un tributo all'arte del raccontare, incursioni nei territori del fantastico che rinunciano alle soluzioni epiche senza ripiegare nell'introspezione.
    I suoi protagonisti non sono niente di più (e invero niente di meno) di abili sarti o guardiani di porci, le protagoniste sono tessitrici che sognano di viaggia re per il mondo o principesse primogenite poco propense ad accettare un convenzionale fallimento per propiziare il successo delle sorelle minori. La penuria di cavalieri capaci di sfidare i draghi, di rospi disposti a trasformarsi in principi, o di principi disposti al matrimonio, sembra regalare loro un inatteso raggio d'azione e di trasgressione. I personaggi femminili conquistano l'autonomia pagando consapevolmente il prezzo della scelta di una storia propria e della rinuncia ai rassicuranti destini che la fiaba classica riserva alle fanciulle obbedienti.
    "Non abbiamo una storia nostra qui, siamo libere, come sono libere le vecchie donne, che non devono preoccuparsi di principi o regni, ma danzano sole e si interessano alle creature"

    Is this helpful?

    FrancescaCampanellino said on Apr 23, 2008 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (67)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 105 Pages
  • ISBN-10: 8870182800
  • ISBN-13: 9788870182804
  • Publisher: Il Melangolo (Nugae, 80)
  • Publish date: 1995-04-xx
Improve_data of this book