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Il fidanzamento del signor Hire

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 450)

4.0
(504)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 146 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845918173 | Isbn-13: 9788845918179 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Pinotti

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Villejuif è l'estrema periferia di Parigi: oltre, non c'è che la campagna bianca di brina. È qui che la polizia ha rinvenuto il cadavere di una prostituta. Solo un mostro può avere commesso un simile delitto. E chi altri può essere, il Mostro, se non il signor Hire, che tutti scansano con un brivido? Il signor Hire è piccolo, grasso, come se non fosse fatto né di carne né di ossa. Sul suo viso cereo spiccano baffetti che sembrano disegnati con la china. Tutti i suoi gesti hanno la rigida precisione di un cerimoniale. È davvero lui il colpevole? Solo nell'epilogo ogni interrogativo troverà risposta, un epilogo nel quale tutto converge come per un disegno fatale,un epilogo preparato, momento per momento, eppure indicibilmente atroce.
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  • 4

    Quando Simenon incontrò il signor Hire

    Uno dei lavori atipici di Simenon e, a mio parere, tra i più belli...infatti c'è una differenza tra il rassicurante modulo indagine, abilità del buon detective e soluzione del caso e questo noir romantico, dove l'esistenziale si unisce all'analisi introspettiva e sociale di una Parigi che fa da ...continua

    Uno dei lavori atipici di Simenon e, a mio parere, tra i più belli...infatti c'è una differenza tra il rassicurante modulo indagine, abilità del buon detective e soluzione del caso e questo noir romantico, dove l'esistenziale si unisce all'analisi introspettiva e sociale di una Parigi che fa da spalla, con le sue periferie prima dell'urbanizzazione forzata e quindi disadorne e sterminate.
    L'autore, creatore non solo di Maigret ma di qualcosa come 500 e passa romanzi sotto una ventina di pseudonimi, ha sempre impostato i suoi lavori non sull'azione o sull'efficacia del segugio ma soprattutto sulla intima conoscenza dell'animo umano, sulle debolezze e sulle passioni di una provincia spesso inguaiata nella doppiezza di impulsi poco ortodossi e dell'ipocrisia con cui si auto condanna, cercando però per assolversi un capro espiatorio, che salvaguardia così con l'antico rito il suo processo identitario di comunità pacifica e moralmente impeccabile. E' il caso del signor Hire, uomo dalla timidezza estrema, spesso scambiata per qualcos'altro, dal fisico particolarmente adatto per essere il perverso e maniacale assassino di una prostituta, il cui corpo viene trovato orrendamente mutilato in un campo nei dintorni della capitale. Saranno una serie di combinazioni e la sua passione per la dirimpettaia Alice, che egli spia con morbosa attenzione ma anche con il malcelato sentimento di un uomo solo e malvoluto dal mondo. E' così che Simenon ci rende protagonisti delle sue pagine, regalandoci con la perfetta attenzione di vojeur gli occhi di chi prova piacere guardando nel dettaglio la sua musa...Ma se lo scrittore costruisce una dolente comprensione per la decadenza del signor Hire, per la sua debolezza e le sue pulsioni, di parere diverso sembrano essere la comunità e le istituzioni che lo condanna senza esitazioni. E' così che tra descrizioni ambientali e quest'uomo commovente e la sua cinica dirimpettaia, tra domande ed equivoci, tra le parole della gente e la cupa penombra della periferia d'inverno che solamente nell'epilogo tutto sarà più chiaro...rimane così l'amarezza per la cattiveria del mondo che è anche l'amarezza dello stesso scrittore: “Quando comincio un romanzo, io divento il personaggio principale, e tutta la mia vita, dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina, è condizionata da questo personaggio”. Simenon infatti, da sempre in rottura con il suo secolo, si rifiutò di capirlo fino in fondo, o meglio una volta capito cercò di dimenticarsene...ci riuscì male, vivendo una vita avventurosa quanto amara...in questo romanzo, più vicino ai noir di Malet e Jean Amila, l'autore trasmette tutto il suo pesante fardello esistenziale e poiché con il suo stile riuscirà sempre ad andare oltre i generi letterari, nella sua poetica narrazione troviamo tutto ciò che ci restava agganciato: l'esistenzialismo come il jazz e la canzone d'autore (miles Davis che suona a St.Germain des pres e conosce molto da vicino Juliette Greco, attori e artisti squattrinati, la spinta surrealista tra Marx e Freud, belle speranze al night, tra sogni e amarezze...tutto questo sembra ricoprire e rappresentare anche da lontano la mano di Simenon, così difficile da circoscrivere in uno schema...cercando con il grande successo la propria identità, la trovò quel giorno che decise di cambiare la dicitura nel passaporto da “romanziere” a “senza professione”, ritirandosi in una piccola casa con la sua donna, la governante e compagna Teresa ih Avenue des Figuères...A decesso avvenuto ella lo fece cremare e sparse le ceneri nel giardino attorno casa. Tutti seppero del decesso, almeno tre giorni dopo...è quindi in questi ultimi anni, che Simenon potè sperimentare appieno ciò che gl interessava da sempre e che cercava di inserire nei suoi romanzi. “ Quello che mi interessa è l'uomo com'è e non come sarebbe potuto essere o come sogna di essere...insomma, la verità quotidiana dell'uomo.”

    ha scritto il 

  • 4

    Una prostituta viene trovata assassinata in un campo. Il Signor Hire viene ritenuto il responsabile del delitto. Unica sua colpa è quella di vivere in solitudine. Triste e malinconico con finale tragico, purtroppo inevitabile

    ha scritto il 

  • 5

    (In)giustizia divina.

    Non so se si possa dire che "Il fidanzamento del signor Hire" sia il più bel romanzo di Simenon, certamente è una bella lotta con "Il piccolo libraio di Archangelsk" in quanto a tristezza, a struggimento e al sentimento di empatia e amore che si crea con il lettore.
    Il goffo e grasso signor ...continua

    Non so se si possa dire che "Il fidanzamento del signor Hire" sia il più bel romanzo di Simenon, certamente è una bella lotta con "Il piccolo libraio di Archangelsk" in quanto a tristezza, a struggimento e al sentimento di empatia e amore che si crea con il lettore.
    Il goffo e grasso signor Hire (che mi ha ricordato l'immagine che tutti noi abbiamo di Hercule Poirot), vive la sua vita fatta di nulla: una stanza gelida in un palazzo di Villejuif, periferia parigina, un lavoro un po' farlocco (vende "kit" per lavori inesistenti), al limite della legalità, e si innamora della domestica che vive nello stesso palazzo, di fronte al suo misero appartamento.
    Hire non ha amici, non ha famiglia, l'unico suo passatempo è il gioco delle bocce, nel quale è un campione.
    E tutto il quartiere sospetta di lui, quando viene rinvenuto il cadavere mutilato di una prostituta, abbandonato nei campi di periferia.
    La polizia lo controlla e lo pedina, i vicini sospettano e temono per i propri figli, ma Hire attraversa ignaro questo tormento, custodendo il segreto: lui sa, ha le prove, conosce l'assassino.
    Ed è qualcuno che è legato ad Alice, la domestica della quale Hire è innamorato.
    Dal canto suo, Alice si calerà nella parte dell'innamorata, proprio per proteggere la persona che ha commesso l'omicidio e per creare le prove a carico del povero Hire.
    Il finale di questo libro è tanto, tanto triste, tanto ingiusto, tanto vero.
    Simenon tratteggia magistralmente, come sempre, i suoi personaggi; li fa odiare, amare, suscita il desiderio di aiutarli e di gridare per loro.
    Le atmosfere umide e fuligginose della Francia degli anni '30 sono rese meravigliosamente; la scrittura è quello che è sempre. Perfetta.

    ha scritto il 

  • 5

    Il signor Hire

    Questo romanzo è una piccola perla. Forse è uno dei tanti romanzi che Simenon scriveva in un batter d'occhio, ma il risultato è ottimo. Avevo visto il film sul finire degli anni ottanta e l'avevo apprezzato per l'atmosfera. Insomma la storia la conoscevo già, anche se i film non sempre sono fedel ...continua

    Questo romanzo è una piccola perla. Forse è uno dei tanti romanzi che Simenon scriveva in un batter d'occhio, ma il risultato è ottimo. Avevo visto il film sul finire degli anni ottanta e l'avevo apprezzato per l'atmosfera. Insomma la storia la conoscevo già, anche se i film non sempre sono fedeli al testo. Qui ho apprezzato soprattutto la psicologia di Simenon, che è un attento osservatore dell'animo umano e che, a quanto pare, ama il tema kafkiana dell'uomo braccato da una società ottusa. Ma ciò che Kafka trasfigura in paradossi Simenon lo esemplifica in una cruda realtà. Si fatica a restare indifferenti al dramma del Signor Hire che finirà ahimè per sconfinare in tragedia. La tragedia di un omino qualunque, buffo e riservato, ma che nasconde un cuore e che, per via della sua stranezza, non è ben visto dalla gente "normale".

    ha scritto il 

  • 3

    Rimane la descrizione dell'ultima notte parigina del signor Hire, questa sua deriva tra bar, locali di terz'ordine, marciapiedi, la stazione, rimane la scena del bordello, e le ultime due pagine. Per il resto, da grandi ammiratori del signor Simenon, possiamo serenamente archiviare il romanzo tra ...continua

    Rimane la descrizione dell'ultima notte parigina del signor Hire, questa sua deriva tra bar, locali di terz'ordine, marciapiedi, la stazione, rimane la scena del bordello, e le ultime due pagine. Per il resto, da grandi ammiratori del signor Simenon, possiamo serenamente archiviare il romanzo tra le prove meno riuscite e originali del Nostro.

    ha scritto il 

  • 5

    A Villejuif regnava una grande agitazione, perchè in quel piccolo mondo tutti erano in ritardo di due ore

    IL FIDANZAMENTO DEL SIGNOR HIRE-G.Simenon
    Lettori e lettrici di tutto il mondo lui è Georges, Georges Simenon e già questa è una garanzia.
    Secondo romanzo ,dopo l'orologiaio di Everton, che leggo di questo straordinario, pur cupo scrittore.
    Si vede che Georges aveva un qualcosa ...continua

    IL FIDANZAMENTO DEL SIGNOR HIRE-G.Simenon
    Lettori e lettrici di tutto il mondo lui è Georges, Georges Simenon e già questa è una garanzia.
    Secondo romanzo ,dopo l'orologiaio di Everton, che leggo di questo straordinario, pur cupo scrittore.
    Si vede che Georges aveva un qualcosa di malinconico dentro di se per poter partorire romanzi di questo genere.
    Personaggio principale è il Sig. Hire, soggetto misantropo, cupo, sfortunato a cui però ci si affeziona soprattutto per la sua ingenuità.
    E' un crudele romanzo d'amore, un noir coi fiocchi che inizia in sordina ma che va via via crescendo fino all'epilogo finale che ti fa pensare, ti fa arrabbiare e ti fa dire:l'uomo è peggio degli animali.Un minuto dopo dall'atto tragico a cui è sottoposto il Sig.Hire, tutto torna alla normalità, il traffico riprende, il dottore da il responso della malattia della figlia della portinaia, il vigile torna a dirigere il traffico.Il mondo era solo in ritardo di due ore.
    Stupendo.
    Simenon non si smentisce mai.
    Grazie Davide Nidasio per avermelo fatto conoscere.
    Voto 5/5

    ha scritto il 

  • 0

    Condannato a priori

    Questo romanzo è una specie di corollario: mostra passo passo come si arriva a condannare un innocente e come nella realtà siamo circondati da assassini impuniti. Come a suo tempo Girolimoni venne accusato di aver seviziato una lunga serie di bambine perchè antifascista, monsieur Hire viene indic ...continua

    Questo romanzo è una specie di corollario: mostra passo passo come si arriva a condannare un innocente e come nella realtà siamo circondati da assassini impuniti. Come a suo tempo Girolimoni venne accusato di aver seviziato una lunga serie di bambine perchè antifascista, monsieur Hire viene indicato come assassino di una prostituta a causa del suo aspetto repellente e della sua solitudine ed emarginazione. I veri assassini sono quasi sempre insospettabili, magari padri di famiglia, lavoratori e di bell'aspetto, per questo motivo si mimetizzano tra la folla e sfuggono alle accuse più infamanti. Questo implacabile, crudele e bellissimo romanzo porta avanti la sua inesorabile tesi con finale drammatico.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche quando l’intreccio narrativo perde smalto, Simenon regala ritratti psicologici ineccepibili dei suoi protagonisti, ed è questo il capolavoro della sua opera.


    Qui la trama è poco coinvolgente, ma l’introspezione psicologica è all’altezza di altri suoi scritti.


    Si muovono sulla ...continua

    Anche quando l’intreccio narrativo perde smalto, Simenon regala ritratti psicologici ineccepibili dei suoi protagonisti, ed è questo il capolavoro della sua opera.

    Qui la trama è poco coinvolgente, ma l’introspezione psicologica è all’altezza di altri suoi scritti.

    Si muovono sulla scena due personaggi, il signor Hire e Alice.

    Lui è un uomo di discendenze certamente non francesi (spesso Simenon punta il dito sullo “straniero” affrontando il tema attualissimo dell’integrazione e contemporaneamente della diffidenza nei confronti dell’estraneo), cicciotello, poco affascinante, che conduce una vita metodica, piatta e banale in perfetta solitudine e già questo è sufficiente a renderlo "sospettabile" perchè diverso.
    Alice è la sua vicina di casa, una ragazza giovane, provocante e di facile conquista, che lavora in una latteria e strumentalizza la possibilità di un rapporto con il signor Hire per fini del tutto personali (l’opinione che Simenon aveva delle donne non è mai edificante e qui non si smentisce).

    Il romanzo segue la lunga, silenziosa serie di spostamenti che quotidianamente il signor Hire compie con i mezzi pubblici, dalla periferia dove vive al centro di Parigi e ritorno, sempre pedinato e controllato perché sospettato dell’omicidio di una prostituta. Non c'è uno straccio di prova, nulla che conduca a lui se non dicerie e pregiudizi, ma è un capro espiatorio perfetto, è ciò che serve.

    Pochissimi sono i dialoghi in cui è coinvolto il protagonista, che si muove silenziosamente tra le righe, con tutta la sua mole, andando e venendo, dal lavoro, dal bowling, dall’ufficio postale, dal casino che frequenta regolarmente, dal ristorante, dal bar, senza mai dire una parola né tradire un’emozione.

    I personaggi di contorno sono pochi, qualche poliziotto e la portinaia, che permettono solo un lieve movimento alla scena ma non aggiungono nulla alla narrazione.

    Dov’è il suo bello, allora? Sta tutto nell’entrare nella mente del signor Hire, nel cercare di capire questa sua apparente assuefazione alle cose, che origini ha, perché sembra un perdente assoluto, un inetto che si lascia manipolare senza reagire e chi sono al contrario, i veri perdenti..
    Ma c’è un colpo di coda, meno deciso di quello che ho visto altre volte, ma che capovolge la situazione.

    Arriva lungo però, molto molto lungo…

    ha scritto il