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Il figlio

By Michel Rostain

(40)

| Others | 9788861922310

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Book Description

10 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Lion ha ventun’anni, e viene stroncato all’improvviso da una meningite fulminante. È una mattina d’autunno come le altre: la mamma a casa che lo cura, pensando sia una semplice influenza, il papà in giro a fare spese. Poi la febbre che si alza, il co ...(continue)

    Lion ha ventun’anni, e viene stroncato all’improvviso da una meningite fulminante. È una mattina d’autunno come le altre: la mamma a casa che lo cura, pensando sia una semplice influenza, il papà in giro a fare spese. Poi la febbre che si alza, il corpo che si riempie di strane macchie, la corsa in ospedale, un ultimo straziante sguardo. Michel Rostain, con una prosa delicata e solerte, ci accompagna nello spazio del dolore assoluto e senza scampo, nel deserto del distacco più brutale e inaccettabile, quello del padre dal figlio. E scardinando i canoni del genere del compianto funebre classico, lo fa dando voce al figlio defunto. Da un luogo non identificato Lion intesse un dialogo dolce e impossibile col padre, dal linguaggio leggero e dal piglio informale dell’adolescenza. Ripercorre gli eventi anteriori alla malattia, quelli terribili della morte, e descrive il tentativo sofferto e vano di dare una giustificazione e un senso a una tragedia che non può averne. Vincitore del premio Goncourt 2011.

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    marzietta woolf said on Mar 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Viva la vita.

    Cercare ancora delle parole
    che dicano qualcosa
    là dove si cercano le persone
    che non dicono più nulla

    Trovare ancora delle parole
    che sappiano dire qualche cosa
    là dove si trovano le persone
    che non possono più parlare
    (Erich Fried)

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    Stefania said on Feb 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Si può raccontare la scomparsa di un figlio e farlo con delicatezza e inaspettata ironia, unico modo forse per non cadere nella disperazione? Si. Fino ad arrivare a capire che si può vivere con il dolore, che è, insieme al ricordo, ciò che rimane del ...(continue)

    Si può raccontare la scomparsa di un figlio e farlo con delicatezza e inaspettata ironia, unico modo forse per non cadere nella disperazione? Si. Fino ad arrivare a capire che si può vivere con il dolore, che è, insieme al ricordo, ciò che rimane della persona perduta.

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    Frag said on Feb 29, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tra gli psicologi odierni va tanto di moda parlare di “elaborazione del lutto”: diffido accuratamente di utilizzare questa espressione perché non credo possibile che esista un modo che permetta di superare in fretta l’improvvisa scomparsa di una pers ...(continue)

    Tra gli psicologi odierni va tanto di moda parlare di “elaborazione del lutto”: diffido accuratamente di utilizzare questa espressione perché non credo possibile che esista un modo che permetta di superare in fretta l’improvvisa scomparsa di una persona, ma di certo la scrittura solleva – in questi casi- dal peso di una confessione altrimenti taciuta.

    Michel Rostain, famoso regista teatrale ed operistico, decide così di narrare le dodici ore finali della vita del figlio ventunenne. Nel fare ciò, adotta un punto di vista particolare: quello del figlio. Immagina che a parlare sia proprio Lion e che egli sia capace di vedere tutto lo svolgersi delle cose e di rivivere quegli ultimi fatali momenti. Questa scelta, a prima vista bizzarra, è in realtà il tratto caratterizzante del libro: è Lion, dall’esterno, che riesce a trovare un’ironia che il padre, distrutto dal dolore, difficilmente avrebbe saputo tirar fuori. E’ ancora lui che parla di sé, che parla dei suoi genitori: è come se il padre (da abile direttore teatrale) avesse deciso di mettersi da parte, di far parlare il figlio facendolo divenire, in questo modo, unico vero protagonista della vicenda.

    Un libro che rimarca la brutalità della morte, che non cerca di dirci che è facile convivere con una mancanza, ma che ce ne sputa in faccia gli aspetti più tristi.

    Ci dice che sta a noi sopravvivere: siamo noi a dover rincorrere, tra le casualità della vita, indizi che ci parlino e che ci ricordino la presenza di coloro che non sono più.

    http://corrispondenzerecensioni.wordpress.com/2012/01/1…

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    ChiaraM. said on Jan 12, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    PRIME 22 PAGINE

    http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/figlio Papà fa delle scoperte. Per esempio, non far passare una giornata senza piangere per cinque minuti, o tre volte per dieci minuti, oppure un’ora intera. È tutto nuovo. Le lacrime si fermano, ricomincia ...(continue)

    http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/figlio
    Papà fa delle scoperte. Per esempio, non far passare una giornata senza piangere per cinque minuti, o tre volte per dieci minuti, oppure un’ora intera. È tutto nuovo. Le lacrime si fermano, ricominciano, si fermano ancora, e poi ritornano, e così via. Una grande varietà di singhiozzi, ma mai una giornata senza. Tutto questo dà alla vita una struttura diversa. Ci sono lacrime improvvise: un gesto, una parola, un’immagine, ed eccole che zampillano.

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    10righedaiLIBRI said on Dec 20, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Others 192 Pages
  • ISBN-10: 8861922317
  • ISBN-13: 9788861922310
  • Publish date: 2011-10-01
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