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Il figlio del dio del Tuono

Di

Editore: Iperborea

3.9
(558)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 282 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Svedese , Finlandese , Tedesco

Isbn-10: 8870910741 | Isbn-13: 9788870910742 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ernesto Boella ; Prefazione: Fabrizio Carbone

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Rutja, figlio del dio del Tuono, è inviato dalle antiche divinità a riconvertire i finlandesi alla religione dei loro avi. Assume sembianze umane e, rifiutandosi di sfruttare media e pubblicità, sceglie la via delle guarigioni miracolose. La Finlandia è piena di matti che una volta “miracolati” diventano discepoli del culto primitivo e Rutja potrà tornare trionfante al suo olimpo. Paasilinna sa come giocare con il divertimento per lanciare i suoi strali ai codici del vivere comune: nasce così una fiaba moderna che rivela il lato grottesco della nostra normalità.
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  • 4

    Giusta presa in giro del proselitismo, senza prendersi troppo sul serio. Inevitabile il fascino degli dei del Kalevala. Equanime anche il finale. Sempre divertente.

    Qualche citazione presto inhttps:// ...continua

    Giusta presa in giro del proselitismo, senza prendersi troppo sul serio. Inevitabile il fascino degli dei del Kalevala. Equanime anche il finale. Sempre divertente.

    Qualche citazione presto inhttps://it.wikiquote.org/wiki/Arto_Paasilinna

    ha scritto il 

  • 3

    Perde slancio

    O almeno così mi sembra. Magari è colpa mia che mi sono distratta, ma all'inizio ero entusiasta, per la fantasia, la descrizione del cielo di dei ancestrali finnici, per l'ardire, anche, di immaginare ...continua

    O almeno così mi sembra. Magari è colpa mia che mi sono distratta, ma all'inizio ero entusiasta, per la fantasia, la descrizione del cielo di dei ancestrali finnici, per l'ardire, anche, di immaginare, con tono lieve e divertito, non apocalittico, un nuovo ritorno sulla terra a riportare gli uomini sulla retta via. Poi questo ritorno mi ha detto un po' poco, forse è che il "miracolo" mi sembra sempre un'uscita di emergenza, forse che le soluzioni, tutte, sono narrativamente più deboli e meno affascinananti delle crisi, forse che il mio animo tormentato e romantico non è a proprio agio con la facilità e i risolti. Insomma l'entusiasmo inziale è diventato un blando sorriso che mi ha accompagnata fino alla fine di questa comunque piacevole e a suo modo originale lettura

    ha scritto il 

  • 3

    Dissacrante e simpatico con più di un momento esilarante. Una lettura leggera ma non banale che ammicca alla società moderna senza incedere in inutili sermoni e paternalismi.

    ha scritto il 

  • 5

    A leggere Paasilinna ci si fa l'idea che la Finlandia sia un paese affollato da pazzi. D'altronde neanche Kaurismaki e i Leningrad Cowboys hanno mai fatto molto per toglierci dalla mente questo sospet ...continua

    A leggere Paasilinna ci si fa l'idea che la Finlandia sia un paese affollato da pazzi. D'altronde neanche Kaurismaki e i Leningrad Cowboys hanno mai fatto molto per toglierci dalla mente questo sospetto.
    Sampsa Ronkainen, che Paasilinna descrive come un agricoltore-artigiano, è uno sfigato fuori misura; vittima del mezzadro, della sorella, della commessa del negozio, è una specie di calamita per la prepotenza altrui.
    Rutja, invece, è il figlio del dio del tuono inviato dal padre a raccattare consensi, ma il suo look non è il massimo per andare in città in cerca di nuovi adepti. Neanche in Finlandia.
    Ciò che ne esce fuori è esilarante a dir poco, e Paasilinna non risparmia nessun aspetto della società, nessun nuovo idolo, nessuna ipocrisia cui, per quieto vivere, si è fatto il callo.
    Capolavoro di Arto assolutamente da leggere, ma difficile da trovare in libreria.
    Chi dovrebbe leggerlo? tutti, ma soprattutto chi è stufo dei soliti voli pindarici, dei libri scritti dalla TV e delle solite arguzie di Pennac.

    ha scritto il 

  • 3

    Mmmhhh... il racconto in se è paradossale al punto giusto da essere ironico e per assurdo al tempo stesso verosimile, si lascia leggere ed è abbastanza snello. Che una divinità ancestrale si ripresent ...continua

    Mmmhhh... il racconto in se è paradossale al punto giusto da essere ironico e per assurdo al tempo stesso verosimile, si lascia leggere ed è abbastanza snello. Che una divinità ancestrale si ripresenti sulla terra per riportare usi, costumi e vecchie credenze in un popolo di pazzi ti fa quantomeno sorridere. Credo però che questo scrittore non faccia per me. Tutti i commenti entusiastici che spesso leggo nelle recensioni dei suoi libri sono lontane da quel che ho provato dopo la lettura di due suoi libri.

    ha scritto il 

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