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Il figlio della luce

Il romanzo di Ramses vol. 1

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.7
(1831)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 409 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Catalano , Francese , Tedesco , Finlandese , Portoghese , Svedese , Coreano

Isbn-10: 8804430303 | Isbn-13: 9788804430308 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Saba Sardi ; Illustrazione di copertina: Andrea Falsetti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Questo primo volume racconta dell'adolescenza di Ramses;
    il libro è lunghetto ma si legge velocemente, un difetto per me è che
    l'intensità della storia è sempre la stessa dall'inizio alla fine, cioè bassa, seppur interessante;
    Piacerà comunque agli amanti dell'antico Egitto. ...continua

    Questo primo volume racconta dell'adolescenza di Ramses;
    il libro è lunghetto ma si legge velocemente, un difetto per me è che
    l'intensità della storia è sempre la stessa dall'inizio alla fine, cioè bassa, seppur interessante;
    Piacerà comunque agli amanti dell'antico Egitto.

    ha scritto il 

  • 4

    Lessi questo libro secoli fa, quando venne pubblicato per la prima volta, incuriosito ed affascinato dalla civiltà dell'antico Egitto. Ebbene, eccomi qua, nel 2014, a rileggere le avventure di Ramses il Grande, con immutata curiosità e sempre affascinato dalla millenaria cultura egiziana. Di cert ...continua

    Lessi questo libro secoli fa, quando venne pubblicato per la prima volta, incuriosito ed affascinato dalla civiltà dell'antico Egitto. Ebbene, eccomi qua, nel 2014, a rileggere le avventure di Ramses il Grande, con immutata curiosità e sempre affascinato dalla millenaria cultura egiziana. Di certo non sarà un "capolavoro" della letteratura, come dicono "quelli veri" (o quelli che si credono dei geni per aver letto "Guerra e Pace" & C., senza averlo capito). A me questo romanzo è piaciuto. Scorrevole, intrigante. Un buon modo per passare qualche ora di svago.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho letto solo due libri di Christian Jacq, il primo dei quali a dodici anni: col senno di poi, mi rendo conto che il suo stile ha un target decisamente adolescenziale.
    Non che scriva male, affatto, ma con Ramses Il figlio della luce è stato come leggere una fiaba. Leggera, scorrevol ...continua

    Ho letto solo due libri di Christian Jacq, il primo dei quali a dodici anni: col senno di poi, mi rendo conto che il suo stile ha un target decisamente adolescenziale.
    Non che scriva male, affatto, ma con Ramses Il figlio della luce è stato come leggere una fiaba. Leggera, scorrevole ma intensità scarsina.
    Il libro affronta la giovinezza di Ramses fino alla sua ascesa al trono. Come ho letto in altre recensioni, la trama è schematica:
    1) Ramses è chiamato ad affrontare una peripezia di qualche tipo;
    2) Ramses affronta la peripezia in questione;
    3) Ramses supera la già detta peripezia e fa la calza, metaforicamente parlando, in attesa che ne arrivi un’altra
    Ovviamente, al centro di tutto c’è questo Ecce Homo atletico, valoroso, tenace, passionale … Attorno a lui un trenino di macchiette senza spessore alcuno. Sembra che Jacq non sia in grado di parlarne se non per aggettivi. E così abbiamo il gracile Ameni, la bella Iset, l’opulento fratello Shenar e via dicendo.
    Quando poi pensavo di aver visto tutto, carramba che sorpresa!, approda in Egitto una parte della flotta greca, di ritorno da Troia.
    Grazie al cielo, ne so abbastanza per dire che, sì, Menelao fece tappa in Egitto durante il suo movimentato ritorno ma era proprio necessario scomodare l’epica greca per questo romanzo? Per Jacq sì, a quanto pare, ed ecco che il rozzo Menelao, la sua sposa Elena che in Egitto scopre una libertà sconosciuta alle donne greche e (Signore, dammi la forza) Omero arrivano a corte, scatenando non pochi grattacapi.
    Di questo libro, con cui ho ufficialmente smesso di leggere altro di Christian Jacq, salvo solo la parte più mistica, legata ai riti e alle epifanie varie. Almeno quella, un pizzico di interesse me l’ha suscitato

    ha scritto il 

  • 4

    All'apparenza si può pensare che questa storia sia stata raccontata da un antico egizio, innamorato del proprio paese e profondamente convinto dell'esistenza delle forze invisibili che all'epoca di Ramses animavano una terra ricca e felice. A volte non è chiaro a che punto l'autore smetta di pres ...continua

    All'apparenza si può pensare che questa storia sia stata raccontata da un antico egizio, innamorato del proprio paese e profondamente convinto dell'esistenza delle forze invisibili che all'epoca di Ramses animavano una terra ricca e felice. A volte non è chiaro a che punto l'autore smetta di presentare fatti storici e cominci invece ad integrare ciò che manca con la fantasia, ma certamente in questi cinque libri è stato in grado di raccontare con amore la vita di un grande personaggio storico, tanto che, giunti all'inevitabile fine, ci si sente quasi confortati dall'idea che, ricominciando a sfogliare le pagine del primo volume, il faraone tornerà a vivere ancora una volta.

    ha scritto il 

  • 3

    1° Volume della saga di Ramses di Christian Jacq


    Si lascia leggere facilmente, la storia inizia con il giovane Ramses ancora 14enne e termina dieci anni dopo con la morte del faraone in carica che lascia le redini al protagonista ora reggente.


    In alcune fasi la trama risulta stiracc ...continua

    1° Volume della saga di Ramses di Christian Jacq

    Si lascia leggere facilmente, la storia inizia con il giovane Ramses ancora 14enne e termina dieci anni dopo con la morte del faraone in carica che lascia le redini al protagonista ora reggente.

    In alcune fasi la trama risulta stiracchiata ed inverosimile come la capacità dello stesso Ramses di ammansire tori, elefanti e leoni...

    ha scritto il 

  • 2

    Ho iniziato questo libro con le migliori intenzioni, sperando in una bella lettura che mi avrebbe trasportato nell'antico Egitto e invece....niente di tutto questo!


    I punti dolenti del romanzo:


    - I personaggi: Ramses è il protagonista assoluto che viene descritto come una specie di ...continua

    Ho iniziato questo libro con le migliori intenzioni, sperando in una bella lettura che mi avrebbe trasportato nell'antico Egitto e invece....niente di tutto questo!

    I punti dolenti del romanzo:

    - I personaggi: Ramses è il protagonista assoluto che viene descritto come una specie di supereroe. Abbatte e supera ogni ostacolo che gli si pone davanti, che sia un toro, un leone, un gigante enorme o una bomba atomica, niente è troppo per lui! I comprimari hanno come unica funzione quello di magnificarlo e non servono praticamente a nulla. Perché poi ripetere fino allo sfinimento che Iset è bella, Ameni è gracile e debole, Sethi un faraone senza macchia e senza paura? Capisco che a volte non afferro subito le cose ma Jacq esagera! Se c'è inoltre una cosa che odio è la netta suddivisione tra buoni e cattivi: l'autore ha descritto Ramses, Tuya, Sethi e compagnia bella come esseri superiori e bellissimi. I cattivi invece sono obesi, con la pelle grassa e così via. L'unica eccezione è il gracile Ameni, ma il segretario particolare del superbo Ramses non poteva certo oscurare il suo principale, giusto?

    -La trama ripetitiva e banale: si presenta un ostacolo che Ramses deve superare. Lo supera egregiamente. Si passa al prossimo mentre sullo sfondo si svolgono sotto trame degne di Beautiful.

    -Lo stile: non mi aspettavo un capolavoro ma speravo che almeno l'autore, un egittologo francese, riuscisse a trasportarmi nell'antico Egitto e farmi respirare la sua storia e invece mi sono ritrovata tra le mani un antenato delle moderne soap opera in cui la storia egiziana non intriga e non suscita interesse. Credo che Jacq sia più tagliato come storico piuttosto che scrittore di romanzi e questo si nota nella difficoltà che incontra a coniugare storia e fantasia.

    A questo punto meglio i libri del ciclo egiziano di Wilbur Smith e ho detto tutto.

    ha scritto il 

  • 1

    Assegnato dalla prof. di italiano per mostrare il "tipico" romanzo di genere moderno in confronto con il grande classico senza tempo. Due considerazioni:
    1) il libro è brutto. Niente trama, niente personaggi, e dialoghi spenti. Vedere una sit-com marziana darebbe più emozioni.
    2) ci s ...continua

    Assegnato dalla prof. di italiano per mostrare il "tipico" romanzo di genere moderno in confronto con il grande classico senza tempo. Due considerazioni:
    1) il libro è brutto. Niente trama, niente personaggi, e dialoghi spenti. Vedere una sit-com marziana darebbe più emozioni.
    2) ci sono scrittori di genere là fuori che scrivono molto meglio di così

    ha scritto il 

  • 3

    Il figlio della luce

    Questo libro, assieme ai quattro successivi, è stato una delle poche cose che ho comprato dopo averne visto la pubblicità in TV; davvero altri tempi, allora, quando ero ancora giovane e impressionabile.


    Fu proprio così che avvenne: nell'autunno del 1997 andai in libreria e comprai tutti e ...continua

    Questo libro, assieme ai quattro successivi, è stato una delle poche cose che ho comprato dopo averne visto la pubblicità in TV; davvero altri tempi, allora, quando ero ancora giovane e impressionabile.

    Fu proprio così che avvenne: nell'autunno del 1997 andai in libreria e comprai tutti e quattro i volumi assieme (il quinto sarebbe uscito poco dopo), perché non avevo mai letto una serie di romanzi (o, se preferite, un romanzo spezzato in più volumi) e non avevo ancora capito che una persona furba compra solo primo, poi eventualmente il secondo e così via. Invece andò a finire che acquistai il quinto ancora prima di iniziare il primo...

    Dunque, lessi questo libro e mi dissi che era carino; cominciai il secondo e a metà dovetti mollarlo.

    Dopo quattordici anni e un trasloco, ho deciso che era ora di fare qualcosa di questi cinque libri: leggerli o sbarazzarsene.

    Così ho riletto "Il figlio della luce". Il mio gradimento, forse, ha superato di un poco quello della prima lettura, infatti ho maggiormente apprezzato le parti descrittive; d'altro canto ho trovato, come allora, i personaggi abbastanza stereotipati e piatti, sebbene alcuni non manchino di fascino e di certo si sarebbero prestati a proficui e graditi approfondimenti.

    Così non mi resta che attaccare, di nuovo, il secondo libro, con animo non molto diverso da quello di tanti anni fa. Il primo romanzo, infatti, si salva grazie al sottile fascino del rito di iniziazione che lo pervade, ma dal secondo libro in poi cosa rimarrà di tutto ciò? Staremo a vedere...

    ha scritto il 

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