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Il figlio di Bakunìn

Di

Editore: Sellerio

4.1
(407)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8838924090 | Isbn-13: 9788838924095 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Children , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Sergio Atzeni è uno scrittore giovane di radici - inevitabili radici, si apprende leggendolo - sarde, affondate in una cultura distillata e in un sentimento popolari (e nazionali, se la Sardegna è nazione). Più che al ritratto o al paesaggio, conseguentemente il suo raccontare rassomiglia all’affresco: scene e figure dislocate nello spazio della narrazione, ciascuna gravata di una sua vicenda e di suoi simbolismi.
Il figlio di Bakunìn: Tullio Saba, anarchico che attraversa il Novecento, solitario incantatore, capopopolo medievaleggiante in un mondo che si modernizza dolorosamente. A lui guardano un numero di visi e di figure diversamente segnate, o sagome passanti che lo incrociarono. E lo raccontano chiedendosi chi sia stato; ma raccontando soprattutto di loro. E chi sia fattualmente questo figlio di Bakunìn, alla fine sfuma nelle opinioni, nelle testimonianze, nelle credenze: se sia ladro e assassino o ribelle, se morto o fuggiasco, se appassionato amante o profittatore: se sia traditore o eroe (per citare un famoso racconto di Borges in cui in un gioco di specchi si perde la realtà storica di un personaggio). Solo che il gioco di specchi di Atzeni non ha a che fare con la metafisica della inafferrabilità, piuttosto con la libertà e la sua leggenda. E della leggenda della libertà - vale a dire dei modi in cui la libertà è tramandata, sognata, raffigurata da un popolo - Atzeni raggiunge l’essenza.
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  • 4

    Il paese è piccolo e la gente..mormora

    Tullio Saba.
    Chi era costui?
    Sicuramente non un tipo anonimo, di quelli che ti passano davanti e neppure li vedi.
    Sicuramente no. Perché andando di porta in porta tutti hanno qualcosa da dire.
    Voci che si sovrappongono, che si respingono che giocano a ricordare come più gl ...continua

    Tullio Saba.
    Chi era costui?
    Sicuramente non un tipo anonimo, di quelli che ti passano davanti e neppure li vedi.
    Sicuramente no. Perché andando di porta in porta tutti hanno qualcosa da dire.
    Voci che si sovrappongono, che si respingono che giocano a ricordare come più gli aggrada.
    Tullio Saba c'era e non c'è più. Cosi succede a tutti ma non tutti possono dire di aver lasciato un segno. Poco importa quale sia la verità.

    ha scritto il 

  • 0

    Avevamo fatto l'amore e ora sentivo il suo respiro incidermi la pelle sudata. L'avevo conosciuta la sera prima in un piccolo bar sporco e buio vicino all'alloggio dove mi trovavo ora, ma mi sembrava di essere sdraiato su quel letto da settimane. La stanza era illuminata da un pallido sole dicembr ...continua

    Avevamo fatto l'amore e ora sentivo il suo respiro incidermi la pelle sudata. L'avevo conosciuta la sera prima in un piccolo bar sporco e buio vicino all'alloggio dove mi trovavo ora, ma mi sembrava di essere sdraiato su quel letto da settimane. La stanza era illuminata da un pallido sole dicembrino. Lesse alcune frasi del libro che aveva sul comodino senza sollevare la testa. Il figlio di Bakunin di Sergio Atzeni. Le parole del libro mi penetravano nella pelle attraverso il suo respiro. Mi parlò dello scrittore, dell'uomo, un suo compaesano, mi parlò di Sardegna, di nostalgia, di bellezza, di legami profondi. Quando varie ore più tardi mi chiusi la porta di casa sua alle spalle e mi ritrovai intontito nel freddo della notte invernale, il libro era con me. Una lettura nervosa, veloce, irrequieta, frutto di un'energia che non mi apparteneva.

    Ci sono libri che accompagnano lo stato d'animo del momento, con cui si stabilisce una sintonia immediata. Io stavo volando e la lettura mi regalava entusiamo e voglia di vivere. Tullio Saba, il figlio di Bakunin, è diventato così uno dei personaggi letterari che ho amato di più.

    Sergio Atzeni lo descrive con sapienza, attraverso il punto di vista di una trentina di persone intervistate da un giovane giornalista. Sono pennellate impressioniste, punti di vista dolorosamente personali, in grado di creare un'immagine viva, ricca di sfumature e zone d'ombra. Gli intervistati sfruttano le domande su Tullio Saba per parlare di loro e del loro ambiente. Attraverso i loro racconti si crea una vicenda corale, uno spaccato di un paesello sardo negli anni del fascismo e poi delle lotte sociali del primo dopoguerra. La forza del libro è che ogni personaggio nel momento che decide di parlare di Tullio Saba mostra senza pudore ai lettori tutto il suo essere.

    Passarono anni e il libro lo dimenticai in una vecchia casa in Germania; il ricordo si affievolì. Oggi mi sono ritrovato inaspettatamente davanti alla versione audio. Ascoltare un libro con un carico di ricordi così piacevoli è un'esperienza strana. La paura di rimanere delusi, la curiosità di ascoltare invece che leggere, la curiosità di confrontarmi con un'interpretazione diversa dalla mia. Un ottimo lavoro, però non posso fare a meno di rimpiangere l'odore delle pagine dell'edizione Sellerio che si mischiava al profumo del corpo di M.

    ha scritto il 

  • 4

    "Un giudizio? Ne ho conosciuto altri, come lui, per cui la rivoluzione era un mito romantico. Quando è diventata pazienza e scrivania, lui ci è morto. Lui solo, per fortuna."


    Fra testimonianze sincere o menzognere, espressioni d'affetto o d'indifferenza, di stima o di disprezzo, co ...continua

    "Un giudizio? Ne ho conosciuto altri, come lui, per cui la rivoluzione era un mito romantico. Quando è diventata pazienza e scrivania, lui ci è morto. Lui solo, per fortuna."

    Fra testimonianze sincere o menzognere, espressioni d'affetto o d'indifferenza, di stima o di disprezzo, conosciamo Tullio Saba, figlio di "Bakunìn", calzolaio anarchico sardo. E sono le voci del coro di testimoni che narrano storie di antifascismo, storie di lotte e di botte, di fango e d'amore. Soprattutto narrano di Tullio Saba, i cui occhi color di buccia di nocciole, con piccoli spicchi verdi, dentro, color di erba a maggio, guardavano la rivoluzione come "mito romantico".
    Tullio Saba è veramente esistito o è la trasfigurazione del sogno di libertà?
    E il giornalista, cacciatore di ricordi, lo avrà veramente avuto quell'orecchino?
    In fondo, che importanza ha. Si racconta di un piccolo eroe che - come tanti altri - nascosto fra le righe, rende grande la Storia. Quella Storia che par leggenda, ma ch'è vera. Così vera da scalfire anche la pietra più dura.

    ha scritto il 

  • 0

    Interessante la costruzione del romanzo, che parla di Tullio Saba. Eroe? Impostore? Uomo tutto d'un pezzo? Delinquente? Non si sa con precisione, perché Atzeni parla per mezzo della gente che lo ha conosciuto, frequentato, incontrato una volta o che ne ha sentito parlare. Così nascono le leggende ...continua

    Interessante la costruzione del romanzo, che parla di Tullio Saba. Eroe? Impostore? Uomo tutto d'un pezzo? Delinquente? Non si sa con precisione, perché Atzeni parla per mezzo della gente che lo ha conosciuto, frequentato, incontrato una volta o che ne ha sentito parlare. Così nascono le leggende, dice Atzeni. Inoltre dalle parole di gente comune, si intuiscono tratti dell'essere sardi, che non è cosa semplice da spiegare. Libro molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho trovato per caso questo libro, nella mia libreria, per sbaglio. Non sapevo della sua esistenza e mai avrei pensato che mi sarebbe piaciuto così tanto. 100 pagine che parlano di Tullio, il figlio di Bakunìn. Tullio lo incontriamo nei racconti, veri e finti, di coloro che lo conobbero e di col ...continua

    L'ho trovato per caso questo libro, nella mia libreria, per sbaglio. Non sapevo della sua esistenza e mai avrei pensato che mi sarebbe piaciuto così tanto. 100 pagine che parlano di Tullio, il figlio di Bakunìn. Tullio lo incontriamo nei racconti, veri e finti, di coloro che lo conobbero e di coloro che non lo conobbero. Voci nel vento sardo che parlano di lui, di un mito o di una leggenda.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi è Tullio Saba?

    Decine di voci diverse, vere o inventate, raccontano quanto sanno di Tullio Saba, già anarchico, comunista, sciupafemmine, minatore, canterino, sindacalista e politico.
    Storia sarda, di miniere e di primo maggio.

    ha scritto il 

  • 4

    c'era una volta tullio saba

    figlio di un calzolaio antifascista detto bakunìn, con l'accento sulla I. Di Tullio Saba non sapremo mai niente, oppure sapremo tutto de relato: da chi racconta mentendo, e sapendo di mentire, o da chi narra credendo di sapere la verità.


    quattro stelle per un romanzo potente e super ...continua

    figlio di un calzolaio antifascista detto bakunìn, con l'accento sulla I. Di Tullio Saba non sapremo mai niente, oppure sapremo tutto de relato: da chi racconta mentendo, e sapendo di mentire, o da chi narra credendo di sapere la verità.

    quattro stelle per un romanzo potente e superbo

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle e mezza

    La storia di Tullio Saba narrata da mille voci diverse, con disparati toni e vista da differenti angolature. Sergio Atzeni ci ha lasciato in eredità dei veri tesori...

    ha scritto il 

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