Il filo del rasoio

Di

Editore: Arnoldo Mondadori - I libri del pavone

4.1
(1076)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 407 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: A000191494 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Martone

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 3

    mah...

    Ho trovato interessanti solo le pagine in cui si affronta l'argomento della ricerca di Dio, quelle che lo stesso autore non reputa essenziali per la storia (ma quale storia?). Per il resto, al di là d ...continua

    Ho trovato interessanti solo le pagine in cui si affronta l'argomento della ricerca di Dio, quelle che lo stesso autore non reputa essenziali per la storia (ma quale storia?). Per il resto, al di là della piacevole ricostruzione di un mondo dorato e privilegiato in cui anche i più sfortunati sembrano sempre cadere in piedi, senza troppi affanni di natura economica, sicuri di poter sfruttare in qualche modo i privilegi che derivano loro dalla nascita, l'ho trovato insulso e a tratti irritante. La stessa contrapposizione tra piaceri ed edonismo da un lato e affannosa ricerca del senso della vita, dall'altro, non mi sembra particolarmente riuscita e, soprattutto, ma questa è una remora del tutto personale, forse eccessivamente sbilanciata a favore dei primi.

    ha scritto il 

  • 1

    Dov'è la sostanza

    sono irrimediabilmente gretto, grezzo...o cos'altro non so. Ma no. Rifiuto di continuare oltre l'ottavo capitolo. Non capisco e non mi emoziono. "Non è stato a trovare la regina Margherita?!". Dai! no ...continua

    sono irrimediabilmente gretto, grezzo...o cos'altro non so. Ma no. Rifiuto di continuare oltre l'ottavo capitolo. Non capisco e non mi emoziono. "Non è stato a trovare la regina Margherita?!". Dai! non si può!

    ha scritto il 

  • 5

    Maugham è sempre una garanzia... Io ho letto solo un decimo della sua produzione 6 libri su 54 55 e molti non sono tradotti in italiano quindi mi sono preclusi ma onestamente ho dato 4 stellette solo ...continua

    Maugham è sempre una garanzia... Io ho letto solo un decimo della sua produzione 6 libri su 54 55 e molti non sono tradotti in italiano quindi mi sono preclusi ma onestamente ho dato 4 stellette solo a uno.

    ha scritto il 

  • 3

    più di 400 pagine.. ma si va avanti nella lettura velocemente, inesorabilmente : capisco perchè molti registi abbiano scelto di rappresentare in chiave cinematografica diversi romanzi di Maugham, "Il ...continua

    più di 400 pagine.. ma si va avanti nella lettura velocemente, inesorabilmente : capisco perchè molti registi abbiano scelto di rappresentare in chiave cinematografica diversi romanzi di Maugham, "Il filo del rasoio", compreso. Il protagonista mi ha ricordato il principe Myškin, ridimensionato, però, reso meno forte e credibile dal contesto di appartenenza: una dimensione frivola e inconsistente, più ancora di quella ottocentesca descritta da Dostoevskij.

    ha scritto il 

  • 5

    Lieta di iniziare l'anno con un bel 5 stelle. Non posso darne di meno a questo bel romanzone di Maugham, uno che le storie sa davvero raccontarle. Un libro dove la trama in fondo conta abbastanza poco ...continua

    Lieta di iniziare l'anno con un bel 5 stelle. Non posso darne di meno a questo bel romanzone di Maugham, uno che le storie sa davvero raccontarle. Un libro dove la trama in fondo conta abbastanza poco, ma i personaggi riempiono le pagine con la loro grandissima umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    Se questo è un romanzo rosa...

    Maugham è un costruttore eccelso di trame, atmosfere e personaggi. La quintessenza del romanziere scaltro e dotato di una penna ispiratissima. Il libro qui presente è godibile e fila via come un vino ...continua

    Maugham è un costruttore eccelso di trame, atmosfere e personaggi. La quintessenza del romanziere scaltro e dotato di una penna ispiratissima. Il libro qui presente è godibile e fila via come un vino dal sapore dolce e coinvolgente ma pericoloso per l'alto grado alcolico. Voglio dire che il libro prende, trascina il lettore nella lettura, senza stancarlo incuriosendolo.
    Maugham sapeva scrivere!
    La storia che narra ad un certo punto potrebbe andare per conto suo, seguire percorsi che forse poco interessano, quello che ammalia è la capacità di scrittura, l'ironia pungente e velenosa ma mai mortale, l'estrema leggibilità che però non si tramuta mai in grigia superficialità.
    Ad averne di romanzi rosa così...

    ha scritto il 

  • 4

    Atmosfere evocative, personaggi molto ben affrescati che si ricorderanno a lungo, un po' di humor che non guasta mai... Un bel romanzo, insomma! Si incarta un po' col pistolotto sull'India (chissà per ...continua

    Atmosfere evocative, personaggi molto ben affrescati che si ricorderanno a lungo, un po' di humor che non guasta mai... Un bel romanzo, insomma! Si incarta un po' col pistolotto sull'India (chissà perchè, ma quando qualcuno parte per l'India alla ricerca dell'illuminazione mi vengono sempre in mente il Rugg(i)ero di Verdone, Mario Brega e la spada di fuoco), ma lo stile è sempre elevato e raffinato.

    ha scritto il 

  • 0

    Maugham scriveva molto bene. Ed era anche un bel furbacchione. Non si spiega altrimenti l’avvertenza al lettore che, prima di iniziare la parte sesta del libro, viene messo in guardia. Leggere quel ca ...continua

    Maugham scriveva molto bene. Ed era anche un bel furbacchione. Non si spiega altrimenti l’avvertenza al lettore che, prima di iniziare la parte sesta del libro, viene messo in guardia. Leggere quel capitolo non cambierebbe nulla ai fini della storia che si sta raccontando. E solo una conversazione tra Larry e lo stesso autore, che scrive in prima persona. Ma si da il caso che quella sesta parte è la più bella del libro. I concetti espressi, l’estrema pacatezza di chi parla, il senso di apertura e di pace che si assorbe da quelle pagine, sono, a mio modo di vedere, di una forza e di una delicatezza eccezionali. Seguire il consiglio di Maugham e tralasciarlo, sarebbe un delitto, e lui ne è ben consapevole. Il resto del libro, come dice lo stesso Maugham al termine, è quasi un romanzo rosa. Alla fine ognuno dei personaggi fondamentali del libro (non più di cinque o sei) trova ciò che cerca, arriva al suo stato di benessere, nel bene e nel male. Ma è un bel leggere, senza dubbio.

    ha scritto il 

  • 2

    Che noia

    Il libro è ben scritto, ed è l'unico motivo per cui non l'ho abbandonato. Infatti ho trovato di una noia mortale la descrizione di feste e festicciole dell'aristocrazia anglo americana pargina in cui ...continua

    Il libro è ben scritto, ed è l'unico motivo per cui non l'ho abbandonato. Infatti ho trovato di una noia mortale la descrizione di feste e festicciole dell'aristocrazia anglo americana pargina in cui l'autore si trova, da buon snob, a suo agio. Damerini, vergini represse, lacchè di inizio 1900 non fanno per me. A completare il quadro, l'uscita da questo mondo di un giovane che cerca il proprio posto al mondo tra i guru d'India. Troppo materialismo e troppo spiritualismo.

    ha scritto il 

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