Il filo del rasoio

Di

Editore: Adelphi

4.1
(1082)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 408 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8845924300 | Isbn-13: 9788845924309 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franco Salvatorelli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
Camminare sul filo del rasoio è difficile e, in effetti, tutt'altro che facile si presenta l'impresa di Larry, un giovane americano traumatizzato dagli orrori della Grande Guerra che si decide a percorrere - molto in anticipo sui suoi coetanei di qualche decennio dopo - la via dell'India, e dell'Illuminazione. E lo fa senza rinunciare a una fitta schermaglia amorosa con l'incantevole Isabel, a un duello col feroce zio di lei, e al cimento più arduo di tutti: la mera sopravvivenza nella spietata comunità di espatriati che fra le due guerre abitava la Riviera francese.
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  • 3

    Ci sono autori come Maugham e Zweig ( li accomuno per molti aspetti anche se le mie preferenze vanno senza dubbio al secondo) che godettero di fama e successo ai loro tempi,poi caddero nel dimenticato ...continua

    Ci sono autori come Maugham e Zweig ( li accomuno per molti aspetti anche se le mie preferenze vanno senza dubbio al secondo) che godettero di fama e successo ai loro tempi,poi caddero nel dimenticatoio finché una casa editrice prestigiosa decise di ripubblicarli e una nuova fiammata di successo li investi'. Scivono bene,sono fini conoscitori dell'animo umano,raccontano di amori,passioni,feste balli del bel mondo parigino o viennese che non esiste più e poi scompariranno di nuovo .Ci sono scrittori come Jane Austen o Tolstoj che sono fini conoscitori dell'animo umano,raccontano di amori,passioni,feste,balli del bel mondo londinese o russo che non esiste più e non hanno bisogno di essere ripubblicati da Adelphi per avere successo.Come mai? I primi sono gradevoli,i secondi perfetti

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, bello, bello!
    Mi è stato regalato e non ne sapevo niente, ma devo dire che si legge così bene che faticavo a sospendere ogni tanto la lettura. Perché rimane, comunque, un romanzo che richiede u ...continua

    Bello, bello, bello!
    Mi è stato regalato e non ne sapevo niente, ma devo dire che si legge così bene che faticavo a sospendere ogni tanto la lettura. Perché rimane, comunque, un romanzo che richiede una lettura attenta, non superficiale, e quattrocento pagine non sono proprio poche.
    Devo dire che forse l'unica cosa che mi ha deluso un po' è il famoso capitolo che Maugham ci dice che possiamo saltare: chissà cosa mi aspettavo. Non saprei dirlo, ma qualcosa di più drammatico, in qualche modo.
    Però fino a quel punto il romanzo è perfetto, e anche dopo è tornato a conquistarmi totalmente. I personaggi sono meravigliosamente tratteggiati, mi è piaciuto soprattutto Elliott Templeton, che prima fa sorridere, poi irrita e infine muove a compassione, con la sua meschina e ostinata vacuità.

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un amore sacrificato al bisogno di cercare la propria strada, un viaggio di formazione dall’America all’Europa e all’Asia, una vita che attraversa ozio, azione e meditazione, un’anima sem ...continua

    Ingredienti: un amore sacrificato al bisogno di cercare la propria strada, un viaggio di formazione dall’America all’Europa e all’Asia, una vita che attraversa ozio, azione e meditazione, un’anima semplice e inquieta attratta dal mondo e dall’ignoto.
    Consigliato: a chi vive senza bagagli e senza radici, legato a niente e pronto a tutto, a chi osserva, viaggia e vive con leggerezza e profondità.

    ha scritto il 

  • 3

    mah...

    Ho trovato interessanti solo le pagine in cui si affronta l'argomento della ricerca di Dio, quelle che lo stesso autore non reputa essenziali per la storia (ma quale storia?). Per il resto, al di là d ...continua

    Ho trovato interessanti solo le pagine in cui si affronta l'argomento della ricerca di Dio, quelle che lo stesso autore non reputa essenziali per la storia (ma quale storia?). Per il resto, al di là della piacevole ricostruzione di un mondo dorato e privilegiato in cui anche i più sfortunati sembrano sempre cadere in piedi, senza troppi affanni di natura economica, sicuri di poter sfruttare in qualche modo i privilegi che derivano loro dalla nascita, l'ho trovato insulso e a tratti irritante. La stessa contrapposizione tra piaceri ed edonismo da un lato e affannosa ricerca del senso della vita, dall'altro, non mi sembra particolarmente riuscita e, soprattutto, ma questa è una remora del tutto personale, forse eccessivamente sbilanciata a favore dei primi.

    ha scritto il 

  • 1

    Dov'è la sostanza

    sono irrimediabilmente gretto, grezzo...o cos'altro non so. Ma no. Rifiuto di continuare oltre l'ottavo capitolo. Non capisco e non mi emoziono. "Non è stato a trovare la regina Margherita?!". Dai! no ...continua

    sono irrimediabilmente gretto, grezzo...o cos'altro non so. Ma no. Rifiuto di continuare oltre l'ottavo capitolo. Non capisco e non mi emoziono. "Non è stato a trovare la regina Margherita?!". Dai! non si può!

    ha scritto il 

  • 5

    Maugham è sempre una garanzia... Io ho letto solo un decimo della sua produzione 6 libri su 54 55 e molti non sono tradotti in italiano quindi mi sono preclusi ma onestamente ho dato 4 stellette solo ...continua

    Maugham è sempre una garanzia... Io ho letto solo un decimo della sua produzione 6 libri su 54 55 e molti non sono tradotti in italiano quindi mi sono preclusi ma onestamente ho dato 4 stellette solo a uno.

    ha scritto il 

  • 3

    più di 400 pagine.. ma si va avanti nella lettura velocemente, inesorabilmente : capisco perchè molti registi abbiano scelto di rappresentare in chiave cinematografica diversi romanzi di Maugham, "Il ...continua

    più di 400 pagine.. ma si va avanti nella lettura velocemente, inesorabilmente : capisco perchè molti registi abbiano scelto di rappresentare in chiave cinematografica diversi romanzi di Maugham, "Il filo del rasoio", compreso. Il protagonista mi ha ricordato il principe Myškin, ridimensionato, però, reso meno forte e credibile dal contesto di appartenenza: una dimensione frivola e inconsistente, più ancora di quella ottocentesca descritta da Dostoevskij.

    ha scritto il 

  • 5

    Lieta di iniziare l'anno con un bel 5 stelle. Non posso darne di meno a questo bel romanzone di Maugham, uno che le storie sa davvero raccontarle. Un libro dove la trama in fondo conta abbastanza poco ...continua

    Lieta di iniziare l'anno con un bel 5 stelle. Non posso darne di meno a questo bel romanzone di Maugham, uno che le storie sa davvero raccontarle. Un libro dove la trama in fondo conta abbastanza poco, ma i personaggi riempiono le pagine con la loro grandissima umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    Se questo è un romanzo rosa...

    Maugham è un costruttore eccelso di trame, atmosfere e personaggi. La quintessenza del romanziere scaltro e dotato di una penna ispiratissima. Il libro qui presente è godibile e fila via come un vino ...continua

    Maugham è un costruttore eccelso di trame, atmosfere e personaggi. La quintessenza del romanziere scaltro e dotato di una penna ispiratissima. Il libro qui presente è godibile e fila via come un vino dal sapore dolce e coinvolgente ma pericoloso per l'alto grado alcolico. Voglio dire che il libro prende, trascina il lettore nella lettura, senza stancarlo incuriosendolo.
    Maugham sapeva scrivere!
    La storia che narra ad un certo punto potrebbe andare per conto suo, seguire percorsi che forse poco interessano, quello che ammalia è la capacità di scrittura, l'ironia pungente e velenosa ma mai mortale, l'estrema leggibilità che però non si tramuta mai in grigia superficialità.
    Ad averne di romanzi rosa così...

    ha scritto il 

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